La mala fede

Decreto del Vaticano (appena approvato da papa Ratzinger): niente sacerdozio per i seminaristi che praticano rapporti omosessuali, che hanno “tendenze omosessuali profondamente radicate”, e che comunque sono fautori della cultura gay. A meno che non siano più froci da almeno tre anni.
Ovvero: se vi piace l’uccello ma ci tenete proprio a indossare la tonaca basta soltanto mentire un po’ (possibilmente “accordandosi” col confessore). Ora manca solo che qualcuno alla CEI si inventi il programma in 12 step per curare le “tendenze transitorie” dei seminaristi, e poi stiamo a posto.
Eppure ci sono anche tanti gay cattolici, eccome se ci sono. Ne conosco alcuni, e mi dispiace per loro. Come facciano a dormire sonni tranquilli, e ad accettare i dettami di una Chiesa così omofoba e ipocrita non chiedetelo a me.

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50 Comments

  1. dunque i gay non possono farsi preti ma i preti possono farsi i gay. cose che succedono…

  2. Cazzo, incredibile! La chiesa segue la Bibbia e condanna i contro-natura. E dice che non ne vuole in casa! Robe da matti!

  3. Mi avete fatto venire in mente un bellissimo film con Jack Lemmon … si potrebbe vedere se esiste in italiano e domandarsi perchè esista solo in vhs
    http://www.amazon.com/exec/obidos/tg/detail/-/6300184048/qid=1132833666/sr=8-1/ref=sr_8_xs_ap_i1_xgl27/103-9035716-0650201?v=glance&s=video&n=507846

    detto questo credo che sia anche una risposta ai problemi di pedofilia degli ultimi tempi …
    rimane il problema grosso del fatto hce la chiesa ti insegni ad odiare una parte di te e ti fa sentire al di fuori del gregge, ma è anche vero che è preferibile sempre chi parla chiaro a chi fa le cose un po di nascosto.
    Sapremo come reagire e cosa fare … ne discussi tempo fa di questo papa e delle sue tendenze ombofobe e sinceramente ho capito che è uno di quei in cui non essendone parte non posso comprenderne appieno le ripercussioni su chi ha fede e si sente escluso.
    Anche perchè l’amico di cui sopra non ha il dono della fede e quindi si preoccupa solo per il clima in italia che per le sue ripercussioni del suo essere pecorella nel gregge del pastore di roma.

    cyrnano confuso

  4. Nature Way, se la Chiesa dovesse seguire alla lettera i dettami biblici – e sottolineo “alla lettera” – sarebbero moltissime le cose vietate o “contronatura”, molte cose che probabilmente fai anche tu.
    In sostanza, diventeremmo tutti dei Testimoni di Geova e dovremmo citofonare alla gente ogni domenica mattina.
    Il problema non è dire “questo si può fare per entrare in Chiesa e questo no”, il problema è che qui non si dice “devi essere celibe e praticare l’astinenza”, ma “NON devi essere omosessuale”, a prescindere.
    Molto ipocrita come cosa, è vero: fatevi un giro nelle chat gay e scoprite quanti preti omosessuali ci sono (e la cosa mi fa abbastanza rabbia).

    Paolo, rispondendo alla tua domanda: non lo so come. Ultimamente sono meno cattolico anche io.

  5. Subito dopo l’elezione di Joseph Ratzinger, parlavo con un amico gay romano 50enne. È credente e praticante ed era contento dell’avvicendamento. Io gli chiesi come potesse apprezzare chi lo disprezza, non lo riconosce, finge di non vederlo, ergo vuole distruggerlo. Rispose che era giusto e necessario tornare a un ordine. Magari era una battuta e non l’ho capita.
    Il biondone potrebbe essere Georg Gänswein, che Ratzinger definisce “un uomo dal carattere difficile”, ma non mi pare così irresistibile, francamente.

