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Archive for the 'Tech' Categoria

Pensavo fosse amore, invece era un gipiesse

apr 27 2011 Inviato da nella categoria Tech

Come probabilmente saprete alcune settimane fa due tecnici informatici hanno dimostrato che gli iPhone e gli iPad di Apple registrano tutti gli spostamenti dei loro proprietari, a loro insaputa.
A distanza di qualche giorno, per placare le polemiche scaturite dalla rivelazione, Apple ha deciso di venire allo scoperto e pubblicare una lista di domande e risposte sull’argomento. In Italia l’ha pubblicata il Post, tradotta, e potete trovarla qui. Macchianera, invece, è venuto in possesso di un documento ancora più scottante: la traduzione della traduzione in italiano. Nella colonna a sinistra trovare quel che Apple ha detto; in quella a destra quel che Apple voleva dire.

1. Perché Apple tiene traccia dei miei spostamenti con iPhone?
Apple non tiene traccia dei tuoi spostamenti. Non l’ha mai fatto e non ha nessun piano per farlo in futuro. Non ci provare stronzo. Ma dici a me? Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di’, ma con chi credi di parlare tu? Ah si eh? E va bene…
2. E allora perché son tutti così preoccupati?
Offrire servizi in mobilità con un buon grado di efficienza e tutelare al tempo stesso la privacy e la sicurezza degli utenti comporta problemi tecnici complessi e difficili da spiegare in poche parole. Gli utenti sono confusi anche perché gli stessi produttori di queste tecnologie, come Apple, non si sono dati molto da fare per spiegare ed educare i propri clienti sulla complessità di queste cose. Sai, la gente è pazza. E, comunque, sì, pare che pioverà. Dodici. Abbacare!
3. Perché il mio iPhone registra la mia posizione?
Gli iPhone non tengono un registro della tua posizione. Semmai, mantengono e aggiornano automaticamente un elenco degli accessi WiFi e dei ripetitori della rete cellulare che si trovano nei paraggi del luogo in cui ti trovi. A volte i ripetitori sono a 150 km di distanza da dove si trova il telefono che li sta inserendo nell’elenco. Le informazioni raccolte vengono usate dagli iPhone per ridurre i tempi di localizzazione con il GPS. La semplice tecnologia satellitare a volte richiede minuti prima di localizzare con esattezza la posizione del telefono su una mappa. Se il telefono può incrociare i dati del GPS con quelli delle reti di accesso WiFi e dei ripetitori cellulari nelle vicinanze fa prima, consuma meno batteria e dà risultati più accurati. Questo confronto avviene direttamente sull’iPhone sulla base dei dati contenuti in un enorme elenco che si è formato nel corso del tempo grazie alle informazioni fornite dai milioni di iPhone che inviano i dati sulla posizione degli accessi WiFi e dei ripetitori ad Apple, in forma anonima e criptata. No, non hai capito. Seguici: gli iPhone non tengono un registro della posizione, ma si interfacciano allo sgurz e al protocollo smerws. Tu sei obiettivamente troppo scemo per conoscere le caratteristiche del protocollo smerws, ma tentiamo di spiegartele lo stesso: il protocollo smerws serve a classificare le istanze di sgurz quando non interviene l’interfaccia glompr. Nel caso in cui intervenga l’interfaccia glompr, infatti, il tuo iPhone entra in modalità scratch e inizia a dialogare con le cellule tolxs sparse sul territorio. A quel punto fai un salto, fanne un altro e tarapìa tapiòco, prematurata la supercazzola, o scherziamo? Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio. Pàstene soppaltate secondo l’articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura…

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La Moda come Frontiera comunitaria 2.0

dic 01 2010 Inviato da nella categoria Personale,Tech

di Giuseppe Genna

Miuccia Prada: “Io l’autunno e l’inverno li eliminerei: i miei clienti più ricchi vivono tutti al caldo”

Vorrei riflettere sul rapporto tra individui, rappresentazione collettiva e Rete in questo passaggio d’epoca tech. Utilizzo due esempi: l’Amazon di Jeff Bezos che impone un modello precomunitario sul Web 0.0; la case-history della community della casa di moda Piazza Sempione. Risponendo a un’intervista fattami da Vogue (Sfilate e letteratura, a cura di Edoardo Acotto), definivo il complesso Fashion System attraverso categorie di “separazione”…
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Manuale per Mac Maniaci in difesa dell’iPad.

