Piero Chiambretti
25 set
…figura di merda in Inglese?
10 mag
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
…e continuava…
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
(via vari Tumblr: Bastet, Emmanuelnegro, Danandhisthings, Albo)
28 feb
A New York sono già stato lo scorso novembre, e potrei sostenere che ci torno per scrivere un libro, come dicono potrebbe fare Waltere, ma non è così.
Ci torno perché non ci si può non tornare, e perché dopo averla visitata una prima volta voglio che la vedano i miei, che non sono mai stati oltreoceano. Non che in loro compagnia non si potranno fare altri viaggi in futuro – sicuramente sarà così -, ma so che non voglio trovarmi, un giorno, a pensare che questa cosa avrei potuto farla e invece ho rimandato.
L’ultima volta ci sono stato con Ilaria per fare – dichiaratamente – bieche cose da turisti. Ho scritto di almeno 14 cose che ho imparato, ma ne ho tralasciate migliaia e, nel frattempo, non sono riuscito a mettere su Flickr nemmeno un quinto di tutte le foto scattate in quei giorni.
Qualche giorno prima di partire pubblicai un post che conteneva una mappa di Google. Sulla mappa segnai tutti i posti che avremmo voluto vedere (ben sapendo che non sarebbero bastate tre vite). Oggi vedo che quella cartina, realizzata per noi due e condivisa con qualche amico e sul blog, ha ricevuto qualcosa come 75.000 visite: a qualcuno è servita, e a me fa piacere.
Per questo motivo rimetto in piedi tutto l’ambaradan. Le istruzioni sono piuttosto semplici: qui di seguito trovate due mappe di Google sulle quali suggerire – se ne avete voglia – posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping. La prima è quella che utilizzeremo effettivamente. La seconda raccoglie invece tutte le indicazioni ricevute che non sono state ancora “spostate” sulla mappa ufficiale.
L’alternativa alle mappe di Google è utilizzare TripIt, che sembra essere la cosa duepuntozzero al momento più figa per combinare i propri viaggi e i social network. Per i più curiosi, comunque, sarò come al solito qui (e se vedo Blair ve la saluto).
Ci si risente tra una settimana. Nel frattempo niente Macchiaradio, e anche “Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)“ ne approfitta per fare una pausa (anche se non è mica detto: nove ore di aereo sono lunghe). Questo comunque non vi esime dal continuare ad invitare sul gruppo di Facebook tutti gli amici cui pensate possa interessare.
Mappa di interessi (New York):
8 nov
Avrei voluto scrivere qualcosa di significativo sulla partenza, sulla destinazione, sul viaggio, ma a pochi minuti dalla partenza in realtà le domande che ti passano per la testa hanno ben poco di poetico: il passaporto, oddio, dov’è il passaporto? Qual è l’alimentatore della macchina fotografica? Mi sarò portato dietro abbastanza telefilm per trascorrere nove ore di volo? Perché quei puzzoni di Vodafone non hanno una tariffa agevolata anche per gli Stati Uniti? Come faccio a vedere le mappe personali di Google sull’iPhone? Ho abbastanza addattatori per le prese elettriche? Ma, soprattutto, sono quelli giusti? Quanto tempo trascorrerò all’immigrazione dal momento che ho il passaporto nuovo? Cose così, insomma.
L’emozione pre-partenza è quella del first timer: farò cose da turista senza provare la benché minima vergogna. Guarderò New York con gli occhi di uno che la conosce quasi a memoria senza esserci mai stato.
E farò anche finta di non sapere che cinque giorni fa quello in cui sto andando era un paese di gran lunga meno accogliente di quanto sia ora.
Chi tra voi c’è invece già stato trova qui di seguito due mappe di Google sulle quali suggerire – se ne ha voglia – posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping. La prima è quella che utilizzeremo effettivamente. La seconda raccoglie invece tutte le indicazioni ricevute (e sono state parecchie, dal primo post in cui sono state pubblicate le due mappe).
Voi fate i bravi: ci si rivede tra una settimana.
Mappa di interessi (New York):
7 nov
Una domanda per Obama. Ci invadete spontaneamente o dobbiamo proprio rifarlo tutto, il fascismo?
5 nov
Ragazzi, complimenti a tutti. È la cosa più bella capitata a questo mondo dal 1989.
5 nov
Martedì, una giornata come tante: lavoro, studio, autunno. Fa anche freddino. Ma all’ora in cui le carrozze diventano zucche, dall’altra parte del fuso orario qualcuno diventerà il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Questa notte Macchiaradio, in collaborazione con i maggiori produttori di caffè, sigarette alcolici e pigiama, presenta: “Tutti i voti del Presidente“.
A partire dalle 23 ora italiana su Radionation, la solita cricca seguirà i risultati delle elezioni presidenziali americane 2008. Vincerà Mister Magoo o Sam Cooke? L’esperienza del reduce o il fascino del cambiamento? Lo scopriremo durante la notte. A costo di stare alzati fino all’alba.
“Tutti i voti del Presidente“: tutti, fino all’ultimo.
Dietro ai microfoni: Matteo Bordone, Laura Carcano, Paolo Landi, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simona Siri, Luca Sofri, Simone Tolomelli.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
| …oppure clicca “Play” per ascoltare la puntata in questa pagina Clicca qui per aprire direttamente il file se il player sopra non ti funziona (la puntata dura 7 ore e 15 minuti; così giusto per avvertire) |
4 nov
Girava voce che l’Italia stesse vincendo per 20 a 0 e che avesse segnato anche Zoff su azione di calcio d’angolo.
31 ott
In the West Wing the Democrat, Matt Santos, won. In 2008, the outcome has yet to be decided. Let’s hope that real life continues to copy the West Wing.
29 ott
La tradizione rimane ferma. Qui su Macchianera, poco prima di elezioni campali, si fanno i sondaggi fai-da-te. La regola è semplice: basta rispondere nei commenti con il risultato delle prossime elezioni USA. Se volete, mettere anche la percentuale.
E se siete in vena, buttiamo là una previsione per la finale della Formula 1 in Brasile.
Comincio io: Obama con 53%. E Hamilton. Quelli del Glu Glu Klan si fregeranno le mani.
24 ott
Finché non lo vedo, non ci credo. Finché non vedo un nero sveglio alla Casa Bianca, continuerò a pensare che un bianco mediocre possa farcela.
4 set

un click sulla vignetta per ingrandirla
3 set
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Mi sono sempre chiesto: ma chi va in giro a costruire quadrati sull’ipotenusa?
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