Cosa sarà di noi?

E’ difficile, in questi giorni, scrivere lucidamente di come le politiche attuate dal governo sotto l’egida dell’efficienza e del risparmio siano l’equivalente di una tonnellata di C4 sotto le chiappe del paese. E’ difficile, sono troppi gli interventi il cui esito distruttivo è evidente e disperante. I rifiuti occultati, la scuola massacrata, l’università dissanguata e privatizzata, i ricercatori espulsi. Qui non si tratta di alternanza, di politiche differenti, di dissenso marginale: si tratta di guardare Brunetta e la Gelmini e compagnia bella che rotolano veloci e inesorabili come palle da bowling, e i birilli siamo noi. E’ tutto il paese.

E’ difficile scriverne lucidamente, ripeto. Per cui lascerò parlare qualcuno che vive il problema sulla sua pelle, direttamente, e indirettamente ci avverte: non preoccupatevi per noi. Preoccupatevi per quello che succederà a voi, quando il paese sarà completamente paralizzato nel nome dell’efficienza. L’e-mail che segue è stata pubblicata oggi sul Corriere.it, e viene da un giovane ricercatore di Roma, dal quale mi separa solo un grado di Kevin Bacon.

Caro Severgnini,
sono un ricercatore precario dell’Istituto Superiore di Sanità e le scrivo per la situazione tragica che si sta creando in Italia, nel silenzio dei mass-media. La Camera ha approvato l’emendamento Brunetta (cosiddetto “ammazza-precari”) al ddl C1441-quater-A, in cui si prevede che, dal 1° luglio 2009, tutti i precari che abbiano lavorato per più di tre anni con contratti a termine nel pubblico impiego siano licenziati. E’ stato stimato che il provvedimento riguarderà circa 150000 persone che resteranno senza lavoro, 10 volte i dipendenti Alitalia. Essendo precari, non avranno liquidazione, cassa integrazione, ammortizzatori sociali. Molti tra loro sono ricercatori. La norma prevede il licenziamento indipendentemente dal fatto che il contratto sia pagato da fondi pubblici o provenienti da finanziamenti esterni. E’ una brutale scelta di principio, non dettata da ragioni economiche. Si intende eliminare una generazione di precari, “giovani” dai 25 ai 45 anni, che saranno fatti fuori, mentre chi è dentro (sia un premio Nobel che un “fannullone”) resterà al proprio posto. Perciò non si prevede nessun criterio meritocratico. Sottolineo che i precari della ricerca non sono una piccola minoranza ma rappresentano una percentuale elevata del personale, iper-qualificata, che svolge attività estremamente specializzate riguardanti ad esempio la salute, i controlli su farmaci e alimenti, la ricerca energetica e tecnologica. Nel nostro istituto su 2500 lavoratori 700 sono precari. L’emendamento porterà alla paralisi delle attività. E’ come se il governo americano da un giorno all’altro licenziasse il 30% dei lavoratori della NASA o dell’NIH. Nessun governo occidentale, di destra o di sinistra, farebbe mai qualcosa del genere. Il nostro sì. E’ una situazione paradossale che l’opinione pubblica ignora o approva, senza considerare le ricadute devastanti in un settore strategico per la crescita del paese come la ricerca scientifica.

Emanuele Bultrini

Corriere.it, 17 ottobre 2008

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48 Comments

  1. Mi piace la tua analisi e trovo grandioso il fatto che tu abbia pubblicato questa lettera. Ho scoperto solo ora il tuo blog e mi piace. Ti andrebbe di fare scambio di link? Ti aspetto da me se accetti. Complimenti e grazie

  2. Già, la meritocrazia. Bella parola. Peccato che appena qualcuno in Italia provi anche solo ad accennare a come rendere la scuola più meritocratica, l’opinione pubblica (specie quella di sinistra) gridi subito allo scandalo. Perché si sa, in Italia ogni persona deve avere il diritto inalienabile a (non) studiare fino alla Laurea.
    E poi ci ritroviamo tonnellate di materiale umano che accede all’università (e anche troppo spesso arriva alla laurea) con una preparazione da quinta elementare. E non è un’esagerazione.

    Andate a vedervi, per esempio, il sistema educativo olandese (tra i primi dieci al mondo). Un sistema in cui il 60% degli studenti, finito il ciclo primario, è (semplificando un pò) “assegnato” agli istitui professionali. Ecco, pensate che un sistema del genere sia anche solo lontanamente pensabile in Italia?

    Però prometto solennemente che se il PD propone un sistema educativo di tal genere, un sistema davvero meritocratico, lo voto a vita.

  3. Ma ad un ricercatore assunto con un contratto a termine, il contratto a termine gli termina prima o poi sì o no? Perchè qua sembra ormai che questo tipo di contratti non sia altro che un fastidioso passaggio prima dell’assunzione a tempo indeterminato.

    Ieri capitava di ascoltare il caso ‘straziante’ di una vulcanologa che, assunta per condurre una ricerca di 1 anno e mezzo sul Vesuvio, di fronte alla prospettiva del licenziamento visto che i tempi della ricerca erano abbondantemente scaduti, si è messa a gridare all’attentato alla scienza.

    Tutt’altro discorso sono quei ricercatori e quei docenti che una volta assunti con un contratto temporaneo, vengono impiegati per coprire i buchi in organico del personale a tempo indeterminato. Quelli evidentemente vanno assunti subito. Come del resto ha precisato ieri pure l”infame’ ministro Brunetta.

    Qui o la si smette di considerare la Scuola e l’Università come mucche da mungere, oppure davvero possiamo dire ciao ciao a qualsiasi piano per farle risalire dal baratro in cui sono preicpitate.

  4. ecco la cazzata del giorno

    scusa, quale meritocrazia ha portato al governo un ministro delle finanze idiota già cacciato a furor di popolo, uno dell’istruzione che ha cambiato persino residenza per fare l’esame di abilitazione alla professione taroccato e altri esempi a scialare?

    che merito c’è a diventare l’uomo più ricco d’Italia facendosi le leggi e cambiandole quando certi “errori” ti spedirebberro in galera?

    non è colpa della sinistra lo sfascio, ma di un’arrembante ed arrogante cooptazione tra acidi prepotenti ignoranti, sostenuta da quasi tutto l’apparato mediatico da più di 10 anni

    vai a vedere in Olanda se un partito può controlare tutti i media del paese e se alla metà dei nostri parlamentari non sarebbe impedito l’igresso in parlamento, prima di sparare cazzate del genere

    il problema grosso è che siamo uno dei paesi più ignoranti e corrotti (bipartisan) d’Europa, il resto è solo fumo negli occhi per facilitare la grande rapina delle risorse pubbliche

  5. Ero sicuro che ti saresti fiondato a razzo per deviare il discorso da quella cloaca a cielo aperto che sono le nostre università, e per trasformare il tutto nel solito volantino ‘BR style’.

    Se fossi minimamente interessato al buon funzionamento delle istituzioni scolastiche, dovresti essere il primo a denunciarne gli sprechi. Ed invece no, scuole e università per te ( e per tanti altri ) che non avete il ‘privilegio’ di viverci, sono solo un terreno di reclutamento per le vostre lotte senza se e senza ma contro il sistema.

  6. E a proposito del discorso di Hyena che mazzy ha subito bollato come ‘la cazzata del giorno’, giusto qualche giorno fa qui su Macchianera si poteva leggere:

    “Personalmente credo che, in quelle realtà [ gli istituti professionali, ndr ], le materie vadano effettivamente diminuite. Ma non quelle tecniche, con buona pace della Gelmini. Quelle culturali, compresa quella che insegno io. Così come è impostata adesso, l’offerta formativa è velleitaria. A volere essere generosi.
    Questo però vuol dire uscire dall’inganno per cui certi studi, oggi, costituiscono un titolo di accesso all’università. E’ un argomento duretto per tutti, temo. Specie per gli studenti. Per noi, che vuoi che ti dica: si perde qualche cattedra e amen. Ma per loro, trovarsi di fronte al fatto che i tempi sono cambiati e che la situazione attuale farà sì che le scelte – e le cazzate – fatte a 15, 16 anni determineranno il corso della vita, potrebbe essere un bagno di realtà”

    E a scrivere queste parole non era un ‘servo’ della propaganda del Caimano, ma bensì la ‘nostra’ Haramlik, professoressa di spagnolo in un istituto professionale. E mazzetta che si aggirava sotto quel post abbaiando e ringhiando contro i servi sciocchi del regime berlusconiano, non disse una parola. Se certe cose le dice una ‘compagna’ di lotta, tutto bene. Se si azzarda a fare analoghe considerazioni qualcun altro, ecco la stroncatura, ecco ‘la cazzata del giorno’.