gen 29 2010 Inviato da nella categoria Tech

Questo testo è riservato ai macmaniaci che da oggi dovranno spiegare ai fighettini del blackberry come mai il mondo è stato cambiato ancora una volta da Steve Jobs. Astenersi gli altri…
1 - Ci sono ad esempio quei fighettini che per principio hanno deciso che il tablet Apple è un flop. Con loro non insistete: tireranno fuori eleganti ragioni soppesate (il thè… lo fa solo al limone… e alla pesca?). Con questi tentare è inutile. Date loro ossequiosa ragione. Li vedrete gonfiare soddisfatti (e se guardate nelle loro tasche vedrete che hanno un iPhone nascosto…)
2 - Ricordare sempre che il tablet non è l‘ottava meraviglia del mondo (lo è, lo è, ma non ditelo…). Spiegate semplicemente che è un netbook fatto da Apple. Vuoi mettere confronto ai netbook che ci sono in giro?
3 - A questo proposito fate provare un netbook di prima qualità. Un Sony o un Acer… Come dice Steve: i netbook non sono buoni a farci nulla, sono soltanto economici. Umm… sei minuti prima di essere davvero pronti a scrivere una mail? Più o meno, no? Ormai, piaccia o non piaccia, lo standard dei netbook sarà una tavoletta. E’ iniziata l’era della tavoletta. Credete che Google lancerà Chrome su un dispositivo che sembra un computer per la Barbie, con i tastini di plastica?
4 - Se incontrate qualcuno che è fan di Kindle attenti: non dovete fargli notare troppo che per leggere un libro in inglese nel ventunesimo secolo ha comprato l‘equivalente di un televisore monocanale in bianco e nero. Però poi fategli vedere l‘applicazione iBooks.
5 - A quelli che dicono: “Ma è solo un iPod touch grosso…“ fategli vedere l‘interfaccia. Sono quelli che si sono fermati al bordo nero, potete spiegarli che possono farcela ad esaminare anche il resto. Seriamente: le prime impressioni sull‘interfaccia che emergono dai video fanno quasi urlare “al miracolo“. E poi chiedetegli se il loro iPod touch le fa quelle cose. O chiedetegli se i vari computer touch con windows 7 sopra permettono di fare quelle cose. Continua a leggere »

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Fumo mediatico, arrosto digitale

gen 04 2010 Inviato da nella categoria Tech

Mentre Apple smonta la sua icona anticonformista sottomettendo in Cina l’ideale al mercato (e mostrando così il suo volto di multinazionale tout court a chi ancora non se n’era accorto e si scandalizza…). Mentre Apple vede Nokia citarla in giudizio per violazione di brevetti (o meglio per non averne pagato esattamente i diritti) come mezzo usato dal colosso finlandese per far quadrare i conti visto che la vendita dei 1000 modelli di telefonini che ha in commercio non è proprio una favola per il bilancio, spingendo Cupertino ad una contro querela… Mentre Apple vede (e noi con lei) i vari iPhone Killer durare quanto Papa Luciani, con pubblicità che inneggiano a “Facebook sul telefono”, a “navighi in internet”, a “c’è Google”, a “vedi i tuoi video e le foto”… e uno si chiede: ok…e allora? E poi? (che è il motivo per cui sono quasi tutti uguali…) Continua a leggere »

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Poi fate quel che vi pare

dic 26 2009 Inviato da nella categoria Opinioni,Personale,Tech

Io credo, ma capisco di risultare presuntuoso, che un pezzo come questo che state per leggere andrebbe su un bel giornale di carta. Quello che leggono le persone che che poi parlano con frasi quali: “vicino agli ambienti di Facebook”. Ecco per dire, uno Zambardino che per un attimo si disincanta dal prossimo Tablet di Apple del quale nessuno sa una beata mazza perché sono trentacinque anni che sull’azienda di Cupertino si fa solo Gossip, dovrebbe scriverlo lui questo pezzo qui, così poi Bruno Vespa, l’autorevole Bruno Vespa che per la sua autorevolezza viene giustamente stipendiato, la smette di pensare a Facebook come un “posto”, perché quella è l’autorevolezza del mio gatto e non è commisurata allo stipendio percepito. Questo o quell’altro guru di internet, con o senza pappagallo sulle spalle, con o senza dichiarazione ufficiali. Sai quelli che muovono l’opinione? Io dico quelli lì, secondo me sarebbe utile. Al di là delle simpatie e antipatie, riconosco la loro influenza, la usino.

