Lo specchietto per le allodole
10 Set
Considerando che in questo momento **BlogNation** utilizza un server dedicato su **Godaddy** (quello delle radio sta invece su Verio, è un _”virtual”_, ma ha banda illimitata), con processore Intel Pentium 4, sistema operativo Fedora Core 2 (non aggiornabile a meno di non voler perdere tutti i dati sul server), 2 dischi non RAID da 120 GB di cui usiamo il 5%, 2000 Gb di banda di cui ne usiamo solo 102, e avendo la necessità di migrare il più velocemente possibile su un server dedicato più potente (la sola ricerca di **Movable Type**, al momento, porta la CPU al 99,7%), voi, sulla base dei dati di seguito, che ho faticosamente raccolto in giro per la rete anche grazie alla consulenza di alcuni di voi lettori, quale soluzione scegliereste (certo, se si riuscisse sarebbe bello raggruppare le radio e i blog in un solo server - il che significa avere banda in uscita illimitata - ma diciamo che per il momento ci limitiamo a voler fare andare alla perfezione quello dei blog)?
Oppure: ne conoscete una migliore?
Oppure, ancora: fornite hosting ai livelli qui sotto elencati e desiderate la sempiterna riconoscenza del popolo dei blogger di **BlogNation** nonché uno spazio fisso su ognuno dei suddetti blog (peraltro **BlogNation** è in queste condizioni semplicemente perché ospita alcuni tra i blog più visitati della rete italiana)?
Se non volete scrivere nei commenti, potete contattarci via e-mail semplicemente .
Ci aiutate nella scelta?
| Hosting | Server beach | 1&1 | Hosting | Pair | Host Gator | Max Dedic. | Rack Space | Server Central | Hetzner | The Planet | NGI |
| Indirizzo | Link | Link | Link | Link | Link | Link | Link | Link | Link | Link | Link |
| Dedicato | Sì | - | - | Sì | Sì | Sì | ? | - | Sì | Sì | - |
| Assistito | - | Sì | Sì | - | - | Sì | - | - | - | - | |
| OS | RedHat / Centos / Fedora | Linux | Fedora Core 4 | FreeBSD 6.2 | RedHat 9 / RHEL 3-4 / FreeBSD | CentOS 3.x / FreeBSD | RedHat Enterprise | ? | Debian 4 / Suse 10 / Ubuntu 6 | RedHat | Fedora Core 5 / SuSE 10.1 / Debian 4 |
| Processore | 2x Dual Core Intel Xeon 512 | 2x Dual Core AMD Opteron 2216 (2×2x2.4 Ghz) | 2×2.8 GHz Xeon | Core2 Duo 2.4 GHz | Dual Core 3060 Conroe | Dual Xeon 3.0 | 1 Dual Core AMD Opteron 2214 | Dual Intel Dual-Core Xeon 5050s | AMD Opteron 1218 Dual Core | Intel Dual Xeon 2.8GHz | AMD Opteron dual-core / INTEL Xeon dual-core 2.2 GHz |
| Ram (Gb) | 2 | 8 DDR | 2 | 4 DDR2 | 4 DDR | 1 | 1 DDR2 | 4 ECC | 4 DDR2 | 8 | 8 |
| HD (Gb) | 2×250 | 2×500 | 3×146 | 250 | 4×500 | 120 | 2×73 | 6×73 | 2×300 | 8×300 - 2×73 | 1×100 - 1×10 |
| HD Type - controller | 7200 RPM SATA II | RAID1 | SCSI - RAID5 | ? | SATA II - RAID10 | ? | SFFSAS - RAID | SCSI - RAID | SATA | SCSI | SCSI |
| Monthly Transfer (Gb) | 2000 | 5000 | 1024 | 3000 | 2500 | Unme tered | ? | 1200 | 1000 | 3000 | ? |
| Unmetered / mese ($) | 1300 ¹ | - | - | - | - | 0 | - | - | - | - | - |
| Costo annuo + unmetered ($) | 19767 ² | - | - | - | - | 0 | - | - | - | - | - |
| Data transfer speed (Mbit) | 100 | 100 | ? | ? | ? | 100 | ? | ? | 100 | 100 | 10 |
| Location | ? | ? | ? | ? | Dallas (TX) | Atlanta | ? | ? | Nurem berg | ? | Milano |
| Costo per eccedenza (1Gb - $) | ? | ? | ? | 1,95 | ? | ? | ? | ? | 0,09 | ? | ? |
