Sospensione d’i'ricreativo… principia a avviare i’ccurturale
E’ più forte di me. Ogni volta che qualcuno, a una battuta riguardo un personaggio femminile impresentabile moralmente, professionalmente e poi anche, forse, fisicamente, chiosa col canonico “Di un uomo non l’avresti mai detto” (come se di Vespa nessuno avesse mai detto che è brutto e pieno di nei; che Ferrara è grasso; che Fassino è magro; che Andreotti è gobbo; e qui può partire l’“eccetera eccetera”), mi scivola il click sul filmato.
Il Decalogo del VIP su Twitter
- Se non hai voglia o tempo non ti obbliga nessuno.
- Davvero: non è obbligatorio essere su Twitter, specialmente se non ne vedi il motivo, non ti piace o ti sembra una perdita di tempo. In più, se non ci sei, fai anche la felicità del tuo addetto stampa.
- Twitter non aggiunge un briciolo di fama a quella che hai già.
- Fiorello ha avuto su Twitter il successo che ha avuto per un semplice motivo: è Fiorello. Pensi che se avesse scelto l’alternativa della bomboletta spray per scrivere “Viva la figa” su un muro di Roma l’ANSA non l’avrebbe ripreso? Sui social network valgono le regole del mondo reale: l’esposizione in televisione si ripercuote sul numero di fan e, anche qui, la quantità va a scapito della qualità.
- Non si risponde ai deficienti.
- Anche qui: Twitter e Facebook sono mezzi di comunicazione di massa. “Massa” significa un sacco di gente, e che il numero di cretini è, in proporzione, uguale a quello che incontreresti per strada. Tu per primo dovresti sapere che in giro se ne incontrano tanti. Ricorda, poi, che vale come regola d’oro la vecchia battuta di Arthur Bloch: “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”. Non hai nemmeno il problema di pensare che lo scemo se ne abbia a male: ti ha scritto lui per primo, ti ha insultato, c’è già rimasto male, o -più probabilmente – ha problemi suoi. Non puoi convertirlo: è scemo, e gli scemi non cambiano religione. E’ uno che scrive alle celebrità per lamentarsi di qualcosa: nello schema dell’evoluzione viene dopo perfino a quelli che scrivono lettere indignate ai giornali. Sei sicuro di volergli fare da cassa di risonanza?
- Non si risponde a tutti.
- Scegli le conversazioni più stimolanti, e intervieni in quelle. Rispondi a chi scrive cose che ti sembrano interessanti, o a chi porge domande che magari non ti fanno mai e a cui hai voglia di rispondere. Se rispondi a 100 persone e poi ne dimentichi cinque, puoi star certo che avrai cinque individui che nella migliore delle ipotesi penseranno tu sia un po’ stronzo e, nella peggiore – in un impeto di paranoia e alienazione -, saranno certi che ce l’hai con loro nello specifico, per qualche motivo che sfugge a te ma sicuramente non a loro. Certo: scontenterai molti, ma se uno non è in grado di capire che, anche volendo, non avresti il tempo materiale per rispondere a tutti, vedi al punto 3: è scemo. In ogni caso ricorda che tutti stanno leggendo quello che scrivi: quando rispondi a uno, stai rispondendo anche ai cento, mille, diecimila che hanno la medesima curiosità.
- Non si risponde solo ai VIP.
- Non che sia vietato: solo non è carino. La maggior parte della gente potrebbe pensare “Perché non si mandano un SMS?”. Ora, tu potresti anche metterti lì a spiegare che non è che le celebrità trascorrano il tempo a chattare tra loro, e che non esiste un segretissimo elenco telefonico di persone famose stampato esclusivamente per i VIP, ma sappiamo bene che non servirebbe a niente. Parla con tutti, quando e se ne hai voglia: è l’unica soluzione.
- Evita il “lei non sa chi sono io”.
