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- Perché segavi le zampe alle lucertole? Cattivo! - Per correggere la loro natura impura. Anche il Partito liberale è nato così.

Azael, da FriendFeed

Archive for maggio, 2004

Bloggers per la pace che cercano la guerra

Cari signori, è giunto il momento delle scuse. Loredana Morandi.

No, è giunto il momento del pan per focaccia e di dire “Attacca!” ai dobermann dello studio legale.
Se entro lunedì mattina la signora Morandi non recederà dalle proprie intenzioni, non cancellerà i deliri sparsi per 22 blog, i dati personali delle persone illegalmente citate e non farà pace con i propri neuroni, fate conto che odori di salciccia.

L’unico problema sarà fare pervenire le denunce a tutte e 50 le personalità multiple che rappresenta.
Che una è libera di reincarnarsi in Norman Bates quanto vuole, penso io, a patto che se ne resti quatta quatta a proiettare l’ombra sulle tende alle finestre della propria pensioncina.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Consessi

    Nel caso sfortunato vi arrivasse un plico con all’interno fantastiche frasi del tipo:

    Oggi l’Italia ha riconquistato il ruolo e l’importanza che le spetta come sesta economia mondiale ed è un Paese credibile e ascoltato in tutti i consessi internazionali.

    Allora date un’occhiata alla foto a lato e a come l’Italia sia diventata credibile ed ascoltata presso un consesso internazionale, in particolare presso un partito al governo in Germania. Il testo in tedesco sta a dire: “Tu decidi” e poi, a commentare il genio italico ecco un “dietro non c’è sempre una testa intelligente”.
    (10nx to Delio)

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  • Filed under: Opinioni
  • My name is Wolf. I look for blogs.

    Una marchetta ogni tanto ci sta.
    In fondo questa e questa erano ben fatte no?
    Quindi io dico che il prossimo blog è questo.
    Magari mi sbaglio eh?

    RadioNation sul tuo blog

    RadioNationRichiesti da tempo immemorabile, e promessi ancor prima, ecco i codici da copiare ed incollare per fare apparire sul proprio blog i palinsesti di RadioNation 1 e 2 (simili a quello che appare su questa pagina, in alto nella colonna di destra) e trasmettere automaticamente lo stream:

    RadioNation 1 (esempio):

    RadioNation 2 (esempio):

    Attenzione: lanciando automaticamente il player, i due codici non andrebbero utilizzati assieme all’interno della stessa pagina, per evitare sovrapposizioni di audio. Potete scegliere la larghezza che deve avere la colonna: si adatterà al numero di pixel che avrete indicato nel campo “width” del codice sopra riportato.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Selvaggia approda a Cominciamo bene

    Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM 28/5/2004
    Scambio di autori tra “Unomattina” e “Cominciamo bene”. A guadagnarci stavolta è il mega contenitore di Raiuno che si è accaparrato il vivace Vincenzo Galluzzo. Come avevo paventato, la giunonica Ilaria D’Amico (bella, professionale come poche) a un soffio dall’inizio ha dato buca ai dirigenti responsabili dell’ottimo talk show su Raitre. Forse non gradiva l’accostamento con il professor Mirabella, forse semplicemente ha dato ascolto all’ambizione che le suggeriva di rimanere sulla rete ammiraglia. La sostituisce – udite udite! – nientepopodimenoche: Selvaggia Lucarelli. Una che si è conquistata la notorietà soggiacendo alla schiavitù di dover sfornare (quasi mai con successo) una facezia al minuto. Ha scritto un inutile libro che ha una invocazione per titolo: “Mantienimi”. A quanto sembra, ci riesce benissimo da sé. O meglio, coi soldi del nostro canone.

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  • Filed under: Opinioni
  • C’è un medico in sala?

    Come ama sostenere la mia C.T.D.R. (*) (la quale, peraltro, non recede dall’intento di non parlarmi, ma almeno ha iniziato ad ascoltare) questo sarebbe “un mondo di mitomani”.
    La sinistra non fa eccezione, anzi. I blogger non fanno eccezione, anzi. I blogger di sinistra men che meno.