| Setup fee ($) | 99 | - | - | - | - | 100 | ? | 299 | 149 | - | |
| Costo / mese ($) | 339 (+ ¹) | 399 | 414 | 599 | 374 | 1165 | ? | 469 | 149 | 899 | 1855 |
| Costo / anno ($) | 4167 (+ ²) | 4788 | 4968 | 7188 | 4488 | 14080 | ? | 5927 | 1937 | 10788 | 22261 |
Il tutto per prepararsi a parecchie novità su **BlogNation** in tempi brevi, la prima delle quali è che nuovi blog saranno invitati ed ospitati (e su varie piattaforme, non più solo **Movable Type**). Il che significa anche che se qualcuno dei _”condòmini”_ di **BlogNation** avesse il desiderio di migrare a **Wordpress** o, che so, rinnovare la grafica secondo i dettami del nuovo **Movable Type 4** (o anche solo di mettere a posto i _template_), beh, quello della transizione è il momento perfetto per farlo.
31 Ago
Come si saranno accorti i frequentatori dei blog ospitati da BlogNation, l’estate ha dato alla testa al server, e succede sempre più spesso che gli autori non possano inserire nuovi post, i lettori commentare, o che addirittura le pagine impiegino un’eternità ad apparire.
Dal canto suo, il provider americano che fornisce macchine e banda - che di mestiere vende dominî, ed è molto bravo nel farlo, un po’ meno ad ospitare tutto quel che poi ci sta dentro -, sostiene che tutto è normale, e che il server - molto semplicemente - abbia istinti suicidi.
Per questo motivo si rende necessaria la migrazione presso un fornitore di fiducia (Verio, per la cronaca, che già ospita le radio di RadioNation) non appena sarò nuovamente stabile a Milano (il che significa il prossimo martedì).
Fino ad allora, un po’ tutti, scusateci per i disguidi.
25 Ago
Lo scrivo qui perché altrimenti non saprei come mettere al corrente tutti: come i gestori dei blog ospitati da BlogNation si saranno accorti, da ieri il sistema di publishing Movable Type (che nel frattempo è diventato anche open source) è stato aggiornato dalla versione 3.35 alla nuova 4.0.
Vorrei poter comunicare che tutto è andato a meraviglia ma, come potete immaginare, non è così. Niente da dire sulla nuova versione di Movable Type, sia chiaro: nuova interfaccia molto “duepuntozzero”; nuovo editor WYSIWYG, nuovi menu; nuove opzioni; nuovo sistema di registrazione degli utenti; captcha e antispam incorporati; maggiore velocità. Per dirla in parole povere: è molto più Wordpress di Wordpress.
Tanti cambiamenti nel programma hanno però indotto i creatori del programma a modificare radicalmente (e intendo nel vero senso del termine) i template che sono alla base della grafica e delle funzioni di ogni singolo blog. Per capirci: aprirne uno nuovo è il paradiso, importarne uno vecchio un inferno.
Niente che non si possa aggiustare. Il che vuol dire che il sottoscritto trascorrerà una discreta quantità di tempo a modificare ogni singolo template di ogni singolo blog per fare in modo di renderlo compatibile con la nuova versione. E significa anche che per un certo periodo di tempo (che ora non so definire) sono altamente probabili errori di vario tipo (su Macchianera, Daveblog e Pandemia, ad esempio, possono essere inseriti nuovi post, ma non si può commentare; Freddy Nietzsche, invece - a causa di un vecchio plugin che gestiva la formattazione delle pagine -, non permette nemmeno di inserire nuovi post).