  7. senti Arcroyal, evita tentativi di analisi psicologica e stronzate sulle BR
    terroristi saranno i parenti tuoi e quelli che ti hanno insegnato a dire certe stronzate
    hai mai letto un volantino delle BR piuttosto?
    scommetto di no, altrimenti il paragone proprio non ti sarebbe venuto, non è che spari frasi orecchiate qua e là senza saperne un cazzo?

    visto che sono interessato al funzionamento della scuola e non solo a quello, mi batto in ogni ambito da quasi venti anni per diffondere cultura e informazione

    tu che fai a parte insultare mezza Italia su questi commenti?

    sapessi che tristezza doversi confrontare ogni volta con le banalità dei presunti efficientistio o con qualche coglione che ti salta alla gola gridandoti che sei comunista o addirittura terrorista…

    cosa potrò mai spiegare a uno che pensa alla cultura in termini di una spesa che deve essere bilanciata da un’altra entrata contabilizzabile, fosse pure una statistica rilevata in chissà quale maniera?

    o rinuncio oppure ricomincio ogni volta a spiegargli come gira, dall’inizio

    ho capito che ti piace la polemica, ma sei stucchevole nel tuo continuo tentativo di appiccicare etichette e anche offensivo

    non è colpa mia se nei decreti di questo governo ci sono solo tagli in tutti i settori dell’istruzione e anche in quello dell’informazione
    se tu sei preposto a difendere questa schifezza, va bene, altrimenti se fossi in te mollerei l’impresa impossibile

    abbiamo bisogno di dosi massicce di competenze e di saperi e questi tagliano
    questo è il succo della faccenda, sempiterna questione

    ah..cloaca a cielo aperto è il parlamento, dove siedono i veri eversori della Repubblica

    adesso vai a giocare con i soldatini, prendi le Br, la Cia, i Nar e divertiti con le tue fantasie senza scassare e senza offendere chi neppure conosci

  8. p.s.
    che l’offerta e l’organizzazione dell’istruzione nel nostro paese siano da riformare è pacifico, NESSUNO lo ha mai messo in dubbio

    l’opposizione è alle finte riforme che si traducono esclusivamente in tagli e provvedimenti che riducono qualità e quantità dell’offerta formativa

    non fare il furbo Arcroyal …. ti fai male con questi trucchetti da miserabile…

  9. ecco le BR

    È FACILE GOVERNARE UN PAESE DI IGNORANTI
    Sabato, 18 Ottobre 2008 – 00:06 –
    di Valentina Laviola

    Oggi scrivo da giovane italiana, da studentessa iscritta all’Università La Sapienza di Roma, per dar voce ad altri studenti e far sapere al maggior numero possibile di persone cosa sta accadendo e cosa accadrà quando la legge 133 sarà effettiva. Ieri mattina, nell’enorme assemblea che si è tenuta sul piazzale della Minerva, all’interno della città universitaria, alla quale hanno partecipato migliaia di studenti provenienti dalle diverse Facoltà, un professore ci ha detto “Vi hanno rubato il futuro”. Aveva ragione. La frase del titolo campeggiava su uno striscione ieri all’università. Credo sia rappresentativa della voglia che i ragazzi hanno di tornare a possedere il sapere che gli spetta, dell’entusiasmo con il quale credano ancora nell’università e nelle possibilità che questa dovrebbe offrire loro. Credo anche che dimostri il livello di consapevolezza che essi hanno rispetto alle conseguenze pratiche che lo smantellamento dell’istruzione pubblica porterà all’Italia. Siamo la generazione che ha avuto tutto e che non avrà niente:

    Rispetto ai nostri genitori nati nel dopoguerra o poco dopo, abbiamo goduto di un’infanzia dorata, cullata fra mille giochi e arricchita da un’attenzione nuova alla nostra istruzione; tuttavia, rappresentiamo solo delle grandi speranze che verranno disattese perché i nostri percorsi di studi vengono smantellati sotto i nostri occhi, perché saremo meno competitivi nel mondo del lavoro e, in ogni caso, non avremo mai “il posto fisso”; di conseguenza sarà quasi impossibile avere figli o una pensione, un giorno. In pratica il nostro futuro è programmato sul nulla. Appunto: abbiamo avuto tutto, ma non avremo niente.

    È contro queste non-prospettive che i giovani si stanno mobilitando, contro l’ultima mazzata che arriva a colpirci dopo una lunga serie di politiche irresponsabili perpetrate per anni, se non decenni, ai danni del mondo dell’istruzione. Molti dei ragazzi che hanno parlato ieri in rappresentanza delle varie Facoltà hanno tenuto a precisare molto chiaramente i motivi della protesta: non ci stanno a passare per “fannulloni”: per questo motivo si moltiplicano via via le iniziative di presidi temporanei all’interno di alcune aule, le azioni di volantinaggio, le riunioni; perché l’obiettivo primario da raggiungere è che tutti gli studenti siano informati di cosa comporterà la nuova riforma e possano partecipare e schierarsi consapevolmente.

    Ci si propone, parlando, informando e confrontandosi con tutti coloro che verranno toccati dalle conseguenze della legge, di dimostrare al Paese e anche al governo come funziona davvero una democrazia: si parla, si discute, non si fanno passare provvedimenti di questa portata ponendo la fiducia al Parlamento, in piena estate, quando le università sono chiuse, gli italiani in vacanza e l’attenzione rivolta altrove. Non si governa senza il consenso dei governati.

    Alcune Facoltà più sollecite di altre, quali Psicologia, hanno già prodotto un documento firmato dal preside, dai docenti, dal personale tecnico-amministrativo, oltre che dagli studenti, per chiedere formalmente il blocco temporaneo della didattica quale presa di posizione forte dell’ateneo tutto. I ricercatori, le altre grandi vittime sacrificali, si sono impegnati a rinunciare alle proprie lezioni e i professori a non coprire questa mancanza. È di estrema rilevanza, non solo mediatica; ed è significativo vedere, nel mucchio delle facce dei ragazzi che hanno popolato l’assemblea di ieri, qualche altra faccia, magari con la barba o i capelli grigi, qualcuno vestito in giacca e cravatta. Sono i nostri docenti, quelli che per primi si sono mossi, seguendo la firma del prof. Bevilacqua, per chiedere una risposta concreta al rettore; risposta che, peraltro, stanno ancora aspettando.

    Infatti, questa legge non colpisce direttamente solo gli studenti, ma anche il gradino successivo: tutti coloro che cercano di lavorare all’interno dell’università, tutti quei giovani e brillanti cervelli italiani (quelli che all’estero troverebbero riconoscimenti importanti) che vivono nella precarietà perenne, percependo stipendi da fame senza alcuna prospettiva concreta. Beh, loro saranno inchiodati in questa condizione per sempre, perché non saranno mai assunti davvero, non diventeranno mai professori.

    Anzi, probabilmente quasi nessuno diventerà più professore perché sarà bloccato quel ciclo naturale che dovrebbe portare ad un ricambio nella classe docente. Invece non ci resta che tenerci stretti gli ormai, in massima parte, anziani professori che già ci sono, e quando questi, per ragioni naturali, ci lasceranno, si é calcolato che in cambio di nove scomparsi circa uno nuovo ne verrà assunto. Qualcuno ha proposto una battuta, tristemente realistica, su un futuro universitario gestito dal “professore unico”, sul modello elementare ultimamente in voga.

    Un altro cartellone ieri recitava “libera cultura in libero stato”, gridando che il sapere non è in svendita. Infatti, la geniale soluzione ideata dal “governo-imprenditore” è quella di privatizzare l’università: trasformare, cioè, quello che oggi – o meglio che da secoli – è un bene pubblico, la risorsa ove il Paese coltiva il proprio futuro, in tante fondazioni private le quali, per definizione, non hanno certo a cuore il bene pubblico, bensì il profitto. Una volta che il ministero delle Finanze avrà tagliato i fondi che assicurerebbero il sostentamento degli atenei italiani, questi saranno costretti a dichiarare bancarotta nel giro di due anni al massimo: allora subentrerà qualcuno a raccogliere quello che resta e a cambiare tutto il significato della parola “università” per sempre. Secondo il prof. Bevilacqua, l’art. 16 della legge n. 133 sarebbe da considerarsi incostituzionale: di fatto permette la spoliazione di beni oggi pubblici, compresi gli immobili e le strutture, da parte di un qualsiasi privato; il tutto addirittura esentasse!

    L’inevitabile scenario che si proporrebbe è quello di un’istruzione superiore accessibile solo pagando rette spropositate, destinando così a formare la classe dirigente di domani solo i figli della classe dirigente di oggi; la fine dell’istruzione come mezzo di ascesa sociale, l’immobilità, il ritorno al Medioevo quando i figli dei servi della gleba non potevano aspirare che alla posizione del padre. Se i giovani oggi scendono in piazza, bloccano la stazione Termini, manifestano davanti al Ministero è perché ritengono tutto questo inaccettabile, lo fanno per assicurarsi un futuro e per assicurarsi che un futuro migliore rimanga accessibile a tutti.

