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Archivio per febbraio, 2004

Fare il ministro, stanca

feb 03 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Va be’ che in tempi di verifica i ministri gonfiano il petto per paura di essere sostituiti o spezzettati, però vantarsi che i cittadini passano più tempo sui siti della pubblica amministrazione rispetto agli altri cittadini europei magari qualche dubbio potrebbe farlo venire: 42 minuti su un sito in media sono proprio tanti, e a me fa pensare solo che la burocrazia italiana è andata sic et simpliciter sul Web.
Eppoi quell’MIT sul sito, c’mon!

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Un cantante de sinistra

feb 03 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

L’articolo/intervista/giornataconDanieleSilvestri di Luca Sofri è ottimo.
Si legge che è un piacere.
Si manda giù come un bicchiere di acqua dopo una corsa di mezz’ora.
Fluisce.
E’ racconto.
Però ci sono due o tre cosucce da mettere in primo piano.
E da chiedere a Daniele Silvestri.
1) Per quale motivo uno – italiano e romano – chiama i figli Santiago e Pablo? Ma chiamalo Gato Silvestri o al limite Torquato Silvestri o Tiberio.
2) Perché – e sottolineo perché – quelli che scrivono canzoni “de sinistra” poi dicono: “nooo… è un modo per dire…”. Dice Daniele Silvestri: “Cohiba è un atto d’amore nei confronti del mito di Cuba, non della realtà. È un inno, anche ingenuo, astorico, sulla leggenda del Che. Racconto la fantasia, più che la realtà”. Ma io dico: se uno canta trionfi la giustizia proletaria, un altro capisce trionfi la giustizia proletaria e non trionfi la giustizia fantasiosa proletaria.
Va a finire che uno vende i dischi anche per quella fantasia per fantasiosi, più che per la realtà dei realisti.
3) “Salirò” è una canzone piacevole.
Il nuovo disco giuro che lo compro.
Ebbene sì, maledetto Daniele, la giustizia proletaria ha vinto anche stavolta.
Uhuhuh!

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Ma prima del Drive in, Strehler…

feb 03 2004 Inviato da nella categoria Personale

berlusconistr.jpgstrehler.jpgSto con Barbacetto e Brontolo: contemporaneamente, sono scuola Neri, io, mica roba da niente, veniamo dal terzismo sopraffino. Sto con Barbacetto perché Barbacetto sta ai documenti e, spesso, quei documenti è il caso di ricordarli. Siamo a un punto tale di imbottimento dei crani a mezzo feltro che, francamente, al di là delle erezioni mnemoniche, conviene ricordare. Io e Brontolo ricordiamo, ma mio papà no: è stato utile, grazie a Barbacetto.
Però si è che abbia ragione anche Brontolo: ci vuole roba fresca. Per esempio, servirebbe corroborare con testimonianze di viventi l’allucinante serata in pied-à-terre che Giorgio Strehler e un altro innominabile (la cosiddetta ‘fonte’) fecero in un lussuoso scannatoio milanese di proprietà del futuro De Cuius (intendo il più basso dei due De Cuius qui trattati). Egli discese da una scalinata in vestaglia barocca, invitando il regista in dolcevita nero e cabeza blanca a dare un occhio al volume posato sul Luigi XV: e quegli l’aprì e trattavasi di palese, succoso invito al meretricio. Dopodiché si diede fuoco alle polveri.
Ora, io so perfettamente che l’innominata fonte viene qui su Macchianera e legge di sottecchi tutto: formulo un invito al fine che parli, ci racconti dal vivo, con tinte veraci, il gustoso episodio di una Milano da bere – il cui verbo viene declinato qui secondo la graziosa semantica delle pornodive, quelle che ‘bevono tutto’.

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Per chi suona quel batacchio

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Monsignor Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, vieta l’ab-uso delle campane: disturbano la quiete.
Non è per fare sempre e comunque il bastian contrario, ma mai una volta che la Chiesa non stia al passo coi tempi sulle cazzate.
E se al batacchio – per fare meno casini – mettessimo il preservativo?