E’ un lavoraccio che prima o poi andava fatto (se non altro per rendere più veloce il server durante l’inserimento dei post e dei commenti), ma che immaginavo di completare solo dopo la migrazione al nuovo server.
Nel frattempo, come si dice, scusateci per il disservizio: siate buoni e abbiate pazienza, che tutto tornerà alla normalità.
26 Lug
Il prossimo 7 Agosto a bordo dello Shuttle Endeavour ci sarà Barbara Morgan, l’astronauta che insieme a Christa McAuliffe fu selezionata nel 1985 per il programma Teacher in Space. L’idea della NASA era in qualche modo quella di attirare l’attenzione delle giovani generazioni per lo spazio. Un programma da PR che purtroppo, a causa di un problema di elasticità delle guarnizioni che uniscono i diversi blocchi dei razzi laterali, si trasformò in una tragedia, con la perdita dei sette astronauti e la distruzione completa dello Shuttle Challenger. Era il 1986, e la Morgan aiutò la NASA nei mesi successivi durante la commissione d’inchiesta per poi tornare alla sua attività di insegnante nell’autunno.
Come per il mal d’Africa, lo Spazio è e rimane una fissazione per tutti coloro che hanno qualcosa a che farci e la Morgan non è stata da meno. Dopo più di un decennio si è ripresentata alle selezioni della NASA, questa volta non come professoressa ma come astronauta, ed è stata presa. È un po’ una storia incredibile e bellissima, che attraversa una generazione, il sogno dello spazio possibile coltivato negli anni ‘80 e finito in quella fredda mattina del 1986. Quel crederci e ritirarsi sù che ha contraddistinto la NASA in tutti questi decenni e che ne ha fatto, piaccia o no, l’agenzia governativa che più di tutti ha innovato, con soldi pubblici, nel panorama statunitense.
Ed è bello pensare che in fondo questa storia è e rimane una storia di donne e uomini che non hanno mai smesso di credere alla nuova frontiera e alla possibilità per l’uomo di vivere e lavorare fuori dal protettivo e sicuro guscio terrestre.
18 Lug

Un’accurata recensione estetica e hardware e un video da 25 minuti per valutare il software. L’iPhone vince la prima, mentre l’HTC Touch - a sorpresa, ma poi neanche così tanto: sono quelli hanno costruito tutti gli Imate, i Qtek, i Treo - si aggiudica a mani basse la seconda.
Dopo il salto di pagina, il video dello scandalo.
4 Giu
Uno degli aspetti più curiosi delle discussioni sul clima è che ci si pone di fronte alle stesse allo stesso modo con cui ci si pone di fronte ad una discussione sul derby Roma-Lazio o sulla politica. Potere dei media e della semplificazione di un mondo complesso.
Va da sè che essere tra coloro che considerano i cambiamenti climatici come causati da alcuni fattori inquinanti è di sinistra ed è statalista, perchè prevede un intervento dall’alto, in particolare per la riduzione dei fattori inquinanti.
Invece lasciare le cose come stanno è da fighetti e da grandi economisti di destra. Ci si appoggia ad analisi e personaggi di tutto rispetto, che buttano lì cifre e grafici per confutare la tesi bolscevica che l’aumento della concentrazione di CO2 e del metano stiano modificando l’equilibrio serra del pianeta.
In Italia il campione è Franco Battaglia, adorato dal Foglio e dal Giornale, docente di Chimica dell’Ambiente presso l’Università di Modena. Il nostro si lancia spesso in sperticati attacchi contro il catastrofismo verde e porta dati di tutti i tipi. Tra cui un celeberrimo grafico della temperatura terrestre negli ultimi secoli. Grafico che dimostrerebbe come la temperatura attuale è addirittura più bassa di quella del tredicesimo secolo. In base a quella curva il Battaglia costruisce tutto un articolato discorso logico che fa sì che sia impossibile un effetto antropico sul clima.