    Durante l’assemblea di ieri è intervenuto il pro-rettore Frati, invocato da molti a dare un segno, prendere una posizione chiara e ferma: se la più grande università d’Europa ha una guida responsabile, che batta un colpo. Il discorso del futuro rettore è stato molto applaudito: quando ha ribadito l’importanza cruciale della ricerca, che riceve oggi in finanziamento solo l’1,1% del PIL, e senza la quale l’Italia è destinata ad un ruolo subalterno in Europa e nel mondo e che i corsi di laurea devono essere fatti per gli studenti, non per trovare poltrone ai professori. La dichiarazione più esplicita è che tutte le università debbano restare pubbliche, che chi pensa di poter privatizzare la scuola, la sanità e la giustizia, ragiona al di fuori dei principi espressi dalla nostra Costituzione. Bene, sembra ci sia piena concordanza con quanto esprimono gli stessi studenti e allora, che cosa ha intenzione di fare? Il blocco temporaneo della didattica, proposto dalla maggioranza degli studenti presenti, ma anche osteggiato da altri, viene rifiutato come “mezzo non idoneo”. Molti chiedono a gran voce una proposta alternativa, “Rettore ci dica allora cosa fare, come muoverci”: niente di fatto, la presa di posizione dei vertici della Sapienza è rimandata, se in buona fede vogliamo credere che ci sarà, al Consiglio che si terrà martedì.

    E anche se ieri gli studenti hanno ritenuto necessario portare la proteste fuori dal recinto della città universitaria, farsi sentire nelle strade, dalla gente, per non rimanere isolati, ma spiegare a tutti quanto grave sia il problema, Magnifico Rettore: si ricordi che una risposta, da lei, ce l’aspettiamo.

  10. “hai mai letto un volantino delle BR piuttosto?”

    Sì, diversi. E le tue facezie mi ricordano dannatamente i deliri brigatisti sullo Stato Imperialistico delle Multinazionali ( SIM ). Cosa vuoi farci?

    “…che l’offerta e l’organizzazione dell’istruzione nel nostro paese siano da riformare è pacifico, NESSUNO lo ha mai messo in dubbio”

    E allora parliamo di offerta e organizzazione dell’istruzione, e non del conflitto di interessi o dei neocon, come invece cerchi di fare tu sotto qualsiasi post dedicato a scuola e università.

  11. “…un professore ci ha detto “Vi hanno rubato il futuro”. Aveva ragione “.

    Quando una studentessa universitaria inizia un discorso dando ragione ad un suo professore, scusa, Mazzy, ma mi metto a ridere. Di fronte a tanto coraggio, quasi mi commuovo.

    Poi mi riprendo, e mi accorgo della tristezza infinita rappresentata da studenti che si trasformano in massa di manovra per le le rivendicazioni corporative e sindacali di professori e ricercatori. Nel medioevo i baroni usavano le masse di contadini armati di bastoni come carne di cannone per le loro guerre territoriali e dinastiche. Uguale.

  12. SUPERPOLLICINO VOTA A DESTRA!

    SUPER POLL!

    ps
    x Giulia Blasi, vogliamo il gesto eroico, non le chiacchiere da marxista (decadentista) del XI° secolo.
    vai a parlare a Montecitorio o in piazza, qui sei nell’ovatta!

  13. Che ottusità o mala fede, a scelta.
    Lia scrive un post per denunciare l’impossibilità di fare l’insegnante in certe realtà e condizioni e Arcroyal lo usa alla ca**o di cane per tentare di supportare le sue teorie. Vedete, sbraita, lo scrive anche Lia che bisogna tagliare e il governo ha ragione. Peccato che il discorso di Lia fosse un po’ diverso e semmai chiedeva di investire di PIU’, nella scuola. E chiedeva anche di non pretendere di non pretendere dai professori ciò che i professori non dovrebbero fare, cioè , gli assistenti sociali. Altrimenti, sarebbe stato meglio dichiarare subito che per certe realtà si alza bandiera bianca e si vada, felici e CONSAPEVOLI, sempre di più verso la scuola di classe.

    Quindi, che c’entra il post di Lia col discorso sulla meritocrazia?
    Misteri della fede.

  14. E via con la moviola ( che magari anche la Baywatch, la Bagnina prontamente accorsa in aiuto dei ‘compagni’ in difficoltà, ritrova il filo del discorso )

    Emanuele Bultrini scrive al Corriere.it:
    “ Si intende eliminare una generazione di precari, “giovani” dai 25 ai 45 anni, che saranno fatti fuori, mentre chi è dentro (sia un premio Nobel che un “fannullone”) resterà al proprio posto. Perciò non si prevede nessun criterio meritocratico “

    Hyena commenta:
    “ Già, la meritocrazia. Bella parola […] Perché si sa, in Italia ogni persona deve avere il diritto inalienabile a (non) studiare fino alla Laurea.
    E poi ci ritroviamo tonnellate di materiale umano che accede all’università (e anche troppo spesso arriva alla laurea) con una preparazione da quinta elementare “.

    Mazzetta gli spara addosso:
    “ ecco la cazzata del giorno “.

    Ma Haramlik ( Lia, come la chiama confidenzialmente la Bagnina, ndr ) aveva ammesso qualche giorno fa:
    “ Questo però vuol dire uscire dall’inganno per cui certi studi, oggi, costituiscono un titolo di accesso all’università. E’ un argomento duretto per tutti, temo. Specie per gli studenti “.

    Traduzione per le bagnine: uno dei principali problemi dell’università italiana è che vi accedono masse di studenti che non hanno né la preparazione nè le capacità per affrontare un corso di laurea. La moltiplicazione degli studenti insieme alla moltiplicazione delle cattedre è alla radice dello sfascio attuale.

    Chissà se adesso la Bagnina riuscirà ancora ad attaccarsi al ca**o del cane.

  15. sei solo un disnesto

    “Sì, diversi. E le tue facezie mi ricordano dannatamente i deliri brigatisti sullo Stato Imperialistico delle Multinazionali ( SIM ). Cosa vuoi farci?”

    allora sono problemi tuoi, non ho mai parlato di imperialismo e se tu sei così malato da vedere le BR ovunque son cazzi tuoi, mica posso farmi carico dei tuoi squilibri e della tua ignoranza…uniche possibili alternative alla malafede

    “E allora parliamo di offerta e organizzazione dell’istruzione, e non del conflitto di interessi o dei neocon, come invece cerchi di fare tu sotto qualsiasi post dedicato a scuola e università.”

    e invece no, ti farebbe comodo, ma invece parliamo di una serie di decreti che -peggioreranno- senza dubbio l’offerta formativa

    non funziona che arriva un governo a dire -massacriamo l’istruzione- e poi a ruota il fesso che pretende da chi si oppone al massacro progetti alternativi

    le leggi e fa il governo, se fa leggi di merda in democrazia esiste il diritto ci opporvisi senza dover soddisfare le precondizioni del primo fesso che passa

    la tua pretesa è stupida, serve solo a spostare l’attenzione da un tentativo di macelleria in corso, se il govern avesse voluto proposte non procederebbe per decreto senza ascoltare nessuno

    ai diktat si risponde a tono, è davvero assurda questa tua pretesa di dettare il tema della discussione allontanandola dall’operato del governo, credi che non se ne accorga nessuno di questi patetici tentativi?

    prova a declamare i pregi dei decreti sull’istruzione, invece di dannarti a cercare di mettere in cattiva luce chi gli si oppone, dimstora csa guadagna l’istruzione a fronte dei presunti e modesti “risparmi” prefigurati e per nulla certi

    p.s.perchè questa “Perché si sa, in Italia ogni persona deve avere il diritto inalienabile a (non) studiare fino alla Laurea.” nn sarebbe una ca del genere?azzata?
    a parte hyena, chi l’ha mai sostenuta una cazzat

  16. ” che magari anche la Baywatch, la Bagnina prontamente accorsa in aiuto dei ‘compagni’ in difficoltà, ritrova il filo del discorso ”

    ARc, vedo che sei sempre pronto a pensare che ” voglia correre in soccorso”. Cos’è, è una pratica cui ricorri spesso?

    Attribusci ad altri metodi che ti sono familiari e propri?

    Per il resto. Lia finisce QUEL suo commento dichiarando che la scuola in questo modo peggiorerà ( ” con buona pace della Gelmini”) e che gli studenti staranno peggio. Ci sono stati altri post in cui l’Haramlik ( che tu volevi licenziare seduta stante solo perchè attaccava la ” riforma” del tuo amato governo e facendo una misera figura non appena LIa ti ha enumerato le sue credenziali) parla della necessità di rivedere le finalità della scuola SUPERIORE. Ma non in quel post. Quindi, citare quel post per supportare le tue teorie è solo disonesto e citare alla ca**o di cane, exactly. Non vale prendere un pezzettino per darti ragione. In QUEL caso, varrebbe tutto il significato del post. Che è tutt’altro.
    Ma questa è una cosa che fai spesso, prendere dai documenti solo la parte che sembra essere con ciò che vuoi sostenere e tralasciare l’insieme, molto più significativo. Come il rapporto Ocse.

