Alla fine hai chiesto a tutto quello che c’era attorno, alla luce, ai lampi, quale fosse il senso delle nostre mani, e del suono, pure, di certe parole improprie, buttate lì per caso mentre in silenzio fugge quello per cui siamo cresciuti. Nulla è rimasto chiaro, mentre spattavi i miei calzoni e questo affare sghembo ti stropicciava contro, assurdo, nella sua voglia di caldo e amore, quanto le scuse che ci infilavi in mezzo.
«Non sul letto dove sta tua moglie», hai finto di pregare.
E io a implorare un badile in mano, mi capisci Alessi, per ribaltarle il volto e la sua ipocrisia.
«Tanto», le ho detto infine, «mai sapremo chi ha vinto».
Se il tuo diabolico now o lei che mi ha per sempre.