Il grafico in questione è dell’IPCC del 1990. Ed è sonoramente sbagliato.
28 Mag
Il mostro di oggi si chiama tumore, un signore che se na va in giro indisturbato da secoli a fare vittime tra uomini e simili. Un mostro che ha una predilezione per gli ambienti inquinati e fumosi, ma che non disdegna anche ambienti sani.
Il mostro è arrivato in prima pagina sull’Espresso con un articolo agghiacciante che, numeri alla mano, ha parlato di epidemia italiana. Va da sè che i numeri presentati sono corretti, ma va anche da sè che, qualora una persona metta l’aggettivo italiano ad un’epidemia, allora varrebbe la pena di farsi un giro nei paesi con uno standard di vita simile.
Per scoprire che, dati dell’organizzazione mondiale della sanità alla mano, di tumore muore una persona su 4 praticamente dappertutto nel mondo industrializzato: il 26,5% in Italia, il 26,6% in Germania, il 24,5% in Gran Bretagna, il 28,3% in Francia, il 23,2% negli Stati Uniti, e il 31,3% in Giappone.
Il problema fondamentale è che leggere l’aumento da 122,6 casi per milione alla fine degli anni Sessanta a 195,2 alla fine degli anni Novanta è dal punto di vista statistico molto complesso. Che un impatto dello stile di vita complessivo sui tumori sia notevole è stato già provato. Ma da lì a parlare di epidemia, e per di più di epidemia italiana, ce ne passa.
Senza per questo nulla togliere ai casi locali o regionali evidenziati nell’articolo, per i quali i disastri provocati situazioni ambientali eccessivamente inquinate sono sicuramente una causa primaria di sviluppo del mostro in questione.
21 Mag
Von Braun, dopo le scaramucce degli anni ‘50, era tornato in sella alla grande. Lui, il suo genio, la sua visione unica e la sua capacità organizzativa erano nuovamente al timone nei primi anni dell’esporazione spaziale statunitense. E ci rimase per un po’, fintanto che la macchina Apollo divenne più grande di tutti. Ma in quel 1961 la parola d’ordine era una sola: riuscire a mandare un uomo nello spazio.
Loro, gli altri, i rossi, ci stavano provando da mesi. C’erano leggende metropolitane che raccontavano di cosmonauti intrappolati nelle loro capsule in viaggi senza ritorno che trasmettevano lancinanti messaggi di aiuto. E tutto si giocava su quel vettore Redstone, derivazione della derivazione della derivazione di quell’incredibile concetto che Von Braun medesimo aveva sviluppato negli anni trenta.
8 Mag
Prova post postdatato
4 Mag
Così Gene Kranz, il mitico direttore dei voli Apollo reso famoso dall’Apollo 13, si rivolse a Deke Slayton, il selezionatore degli astronauti delle missioni Apollo.
In orbita c’era l’Apollo 7, con Schirra, Eisele e Cunningham. Era il primo test con equipaggio dopo la tragedia dell’Apollo 1. A bordo era successo un po’ di tutto: raffreddori, malesseri vari, malfunzionamenti della strumentazione. E il comandante, Wally Schirra, veterano e unico astronauta ad aver volato sulle Mercury e sulle Gemini, si stava piano piano ammutinando, rifiutando di fare alcune operazioni ordinate da terra. Non volò più nessuno dei tre, e Schirra si giocò la fortuna di essere il primo uomo sulla luna; fortuna che, secondo un tacito accordo, doveva toccare ad uno dei 7 piloti delle Mercury. Scomparso Grissom nel rogo dell’Apollo 1, diventato un monumento vivente John Glenn, perso Alan Shepard per l’otite che lo stava minando, rimaneva solo lui in servizio.