    Per i motivi del mio intervento, come al solito capisci poco. Non intervengo per conto altri, ma proprio per stuzzicare te.

    E per rispondere alle tue cavolate. Cavolate molto assertive, cosa che manda in brodo di giuggiole qualche fan. Ma sempre cavolate.

  17. Tanto dal 2010/2011 l’Italia non avrà quasi più accesso al petrolio (a buon prezzo o in quantità sufficienti per tutte le attività), a che servono i ricercatori in un mondo senza energia? Forse il Brunetta sa già come andrà a finire e con la calcolatrice sta facendo fuori i piu deboli prima per poi tagliare via anche gli altri.

  18. Scusa Arcroyal, forse mi manca qualche pezzo della discussione, magari ne avete già parlato in passato e io non c’ero. Ma a me viene da dire che se l’università italiana produce i famosi cervelli in fuga che poi all’estero hanno mercato, vuol dire che tanto male non funziona, no? Però il sistema Italia, a me pare, preferisce disfarsi di questo investimento. O forse il problema è che abbiamo prodotto troppi umanisti? Va bene, riequilibriamo – fermo restando che potremmo anche usarli, invece che fare ministri dei dentisti, delle calendariste, dei Maroni.

  19. Questo è un paese che protegge la rendita corporativa dei tassisti, più di ogni altra cosa.

    Non c’è nessun sistema Italia da salvare per il semplice motivo che da mai c’è stato un sistema Italia.

    Gli studenti e poi ricercatori vengono perennemente illusi che ci possa essere un’industria della ricerca ed un’industria culturale.

    Sta solo cadendo anche quella illusione.

  20. @ Willy Coyote mazzetta

    “sei solo un disnesto”

    Ti tingrazio per l’apprezzamento. Per altro ricambiato di cuore.

    “allora sono problemi tuoi, non ho mai parlato di imperialismo e se tu sei così malato da vedere le BR ovunque son cazzi tuoi,…”

    Non ovunque, ma solo nei tuoi commenti. Per esempio quando te la prendi con i ‘presunti efficientisti’ ( #8 ), rieccheggi un tema ( la cultura dell”efficienza’ ) al quale le BR dedicarono parole di fuoco. Quando delinei un’Italia nelle mani di una corrotta cleptocrazia in cui non ha più senso distinguere tra maggioranza ed opposizione, sei dalle parti della retorica brigatista contro la DC ladra e assassina, e contro il PCI del compromesso. Quando parli di un sistema dei mass media che da anni sta aizzando la gente contro i lavoratori, citi Gramsci, ma il Gramsci citato nelle risoluzioni strategiche delle BR. Usi una terminologia e un livore da Terza Internazionale. E manco te ne accorgi.

    Poi, certo, il fatto che queste raffiche tu le spari via internet invece che nella realtà, rende il tutto comico anziché preoccupante. Ma questo continuo dipingere la realtà in tinte fosche, come se fossimo di fronte all’avvento dell’Oscuro Signore di Mordor, a cosa porta? Se siamo governati da una banda di criminali sostenuta da un’orda di servi ignoranti e prepotenti, qual’è la soluzione per restaurare Giustizia ed Uguaglianza sociale? L’Ak-47 non diventa una soluzione magari sbrigativa, ma legittima?

    “sapessi che tristezza doversi confrontare […] con qualche coglione che ti salta alla gola gridandoti che sei comunista o addirittura terrorista…”

    Il primo a tirar fuori il termine ‘terrorista’ fosti proprio tu sotto il post di Haramlik quando mi dedicasti questo

    “ nel nuovo secolo i “terroristi” e gli “eversori” sono quelli che agiscono come te, non certo chi difende la Costituzione e i diritti umani e civili “.

    Ma ti ringrazio per l’implicita ammissione: fosti proprio un coglione a darmi del “terrorista” e dell’”eversore” in quell’occasione. E adesso la definizione ti è pure tornata indietro come un boomerang. Sei solo un cartone animato, e non dei più furbi.

    “p.s.
    che l’offerta e l’organizzazione dell’istruzione nel nostro paese siano da riformare è pacifico, NESSUNO lo ha mai messo in dubbio”

    E allora perchè quando denuncio la bassa qualità dell’insegnamento, quando scrivo che gli insegnanti vanno assunti in modo diverso, quando chiedo che vengano allontanati quelli che non sanno o non vogliono fare il proprio lavororo, tu scrivi che le mie sono “paranoie”? Come mai invece di preoccuparti anche tu dello stato miserrimo della pubblica istruzione in italia, tu denunci ‘le campagne propagandistiche contro i lavoratori’ della scuola, come se si stesse davvero attaccando chi ci lavora con sacrificio e impegno, e non i parassiti?

    Io nei tuoi interventi ci vedo tanta ipocrisia. Accusi gli altri di metterti in bocca idee che non ti appartengono, ma poi, quando si parla di sprechi e di meritocrazia, sei solo capace di abbozzare difese furiose della corporazione e della sua presunta sacralità.

  21. @ Mj

    “ARc, vedo che sei sempre pronto a pensare che ” voglia correre in soccorso”.

    Lo fai spesso. Lo hai fatto con masaccio quando stava annegando nel mare delle sue contraddizioni sulla condizione dei gay a Cuba. Lo hai rifatto con mazzy quando annaspava per trovare un piano organico di marca neocon sulla riforma dei sistemi scolastici. Lo hai ririfatto qua sotto per negare validità alla citazione di Haramlik. Il grave, comunque, è che le tue ciambelle di salvataggio sono di solito più rovinose di un paracarro di cemento. Il lancio di William Bennet come teorico della scuola neocon, è stata una cosa pazzesca. Per non parlare del libro che hai subito dopo affannosamente linkato per dare una pezza d’appoggio al tuo intervento ‘scomposto’.

    “Cos’è, è una pratica cui ricorri spesso?”

    Cos’è, l’intervenire in soccorso agli altri è diventato per te un disvalore?

    “l’Haramlik ( che tu volevi licenziare seduta stante solo perchè attaccava la ” riforma” del tuo amato governo e facendo una misera figura non appena LIa ti ha enumerato le sue credenziali)”

    A volte mi domando se tu davvero legga cosa scrivo oppure, sopraffatta dalla ripugnanza, ad un certo punto smetti e sostituisci la lettura con la tua fantasia. Io non ho attaccato Haramlik per ‘ragioni politiche’. Ho rabbiosamente attaccato Haramlik per il disprezzo verso studenti e genitori che trasudava dal suo post. Per me quando una docente liquida i suoi allievi come dei ragazzotti abbruttiti dalla televisione e dalle discoteche, può pure lasciare il posto. Le manca un requisito fondamentale per riuscire ad insegnare qualcosa, e cioè la voglia e la disponibilità. Anche il suo struggente rimpianto per i ‘dignitosi’ contadini nilotici contrapposti ai corrotti rampolli della società occidentale, fa tanto ‘Germania’ di Tacito, fa tanto moralismo spicciolo e banale. E il posto dei moralisti non è la cattedra, ma il pulpito.

    Quanto ai titoli di studio, per altro declinati da Haramlik con l’alterigia con cui un hidalgo spagnolo declinava i suoi titoli nobiliari, per me significano poco. Non è detto che un insegnante preparatissima nella sua materia, sappia poi comunicarla. Conosco una profia di italiano ( e via con gli aneddoti di vita vissuta che piacciono tanto a mazzy…) che conosce a memoria la Divina Commedia, ma non ha la benchè minima capacità di ‘trasmetterla’ agli studenti. E se n’è accorta pure lei tant’è che si aggira per i banchi impugnando un registratore degli anni ottanta da cui fuoriescono le letture dantesche di un attore ( mi pare Gassman ). E va avanti così per ore intere non rendendosi conto di quanto sia controproducente questa ‘didattica radiofonica’. Come se Dante potesse essere ridotto alla stregua dei rosari registrati che i preti talvolta fanno ascoltare in occasione delle visite ai santuari.