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Quelli che stavano meglio prima

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Come si vive da giovani musicisti semi-occupati nella città più cara d’Italia o giù di là? Jacopo, detto “il Posu” per motivi che non mi sono ancora curata di approfondire, suona nei Fine Before You Came, e vive a Milano con due coinquilini-amici, noti come il Marchetti e la Sbarella.

Il suo diario è uno spasso continuo, sia che racconti delle tournée catastrofiche, che riporti i suoi sogni commentandoli, o ironizzi sui “colleghi” musicisti.

Non ho idea di come suoni, ma come comico è un fenomeno.

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Han buttato giù l’Amanda

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Reality Show

La Talpa

ANSA – 02/02/04 12.49.00 – AMANDA LEAR LASCIA LA CONDUZIONE DE ‘LA TALPA’
SUBENTRA PAOLA PEREGO (ANSA) – ROMA, 2 FEB – E’ durata una sola puntata per Amanda Lear la conduzione del reality show di RaidueLa talpa‘, che da venerdì prossimo sarà guidato da Paola Perego. La notizia, già preannunciata da alcuni giornali dopo l’esordio venerdì scorso del programma con 3.435.000 spettatori e uno share del 14.74%, è ora ufficiale: un comunicato Rai informa che “d’accordo con la direzione di Raidue“, Amanda Lear ha deciso di lasciare “anche a causa dei gravosi impegni professionali dell’ artista all’ estero”. ‘La talpa‘ coinvolge personaggi più o meno famosi in una faticosa gara che ha per scenario lo Yucatan.

Scusate, questo post appare esclusivamente perché non ho saputo resistere al titolo.

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Kill Bill volume II

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

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La vendetta è un piatto che va servito freddo! Ma sembra che Miramax stia un po’ esagerando. E’ stata infatti posticipata l’uscita del secondo volume di Kill Bill di Quentin Tarantino, inizialmente prevista per il febbraio 2004. Ad oggi è previsto che il film esca negli Usa il 16 Aprile 2004 e si vocifera su un possibile evento di apertura al Festival di Cannes, il che comporterebbe uno slittamento a giugno delle uscite europee. Data l’abitudine italiana a non bruciare i titoli forti nell’arsura dell’estate, per vedere Kill Bill volume II rischiamo dunque di dover aspettare fino al prossimo autunno. Gli appassionati in trepidante attesa – come il sottoscritto – per ora possono consolarsi con il nuovo splendido trailer di Kill Bill volume II o sfogare i bollenti spiriti commissionando un assassinio alla Squadra Omicida Vipere Mortali.