    Ce n’è una che è tutte queste cose assieme, e in più è pure iscritta all’Ordine. Se ne vanta a questo modo: “considerato,che io sono una giornalista accreditata anche a We are the Future: l’evento umanitario e il concerto più importante dell’anno. Anzi no: si tratta del concerto del ventennio, figlio di We are the World.
    Primo: “We are the World” non è mai stato un concerto, quello era il “Live Aid“. Secondo: provo una tristezza infinita per i giornalisti in generale, e in particolare per quelli che ostentano la propria professione a questo modo. L’accredito a “We are the Future”: e sticazzi. Gioco per bambini da 9 a 13 anni: telefonare all’organizzazione; richiedere l’accredito; fornire nome, cognome, testata ed inviare fax con l’autorizzazione del direttore responsabile. Fine del gioco.

    Continua, la nostra: “Gente come Sofri (collega), Neri e Mantellini invece stanno letteralmente sputando sull’autorità garante della privacy in Italia (e questo se non lo sai è reato). Si tratta di banali copia incollatori, sai che sono sincera: non prendere questa tangente perchè ti porta nelle braccia di chi ti sfrutta e ti impedisce di vedere la realtà che ti circonda”.
    E notate, vi prego, lo squallore di quel “collega” tra parentesi.

    Ad una utentessa-seguace, con tanto di firma sul suo stesso blog, che le aveva espresso qualche dubbio a proposito dei suoi modi, risponde: “Concludendo: tu su bloggersperlapace sei accreditata per scrivere vicino ad una persona famosa. Se vuoi che ti tolgo il link, fammelo sapere, lo toglierò”.

    Poi, qua e là, minacciosa, si produce in capitomboli verbali come questi:

    Nota sibillina: quando talune circostanze saranno finalmente “on”, più di uno si morderà le mani fra i vip e gli alto locati. Quelli invece che altolocati non lo sono e che, comunque, ci hanno preso di mira, si mangeranno ancor di più le mani quando scopriranno, che non c’è e non ci sarà mai l’ipotesi contro la quale hanno combattuto. Però si sono dati una bella zappata sui piedi da soli…

    Al che uno si chiede per davvero se, a questo punto, non sia il caso di prevedere un tesserino a punti (come per la patente) anche per l’iscrizione all’albo. Così, giusto per salvare quel minimo di onorabilità che meriterebbero la professione giornalistica in primis, e poi la punteggiatura, la grammatica, la lingua italiana.

    Dice: lasciatela stare. E’ gente che si nutre di link: a segnalarla non si fa un favore né a lei nè all’umanità tutta.
    Vero, ma parlate bene voi che non ci avete ancora avuto a che fare. Dopo BlogNews, UBW, Proserpina, Luca Sofri, Haramlik di Lia, ieri la “giornalista” ha preso di mira un ennesimo blogger, ritenendosi “diffamata” da un suo post (questo, per la cronaca).
    Dopo aver inviato deliranti mail e raccomandate a garanti e polizie postali, s’è fatta un giretto di blog e ha lasciato qua e là, a caso, commenti nei quali erano riportati nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di casa della mamma del gestore del blog incriminato. E, sia chiaro: gli ha fatto un favore – dice lei -, in quanto “I dati sensibili di un sito e la sua gerenza devono essere immediatamente accessibili all’utente “privato” di un blog, quando diffamato da chi vanta marchi e loghi registrati”. Ha svolto servizio pubblico, insomma: i dati della tua mamma non sono rintracciabili sul tuo blog? Ghe pensi mi.

    Non contenta, dopo aver ottenuto i dati dell’azienda presso cui lavora il blogger preso di mira, ha trascorso un pomeriggio chiamando al telefono i capi della persona in questione, pregandoli di licenziarlo sulla base delle “gravi accuse” che le sarebbero state mosse dallo stesso.

    Un mondo di mitomani, dice la C.T.D.R., e i pacifisti non fanno eccezione. I blogger non fanno eccezione. I bloggersperlapace (altrove si presentano come giustizialistiquotidiani) men che meno.

    E insomma, chiedo io: davvero l’Ordine dei Giornalisti non può far niente? Il Garante della Privacy, niente? La Polizia Postale, niente?
    E un medico? Un medico serio con una buona terapia che prescriva un periodo di vacanza dalla dura vita di giornalista-blogger che combatte per la pace?
    Il mio punto di vista? Diamogliela, questa benedetta pace. Quella di una clinica tranquilla e in mezzo al verde, con tanti animali.

    (*) Critica Televisiva Di Riferimento

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  • Filed under: Opinioni
  • Falcone e i suoi nemici

    Tanto per abbaiareCome ogni anno, anche stavolta hanno commemorato Falcone: per buona educazione. Prima hanno fatto una legge apposta per far fare carriera al giudice che più lo attaccava. Poi hanno fatto il discorso.