  6. secondo me sarebbe stupefacente il contrario. Per la chiesa, molto semplicemente, l’omosessualità è contronatura, un peccato, un affronto a tutto ciò che la chiesa predica. Dicendo queste cose la chiesa fa semplicemente “il suo lavoro”. Ha tutte le ragioni per dire cose coerenti con la sua dottrina e la sua storia. Questo papa ha il pregio di spazzare via tutte le ambiguità. Non si può – dice – essere froci e cattolici, pregare la domenica e farsi i cazzi propri il martedì, non si può avere le proprie personali posizioni su omosessualità, matrimonio, contraccezione. Quelli che hanno abbracciato le posizioni comode di “credenti non praticanti” e simili sono costretti a confrontarsi con la propria ipocrisia. Se sei credente obbedisci al papa, che non è il “presidente” dei cristiani, ma nientepopodimeno che il tramite l’uomo e Dio.
    Io non mi scandalizzo, anzi apprezzo che si faccia finalmente chiarezza. Adesso tocca a voi decidere da che parte stare.

  7. …ops: il link non va, colpa dei caratteri speciali. Per vedere la bibliografia copiate l’URL e incollatelo sul vostro browser…

  8. Anch’io sono daccordo con Davide.
    Essere preti non è un diritto.
    E’ un incarico speciale a discrezione del Vescovo.
    Anzi, certe volte si ordinano candidati inadatti con troppa superficialità.
    Il prete è quello che divulga la dottrina e celebra i sacramenti.
    Se fa una cappella ha un peso molto maggiore che non se la fa un altro, perché diventa il punto di riferimento per una parrocchia.
    Insomma: se uno non è d’accordo con la dottrina cristiana (perché che la Chiesa sia contraria all’esercizio dell’omosessualità non è una novità per nessuno) non ha senso che diventi prete.
    Saluti.

  9. Davide, non ti sembra che sia un po’ un controsenso il fatto che un papa dal passato, a quanto dicono, da sostenitore nazista e dalla sospettata omosessualita’ voglia fare cotanta chiarezza? Non e’ che dovrebbe prima fare chiarezza sulle proprie, posizioni comode?

  10. Davide, in che senso da che parte stare?
    Aggiungo: sono d’accordo sul fatto che la chiesa possa decidere sui preti, in fin dei conti sono cazzi loro (ops!), ma se non sbaglio quel tizio capellone che si chiamava Gesù ha predicato l’uguaglianza, la difesa del più debole e del discriminato, l’appoggio alle minoranze e via dicendo, senza mettersi a discriminare qualcuno perchè omosessuale, nero oppure con gli occhi a forma di caciocavallo. Sbaglio ho davanti a dio siamo tutti uguali? non è così?

  11. Georg Gänswein è la stessa imbeccata che avevo avuto in quella mattina di mezza estate da una persona verosimilmente a conoscenza dei fatti. Solo non volevo fare gossip. Anche se a ben pensarci il gossip talune volte ha la terapeutica funzione di sbuggiardare false morali.
    Per il resto ogni buon cattolico in cuor suo sa ben distinguere religione e religiosi. Resta sempre il dubbio amletico ma perché parlano di sesso (omo o etero) senmpre quelli che non lo praticano o millantano di non praticarlo? La questione morale non potrebbe affrontare altri, più doverosi argomenti, in questo momento?
    O anche alla Chiesa piace stare “sulla notizia”?

  12. Non capisco perchè ti poni il problema per i cattolici gay, essendo cattolici sapranno bene come digerire una cosa simile

  13. Quel “decidere da che parte stare” in effetti era un po’ involuto ma volevo esprimere un concetto semplice: essere cattolici non è un obbligo. E non si può essere così arroganti da pretendere di cambiare la dottrina della chiesa, ma si può limitarne il campo d’azione ad esempio evitando che entri in Parlamento e detti le leggi che riguarderanno tutti, anche i non credenti. Qui sta il conflitto, qui bisogna scegliere da che parte stare.
    Riguardo al “capellone che si chiamava Gesù” mi sembra evidente che non abbia nulla a che spartire con i cardinali carichi d’oro che predicano in un modo e poi razzolano in tutt’altro. Ma la mia e quella di RICKHelmut sono valutazioni del tutto personali, addirittura eresie: vi ricordo che, per i cattolici, è la chiesa l’unica interprete della figura e della storia di Gesù.
    E adesso scusate ma me ne vado a letto che qui è l’una e mezza di notte (non è una questione di miracoli ma solo di fuso orario). Saluti