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Tutto il mondo è paese

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Tutto ed il contrario di tutto si può dire degli americani, ma no di certo che manchi loro il senso dell’happening. La finale del SuperBowl, che lì attendono con un po’ più di entusiasmo di quanto non facciano gli italiani aspettando Nonsolomoda, è da sempre l’occasione per sfoderare uno strapotere mediatico di proporzioni planetarie.
Si tratta innanzitutto della manifestazione della pax televisiva: l’evento è trasmesso, a rotazione, dalle principali emittenti. Come se qui un anno ci toccasse ascoltare l’odioso jingle RAI tra il primo ed il secondo tempo, e l’anno successivo l’istigatorio ITALIAAAAA… UNO! Ebbene, la CBS, come è giusto, ha iniziato i collegamenti sei ore prima della partita. Poi è stata la volta di George Bush, che ha parlato alla nazione salutando il suo Risiko di truppe sparse per il mondo. E uno si chiede: ma se in Italia l’onore della trasmissione dell’evento toccasse a Rete 4 e a parlare prima dell’inizio fosse Berlusconi, la partita poi andrebbe in onda o partirebbe uno speciale del tg4?
Un po’ di musica non guasta mai (tanto non l’ascolta nessuno e spesso ci mandano la pubblicità sopra), ed ecco quindi spiegate le esibizioni di Willie Nelson, Toby Keith e degli Aerosmith. Qui chiaramente si esibirebbero Cesare Cremonini, Tormento dei Sottotono ed i Pooh. L’inno americano è stato cantato da Beyoncè Knowles, che è un po’ la nostra Rita Pavone. Inizia la partita, che in Italia qualche stoico segue per le stesse incomprensibili ragioni che lo portano a travestirsi da orco il giorno di Halloween.
Nell’intervallo, il fattaccio. Si apprende che durante la manifestazione sportiva, al Coliseum di Los Angeles era in programma il Lingerie Bowl, uno spettacolo alternativo di football giocato da modelle in lingerie. Hanno vinto le Dream per 7-0 contro le Euphoria, per chi se lo chiedesse. Il vero fattaccio però si consumava nell’intervallo della manifestazione ufficiale, dove un Justin Timberlake in pieno ballo di S. Vito ha inavvertitamente strappato il reggiseno a Janet Jackson, generando lo stesso sconcerto che in Italia si diffuse tra la gente quando Luca Giurato fratturò il ginocchio di Mara Venier. Dopo l’episodio fuori programma, esibizione di P. Diddy, Kid Rock, Nelly e Jessica Simpson (e qui da noi gli Eiffel 65 con Anna Tatangelo non ce li toglieva nessuno) e nuova sorpresa col solito streaker simil-britannico, che si spoglia dei fittizi abiti da arbitro e corre per il campo come il cavallo Badedas, sfuggendo ad ogni placcaggio e vincendo, di fatto, il SuperBowl.

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La volta che baciai Nikka Costa

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Personale

Nikka CostaSottotitolo: Io confesso – Sedute di autosputtanamento terapeutico per bloggers

Lo devo alla Carrie Bradshaw nazionale, cui non potrà fregare di meno, ma le ho raccontato l’incipit dell’aneddoto omettendo il finale.
Bene: ho baciato Nikka Costa.
Era il 1990, appena maggiorenne e consapevole delle mie azioni, quindi non posso chiedere nemmeno le attenuanti generiche.

E’ la migliore estate che ricordi, e io e Chiara stiamo passeggiando per Rosignano Solvay. Non chiedetemi il motivo per cui due persone senzienti possano ritrovarsi a passeggiare a Rosignano Solvay, o trovare romantica la patria della pietra pomice. Sta di fatto che lo stavamo facendo.
E’ così, dai manifesti che ci scorrono accanto sui muri del viale, che veniamo a sapere io del concerto di Alberto Fortis e lei di quello di Nikka Costa. Ora, probabilmente non ne siete al corrente – io stesso l’ho scoperto quattordici anni fa, sulla mia pelle – ma “On my own” è un must per tutte le attuali trentenni. Provate a chiedere: su due piedi vi sapranno intonare tutte le strofe, una dopo l’altra, imitando persino i gorgheggi. Se conoscete una trentenne, potrete toccarle tutto (per i maniaci: proprio tutto), ma non “On my Own”.
Una mezz’ora di contrattazione sfocia nel classico “do ut des”: io vengo al tuo, se tu mi accompagni al mio. E sia. Ma facciamo che il mondo non venga a saperlo.

Arriva il 5 agosto: immotivatamente pessimisti, io Chiara e Andrea ci presentiamo davanti ai cancelli dello stadio “E. Solvay” con un’ora di anticipo, trovandolo chiuso con i lucchetti e le spranghe. Ci assale un dubbio che vari passanti contribuiscono a fugare: non ci sono cazzi, è il 5 agosto. I manifesti assicurano: il concerto si terrà proprio lì e – sorpresone – parteciperanno anche Stefano Sani e i Bravo.
Ce lo conferma anche la bigliettaia, mezz’ora dopo, alzando con fragore la saracinesca del botteghino.

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In piedi campeggiatori, camperisti e campanari!