Ma, con quella spocchia tipica degli astronauti degli anni sessanta, lui se ne fregava. Voleva solo testare gli Apollo, perchè lui era e rimaneva un test pilot.
Se ne andato ieri. Magari sarà lì sulla Luna.
16 Apr
Se Senna interpretò per primo e al meglio il concetto di nuova Formula 1 di cui si è parlato, c’è stato un pilota che ha provato a rappresentare ancora l’impossibile arte di guidare da pazzo furioso e comunque di vincere gare e mondiale.
Per inciso stiamo parlando di una persona che fuori dall’abitacolo sembrava un ragioniere dell’INAIL, con il baffo, la scoppoletta, la panzetta, lo mogliettina che conosceva da una vita e tre figli bellissimi: ovviamente siamo nella savana e c’è il Leone, Nigel Mansueto Mansell, l’ultimo pilota scelto da Colin Chapman e da Enzo Ferrari e l’unico in grado di fare a gara con le leggi della fisica in modo tutto suo.
13 Apr
L’altra volta si parlava del salto progettuale che la Formula 1 visse a metà degli anni ottanta per via del genio tecnico di John Barnard e di quello gestionale di Ron Dennis. Quel tipo di macchine, molto efficienti ma estremamente sensibili, diede il via ad una nuova stagione di piloti. Non più genio e sregolatezza, non più Hunt o Villeneuve, ma precisi e concentratissimi fantini che portavano nella pratica di un ora e mezza di gran premio l’intero sforzo di investimenti multi milionari.
Per molti fu la fine dell’era romantica. Invece in realtà spostò il giudizio sulla classe di un pilota dal numero di derapate al giro alla capacità di vincere sotto ogni condizione. In questo però rimaneva e rimane un solo fattore a scompaginare tutto: la pioggia. Ogni volta che pioveva succedeva il miracolo, e tutta una serie di piloti precisini andava a ramengo.
6 Apr
L’altro giorno mi è capitato di guidare una macchina col cambio al volante e non ho potuto fare a meno di ricordarmi l’epopea e le problematiche umane di uno dei progettisti della Formula 1 più geniali della storia: John Barnard.
Tre delle quattro significative evoluzioni offerte dalla Formula 1, il telaio in compositi, il cambio al volante e la coca-cola, sono uscite dalla sua penna (la quarta, il muso rialzato col le ali a gabbiano, è dovuta a quell’altro genio di Harvey Postlewhite). Con la differenza che solo il cambio al volante è stato applicato alle autovetture di serie in maniera sempre più massiccia.
12 Mar
Uno degli argomenti più scorretti usati da coloro che fanno i fighi andando contro il main-stream sul clima è che l’effetto dell’attuale modificazione climatica sia causato dal Sole.
Che un effetto ci sia è un dato di fatto. Però, e qui sta la differenzia tra chi spara notizie in modo qualitativo e uno scienziato che mette i numeri, l’effetto ha una componente di circa il 10%. Il resto, numeri alla mano, è dovuto all’uomo. Che ha una componente positiva che tende ad far aumentare l’effetto serra (principalmente dovuta a anidride carbonica e metano) e una negativa che lo fa diminuire (dovuta agli aereosol in bassa atmosfera). La componente positiva è di gran lunga maggiore di quella negativa.
Quando leggete articoli che minimizzano l’effetto dovuto all’uomo e buttano lì il Sole come causa principale, ricordate che vi stanno fregando.
6 Feb
Il Corriere ha pubblicato, riprendendolo da Newton, un articolo su fantomatici cambiamenti climatici in atto negli altri pianeti del sistema solare simili a quelli terrestri. Articolo che dire fuorviante è poco.
Procediamo con ordine, analizzando tutti i pianeti e le lune provvisti di atmosfera nell’ambito del sistema solare:
Ogni mattina mi sveglio e tocco duecento volte le punte delle mie scarpe. Poi mi alzo dal letto e me le infilo.
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