Ok, per precisare, non che ce l’abbia con loro, giuro: è che ne sento la mancanza quando servirebbero. Perché secondo me sono gli stessi che da tre anni vanno in giro vagando a dire che i blog sono morti, hanno una vision a due metri di quello che succede loro attorno, e tecnicamente non evidenziano di conoscere la tecnologia più di quanto io le regole di un processo. Cioè sono degli ottimi appassionati ma da lì a dimostrare che ne “sappiano qualche cosa”, mi sento di dire che ancora ne corra. Per adesso, in tutti questi anni, ho solo letto cose abbozzate, sufficientemente sbagliate (per esempio: non sapere la differenza tra utenti unici e unici assoluti, una banale differenza che fa stare in piedi l’industria internet nel mondo) e altre cosa à la signora mia: “è la fine di un’era”, “è la fine del mondo gratis”, “se non è gratis è la fine”, “ora non siamo più liberi”.

Non siamo mai stati liberi.

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Climagate

dic 13 2009 Inviato da nella categoria Tech

Forse vi è sfuggito, forse ne avete sentito parlare di sfuggita. Ma nei giorni scorsi è montata tutta una storia su un migliaio di email trafugate ad alcuni climatologi. E il tono e le parole usate avrebbero dato conferma a chi questa teoria scientifica la oppone.
Una questione che purtroppo non è semplice, anzi è proprio complessa. Fatta di interpretazioni sbagliate e di scorrettezze a go-go.
Se vi va di perdere un quarto d’ora della vostra giornata, leggetevi questo post un po’ lunghetto.

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L’insuperabile Quesito della Susi: che cavolo è il Web 2.0?

mar 27 2009 Inviato da nella categoria Tech

susi2Cioè: a me questa cosa del 2.0 sembra in tutto e per tutto uno degli eterni interrogativi che emergono nell’altrettanto eterno salotto del Quesito della Susi: gente loungissima con la scucchia, che si aggira nel 2009 vestita vintage (in emulazione fallimentare del guardaroba più brutto nella storia del regno umano: quello italiano degli anni Settanta, a colpi di Cagi e di Facis), e formula esoteriche domande che nemmeno il Corvo Parlante o L’impareggiabile Piero. Il Web 2.0 è l’ircocervo, il patafisico e il patato, l’unicorno e un corno, il mercato rionale e – ma anche o – globale, la banda larga e quella d’Affori, YouTube e U2, podcast e casting, social network e carcere, grano virtuale ed estrattori che cercano l’oro come nel capolavoro di Chaplin. Tentare di definire il Web 2.0 è pari al comunicare che fine fa un morso di banana che inghiotto: dove va?, come?, che ci fa dentro il mio corpo?, arriva un fisiologo che mi dice cosa accade sul serio e nulla di quello che dice è sentito o visto: dove cavolo sarebbero i metaboliti e il ciclo di Krebbs? Che c’entra il mitocondrio?
E’ perciò abbastanza liberatorio andare come Don Chisciotte a illustrare che diavolo sarebbe il Web 2.0 in un convegno. Eppure lo faccio. Mi permetto anche di dire che, secondo me, Facebook crollerà in otto mesi (non sette: otto). Poi faccio l’interpretazione del video più assurdo di YouTube: ma è veramente il PIU’ assurdo che si sia visto e non l’avete sicuramente visualizzato (lo induco dalle stats).
Oh: se volete venire, è dai tempi di Clarence che non facevo una cosa del genere. L’evento si tiene a Milano, martedì prossimo. L’ingresso è gratuito, ci si iscrive on line qui, parlano anche i vertici di Google e di Adobe tra i molti altri.
Gianluca Neri sarà sugli spalti a tirarmi addosso aeroplanini di carta e verrà arrestato in qualità di membro qaedista che dirotta jet cartacei.