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Punxsutawney PhilImmagino che io e Luca Sofri si sia gli unici italiani ad aver segnato sull’agenda il giorno della marmotta. Oggi Punxsutawney Phil si sveglierà dal letargo e se vedrà la sua ombra tradizione vuole che l’inverno si allunghi di sei settimane.
Sul sito ufficiale del Punxsutawney Groundhog Club è possibile assistere in diretta web all’evento, ricevere gli auguri dalla marmotta in persona, ascoltare Leno o Letterman che scherzano sull’evento, o Bill Murray nel corso del suo primo reale incontro col mammifero.
Se domani mattina, svegliandovi, doveste sentire provenire dalla radiosveglia qualcosa di simile a questo, iniziate a preoccuparvi. Ma col tutto il tempo in più che avrete, potreste decidere di riscoprire il film americano più sottovalutato in Italia (escluso un remake che rifiuto di vedere per conservare la stima nei confronti di Antonio Albanese e Fabio De Luigi).
Sempre dal sito ufficiale si scopre inoltre che, con grande scorno degli abitanti di Punxsutawney, il film è stato in realtà girato in una cittadina dell’Illinois a 600 miglia di distanza.
Non c’è più tempo per fare pressione, e sappiamo che le playlist della Rai sono quel che sono, ma non c’è alcun dubbio che nella puntata di oggi di Condor l’evento meriti uno strappo alla regola per “I got you babe” dedicata a tutti i campeggiatori, camperisti e campanari.
E replicherei la puntata il giorno dopo, così, per vedere l’effetto che fa.

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Pazza idea

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Ci sono molte contraddizioni nella pazza idea delle primarie. Ma facciamole. E’ la prima volta. Non è mai successo che i nomi dei candidati venissero fuori da una consultazione popolare. Male non ci può fare.

Certo, ci sono molte contraddizioni. E non è detto che sia il sistema migliore. Ma è sempre meglio che fare scegliere i candidati alle elezioni ( e quindi in molti casi, gli eletti tout court) dai dirigenti dei partiti. Io, nel mio collegio, sono costretto alle politiche a votare Boato, cioè un candidato di Forza Italia infiltrato nel centro sinistra. L’ho fatto per due volte, protestando in tutte le occasioni possibili, inutilmente. E infine ho deciso che se la cosa si dovesse ripetere, non voterei più. Bisogna ammettere, per quanto sia incredibile e orrendo, che oggi Forza Italia, a forza di sondaggi, sente il polso della sua gente molto di più di quanto non faccia la sinistra. Se non ci fossero i girotondi, le assemblee, le grandi adunate (secondo la questura di roma solo mille partecipanti) il popolo della sinistra non avrebbe mai voce in capitolo. Le primarie forse non saranno il toccasana, non risolveranno tutto, forse – ho paura – saranno anche prese sottogamba dai vari tricicli e dalle varie rifondazioni. Ma chi le prenderà sul serio avrà il mio voto. E una piccola rivoluzione sarà compiuta.

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Pulirsi il culo con “Io Donna”

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Metti che è domenica mattina, che il bambino sia di là a fare la pappa, che tu sei seduto sul cesso e leggi questa roba qua. E’ Beppe Severgnini su “Io Donna”.

