(…continua /20)
- Lei per tutta questa telefonata avrebbe potuto fermare il tempo e non l’ha fatto?
- Sì che l’ho fatto.
- Intendo dire che avrebbe potuto fermarlo prima di farmi correre come un dannato per farle avere quella teiera.
- Mi creda: se fosse stato solo per avere questa imbarazzante teiera credo che avrei scelto di spostarmi su un’altra dimensione e seguire un diverso continuum spazio-temporale.
- Divertente. Ora però mi dice perché mi ha fatto credere che stessi correndo contro il tempo?
- Perché lei stava a tutti gli effetti correndo contro il tempo. E’ solo per me che il tempo si è fermato.
- Non capisco se sono io a non capire o se è lei che ci si mette di proposito.
- Gliela spiego facile facile: il tempo si ferma unicamente per chi decide di fermarlo. Tutto ciò che sta attorno (o anche lontano, nel suo caso) si ferma. Se io decidessi di farlo in questo preciso momento, lei resterebbe immobile come una statua e solo io percepirei lo scorrere del tempo. Nel momento in cui lo riavviassi, per lei non sarebbe successo niente.
- Quindi, per capirci: se lei avesse fermato il tempo prima che io le dessi le coordinate, ora non saremmo qui a parlarci al telefono perché la chiamata sarebbe caduta. Giusto?
- Semplificando molto, sì.
- Io avevo capito che giocare con il tempo era vietato, in generale.
- Fermare il normale susseguirsi degli eventi non è affatto un gioco: la Polizia Congiunta del Tempo lo consente, ma bisogna essere autorizzati. Continua a leggere »