- Per vari motivi, e il primo è che, magari, no, davvero non sa chi sei. Non c’è bisogno, spero, che stia qui a spiegare il perché questa particolare frase e altre simili risultino particolarmente antipatiche a chiunque pensi – non a torto – di essere qualcuno anche se non appare in televisione. Se sei il primo a pensare il contrario, beh, ecco, forse Twitter non è il posto che fa per te.
- Evita le polemiche.
- C’è gente che vive per quello e, no, non sono tutti giornalisti. Alcuni hanno parecchio tempo da perdere. Non che tu non ne abbia, sia chiaro, ma almeno – si spera – sai razionare il cazzeggiamento per dedicarlo a vari interessi. Beh, sei ormai abbastanza grande per sapere che alcune persone hanno quell’unico hobby: polemizzare sulla rete. E hanno appena trovato un cretino che gli dà corda.
- Non parlare di lavoro.
- Perché – semplicemente – è antipatico. Ma, soprattutto, l’audience cui ti stai rivolgendo non è composta da addetti del mestiere. Se pensi sia così c’è bisogno di chiarire che, forse, Twitter non è il posto adatto per te e la tua combriccola di celebrità. Evita anche di intervenire su Twitter solo quando hai da pubblicizzare un evento che ti vede protagonista. Anche qui, è semplice: è una cosa antipatica da fare. E’ come mettere i depliant nelle caselle della posta: non piacciono a nessuno e nessuno li legge; è tempo che l’umanità se ne faccia una ragione.
- Non sentirti perseguitato.
- Non si può piacere a tutti. Quelli cui non piaci hanno sempre la possibilità di non seguirti. Se continuano a farlo, sono loro che hanno un problema, non tu.
- Non arrenderti alle prime difficoltà.
- Così, tanto per non dare l’idea che tu viva in una bolla di sapone. Se hai pensato che Twitter o Facebook fossero un posto diverso rispetto a un mondo popolato da geni giustamente incompresi, ma anche da gente che si alza alle sette del mattino e che si sente autorizzata a nutrire invidia nei tuoi confronti a causa di veri o presunti privilegi di cui puoi godere esclusivamente grazie al tuo status sociale, sei tu che hai sbagliato per primo a presentarti qui. Chi è lo scemo ora?
MacchiAmici mette il dito tra Emma e Belèn

Questa sera, alle ore 21, su RadioNation 4 andrà in onda la prima puntata della stagione di MacchiAmici! Va da sè dal nome che si commenta la nuova puntata del serale di lotta nel fang… di Amici di Maria De Filippi. Ospite speciale: il meccanico salentino che ha manomesso i freni della moto.
In studio: Matteo Bordone, Laura Carcano, Carlo Giuseppe Gabardini, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
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Economìca: la tredicesima puntata

Questa sera, alle ore 22:15, su RadioNation 4 andrà in onda una nuova puntata di Economìca. Tema principali: crisi Olanda-Francia, recessione inglese, decreto fiscale e, per finire… l’emissione del “Gabardino” (Ǥ).
In studio: Matteo Bordone, Laura Carcano, Carlo Giuseppe Gabardini, Paolo Landi, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
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Economìca: la dodicesima puntata

Questa sera, alle ore 22:15, su RadioNation 4 andrà in onda una nuova puntata di Economìca. Tema principali: investimenti, crisi economica e riforma del mercato del lavoro.
In studio: Carlo Giuseppe Gabardini, Paolo Landi, Ilaria Liprandi, Gianluca Neri, Simone Tolomelli.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
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TheClassifica 24032004 – Tutti giù per Serra
In questi 15 giorni, Wrecking ball di Bruce Springsteen è andato al n.1 come previsto. Esaurito l’assalto dei fan, è sceso al n.2, dove si trova tra Lucio Dalla (12000 lune, triplo cd a 18-20 euro) e Lucio Dalla (Caro amico ti scrivo, raccolta frettolosa e singola – manca Anna e Marco, per dire. Però, anche se contiene 37 canzoni in meno dell’altro, costa 8-10 euro, e poi ha il titolo DEFINITIVO). Completano la top 10 Adele (disco uscito 60 settimane fa), Tiziano Ferro, Celentano. Poi tre nomi relativamente più freschi (One Direction, Emma, Arisa), infine Dallamericaruso al n.10.