“Alcuni lettori (e tutte le lettrici) l’hanno capito: la massa montante degli oggetti mi provocano ansia. Ho parlato di armadi minacciosi e coscienze appesantite dall’usato che rende insicuri; di tropismo, malattia cronica di una società satolla. Non sono l’unico a interessarmi ai detriti dell’Occidente: lo fanno da tempo i gabbiani , i netturbini, Don De Lillo (…) Anche la Milena, l’inquilina del piano di sopra, si preoccupa dei rifiuti: tossici, in particolare (per fortuna non li butta dal balcone). Gli scarti che mi tormentano sono meno nocivi, ma comunque fastidiosi. Hanno un merito perverso, tuttavia: aver creato una nuova stanza virtuale, la soffitta diffusa. Mi spiego. Un tempo le case avevano solai e cantine; oggi, al massimo, hanno i box, ma ci stanno le automobili. Gli oggetti accantonati – in attesa d’un regalo, un riciclo, un Capodanno, un ritorno al modernariato – finiscono così negli anfratti delle nostre case. Sono il cerume delle abitazioni: non è elegante parlarne, ma c’è. E quando diventa troppo bisogna liberarsene. Mani tese: un tempo erano quelle di coloro che chiedevano; oggi sono le nostre che offrono invano. Ogni oggetto è doppio, triplo, quadruplo. Ma non si possono tenere quattro asciugacapelli (acquistati nel 1988, 1994, 1996 e 2001), ameno di non voler istituire una Rassegna Domestica dell’Essiccazione Tricologia. Ecco quindi la soffitta diffusa: un parto della mente, non un luogo dello spazio. Gli asciugacapelli (a anche le musicassette multiple, le troppe tazze, le penose pentole, gli scarponi superati, i berretti storici, i guanti spaiati, le giacche a vento debilitate, le borse in eccesso) vengono messi dove c’è posto: la soffitta è dovunque e in nessun luogo. (…) Viviamo nel museo di noi setssi. Un giorno per entrare ci chiederanno il biglietto”.

Metti che finisci di cagare e strappi la pagina e ti ci pulisci il culo.

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Feed interruptus

feb 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Spronato da questa campagna, il titolare ha modificato i feed RSS di questo blog (e corretto i link di quello dei commenti dei lettori).
Queste, da oggi, le scelte:

RSS 1.0
Feed RSS 1.0 contenente
il riassunto degli ultimi post
RSS 2.0
Feed RSS 2.0 contenente
gli ultimi post per intero
RSS 2.0
Feed RSS 1.0 contenente
gli ultimi commenti dei lettori

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Scimmie, coglioni e self service

feb 01 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Come promesso: vaq

p.s.: devo calorose scuse [sì, ma giù le mani per favore] ai commentatori per averli coinvolti in un misterioso quanto sciocco valzer di apparizioni e sparizioni che ha alterato il numero degli interventi [fino ad ora 8] conteggiati fra parentesi qui sotto. per dar seguito al discorso fatto anche da loro sull’ipocrisia proibizionista che ormai impera ho messo sopra l’annunciato link alla poesiola, troppo lunga [lei] e esagerata [la mia imperizia] per poterla riportare integralmente qui su Macchia senza essere invadente, come per un tot, confesso, ieri ho fatto inavvertitamente. detto questo, non crediate, quanto scritto in calce vale sempre.


Appena scopro chi è il coglione
che ha fatto togliere la spina
ai self service 24ore che distribuivano le sigarette,
gli scrivo un posticino in rima qui su Macchianera;
e perché non s’illuda di ricorrere a querela,
sarà fatto in forma di garbata poesiola,
chè nell’espressione artistica non vale la diffama.

questo post è variabile, come il tempo, lo spazio e l’umore, in questo momento, incazzoso, dell’estensore; a sua discrezione sarà soggetto, in tutte le sue parti, compresi i commenti, a cambiamenti, correzioni, cancellature, blogghisticamente scorrette, dipendenti esclusivamente dalla scimmia del fumatore | open: 01.02.04

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C’era posta per me

feb 01 2004 Inviato da nella categoria Personale

Dovrebbero esserne a conoscenza soltanto qualche migliaio di spammers, ma io lo scrivo lo stesso, che non si sa mai: i due vecchi indirizzi e-mail neri@gnueconomy.net e neri@gianlucaneri.com (il primo non più di mia proprietà, il secondo ormai parco giochi frequentato da spacciatori di Viagra e creme per l’allungamento del pene) sono da oggi definitivamente chiusi.
L’indirizzo giusto per contattare il titolare, qui, è .
Segnatevelo, che poi dite che non mi trovate.

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