    “Ma questa è una cosa che fai spesso, prendere dai documenti solo la parte che sembra essere con ciò che vuoi sostenere e tralasciare l’insieme, molto più significativo. Come il rapporto Ocse”

    Il rapporto Ocse non l’ho citato io per primo, ma mazzy e Haramlik a proposito della spesa complessiva che l’Italia dedica all’istruzione. Solo che si erano dimenticati ( loro, non io ) di citare altri dati che andavano contro le loro tesi. La spesa pro-capite che è tra le più alte al mondo, il fatto che a maggiore spesa non corrisponde necessariamente un maggiore livello di istruzione, il rapporto numerico studenti/insegnanti ( in Italia c’è un insegnante ogni 10 alunni, in Corea uno ogni trenta, con la differenza che gli studenti di Seul sono in testa a tutte le classifiche dei test PISA mentre i nostri ‘seguitissimi’ studenti sono al fondo ), sono tutti dati contenuti nel rapporto Ocse e che i tuoi ‘bagnanti’ si erano ben guardati dall’esibire. Poi sarei io quello che fa i ‘taglia e cuci’ secondo le sue esigenze.

    “E per rispondere alle tue cavolate. Cavolate molto assertive, cosa che manda in brodo di giuggiole qualche fan. Ma sempre cavolate.”

    Piccola, se dico così tante cavolate perchè tu mi stai sempre attaccata al buco del cu*o per annusare l’aria che fuoriesce? La puzza dei cavoli dovrebbe essere sufficiente a tener lontani tutti senza bisogno che tu ti sporchi le mani con le mie ‘merdate’.

  22. @ Brizzina

    A dir la verità il mio commento sui ricercatori non riguardava la cosiddetta ‘fuga di cervelli all’estero’, ma bensì il fatto che molti assunti con un contratto a progetto o a termine, pretendano poi di essere assunti in pianta stabile. Pretesa legittima da parte loro ( almeno nel caso che siano davvero bravi ), ma è pure legittimo, e anzi doveroso, da parte del ministero rifiutare l’assunzione se non c’è necessità di altri ricercatori o se mancano i fondi per pagarli. La si deve smettere di assumere nella scuola a prescindere non solo dalle capacità individuali, ma pure dei soldini disponibili.

    Il problema dei cervelli in fuga non è l’andare all’estero a lavorare presso università e centri ricerca stranieri. Questo, da che mondo è mondo, è cosa buona e giusta, perchè arricchisce sia il paese che offre ospitalità sia lo studioso che ce la trova. Il problema sorge quando questi ricercatori vogliono tornare in Italia e, sulla base delle loro esperienze all’estero e delle loro pubblicazioni, si aspettano di essere assunti da una università italiana. Qui nella stragrande maggioranza dei casi trovano le porte chiuse. E chi è che chiude le porte? Berlusconi, Brunetta e la Gelmini oppure qualcun altro?

    L’anno scorso sotto l’alto patrocinio del ‘sinistro’ Tommaso Padoa Schioppa si riunì una commissione tecnica per la Finanza Pubblica. Alla fine dei suoi lavori venne pubblicato un libro verde. Qui si possono trovare le sue conclusioni sull’Università

    http://www.rgs.tesoro.it/VERSIONE-I/Bilancio-d/Libro-verd/Universit-.pdf

    Tra tante osservazioni sagge e condivisibili, si legge pure:

    “Per anni le Università hanno preferito
    spendere risorse per garantire la progressione di carriera dei docenti piuttosto che
    assumere nuovi ricercatori: l’invecchiamento del corpo docente dipende
    sostanzialmente da questo”

    In Italia tra il 2000 e il 2006 le università hanno bandito 13.232 posti per professori. Ma sono stati sfornati 26.004 idonei. E per far posto a questa massa di docenti ( tra cui spesso si nascondono familiari e amanti ) si è assistito alla moltiplicazione dei corsi di laurea, delle cattedre e persino delle università. Oggi molte università spendono più del 90% del loro bilancio in stipendi. Hanno continuato per anni ad assumenre cani e porci, e ad aumentare lo stipendio a tutti, dai bidelli ai docenti di ruolo. In questi giorni è capitato pure di ascoltare un rettore magnifico che è riuscito a sistemare in università la moglie e la figlia, arringare la folla contro la gretta Gelmini per i tagli a quella che lui chiama la Cultura, ma che in realtà assomiglia di più ad una sua personalissima concezione della famiglia, che alla cultura propriamente detta.

    I ricercatori vadano a prendersela con questi ipocriti qua se non ci sono più i soldi per la ricerca.

  23. Per favore, ditemi che questo sta scherzando

    Uno che scrive cose del genere non sta bene, siamo sicuri che sia solo un troll?

    Secondo questo idiota qualunque attacco al governo o all’oligarchia si trasmuta in una raccolta del testimone del brigatismo
    Addirittura Gramsci diventa sospetto, visto che è stato citato dalle BR, poi l’incazzatura diventa “livore da terza Internazionale”

    Sono basito dall’ignoranza e dalla malafede, gli stalinisti a te ti fanno una sega bamboccio, schiodati dal PC che ti ha già fatto dei danni

    Arcroyal ha scritto:

    Per esempio quando te la prendi con i ‘presunti efficientisti’ ( #8 ), rieccheggi un tema ( la cultura dell”efficienza’ ) al quale le BR dedicarono parole di fuoco. Quando delinei un’Italia nelle mani di una corrotta cleptocrazia in cui non ha più senso distinguere tra maggioranza ed opposizione, sei dalle parti della retorica brigatista contro la DC ladra e assassina, e contro il PCI del compromesso. Quando parli di un sistema dei mass media che da anni sta aizzando la gente contro i lavoratori, citi Gramsci, ma il Gramsci citato nelle risoluzioni strategiche delle BR. Usi una terminologia e un livore da Terza Internazionale. E manco te ne accorgi.

  24. Il financial Times dice che le scuole private in Gb falliscono

    Schools join state sector to survive

    By David Turner, Education Correspondent

    Published: October 19 2008 23:34 | Last updated: October 19 2008 23:34

    Every private school that has signed up to become a state-funded academy was suffering declining pupil numbers or funding problems at the time it announced its decision, research by the Financial Times reveals.

    The analysis suggests institutions that had struggled in the cut-throat competition of private school education have saved themselves from the rigours of the market by becoming servants of the state. Many more private schools may now seek to become academies because the economic downturn is likely to hit the number of parents who are able to pay fees.
    EDITOR’S CHOICE
    Academy faces loss of sponsor – Oct-10
    Sponsors smart at loss of academy chief Adonis – Oct-07
    £4bn schools contract to be unveiled – Sep-26
    Move towards co-ed schools ups pace – Sep-03
    Adonis wants primary-age academies – Aug-25
    Transcript: FT interview with Lord Adonis – Aug-25

    The FT’s research throws into doubt repeated assertions by ministers that they are not throwing a lifeline to “failing” private schools by letting them become academies – semi-independent state schools. It points to private schools turning themselves into academies because they have to rather than because they initially want to – in spite of their gushing enthusiasm when publicly announcing academy plans.

    The implication is that ministers have not yet persuaded the top tier of private institutions – those thriving both academically and commercially – to turn into state schools.

    Andrew Adonis, schools minister and Whitehall’s chief driver of the academy project until the recent reshuffle, told the FT in August: “Let me emphasise, I’m not in the business of offering a lifeline to failing independent schools. That is not the purpose of the academy programme.”

    He also said it was not true private schools that had become academies had previously suffered significant falls in roll numbers.

    The question of whether the private schools that have chosen the academy route were “failing” is problematic. Even those whose A-level results have slipped in recent years have still generally performed well above the state school average – suggesting that none are failing academically. Most have also seen strong demand for places from parents after becoming academies – offering entirely free places for the first time in their modern history. But their falling pupil numbers or funding problems before they became academies suggest they were either struggling commercially, or were at the very least in an unhealthy financial state.

    Tim Hastie-Smith, former chairman of the Headmasters’ and Headmistresses’ Conference of leading ­independent schools, concluded that private schools could retain their old identity and essential freedoms even after becoming academies. He said: “You can be independent and take state money.”

    The Department for Children, Schools and Families confirmed the FT’s numbers were correct.

    It said: “We’re not in the business of handing failing private schools a life line, they have to be in areas where parents and pupils will benefit from the additional places … in high-quality schools.”

    Lord Adonis said last month that another school had inquired about becoming an academy at the HMC’s annual conference. The HMC said two of its member schools had already become academies.

    Copyright The Financial Times Limited 2008

  25. ” ARc, vedo che sei sempre pronto a pensare che ” voglia correre in soccorso”.

    Lo fai spesso. Lo hai fatto con masaccio quando stava annegando nel mare delle sue contraddizioni sulla condizione dei gay a Cuba.

    E insisti. Intervengo per criticare TE. Che i miei interventi siano giusti, o sbagliati intevengo per contestare te. E uno dei motivi, se fossi un po’ più furbo, lo avresti capito. Infatti, sbaglio o mi hai appunto risposto? Pensaci un po. E pensa a quanti giuramenti si fanno, del tipo, giusto per dire ” sono un uomo coerente , non farò mai questa cosa” e invece la si fa. No, dico, così, giusto per fare un esempio.

    ” Ho rabbiosamente attaccato Haramlik per il disprezzo verso studenti e genitori che trasudava dal suo post.”