Forse dovrei parlare di Springsteen, ma mi sono già espresso quivi (http://www.rollingstonemagazine.it/musica/notizie/fallito-e-invidioso-del-mito-e-delle-ragioni-di-critica/49541) e non mi andava di ammannirvi una replica. Non sono mica un satellitare Rai.
(magari vi faccio la sintesi alla fine)
Giacché – malgrado i miei strali – Adriano Celentano è rientrato in top 10, volevo sottoporvi due cose. Intanto, questo video Rai, Celentano con David Bowie, nel 1999. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=paPWlphXY8U
Saltate pure la mediocre Thursday’s child e andate all’impari confronto. E mentre l’imbarazzo cresce in voi, occhieggiate questa frase del Figlio della Foca: “Tra artisti alla pari, c’è una stima reciproca che ti obbliga non solo a riflettere quando magari non condividi il pensiero dell’altro, ma anche ad espandere una certa elasticità nell’accettazione di un’idea che non sempre è tua”. Gli eletti del club esclusivo cui si riferisce il cantante spesso presente nei programmi di Michele Santoro (che lo sdoganano a sinistra) sono CapireBattiato e Jovanotti, che hanno collaborato al suo disco, sdoganandolo a sinistra. L’intervistatore è Michele Serra, che ha collaborato alle sue trasmissioni, sdoganandolo a sinistra.
Ora. Michele Serra.
“Casa Neri”, la seconda puntata a Le Invasioni Barbariche
(Tratto dal talk dedicato al cibo all’interno della puntata del 9 marz0 2012 de “Le Invasioni Barbariche“ di Daria Bignardi).
TheClassifica431943 – La salma è la virtù dei forti
Insomma, con il box di 3 cd intitolato 12000 lune, del 2006, Dalla è al n.1 in classifica.
Come ho già rimarcato con pedanteria nella scorsa TheClassifica, non gli succedeva da un po’.
Tre dischi in top ten sono di defunti (n.9, altra raccolta di Lucio Dalla, Questo è amore – e n.10 raccolta di Whitney Houston). E al n.4 c’è The Wall dei Pink Floyd, gruppo che è morto molte volte. A quanto leggo dai cartelloni pubblicitari visibili in città (uno era davanti a me un’ora fa), si tratta di un’ennesima ristampa deluxe limitata e supermegadefinitiva, una volta assicuratasi la quale il vero fan dei Pink Floyd non avrà più bisogno di comprarne un’altra se non la versione fantaspecialmonumentale in uscita l’anno prossimo. Non so se qualche Floydiano preciso tra voi mi potrà confortare, ma credo che The Wall sia uscito almeno una decina di volte da quando è uscito. Mi ricorda la barzelletta dei due che vedono un film con la corsa tra un negro e un bianco (“Scommettiamo? Io punto sul negro” “Ci sto, io sul bianco – acc, hai vinto” “Però devo confessarlo, io ‘sto film l’ho già visto” “Anch’io, ma stavolta il bianco sembrava più in forma”). Insomma gente, cosa continuate a comprare The Wall? Cosa sperate, che alla fine Pinky incontri suo padre? Che Roger Waters chieda scusa a Richard Wright? Che appaia Vera Lynn?
TheClassifica 0,69 € – Dalla Dalla ballerino
E’ mezzanotte passata, Lucio Dalla è morto ieri, e ovviamente non è nella top 100 degli album più venduti della settimana scorsa, che vede in testa finalmente Emma Marrone davanti al disco di Adele (in classifica dal gennaio 2011). In compenso c’è Adriano Celentano al n.3. Migliore posizione da quando il disco in questione è uscito. E questo non nella settimana di Sanremo o quella dopo. Nella settimana in cui Celentano è ospitato da Santoro.
