Il problema di non saper ignorare la balena blu nella stanza

Qualcuno dovrebbe spiegare a Matteo Viviani e alle Iene tre cose.

La prima è che quando pesti una merda, questa continua a puzzare come merda anche se ti ostini a sostenere che è Camembert.

La seconda è che il giornalismo americano si è dato una regola fondamentale che chi non vuole passare per cialtrone segue alla lettera, e cioè che NON SI PARLA DEI DETTAGLI DI COME CI SI SUICIDA.

Per ovvi motivi (ma se cliccate qui, TIME magazine vi spiega in dettaglio perché).

Delle particolari modalità del suicidio di Robin Williams, ad esempio, o di quello di Anthony Bourdain, i media meno idioti hanno cercato di omettere i particolari.

Invece Matteo Viviani, nella puntata del 2 aprile 2019: “Perdona se entro nei dettagli: lui la corda per impiccarsi l’ha attaccata dove?”. E il padre del ragazzo morto – chiaramente e comprensivamente in modalità di negazione della possibilità del suicidio del figlio: “Lui sapeva fare i nodi, e quello era un nodo particolare, che tirando si scioglie”.

Qualcuno li fermi.

O qualcuno inizi a tenere i conti – uno per uno – dell’aumento di morti legati a fenomeni farlocchi che non esistevano prima che la televisione se li inventasse, e inizi a ritenerli responsabili.

La terza, infine, è che solo Fonzie non chiede mai scusa quando capisce di avere raccontato una cazzata. Ma lo sgamano sempre, comunque.

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