  14. “Aspirante omosex” è quasi geniale.
    Non è certo una novità che la Chiesa prenda posizione contro gli omosessuali (e se leggeste l’articolo di Politi linkato anche lui lo sottolinea) però il divieto del decreto approvato da Ratzinger è una misura drastica inedita rispetto al passato.
    Come ha scritto giustamente Gatto Nero non è che ai seminaristi sia richiesta soltanto l’astinenza sessuale: se sei gay il prete non lo puoi proprio fare, anche giurando di rinunciare al sesso.
    Non solo, e questo è quello che mi fa più rabbrividire (non per niente l’ho evidenziato nel testo in corsivo): se dopo 3 anni non sei più gay allora puoi anche fare il prete.
    Qualcuno mi spieghi come diavolo si può sostenere di non essere più gay dopo 3 anni, e in seminario poi, dove il sesso dovrebbe essere del tutto assente (condizionale).
    Basta l’astinenza, allora? Oppure torniamo all’omosessualità vissuta come “fase” adoloscenziale? Anzi, peggio ancora, come “disturbo psichico” da cui si può guarire? E come faranno a provarlo? Si valuterà l’assenza o meno di erezione del giovane seminarista di fronte a foto di nerboruti maschioni nudi?
    Negli USA ci sono anche quei pazzi scriteriati del movimento degli ex gay, che convincono i poveretti che con il loro metodo si può guarire dall’essere froci. Forse la CEI dovrebbe valutare la possibiltà di un accordo con loro.

  15. La Chiesa cattolica, alfiere dell’ipocrisia, mo’ si prende pure il lusso di diventare autolesionista: ma con la crisi di vocazioni che c’è, come si fa a volerle selezionare all’entrata? Più che la Casa del Signore mi pare un locale notturno. Ma se poi tanto la tua sessulità non la puoi esprimere, chesenefrega di che tipo essa sia?
    Reprimere ad ogni costo, questo è il nuovo verbo: se hai la vocazione e sei etero, devi reprimere la tua libido (vedere ciò che ha scritto Foucault circa libido e cristianesimo), se hai la vocazione e sei gay, non solo devi reprimere le tue sacrosante voglie (e ciò dovrebbe essere fatto in ogni caso, se sei cattolico e gay), ma devi pure reprimere la vocazione stessa!! Avanti così, che tra un po’ le chiese diventano ristoranti, come in Inghilterra.

  16. è vero che essere preti non è un diritto, però qui il salto logico mi pare: essere gay per un pò è ok e poi, prima di essere ordinati, diciamo per 3 anni, fare i bravi.
    di tendenza gay od etero, sono molti quelli che poi si “spretano”, e chi resiste, si trova davanti una solitudine che non auguro a nessuno.
    (mica tutti hanno il segretario biondo).

  17. non capisco perchè tutti ad incazzarsi se la Chiesa o i preti si fanno gli affari nostri e poi tutti a farci i cazzi loro. Che decidano loro chi fare prete o meno, o vogliamo sindacare sul fatto che i muezzin non possono essere gay, che i pope non possono essere gay e via di seguito? Lasciamo che ognuno faccia il suo mestiere, va là.

  18. non capisco perchè tutti ad incazzarsi se la Chiesa o i preti si fanno gli affari nostri e poi tutti a farci i cazzi loro. Che decidano loro chi fare prete o meno, o vogliamo sindacare sul fatto che i muezzin non possono essere gay, che i pope non possono essere gay e via di seguito? Lasciamo che ognuno faccia il suo mestiere, va là.

  19. Rickhelmut: appunto! Anche io ho un amico americano ex-gesuita che convive da quasi 15 anni col fidanzato. Ma sai che tormento era per lui quando era seminarista?
    E che casini che c’erano lì in seminario?
    Proprio perché ha scoperto che era gay ed era incompatibile con l’essere seminarista e casto.

    Quindi il Papa ha fatto benissimo, se sai che sei gay, e vuoi praticare i tuoi gusti sessuali, non entrare in seminario.

    Ma scusa, se uno è eterosex e vuole farsi una famiglia, entra in un seminario cattolico? per come stanno le cose, no.
    Figurati se è gay.

    Paolo Colonna: Aspirante omosex è geniale, grazie lo so.:)

    Io credevo che tu, dato che scrivi bene e sei così intelligente, capissi che stava per “aspirante prete + omosex” o “aspiramte suora + lesbica”. Anche perché non parli delle lesbiche vedo..