E allora forza, Sant’oro, dai. Ridacci anche Berlusconi, già che ci sei. Se hai la faccia di ospitare Celentano dopo la ignobile farsa del Festival, ridacci Berlusconi e tutta la porcilaia: ridacci lui e Gasparri e Calderoli. Ridacceli, tu e il tuo amichetto precisino, il primodellaclasse. Tanto è questo che volete: ne avete ben fatti di soldi, con loro, no? SOLDI, Dio quanti SOLDI avete fatto. E in quale altro Paese vi capitava? Minchia – Celentano ospite, Celentano terzo. Oh, beh. Torniamo a Dalla, altrimenti mi girano le palle.
Dalla è nella top ten di iTunes, quella dei singoli. Non al primo posto, dove c’è Arisa con La notte. E’ al n.2 con Caruso, che costa molto poco (0,69 €). Al n.3 c’è Non è l’inferno di Emma, al n.4 Sono solo parole di Noemi, e al n.5 c’è di nuovo Dalla con 4 marzo 1943, che costa 1,29 € come del resto il pezzo di Arisa (anvedi!). Ci sono cinque brani di Sanremo 2012 nella classifica dei singoli più scaricati, ma non c’è Nanì, quello di Pierdavide Carone featuring Lucio Dalla. Che comunque chiude la top ten con Piazza Grande, che costa 0,99 €. Strano, niente L’anno che verrà o Anna e Marco. Per ora. Forse costano un euro e mezzo. Cioè, come 5 sms invece che 3, o 4.
Sapete, c’è una cosa su Dalla che probabilmente vi dirò solo io. Non perché io sia un figo – ma perché è il tipo di dettaglio probabilmente sciapo sul quale io pontifico. E poi perché sono così miserello da tirarla fuori in questo momento. Come a sminuire l’artista o guastare il lutto, che è così bello per definizione. (…no, non sto per dire che era gay)
Salviamo il mondo dai ciclisti
Oggi, dalle parti di via Ravizza a Milano:
Sono fermo allo stop, sto per ripartire quando un ciclista con le mani in tasca mi sorpassa sulla destra e mi si piazza all’improvviso davanti.
Inchiodo a un micron di millimetro dalla sua ruota posteriore e suono il clacson. Lui appoggia le mani sul manubrio, si alza sui pedali e si allontana un po’. Quando si sente a distanza di sicurezza si gira, si guarda la mano e mentre scopre con stupore di avere il pollice opponibile, decide di alzare il dito più centrale che trova.
Come un qualsiasi maschio idiota (o alfa che dir si voglia) lo rincorro, lo raggiungo e insulto lui e le sette generazioni che lo hanno preceduto.
Lui dice: “La prossima volta metti la freccia se devi girare”
Io: “Ma io dovevo andare dritto, coglione. E se mi devi insultare, ti fermi e mi insulti”
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso, perché la situazione è andata un po’ oltre (solo verbalmente), e dopo aver fatto scenate del genere e aver forse spaventato uno, che rimane comunque un coglione, mi sento un po’ un idiota.
Quello che vorrei che capisse è che se lo avessi tamponato, si sarebbe fatto male lui, non io.
Puoi fare il ciclista duro e puro quanto vuoi, ma un paraurti o un parafango è comunque più duro di te.
Ieri, dalle parti di piazzale Istria:
Una signora esce da un bar. In quel momento sfreccia una ciclista che la travolge.
La signora si rialza fortunatamente senza evidenti danni. La ciclista si ferma e si incazza: “Guardi dove va.”