    • Il governo italiano ha appena fatto una leggina apposta per far tornare in Cassazione il suo principale nemico fra i giudici, Corrado Carnevale. Dopo aver votato la legge, i ministri sono saliti sull’auto blu, sono arrivati all’autostrada Palermo-Capaci, si son fatti indicare da qualcuno il punto preciso e là sono scesi e hanno commemorato virtuosamente.

    Impero. I gulag non sono mai morti di morte naturale. Neanche quelli iracheni fanno eccezione. La colpa? “Ubbidivo agli ordini”. E gli ordini sono sempre in nome di qualcosa. La storia delle torture, dei lager “democratici” e imperiali, sta finendo come doveva finire. Il comando della Werhmacht ha fatto un’inchiesta, un paio di caporali più sadici sono stati “condannati” a lievissime pene, Keitel e Jodl hanno dichiarato di non saperne niente, e tutto è finito lì. Dibattiti in televisione e foto sull’internet – la sola differenza è stata questa.
    E’ impossibile conquistare un paese senza torturare. Gli assiri, tremila anni fa, negli identici luoghi facevano esattamente lo stesso. Dove sono gli assiri oggi? Dove sarà l’Impero fra cinquant’anni?

    Background.
    9 aprile. New Port, Florida. Bambina di nove anni arrestata con l’accusa di avere rubato un coniglietto e dieci dollari. Dopo che lo sceriffo le ha letto i suoi diritti, lei ha detto di non aver preso i soldi e di aver preso il coniglietto solo per giocarci.
    15 aprile. Little Rock, Arkansans. Concesso il ritiro delle manette alle detenute portate in ospedale per partorire. Da ora in poi le catene (alle mani e ai piedi) verranno mantenute all’entrata e all’uscita della maternità ma saranno tolte durante il travaglio.
    28 aprile. Stato di Washington. Studente quindicenne interrogato dal Servizio Segreto in merito ad alcune sue caricature presidente Bush.
    30 aprile. North Carolina. Fine pena in autunno per Junior Allen, detenuto per 35 anni per il furto di un televisore da 140 dollari.
    2 maggio. Stato di Washington. Due adolescenti di 12 anni, Jake E. ed Evan S., verranno processati come adulti, per omicidio.
    10 maggio. Concord, New Hampshire. Veto del governatore alla proposta di alzare da 17 a 18 anni l’età minima per le condanne a morte.

    (continua…)

    Una vita come Steve McQueen

    A qualcuno sarà capitato, cazzeggiando per Milano, di notare delle inesplicabili body-guard vestite come in un’avventura di Superpippo ai tempi della Rivoluzione Francese, con l’aria afflitta e paracattolica, che girano a piede libero col basco blu in testa come emulazione fallita dei caschi blu dell’Onu, gruppuscoli ciellini vagamente inquietanti, capitanati da uno che sembra fare la pubblicità alla pasta dentifricia Pearl Drops. Sono i City Angels, una specie di associazione no-profit che è stata ideata e continua a essere guidata dal miracolo odontoiatrico di nome Mario Furlan, ex collaboratore dell’emittente cattolica Telenova e attuale presidente dell’osservatorio giornalistico Mediawatch. Scelta lodevole, quella di aiutare non si sa bene chi a Milano. Meno lodevole, invece, la scelta di divertirsi un mondo in serate pazzesche, che persuaderebbero chiunque a promuovere un referendum per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. In una botta sola, e sfoderando trentadue palette di sano divertimento, Mario Furlan, sempre vestito da Superpippo girondino, ha messo insieme al Circolo della stampa di Milano: Ezio Greggio, Candido Cannavò, Xavier Jacobelli, Stefania Belmondo, Renato Farina, Danilo Mainardi ed Emma Bonino, tutti festanti in occasione di un premio ideato sempre da Furlan. Ora, uno dice: sarà un’eccezione. No.

    (continua…)

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  • Filed under: Personale
  • Le glaciazioni di Emmerich o le beghe della Pedron?

    Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 27/5/2004
    Sebbene eroda il già esiguo spazio di “Blob”, “Che tempo che fa” di Fabio Fazio è un programma eccellente. Il conduttore – al contrario dei donchisciotteschi Luttazzi e Guzzanti – ha rivelato la sua astuzia escogitando di usare le previsioni meteorologiche come specchietto per le allodole. Parla poco di cirri e venti, molto di arte, libri, film, infrastrutture, linguaggi. Insomma, fa politica molto più che “Parlamento in” o “Batti & ribatti”. Il clima, si sa, è strettamente connesso con la politica. Se non bastasse il proverbio “Piove, governo ladro!”, appare chiaro nel catastrofico film di Roland Emmerich, “The day after tomorrow”; in cui molto del disastro di proporzioni planetarie si deve all’ottusità del vicepresidente Usa. Come Harrison Ford per l’archeologia, anche i vari Caroselli, Morico, Sottocorona, Giuliacci hanno ora il loro Indiana Jones. In questo film, che si avvale di magnifici effetti speciali e dei maestosi mezzi della Century Fox, ha la faccia stropicciata di Dennis Quaid, che affronta i ghiacci per salvare il figlio. E pensare che per noi il massimo dell’emozione sono le beghe tra Eleonora Pedron (weather woman del Tg4) ed Emilio Fede.

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  • Filed under: Opinioni
  • Il voto della giornalista Pivetti

    Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 26/5/2004
    Giornalisti al voto. Lunedì, tardo pomeriggio, ressa al circolo romano Montecitorio: i gazzettieri, come li chiama Feltri, sembrano scolaretti all’ultimo giorno di lezione. Magdi Allam, protetto dalla scorta, riceve complimenti e stringe mani, Antonio Di Bella pare uscito dall’atelier Lebole, Mauro Mazza, con autista al seguito, guarda tutti dall’alto, il tenero Antonio Spinosa sorride, ha una buona parola per tutti. La vedette è Irene Pivetti, l’unica che non saluti almeno un collega, fa la fila diligente per infilare la scheda nell’urna. Riparata dietro avveniristi occhiali da sole e stretta in un giubbino di pelle rossa stile Star Trek, non le arriva l’indignazione dei molti che si chiedono se per caso non abbia sbagliato fila, e non debba invece andare a votare coi pubblicisti. No, è una professionista, dice uno. L’altro, forse ispirato dalla vicinanza con la malfamata Tor di Quinto, ribatte con un volgare insulto alla moralità dell’ex presidente della Camera. Come si spiega tanto odio? E’ la stampa, bellezza!

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  • Filed under: Opinioni
  • Il compagno Cordero

    L’effetto collaterale di avere un governo peronista-populista-simil-argentino è quello di far sembrare di sinistra anche persone moderate o perlomeno conservatrici. Oggi il compagno L. Cordero d.M. attacca così:

    La riduzione dell’Irap deve essere un obiettivo prioritario del Governo. E’ impensabile, ha detto Montezemolo, che gli imprenditori italiani paghino una tassa sulla ricerca. Un Paese che non investe sulla ricerca, non investe sul futuro

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Adanay libre!

    La FattoriaSecondo me (e anche secondo il regista della trasmissione, credo, a giudicare dal numero di inquadrature immotivate che le dedica), non c’è storia: “La Fattoria” ha già un vincitore incontestabile. Una vincitrice, anzi, l’unica possibile: Adanay, la diciannovenne fidanzata cubana di Daniel Ducruet.

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  • Filed under: Reality Show
  • Schengen per Max Pezzali

    Max PezzaliVoglio coinvolgervi in un esperimento, una pratica che, storicamente, alla sinistra riesce benissimo. A me meno. L’esercizio consiste nello sdoganare presso i progressisti un personaggio pubblico reputato (a volte a torto, altre a ragione) totalmente privo di qualità umane e/o intellettuali e/o artistiche. Ma non basta: deve anche essere considerato (anche qui: a torto o a ragione) un’icona della cultura di destra. Posto che ne esista una. Gli esempi si sprecano: dall’Indro Montanelli deberlusconizzato dell’era post-Il Giornale al Jovanotti di “Yo!” e “1,2,3 Casino” che, alla Festa di Cuore, vede la luce grazie a Fabio Fazio e improvvisa un duetto con Walter Veltroni intonando “La Locomotiva” (tra parentesi: Lorenzo cantò la frase “trionfi la giustizia proletaria!”, Veltroni no).