  20. Ci si incazza perchè tanto si sa che la chiesa continuerà ad intromettersi.
    Quindi sbugiardarli e smascherare le loro magagne è il modo più rapido ed efficace di delegittimare le loro opinioni.

  21. Io penso che il senso dei tre anni sia a favore e non contro il seminarista.
    Semplicemente se un candidato al sacerdozio non ha più aspirazioni omosessuali da un certo periodo (tre anni in questo caso: ogni regola richiede d’essere sufficientemente precisa) si può ritenere che il suo orientamento non vada considerato come un ostacolo al sacerdozio. E’ una norma d’orientamento per il Vescovo.
    I tre anni, allora, non sono un limite ma un eccezione al divieto, il che è anche una chiave di lettura allo stesso precetto:
    Ma poi, scusate, la famiglia è irrinunciabile nel disegno sociale cristiano ed è ovvio che si cerchino candidati preti (che poi rappresentano la Chiesa nel territorio) di orientamento conforme alla dottrina.
    Saluti.

  22. Da cattolico l’idea del “segui e stai zitto” non mi è mai piaciuta.
    E questo “non piacermi” mi è stato trasmesso da una mole di cattolici impegnati.

    Il prossimo che fa l’associazione “Cattolicesimo=zitto e mosca” lo gambizzo =.=

  23. @Silentbob:

    immagino che tu a 12 anni (l’età che aveva Ratz quando è stato recrutato) avessi già una coscienza politica che ti avrebbe permesso al suo posto di imbracciare il fucile contro il tiranno. Ancora meglio, non ti saresti presentato all’arruolamento, saresti scappato sulle montagne e ti saresti unito a qualche gruppo di resistenti (come tutti sappiamo numerosissimi in Germania a quell’epoca), con conseguenti ritorsioni sui tuoi famigliari.

    Hai proprio ragione, tutti quei ragazzini messi a difendere Berlino negli ultimi giorni della guerra erano degli schifosi nazisti che meritavano di morire.

  24. Il biondone di cui si parla è probabilmente il segretario personale del Papa, e si sussurra che sia ancor più omofobo! Questa decisione papale è sta presa per gli scandali americani di pedofilia… Mah, non credo che i seminaristi gay se prima non si dichiaravano lo facciano ora!

  25. Il biondone di cui si parla è probabilmente il segretario personale del Papa, e si sussurra che sia ancor più omofobo! Questa decisione papale è sta presa per gli scandali americani di pedofilia… Mah, non credo che i seminaristi gay se prima non si dichiaravano lo facciano ora!

  26. Aspirazioni e orientamento, leggo. Già. Il problema di fondo è che chiesa cattolica e omosessualità non sono affatto compatibili, e qualunque tentativo di renderle tali a mio parere è destinato a naufragare, su queste basi. La prima considera sempre la seconda una deviazione momentanea e possibilmente correggibile dalla norma, secondo l’idea della pecorella smarrita da ricondurre all’ovile, per l’appunto. E non, invece, uno dei tanti modi possibili per vivere la propria sessualità.

    Chiunque sia di quest’ultimo parere (come la sottoscritta, che ha amici gay – alcuni dei quali credenti e dilaniati -) non vedrà mai possibile una conciliazione fra i due punti di vista. Per fortuna, aggiungo io.

    Ovviamente, è nel pieno diritto della morale cattolica escludere i gay dal sacerdozio, così come i separati dalla comunione (Casini escluso) o non riammettere ai sacramenti i divorziati prima sposatisi in chiesa (Berlusconi incluso). Del resto, in certi paesi a legge islamica i gay vengono pure arrestati o lapidati, quindi non è che la religione in genere sia tanto indulgente verso quelle che considera deviazioni dalla sua rigida precettistica. Un buon motivo in più per essere laici…

    Quello che trovo molto più ipocrita è la clausola di salvaguardia che tale provvedimento introduce. I famosi tre anni di ravvedimento. Come se l’omosessualità (penso anche femminile, sebbene la chiesa non la citi mai) fosse un vizio dal quale guarire a breve.