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E se lo metti sotto un pentolino d’acqua, cosa scopri?

ott 15 2008 Inviato da nella categoria Tech

I fanboy dell’Apple che si aspettavano meraviglie dalla nuova presentazione di Jobs sono stati premiati: nei nuovi MacBook non c’è più il tasto sotto la trackpad! Non c’è! Perché si clicca direttamente la trackpad! Ci pensate?!? Wow! Direttamente la trackpad! Ecco, sono alla 5a riga e ho già finito i punti esclamativi. 

Ma voi magari non siete fanboy. 

Magari non siete nemmeno utenti Mac.

Magari state leggendo queste righe da un laptop qualunque, per intenderci di quelli sotto i 700 euro, sì?

Ho una sorpresa per voi. Puntate il cursore qui, e poi colpite la vostra mediocre trackpad due volte, velocemente. Dai. Continua a leggere »

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BlogFest 2008 /3 (video)

set 14 2008 Inviato da nella categoria Personale,Tech

Ci sarebbero “istant video” più istant, ma, paradossalmente, ci sono un po’ di problemi di connessione.
Colonna sonora di Alessandro Zangrossi

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BlogFest 2008 /2 (video)

set 13 2008 Inviato da nella categoria Personale,Tech

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BlogFest 2008 /1 (video)

set 13 2008 Inviato da nella categoria Personale,Tech

Le immagini dell’uragano sono tratte da blogfest2008.myblog.it; la colonna sonora è Olidei di Alessandro Zangrossi

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“Ricordati che devi morire” “Sì, sì, mo’ me lo segno”

ago 21 2008 Inviato da nella categoria Tech

BlogNationInfine, dopo quelli gestiti tramite WordPress, su BlogNation sono tornati online anche tutti i blog aggiornati con Movable Type (portato alla versione 4.2 Pro, che peraltro pare molto più stabile e di gran lunga più veloce delle precedenti, anche se si sa che queste cose van dette con la mano ben salda sulle balle). Il plugin antispam naturalmente ha fatto le bizze, ma ne siamo venuti capo. Sono andati persi solo alcuni post e alcuni commenti scritti nei giorni immediatamente precedenti al crollo: ce ne dispiace (ma magari le pagine nella cache del vostro browser o di Google possono esservi utili per recuperarli).

Diamo quindi il bentornato a Bambolescente, Bassoatesino, Bendix di Lia Celi, Dot-Coma, Daveblog, Dmag, Giuseppe Genna, Grassilli Warehouse, l’Indignato, La Vonorace, Lino e i Mistoterital, Net To Be, Princess Proserpina, Sandro Paté e Sasaki Fujika. Rimandiamo direi al dopo-BlogFest il passaggio per tutti a WordPress e ad un mondo finalmente libero dai moduli Perl.

Nel frattempo è anche aperto il casting per scegliere il sistemista che si occuperà della manutenzione di massima del server. Siccome c’è sempre andata bene ma capiamo che la gloria non basta, pur essendo questo un server amatoriale, qualcosa da stanziare c’è. E se non c’è ce la facciamo essere. Giriamo su Ubuntu, e facciamo ovviamente un uso intensivo di Php, MySQL e Perl. L’indirizzo è mail@macchianera.net: proponetevi, descrivetevi, quantificatevi.

Va detto che se tutto questo fosse successo in un altro momento (uno in cui non ci fossero state la trasmissione in radio e la BlogFest da preparare), forse da questa parte dello schermo la cosa sarebbe stata presa con più filosofia e meno apprensione. Alla fine – si può dire anche questo – poteva essere peggio: grazie ai backup automatici su un altro server e qualche backup manuale lanciato per puro culo qualche giorno prima della disgrazia, alla fine ce la siamo cavata anche facendo appello alle modeste conoscenze tecniche di chi vi scrive.
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BlogNation, rialzati e cammina!

ago 20 2008 Inviato da nella categoria Tech

BlogNationAggiornamento sullo stato del ripristino dei blog ospitati da BlogNation: sono tornati online e funzionanti tutti quelli basati su WordPress, ovvero: BlogFest, FreddyNietzsche, Guia Soncini, Kinder, Macchianera, Marileda Maggi, OzioAffaccendato, Playlist, Princess Proserpina, RadioNation e Sw4n.