    Ora tocca a me. Basta prendere un lungo respiro, fare il vuoto attorno, e spararla lì: a me piace Max Pezzali. L’ho detto. Ce l’ho fatta. Esagero: credo che “Gli anni” sia una bella canzone. E che in fondo lo siano anche “Come mai” e “Io ci sarò”.
    Per chiarire ulteriormente, “mi piace” è in effetti un’espressione un po’ forte. Credo sia una persona perbene, ecco. Uno che scrive canzoni per raccontare storie sulla vita di provincia e gli amici del bar, paragonabili (per temi trattati e fatte le dovute proporzioni) a quelle di Guccini o Ligabue. Uno che è così, come lo si vede: timido, a disagio davanti alla telecamera, bruttino, alle prese con un sorriso impresentabile e la calvizie incombente.
    Penso tutto questo dal giorno in cui, visitando il suo sito, trovai una sezione interamente dedicata ai files .mp3 di cover, live, remix liberamente scaricabili. Intervistato da non ricordo chi, fu uno tra i pochi cantanti italiani che non demonizzò la musica fruibile attraverso internet. Anzi: contribuì a metterne a disposizione. Gratis.
    Finì che arrivò la SIAE ed ingiunse al suo webmaster di fare sparire immediatamente tutti i brani scaricabili, nonché di chiudere la radio online che trasmetterva 24 ore su 24, con la minaccia di fare pagare una multa anche per il pregresso.

    Fin qui, poco che non abbia già detto (e, ai tempi, i blog musicofili giocarono a tiro al bersaglio utilizzando il sottoscritto).
    La novità sta, invece, nel fatto che Max Pezzali ha aperto un photoblog e ne sta facendo buon uso: vendicandosi dei paparazzi, ad esempio, o mostrando la pizza che sta mangiando, fotografando gli scaffali di un supermarket o immortalando lo sciopero dei tassisti collegato alla rete Wi-Fi dell’aeroporto.

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  • Filed under: Opinioni
  • Il Corriere della Fera

    E’ andata che Michael Ledeen, un idiota che ha fatto la parte del furbo durante il sequestro Moro e l’affare P2 e che viene sputtanato financo nelle motivazioni di sentenza sul caso Ustica (tanto che l’ex capo dell’intelligence nostrana, il non compianto ammiraglio Fulvio Martini, lo dichiarò “persona non gradita in Italia”), per la gioia di Rolli è diventato di colpo un maestro del pensiero (?) neocone. Lui si muove sulla linea della globalizzazione democratica, ma è attentissimo anche a quella dell’informazione controllata. Per questo, non si è fatto scrupolo di venire in Italia, per incontrare Romiti (quello serio, abbreviato sr.) e comunicargli che agli americani non è più gradito l’attuale direttore del Corsera. Romiti l’ha presa bene: ha convocato Folli e lo ha spesato. E’ un peccato: proprio adesso sta per essere comunicato l’acquisto di nuove rotative da parte della ferina proprietà, laonde si faccia alfine un giornaletto manabile in cromakey: 1/3 più grande di Repubblica e con tutte le pagine a colori. Lo stile contenutistico: New Milan Times. Mentre in una mezzanotte tempestuosa Michael Ledeen incontrava, all’hotel Principe di Savoia in Milano, il vecchio collega Edward Luttwak, l’attuale re travicello di via Solferino si disperava per essere stato congedato un attimino prima di tagliare il traguardo sospirato della rivoluzione grafica del vecchio Corrierone, che già Ferruccio De Bortoli si attendeva di superare. Gli ordini di scuderia impartiti da Ledeen avevano avuto un tristo prologo qualche mese fa, nel corso di una presentazione editoriale, a cui Paolo Mieli non aveva volontieri partecipato.

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  • Filed under: Opinioni
  • Camerata Cucco, presente!

    Tanto per abbaiareRiuscì a farsi espellere per mafia dal partito fascista. Poi, grazie ai camerati importanti, fu riammesso e fece carriera fino a diventare l’ultimo segretario di Salò. E ora al suo paese gli vogliono fare una piazza

    Palermo 1947 - Alfredo Cucco: primi inizi del MSIFascisti. Alfredo Cucco, ultimo segretario del partito fascista, proveniva da un paesino siciliano, Castelbuono, che ebbe negli anni Trenta l’indesiderato onore di varie e non preannunciate visite del “prefetto di ferro”, il famoso Mori. Costui, mandato da Mussolini in Sicilia con l’ordine tassativo di “estirpare la maffia”, aveva messo su un’eccellente rete di spie nelle province: ogni volta che aveva raccolto abbastanza nomi circondava il paesino incriminato con un doppio cordone di guardie a cavallo, lo occupava militarmente e procedeva a rastrellare tutti i “maffiosi”, tutti i sospetti o possibili tali, e per buona misura le rispettive famiglie. Lunghe corvees di ammanettati lasciavano al tramonto il paese, mentre sulla piazza principale il prefetto a cavallo intimava ai superstiti il giuramento di fedeltà al re e al duce. Le isole si riempivano di picciotti, e la scrivania prefettizia di encomi ministeriali.

