SMS ricevuto da anonimo
Così, per la cronaca, ecco l’annuncio web attraverso il quale sono state reclutate le “Gheddafine” (clicca per ingrandire).
Ed è così che scopriamo che ne servivano 1000 di sesso femminile (e si sono proposte in 1015) e 200 di sesso maschile (ma se ne sono proposti solo 159).
Oggetto della convocazione: “Incontro – dibattito con capo di stato estero”
Dettagli dell’impegno: “Non si tratta di un lavoro ma di un incontro istituzionale nel quadro di un importante progetto di integrazione tra due popoli di differenti religioni e tradizioni. Il leader politico/religioso dello stato
ospitato inviterà al meeting 1000 persone con le quali avere un dibattito inteso alla comunicazione ed allo scambio di informazioni su ampia scala. L’impegno è solo quello di presenziare al meeting (come pubblico invitato)”.
Requisiti (sia mai che vi venga la voglia di una nottata in tenda): “Interessi umanistici e socio politici religiosi, abbigliamento decoroso”. Puntualizzazione: “Per le donne: No minigonne o scollature eccessive”.
Compenso totale: “100,00 euro lorde – 80,00 nette”. Disclaimer: “Si tratta di un rimborso spese per partecipare all’evento”. Dettagli pagamento: “Immediato”.

1 - Si sappia che il vero sintomo della crisi è la pezzenza dei conti denunciati rispetto all’opulenta estate 2009. Questa settimana ci siamo chiesti se 312 euro per una cena di pesce da 11 persone (4 bambini) in Salento sono un furto.
2 - Le allergie. Giusto loro. Nuova croce dei ristoranti italiani. Uno dei quali ha presentato il conto del pranzo (per errore, sembra) ai familiari di Davide Perta, il sedicenne celiaco e poliallergico morto dopo aver mangiato un gelato.
3 - Non voleva essere l’ennesima riedizione della serie “guide di carta vs blog”. Invece, il commento sui premi della guida ai ristoranti 2011 de L’Espresso si è tramutato in un aspro dissidio utile più che altro agli studiosi di psicoanalisi.
4 - Rievocare i souvenir gastronomici sembra un gesto gratuitamente autopunitivo, specie per chi ha finito le vacanze da poco. Ma fidatevi, alla lunga si rivela liberatorio. Ecco perché vi abbiamo chiesto cosa vi siete portati a casa dalle vacanze (o cosa avreste voluto).
5 - I Tuc e le Chipster mi insufflano nell’orecchio pensieri sconci, pratico le partenze intelligenti ma di intelligente in quello che mangio durante l’esodo non c’è neanche l’ombra. (Del perché la Rustichella è il gianc fud preferito degli italiani).
6 - Per la serie “Boh, saro io”, sbaglio a comprare il cocomero una volta su tre. Siccome dopo Ferragosto il rischio aumenta, servivano consigli pratici per il pre-acquisto.
7 - In Aprile ormoniamo al solo pensiero di estinguere spigole e Chablis. Adesso è agosto, ci siamo tolti la voglia di grigliare pesci e carni, ma è ancora troppo agosto per pensare all’autunno. Con cosa ricatturare la “joie di vivre” gastrofanatica?
8 - Gastrotime and the livin’ is easy. Come attutire lo stress da rientro dopo due settimane con la faccia affondata nell’anguria? Piatti salvabrodo, barriere acchiappapiselli, tostapane trasparenti, quando il design ci viene in aiuto.
9 - Un giorno alla Vucciria di Palermo. Venite con noi.
10 - Per chi è ancora in vacanza la Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana (speciale alta Puglia).
[Immagine: Diner's Journal]

A sorpresa dalle 22:30 in poi circa, su RadioNation 4, una cosa che non sapevamo come chiamare e allora abbiamo chiamato “Non è SabatoNotte”.
Dietro ai microfoni: Matteo Bordone, Lorenzo De Marinis, Gianluca Neri e Simone Tolomelli.
Per ascoltare la puntata sarà sufficiente aprire Macchianera: andremo in onda in audio e in video.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Continua a leggere “Non è SabatoNotte”
Non scrivevo sul blog da un po’ di tempo. Tanto di quel tempo che c’è stato perfino chi ha detto che Macchianera era morto. Come se potesse morire.
Però è innegabile la mia latitanza. Sulle prime ho creduto che fosse uno degli effetti del sopravvento dei social network: scrivi decine di piccole cazzate durante il giorno e, alla fine, non hai poi tutta questa voglia di ripeterti in un riassuntone finale. Ma, no, il motivo non sono i social network. Cioè, un po’ sì, siamo onesti; anche se poi è solo questione di dove va la gente a leggerti, e qua tutti assieme o sparsi per la rete non fa poi tutta questa differenza.
Le ragioni di questa assenza sono state principalmente due. Il libro, anzitutto: l’ho scritto con un senso atavico di colpa addosso per avere abbandonato il blog, al punto che sono arrivato a pubblicarne gran parte su queste pagine mentre stendevo le idee sul word processor. Poi un editore ha avuto la bontà di pubblicarlo, ma prima ci sono state le infinite revisioni richieste dall’essere un pignolino come me (confortato unicamente dal fatto che, alla millemillesima lettura, non ho ancora trovato un refuso), e la fatica di svelare un finale che comporta l’essere pigro come me.
La seconda ragione è un amico, uno di quelli si fanno vivi all’improvviso, e di cui hai testimonianza solo attraverso una foto in bianco e nero.
Continua a leggere “A una persona di cui ho una foto in bianco e nero”
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Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci.
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