    Quel che mi chiedo, e scusate la provocazione, a questo punto è: se il discrimine consiste nella liceità sessuale pre-seminario (e posto che allora la castità sia, come la realtà spesso c’insegna, un voto ampiamente disatteso), cosa ci garantisce mai allora che un sadico, o un masochista, o un feticista, o uno che vada sempre a puttane (ma questo il vescovo come può saperlo, mai?), o un pedofilo eterosessuali non siano dei potenziali preti altrettanto pessimi? Allora il punto non è tanto quello d’illecito che combini o hai combinato a letto… ma se lo fai sapere al tuo confessore. Si parla infatti di “tendenze profondamente radicate” e proprio per questo conclamate.
    Appunto…

  27. Scusate, ma è proprio il discorso dei tre anni che fa ridere.
    Certo che la Chiesa può darsi tutte le regole che vuole, ci mancherebbe.
    Ma che significa “non essere più gay da tre anni?”
    L’omosessaulità è forse un peccato dal quale si è assolti se non lo si pratica più da almeno tre anni?
    Oppure è una malattia che però può considerarsi guarita, passati che siano tre anni senza la manifestazione del disturbo?
    Ma fatemi il piacere.

  28. Lo ripeto: dopo tre anni te danno ‘na zucchina in mano e a seconda dell’uso (si guarda alla reazione istintiva), viene deciso se sei ancora gay o se preferisci i piaceri del cibo.

  29. Per me c’entra con il discorso della pedofilia. Nella CdV vedono le due cose, pedofilia ed omosessualità, collegate. E provano a risolverla nel loro modo, che è quello di una monarchia assoluta; cioè con un editto del re.
    Ovviamente potrebbero chiedersi del perchè ci sono percentuali così alte di omosessuali e pedofili, rispetto alla media (pls, sto facendo un discorso di deviazione statistica, non di deviazione morale).
    Leggendo le deviazioni statistiche dei campioni di popolazione si imparano tante cose, e magari si capisce dove sta il problema.
    Che non ha certo a che fare con l’uso delle chiappe.

  30. Beh, ma e’ facile, no?
    Se vuoi farti prete, smetti di farti piacere gli uomini.
    E che diamine, che problema sara’ mai.

    (Solo l’ultima in una lunga lista di insensatezze della Chiesa Cattolica Romana. Da segnalarsi anche l’intervento del teologo di Famiglia Cristiana, che sostiene che una relazione omosessuale “non e’ vera”, mentre una eterosessuale si’. Cosa ci aspettiamo, da ‘sta genete?)

  31. Non ho mai parteggiato per gli omosessuali militanti, ma il Vaticano va colpito con tutti i mezzi possibili. La società civile ha il dovere di estirpare i sacerdoti dall’influire sulla vita pubblica e privata degli esseri umani.

  32. Il vero problema è l’ingerenza della Chiesa cattolica negli affari dello stato (laico).

    Ma negli affari della Chiesa, loro decidono.
    E lo stato non si deve intromettere.

    That’s so simple!

  33. Vorrei solo ricordare che la Chiesa non parla di “castità” in generale, ma specificatamente di “omosessualità”: è questa la cosa scandalosa.
    E’ chiaro, normale, necessario e regolamentare che un prete o una suora debba astenersi dalla pratica sessuale. Non c’è alcun bisogno di altra specificazione, anzi: qualunque altra specificazione non è altro che una discriminazione.
    Come in questo caso.

  34. Ultimo:
    sto solo cercando di dire che tutto il discorso mi sembra assolutamente privo di senso, ed azioni come quella in questione sono solo una mera dimostrazione di potere terreno della classe clericale. Che diventa paradossale, se effettivamente (e qui non mi spingo oltre) le voci che vogliono Ratz avere attenzioni particolari per il bel biondone si rivelassero fondate. Chi e’ senza peccato…ricordi no?

  35. Silent:

    reagivo all’etichetta di nazista che mi dà fastidio perché per poterla affibbiare con tanta disinvoltura a un ragazzo che nel ’39 aveva 12 anni bisognerebbe per lo meno essere stati partigiani in tempi in cui esserlo significava rischiare l’impiccagione. E anche in quel caso mi sembrerebbe ingiusta.

    Il tuo discorso ha ancora meno senso: se vuoi attaccare il provvedimento del papa sei padronissimo, di argomenti come vedi ce ne sono. Attaccarlo sulla basi di illazioni sulla sua omosessualità mi sembrano leggende metropolitane su cui non ha senso discutere in mancanza di prove che non siano un pretone belloccio.

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