    La sua carriera finì quando si mise in mente di perseguire anche l’alta mafia, quella che oggi chiameremmo “terzo livello”. I primi due o tre notabili proposti per il confino, dal ministero non arrivarono più encomi ma richieste di chiarimenti. I “camerati di Sicilia”, allora come oggi, contavano dentro al Partito più dei prefetti. Infine fu richiamato a Roma, lodato, giubilato, e assegnato a un incarico onorifico ma indifferente. Scrisse le sue memorie, mentre la mafia palermitana, digeritolo, si preparava serenamente a passare dalla protezione del fascismo a quella degli americani.

    Il prefetto, prima che i camerati palermitani si rivolgessero a Mussolini, era riuscito tuttavia a ottenere la “sospensione dal fascio per motivi d’indegnità morale” d’un paio di gerarchi-notabili palermitani. Poca roba, d’accordo, e solo per i casi più manifestamente gravi; e anche qui, d’altra parte, solo per qualche mese, prima del trionfale reintegro e nel grado littorio e nel notabilato. Fra questi, quel tale Alfredo Cucco, console della milizia e gloria di Castelbuono: la cui carriera riprese rapidamente le ali, fino a portarlo – come abbiamo visto – ai vertici del partito, in tempo per le ultime persecuzioni di ebrei (in cui si distinse) e stragi di partigiani.

    Adesso, nell’anno 2004, il sindaco di Castelbuono prevede d’intitolargli una piazza: Piazza Alfredo Cucco, uomo politico e patriota. Di piazze ad aguzzini fascisti (come il co-assassino dei Rosselli, Anfuso) la Sicilia contemporanea non è avara; come di pubbliche celebrazioni (memorabile quella a Di Cristina) in lode di boss passati a miglior vita. Però è la prima volta, se non erriamo, che nello stesso individuo si glorifica insieme, con fiero orgoglio, e il fascista e il mafioso. Io ne ho notizia di una lettera, inviata dai compagni di quel paese e indirizzata “per conoscenza” ai componenti del “centrosinistra delle Madonie”. Dalla lettera non si evince se il sindaco fascio-mafioso, che propone la piazza, sia di destra. Spero che qualche lettore di Castelbuono voglia al più al più presto precisarmi che trattasi di esponente di Forza Italia o dell’Udc o di An. Lo prego di scrivermi in fretta, perché non riesco a dormirci su la notte.

    (continua…)

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    Citazioni

    • - Perché segavi le zampe alle lucertole? Cattivo! - Per correggere la loro natura impura. Anche il Partito liberale è nato così. (Azael, da FriendFeed)
    • Lo sfogo della D'Addario: "vogliono farmela pagare". E' business bellezza, neanche tu la regalavi. (Brodino di Cayenna (da Dagospia))
    • Avatar for dummies: un uomo, anche se blu, farebbe qualsiasi cosa per la figa. (Dania, da FriendFeed)
    • Sono una persona orribile: quando ricevo delle mail io aspetto sempre un po’ a rispondere, per far sembrare che ho una vita. (E io che mi pensavo)
    • Secondo me ti amavo, ma la Questura dice che ti stimo molto. (DJD, da Tumblr)
    • Ho deciso: a tutti quelli che vogliono vendermi qualcosa o hanno qualcosa che voglio comprare, chiederò se votano Berlusconi. Se mi rispondono di sì, mi rivolgo a un altro. (Magenta, da FriendFeed)
    • L'ignoranza esiste, dentro e fuori da Facebook, e non sarà sconfitta nascondendola, ma piuttosto affrontandola a viso aperto. (Facebook, in risposta a Renato Schifani)
    • "Sono miracolato, un centimetro più su e avrei perso l'occhio".  Certo: un millimetro più giù e lo gambizzavano. (Ester “Hoshimem” Memoli, da FriendFeed)
    • Da un recente sondaggio risulta che la maggior parte dei sondaggi viene fatta recentemente. (Dr. Van Harper)
    • Battisti estradabile: l'ultima parola a Mogol. (Francesco Di Gesù, da Twitter)

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