Casa Neri a Le Invasioni Barbariche
Per chi ieri sera avesse perso il filmato “Casa Neri” nel corso del talk “Senza Rete” all’interno della puntata de “Le Invasioni Barbariche” di ieri sera, eccolo qui:
(Un avvertimento a chi si è stupito (e sono stati tanti) che un bambino di un anno abbia un account Twitter: vi svelo un segreto – tenetevi forte, perché la rivelazione è di quelle che sconvolgono -: in realtà non è Tommaso che twitta. Sono la sua mamma e il suo papà, e lo fanno così, un po’ per scherzo e un po’ perché gli sembra una cosa carina da fare).
TheClassifica ’80 – Forse domani a quest’ora non avrò twittato mai
Così male, mai.
Intendo dire: Giggetto D’Alessio, il migliore del mazzo, quarto. Posizione cui forse sarebbe arrivato comunque, anzi magari senza Sanremo sarebbe andato pure un po’ meglio, ché i suoi fan si sono svenati con gli sms da un euro e zerouno per ributtarlo dentro dopo che la giuria l’ha buttato fuori. E tutto per andare comunque a sbattere contro la salastampa che compatta lo ha ributtato fuori, favorendo Noemi. Che ci vuoi fare Giggi, la sala stampa ha profondo schifo del gusto popolare, lo vuole educare a tutti i costi. Ma di fatto, il popolo ti ha lasciato tra gli scaffali come se la kermesse fosse un marchio d’infamia. L’unica altra festivaliera presente in top ten è (e meno male) Emma che lo ha vinto, al n.6. Nel dopofestival, al n.1 ci è tornata – oh, sorpresa – Adele. E al n.2 c’è sempre la raccolta tratta dalle precedenti raccolte di Eros Ramazzotti. Al n.3 risale Tiziano Ferro. Scendono al n.5 gli One Direction. Al n. 7 c’è Jovanotti, e al n.8, a riprova che la componente becchina degli italiani è insopprimibile, sale Whitney Houston. Al n.9 c’è Sud di Fiorella Mannoia, che ho visto coi miei occhi in un negozio a 22 euro. E dopo i 125 milioni di cazzate, riagguanta la top ten con le unghie, nell’ultima posizione possibile, il disco di Celentano. E poi? Gli altri?
TheClassifica 2012 – Buon anno. Nuovo
Come state?
Ci sono persone che glisserebbero sul fatto di essere spariti per più di un mese. E non avrebbero la faccia tosta di ripresentarsi qui al vostro cospetto fischiettando.
Sono quel tipo di persona.
Per cui, andiamo al sodo: l’album più venduto della settimana scorsa è di un gruppo che, a occhio e croce, il 90% di voi, TheLettori diletti, non ha mai sentito nominare. One Direction. Secondo l’Ansa sono “i nuovi Take That”. Hanno 18-19 anni, vengono dalle isole britanniche (nel senso che c’è un irlandese); i fan li chiamano 1D, sono arrivati terzi all’X Factor inglese, ai cui provini si erano presentati da soli: una dei giudici, Nicole delle Pussycat Dolls, ha detto: mettetevi assieme, che è così che si fa il grano. E perciò anche da noi si sono issati in prima posizione dopo un periodo in cui, nel colpevole silenzio di questa rubrica, hanno primeggiato Litfiba, Adele, Tiziano Ferro. Di conseguenza i terzi dell’X Factor inglese se la passano meglio dei primi tre dell’X Factor italiano, i cui EP sono stati piuttosto puniti nella classifica delle vendite, faccenda curiosa visto che invece il programma è andato benino. Come a dire che la gente ha speso più soldi per votare Francesca Michielin e gli altri con gli sms, che non per comprare il loro disco. L’album, come entità (di plastica o in formato mp3) è ormai una cosa che sta sulle palle a tutti. Pesa.
Ora, sono andato a vedere il video del loro singolo di maggiore successo dei 1D, What Makes You Beautiful. Come altri 54 milioni di persone (quasi 55). E sapete cosa vi dico?