    Peccato che quello fosse uno SFOGO. E per valutare se un’insegnate è giusta o meno ci si dovrebbe basare su qualcosa in più del primo impatto. Per il resto, guarda, l’alterigia di Haramlik era in risposta al tuo arrogante: “in Giappone daresti a dare la caccia alle balene.” Doveva farti i salamelecchi, prima di elencarti le sue credenziali, dopo che l’hai apostrofata in quel modo? No, ti ha risposto nel modo giusto. Anzi, secondo me è stato fin troppo elegante . Così come dopo non ti ha riposto più ( ” discussione tralasciabile” ) perchè giustamente dal suo punto di vista non ne vale la pena. UN conto è essere disponibili al confronto, un altro a farsi mitagliare in faccia da chi non sa un ca** o dei problemi che uno vive e scrive per sfogare un po’ di aggressività.

    ” sono tutti dati contenuti nel rapporto Ocse e che i tuoi ‘bagnanti’ si erano ben guardati dall’esibire. ”

    Ah, vedo che hai anche una memoria selettiva. Quel rapporto era stato citato per sbatterti in faccia come il dato che esibivi con tanta sicumera ” il 97% delle risorse vanno ad insegnati ” era una BUFALA, e quindi citarlo era una mistificazione.. Tu, invece di ammettere che ti hanno preso per i fondelli , e che quelli che te lo hanno contesto avevano ragione, cambi subito discorso per trovare il punto che ti dà ragione, appunto. Non è difficile dai: ” il dato che sbandieravo come una clava era una fufala ed un’esagerazione, ho scritto una CAVOLATA”

    Se proprio vuoi parlare di quel rapporto, magari si potrebbe vedere se le nazioni che hanno un uguale rapporto-insegnanti minore al nostro con lo stesso profitto hanno regioni paragonabili al nostro sud con le nostre 3-quattro regioni del sud abbastanza disastrate. Ecco, quella sarebbe un’ analisi interessante.

    Questione necon-scuola. RIPETO. Tu e l’altro cui rispondevo avete chiesto, sicuri che non ci fosse, quando mai i neocon hanno scritto qualcosa sulla scuola. Ce ne sono stati. E io te l’ho dimostrato. SI intendeva invece un piano organico ” per la scuola dei neocon ? Anche qui, se ne poteva parlare. Qualcuno di loro ce l’aveva e lo ha.

    ” Piccola, se dico così tante cavolate perchè tu mi stai sempre attaccata al buco del cu*o per annusare l’aria che fuoriesce?”

    Ancora una volta, ti sbagli. Non ti sto ” attaccata”: Leggo MN, leggo Mazzetta, se tu ti inserisci nella discussione a volte intervengo, tutto qui.

    Comunque, secondo me sei sprecato, qui. Voglio dire, tutto il tuo furore accusatorio contro queste piccole questioncelle, scuola, non so, magistrati, Travaglio. Dovresti trovare qualcosa all’altezza del tuo furore, della pesantezza e della belligeranza dei tuoi interventi. E del tono delle tue parola. No, queste sono questioni troppo piccole per te. Mai pensato di arruolarti? Ecco, in battaglia potresti sfogare il tuo talento di sparare a raffica, così, prima ancora di capire.
    Potresti arruolarti per l’Afghanistan, ecco.Lì pare che le cose vadano così male da fare ipotizzare accordi con i talebani. I pacifinti hanno proprio infettato tutto, questi bastardi. Non puoi permetterlo. O sei un chickenhawk anche tu, come la maggior parte dei neocon? Ma forse hai già fatto il soldato in qualche luogo di battaglia? No, così si capirebbe dove avresti preso il modo giusto per approcciarti alle questioni :prima spari ( cazzate) poi, eventualmente, chiedi ( cerchi di capire )

  26. No, l’altro a cui rispondevi – che sarei io – aveva fatto solo tranquillamente notare che un “piano neocon per la scuola” non esiste, come non esiste una posizione degli economisti neoclassici sull’utilizzo delle distribuzioni continue, sebbene Vilfredo Pareto ne fosse un grande studioso.

    Mi sembrava una questione di banale logica, ma ho visto che preferivi mantenere il punto dei neocon teorici dell’istruzione (nonostante la pagina di wiki su Bennett dica che “he tends to take a CONSERVATIVE position on affirmative action, school vouchers, curriculum reform, and religion in education”, I wonder why they use the term “conservative” even though Bennett is listed as a “neoconservative” thinker…) e ho lasciato stare, del resto cerco di evitare di discutere su internet visto che “arguing on the internet is like running in the Special Olympics; if you win, you are still retarded”. Anche se a volte è dura resistere, tipo quanto vedi un articolo dell’FT che spiega che alcune foundation school in UK stanno chiedendo il passaggio a community school citato come prova che “le scuole private in Gb falliscono”…

  27. Ah, giusto per non buttare il sasso e nascondere la mano, nell’articolo in questione si fa notare che “even those whose A-level results have slipped in recent years have still generally performed well above the state school average”, non è che ho capito male ed è stato postato come plea per privatizzare tutto il sistema scolasico?

  28. Tcfk, ect…che Bennet sia più un ” conservative ” da qualche parte devo averlo scritto anch’io, eh.

  29. TCF, non vorrei che adesso venisse il Pelide Arc a dire che voglio buttare la ciambella, etc…( sai, deve fare un po’ il ganassa , non farci caso ) Ma, effettivamente, nell’articolo si dice che le scuole private In UK falliscono, per la loro incapacità di trovare alunni sufficienti, OPPURE, per problemi finanziari.

    Ora, non per stare a fare distinguo sulle differenze tra ” avere un piano neocon ” oppure ” qualche neocon ha scritto di e sulla scuola, ma ” fallire” può voler dire che non funzionano oppure che falliscono economicamente. Cosa che dall’articolo pare che succeda.
    Quindi, cosa non andava nel commento di Laura? Non ho davvero capito.

  30. c’è scritto che falliscono perchè mancano gli alunni, visto che la crisi impedisce ai genitori di riuscire a pagare le rette

    c’è scritto che solo alcune scuole che raggiungono sia il successo commerciale che quello accademico continueranno lontano dallo stato ma che gran parte delle scuole private cercano di diventare semi-pubbliche perchè non ce la fanno

    questo perchè quando una scuola è privata non deve preoccuparsi -solo- di offrire buoni programmi e buoni insegnanti, ma deve anche preoccuparsi di fare la guerra commerciale alle altre scuole
    guerra che alla fine reclama vincitori e vinti, che non necessariamente sono quelli con l’offerta didattica peggiore

    non ci ha mai pensato nessuno che le scuole privatizzate possano fallire come qualsiasi altro soggetto economico?
    non ci ha mai pensato nessuno a cosa significherebbe provatizzare l’università dandola in mano a fondazioni gestite da abili affaristi italiani?
    volete vedere le noste università regalate a qualcuno che poi le svende e le fa fallire per tirar su quattro soldi?

  31. Forse sono io che rompo troppo i coxxxoni, ma nell’articolo c’è scritto semplicemente che alcune scuole private hanno rischiato il fallimento. Ora, in un meccanismo di mercato queste scuole avrebbero dovuto cambiare qualcosa (l’offerta formativa, le rette, gli stipendi dei prof, il cloro nella piscina, …) o chiudere; siccome la legge glielo permetteva, i volpini hanno ben pensato di trasformarsi in community schools, per beccare i soldi dei distretti scolastici. Chiamali scemi! Aggiungo che, da quel che mi ha raccontato un conoscente che ha insegnato in una scuola privata (ma è belga, quindi poco credibile per definizione :D), queste non prendono manco un soldo dal governo anzitutto per una questione culturale: per loro le foundation school devono essere indipendenti anche economicamente dal potere statale che sennò avrebbe modo di “assoggettarle”. Vabbé, si sa che hanno la fisima dei rischi della “dittatura di stato”, ma sto divagando. Quello che volevo dire è che l’articolo in questione non mi pare esattamente “hard evidence” che le scuole private inglesi falliscano: come in tutti i settori ci sono quelle che nuotano nell’oro, quelle che stanno a galla… e in questo caso alcune che perdevano soldi hanno scelto la abituale via dell’aiuto di stato. Ma chiedi ad un genitore inglese se in media preferisce mandare il figlio ad una community o ad una foundation (il che non vuol dire che le communities facciano schifo, ci mancherebbe).

    Postilla finale: “non ci ha mai pensato nessuno che le scuole privatizzate possano fallire come qualsiasi altro soggetto economico?” io ci ho pensato ma non mi sembra un motivo per NON pensare ad un sistema misto; quello che mi preoccupa è cosa succederebbe in Italia in situazioni come quella descritta dall’articolo (“l’istituto X non può fallire… si vabbé hanno assunto solo professori semianalfabeti amici degli amici, ma l’istituto X ha un grande valore per la comunità! ecco pronti Y milioni di euro”).

  32. ripeto

    per Arcroyal
    “prova a declamare i pregi dei decreti sull’istruzione, invece di dannarti a cercare di mettere in cattiva luce chi gli si oppone, dimostra cosa guadagna l’istruzione a fronte dei presunti e modesti “risparmi” prefigurati e per nulla certi”

  33. Se poi il senso del commento era “guardate che se hai degli attori privati allora quegli attori privati come tutti gli attori privati possono fallire, prova ne è che ci sono scuole private in UK che stavano fallendo” allora chiedo scusa perché ho male interpretato io.

  34. “Quel rapporto era stato citato per sbatterti in faccia come il dato che esibivi con tanta sicumera ” il 97% delle risorse vanno ad insegnati ” era una BUFALA, e quindi citarlo era una mistificazione..”

    Adesso MJ, mi spieghi per favore su quali fondamenti basi le tue certezze maiuscolate.
    Senza per favore copincollare letterature altrui o accodarti alla curva. E tanto meno volare su ameni diversivi. Giusto per capire.

  35. No, Virgina, ti risparmierò ” ameni diversivi” , per cui ti risponderò in breve: rileggiti ciò che ti è stato già postato.
    Per le maiuscole, invece, devo dirti che lo so che ti danno fastidio. Ma devo comunicarti che continuerò ad usarle come più mi aggrada, nel caso.
    Con la morte nel cuore, credimi, perchè so che ti danno fastidio, ma continuerò ad usarle.

  36. Ma ripetilo a parole tue, MJ.
    Ti assicuro che stavolta il tuo maiuscolato, per quanto copincollato, l’ho preso sul serio.
    Spiegami BUFALA. Con parole tue.

  37. Cara Virginia, non l’hai ancora capito che citare il bilancio del MIUR che si occupa SOLO di pagare gli stipendi insegnanti e identificarlo con il bilancio complessivo dedicato all’istruzione è una stronzata?

    Hai capito o no, che è ovvio che il 97% del bilancio del MIUR vada in stipendi?

    Lo hai capito o no che del bilancio del MIUR meno dell’80% va agli stipendi degli insegnanti e il resto per il funzionamento del MIUR e per gli stipendi degli addetti al MIUR?

    Hai capito o no, adesso, che nel presentare quel dato starnazzando che il 97% degli stanziamenti per l’istruzione è dedicato agli stipendi dei docenti è una stronzata?

    Hai capito o hai bisogno di un disegno?

    Oppure continui a buttare commenti su commenti fregandotene della realtà, tanto per disturbare le discussioni e buttarla in vacca continuando a sostenere cazzate o a rompere i coglioni facendo domande alle quali ti è già stata data risposta qui sopra?

  38. Mi sto divertendo una cifra.
    1. cfr. mio commento 41 al post di Haramlik del 14 ottobre (incluse conclusioni). Lo riporto comunque per le matilde del caso:
    “ “quella del bilancio della scuola dedicato per il 97% agli stipendi è una balla, come il resto”
    Il bilancio previsionale del ministero della pubblica istruzione per il 2008 ha una spesa pari a circa 42 mld. di euro. Di questi 42 mld., 41 circa sono per spese di personale (Stipendi, compensi accessori e relativi oneri a carico dello Stato (IRAP e contributi previdenziali) delle scuole e oltre l’80% sono relative alla retribuzione personale docente. (Ricerca fatta in 5 min).
    A-si-no”

    2. cfr. comunicato Gelmini del 27 agosto

    3. cfr. Tabella riassuntiva di spese ministero già prodotta, con occhio alle colonne e pallottoliere alla mano
    http://www.pubblica.istruzione.it/allegati/sintesi_bilancio_tab_7.pdf

    4. leggere rapporto OCSE o il suo bigino in italiano. Anche se basato su dati aggiornati al 2005, poi se ne parla eventualmente.

    ***

    Per chi volesse capire, diversamente da altri, ignoranti palesi o magari con coda di paglia, che preferiscono stracciarsi le vesti come nelle peggiori sceneggiate napoletane in previsione del Day After:
    • Dieci anni fa fu emanata da un governo di centrosinistra la legge 59 ex Bassanini, che nell’attribuire responsabilità e risorse fra Stato ed enti locali, si occupò di scuola.
    • L’attuale governo, anche in quel contesto e anche nell’ottica di contenere la spesa pubblica, nel DL 25 giugno 2008, n. 112, all’art. 64 si occupa di istruzione per assegnarle risparmi (comma 6) “non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”, una quota dei quali viene reinvestita (comma 9). Il DL Gelmini va inquadrato nelle premesse di cui sopra, tralasciando le lacrime su grembiulini, voti in decimi,il ritorno al maestro unico e le comunità montane.
    • Quanto ai rapporti Ocse cui aggrapparsi con un dato a caso per distrarre dai discorsi su meritocrazia e altre variabili, beh, quei dati possono essere letti in tanti modi. Trovate l’articolo dell’amato Economist in merito, che qui non posso produrre più di un link.
    Agevolo il passaggio per i non comprendenti l’inglese:
    (Adnkronos) – “… Il settimale inglese, infatti, dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola italiana e’ quello ‘di avere troppi e malpagati insegnanti’. E’ la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro ‘Meritocrazia’ (edito in Italia dalla Garzanti), che aggiunge: ‘Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in Italia e’ quello piu’ alto della media dei paesi Ocse’.
    Non solo. ‘L’educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso strumentalizzata dai politici per promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro. Questo si spiega perche’, nonostante in Italia si studi piu’ a lungo e in classi piu’ piccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio rispetto a quelli stranieri. In ogni caso-conclude- le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell’Uruguay e della Thailandia’.

    Guardate che ci vuol poco a copincollare queste informazioni.
    Attendo con ansia un pensiero originale, anche maiuscolato, di MJ

  39. “le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell’Uruguay e della Thailandia’.”

    sticazzi d’opinionista che sei andata a prendere…quindi
    Roger Abravanel, autore del libro ‘Meritocrazia’ cosa aggiunge?

    guarda qui sotto

    Il bilancio previsionale del ministero della pubblica istruzione
    è = (uguale, la stessa cosa)

    Il bilancio previsionale del MIUR che non si chiama più ministero della pubblica istruzione, ma MIUR che è l’acronimo di Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

    che è < (inferiore) al bilancio complessivo della pubblica istruzione, nel quale è contenuto

    le statistiche e i numeri non si possono leggere come si vuole, sei tu che le leggi come pare a te, buffone

  40. Virgina, prima di risponderti ( SE ti rispondo, perchè mi deve proprio andare di rispondere a chi parte col sarcasmo preventivo), vorrei prima cortesemente sapere che cosa intendi per ” Bilancio della scuola”.
    Che voci e che spese includi. Anzi, meglio, che voci e spese secondo te vi dovrebbero rientrare. No, per farti continuare a divertire, non per altro. Io ti chiedo di rispondere non con parole tue ma possibilmente con PENSIERI tuoi.

    Mentre tu mi rispondi, io vado. Devo trovarmi un paio d’ ore di tempo per riflettere sull’eccezionale scoperta che le scuole del Sud funzionano peggio di quelle del Nord. Ma prima devo bere qualcosa di forte, la rivelazione è stata troppo sconvolgente.

    P.S. Vivo in una cittadina del sud. Visto che vengono riportate le testimonianze di cugini, conoscenze e vicini di casa posso testimoniare che la scuola elementare che ha frequentato mio figlio è stata ottima. La media superiore è stata buona con punte di molto buona e adesso pare che il Liceo sia promettente. Per valutare la bontà delle scuole al Sud in genere, bisognerebbe voler distinguere tra le varie zone, senza generalizzare. Sì, dovrebbe essere la norma, ma pare che bisogna ripetere l’ovvio.

  41. @ Baywatch Mj

    “Infatti, sbaglio o mi hai appunto risposto? Pensaci un po. E pensa a quanti giuramenti si fanno, del tipo, giusto per dire ” sono un uomo coerente , non farò mai questa cosa” e invece la si fa. No, dico, così, giusto per fare un esempio”

    Ulteriore conferma – caso mai ce ne fosse ancora bisogno – che tu non leggi quello che scrivo. Non ho mai giurato che non ti avrei mai più risposto. La sospensione di ogni dialogo con te era temporanea e condizionata alla verifica se avessi continuato ad augurarti la morte di chi non la pensa come te, e nelle analisi lombrosiane dell’aspetto fisico di chi non ti garba. Dato che è da qualche mese che non leggo particolari infamie, posso di nuovo risponderti come faccio con chiunque altro. Come già detto precedentemente, io sono pragmatico e flessibile, io sono ‘umano’. Tu e Mazzy, invece, avete la bidimensionalità tipica dei cartoni animati, e siete condannati a ripetervi all’infinito esattamente come capita a Gatto Silvestro e a Titty, a Willy Coyote e a Bip Bip.

    “Peccato che quello fosse uno SFOGO”

    Peccato che di questo genere di sfoghi è pure pieno il suo blog personale. E’arrivata persino a descrivere la sensazione di soffocamente che la assale quando pensa alla scuola. Ce n’è più che a sufficienza per domandarsi se si trovi al posto giusto. Se poi ci aggiungiamo la propensione alla ‘tribuna’ politica e l’indulgenza al ‘mito del buon selvaggio’, il giudizio negativo si rafforza ulteriormente. Poi, è chiaro, non essendo un suo allievo, non posso essere sicuro al 100% della fondatezza delle mie impressioni. Magari i suoi studenti parlano uno spagnolo migliore di un abitante di Toledo, ma, se permetti ( e anche se non lo permetti ), ne dubito profondamente.

    “Doveva farti i salamelecchi, prima di elencarti le sue credenziali, dopo che l’hai apostrofata in quel modo?”

    Magari se arrivava a capire che il mio augurio di un rapido imbarco su una baleniera nipponica era scaturito dalla lettura del suo post, e non dalla disamina delle sue credenziali accademiche, faceva un favore anzitutto a sé stessa. Quell’alterigia e quella supponenza non l’hanno certo resa più simpatica, nemmeno ad alcuni che si riconoscono nelle sue posizioni politiche. Il cercare di prevalere in una discussione sul web esibendo diplomi, lauree e master post-universitari non è mai una grandissima idea. Qui l’unica cosa che conti è la forza delle proprie argomentazioni. Il resto ( e soprattutto il resto fondato sul ‘principio di autorità ) conta poco, anche perchè difficilmente verificabile.

    “Così come dopo non ti ha riposto più ( ” discussione tralasciabile” ) perchè giustamente dal suo punto di vista non ne vale la pena”

    Dal mio punto di vista, invece, quella sua perentoria chiusura a qualsasi ulteriore confronto con chi la contestava è l’ennesima dimostrazione che le cattedre ‘insegnano’ ad ascoltare sé stessi più che gli altri. Molte volte i ‘cattedratici’ si rivelano incapaci di discutere perchè non sono ‘allenati’, perchè nelle aule non hanno nessuno che gli si opponga ad ‘armi pari’, nessuno che non si possa zittire con la minaccia di un rinvio dal preside o di un voto negativo. E su internet, non avendo a disposizione nessuna di queste armi, finiscono per ricorrere all’esibizione dei titoli di studi oppure ad uscite di scena sdegnate. Con l’aggiunta, magari, di una risentita rivendicazione dell’avere su facebook e sul proprio blog alcune ex allieve. Tra l’altro è abbastanza curioso che la generazione degli anni settanta, quella della contestazione a qualsiasi forma di autoritarismo, agguantata una predella, spesso si comporta in una maniera persino più autoritaria e più intollerante della classe docente entrata in ruolo prima del’68.

    “UN conto è essere disponibili al confronto, un altro a farsi mitagliare in faccia da chi non sa un ca** o dei problemi che uno vive e scrive per sfogare un po’ di aggressività”

    Ha parlato quella che si è augurata di poter uccidere Giuliano Ferrara con una bella scossona di energia elettrica, e che sotto i post di Facci ha dato prova di un odio bestiale. Ha parlato quella che di fronte alle mitragliate di insulti che ogni giorno ‘Willy Coyote’ mazzetta e i suoi cloni sparano su MN, non ha mai trovato nulla da ridire. Chi sale sul pulpito a predicare ( ammesso e non concesso che se ne abbia la dirittura morale ), o volge il suo sguardo a 360°, oppure è meglio che resti a terra ed eviti i luoghi impervi e troppo esposti.
    Mj, non hai idea di quanto risulti ipocrita e ridicola quando stigmatizzi l’aggressività degli altri.

    Quanto al mio non sapere un ca**o dei problemi legati all’insegnamento, come al solito parli a vanvera senza avermi letto. Fin dal mio primo commento sotto il post di Haramlik, ho sottolineato che si tratta di uno dei mestieri più difficili, forse il più difficile perchè invece di una tastiera o di un laminato di acciaio, tocca lavorare sulla materia ‘umana’, che è quanto di più complicato e di più imprevedibile si trovi nell’universo. Ho poi aggiunto che è un lavoro estremamente usurante, non foss’altro perchè ti fa pesare come un macigno il passare del tempo, ti fa sentire vecchio molto prima che lo diventi anagraficamente. E’per questo che dovrebbero essere previsti anni sabbatici e possibilità di ritiro in altri settori dell’amministrazione. Ho scritto queste e tante altre cose sul mestiere di insegnante. Per te non ne so un ca**o, ma forse qui la più ca**ona tra noi due sei proprio tu con questi tuoi giudizi del ca**o.

    “…magari si potrebbe vedere se le nazioni che hanno un uguale rapporto-insegnanti minore al nostro con lo stesso profitto hanno regioni paragonabili al nostro sud con le nostre 3-quattro regioni del sud abbastanza disastrate”

    Cinquant’anni fa la Corea del Sud presentava una situazione economica e sociale persino peggiore della nostra. Tutt’oggi, a parte le grandi differenze tra città e campagne, esiste un problema di sviluppo delle regioni orientali che ricorda proprio il nostro sud. Eppure il livello di istruzione, pur con molti meno insegnanti, è superiore al nostro. E non di poco.

    “Questione necon-scuola. RIPETO. Tu e l’altro cui rispondevo avete chiesto, sicuri che non ci fosse, quando mai i neocon hanno scritto qualcosa sulla scuola”

    Meno male che c’è Calvin. Mi risparmia il solito pippone esplicativo.
    Una delle mie poche doti è di saper tacere su quelle cose ( numerosissime ) che non conosco. Tu invece hai la tendenza ad occuparti di argomenti di cui sai poco o nulla, e ad insisterci sopra anche quando ti viene spiegato perchè stai sbagliando. Siamo molto, ma molto diversi.

    “Mai pensato di arruolarti? Ecco, in battaglia potresti sfogare il tuo talento di sparare a raffica, così, prima ancora di capire […] Ma forse hai già fatto il soldato in qualche luogo di battaglia?”

    Ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare, navi da combattimento in fiamme a largo dei bastioni di Orione, ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannauser e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…

    ( ma LoooooooooooooL…..sei proprio una personcina triste quando ti metti a fare insinuazioni sul conto di persone della cui vita sai meno di 0 )

    “TCF, non vorrei che adesso venisse il Pelide Arc a dire che voglio buttare la ciambella, etc…( sai, deve fare un po’ il ganassa , non farci caso ) “

    Buono. Anche senza l’intervento di Arc, stai cominciando a sviluppare una po’ di consapevolezza circa questo tuo continuo affannarti intorno a ciambelle, gommoni e pattini di salvataggio.

    ( che sia però l’ultima volta che spendi il termine ‘ganassa’ per la mia modestissima persona…qui l’unico ed insuperabile Ganassa, il Ganassa per antonomasia è mazzy, e tutti gli altri son nessuno )

  42. Di stupidi ne ho letti molti, ma tu Arcroyal non sei semplicemente stupido. Sei presuntuoso, offensivo e in malafede. Non mi stupisce che in ogni discussione tu finisca per fare l’imbecille, cercando di far leva sulle presunte qualità di chi ha la sfortuna di incrociarti. Prova ne sia che continui a buttare merda, ma non hai ancora spiaccicato una parola per spiegare cosa ci guadagna l’istruzione dai tagli ad ogni livello proposti dal governo. Visto da qui sei un ometto di scarsa qualità che prova a fare il picchiatore senza successo. Anche peggio della povera Virginia

  43. ripeto

    per Willy Coyote mazzetta

    “..perchè quando denuncio la bassa qualità dell’insegnamento, quando scrivo che gli insegnanti vanno assunti in modo diverso, quando chiedo che vengano allontanati quelli che non sanno o non vogliono fare il proprio lavoro, tu scrivi che le mie sono “paranoie”? Come mai invece di preoccuparti dello stato miserrimo della pubblica istruzione in italia, tu denunci ‘le campagne propagandistiche contro i lavoratori’ della scuola, come se si stesse davvero attaccando chi ci lavora con sacrificio e impegno, e non i parassiti?”

    ( e piantala lì con la Guerra dei Cloni…basti e avanzi tu senza bisogno che ti ripresenti con cento nick diversi per autocelebrarti o per coprire di insulti il Nemico )

  44. Ehi Ciccio, vedi nemici ovunque?
    Pensi di passare per scemo solo agli occhi di quelli che prendi per il culo?
    Ho una notizia sconvolgente: non sono il tuo personal-nightmare Mazzy, solo uno dei tanti che si diverte alle splle di un cretino quando ne trova in giro

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  1. Giavasan
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