Tornano visibili, ma restano ancora purtroppo non aggiornabili (e non commentabili) quelli gestiti attraverso MovableType: il softwaraccio è stato installato, ma ha mal digerito il backup del database, probabilmente a causa della tabella caratteri utilizzata al momento dell’esportazione (e valla tu a cambiare in un file di testo da 260 mega compressi). Qui dietro si continua a lavorare alacremente perché anche i cugini che non sono ancora migrati dal lato chiaro della Forza possano rivedere la luce.

Il server è stato rimesso in piedi da capo, ma è ancora ben lontano dall’essere “a posto”: bisogna fare un po’ di tuning ma intanto – toccando tutti i gioielli di famiglia – è nuovamente in piedi. In questo senso un ringraziamento particolare va a Ludo (che è stato preziosissimo, e non poteva essere altrimenti) e a Gianluca P. Ziokendo, che pur in vacanza nella terra dei crucchi e pur spossato dalle magagne di questo condominio di blogger, ha saputo dispensare consigli utili tramite il fido Blackberry.

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Feed the Word(press)

lug 05 2008 Inviato da nella categoria Tech

C’è qualche problema nel feed dei post, nel passaggio da WordPress a Feedburner.
Appena scopro a cosa è dovuto metto a posto.


(Per i più tecnici: da quel che ho capito fino ad ora, credo si tratti di un problema con la codifica UTF-8 e il mime type con la quale il feed viene servito. Qualcosa sul server deve essersi aggiornato nottetempo).
Aggiornamento del 6/7/2008: pare che tutto sia tornato alla normalità, immagino grazie al provvidenziale intervento di Gionni.

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Wordstress

giu 01 2008 Inviato da nella categoria Tech

Movable Type to WordPressCome probabilmente vi sarete accorti se siete particolarmente svegli, Macchianera ha completato la transumanza verso WordPress compiendo un passo che alcuni – a causa del passato supporto dato su queste stesse pagine a Movable Type – non esiterebbero a definire “storico”.

Al momento non funziona quasi niente: il css non è ancora a posto; Explorer fa come al solito un po’ quel che vuole con il codice (voi intanto usate Firefox, che comunque fa sempre bene); l’editor visuale non ne vuole sapere di funzionare; i permalink con data e nome non funzionano e qualche vecchio post formattato alla vecchia maniera e si sovrappone alla grafica delle colonne.

Eppure, non ci crederete, ma è un sollievo.

Installare WordPress ha richiesto i canonici 5 minuti. Importare tutti i vecchi post e i commenti (68 mega di file di solo testo) un po’ di più: tutta una notte. Realizzare la grafica modificando abbastanza pesantemente un tema già esistente (che comunque – ripetiamo – non è ancora a posto) qualche ora.
Però è finita – e lo dico con rammarico, credetemi, dal momento che Macchianera è stato tra i primi siti italiani a utilizzarlo – la via crucis di Movable Type; degli errori in perl; dei plugin che non funzionano; dei template che vanno cambiati ad ogni nuova versione; delle ere geologiche che passavano tra la scrittura di un post e l’effettiva pubblicazione.

Spiace per i ragazzi di Six Apart che, nel corso del tempo, hanno sveltito un pochino il processo di pubblicazione e reso il programma open source (un po’ troppo tardi, forse: non c’è mai stata né mai forse ci sarà una vera e propria comunità di supporto di Movable Type, il che si traduceva in: si è verificato un errore, cazzi tuoi, forse sei addirittura il primo a sperimentarlo).

Pian piano, mentre mettiamo a posto tutto l’ambaradan, tutti i vecchi autori riceveranno il nuovo login e la nuova password per poter scrivere su Macchianera.

Nel frattempo avrei solo una raccomandazione da fare: mentre li importavo mi sono riletto alcuni dei vecchi post e notavo che in molti casi mancano le immagine perché linkate da un server esterno che magari non esiste più. Da oggi siete pregati di non farlo più e di utilizzare la funzione “aggiungi media”, che invia il file sul server di Macchianera. Mica per niente: è brutto perdere pezzo per pezzo qualcosa che credevi di avere conservato.

Alcuni, poi, chiederanno: ma perché hai messo tutto online se ci sono ancora tutte queste cose che non funzionano?
Non so: credo che quando si decide di cambiare è preferibile farlo subito, piuttosto che rimandare e magari poi cedere alla tentazione di lasciare tutto così com’è.


Ah, giusto, un’ultima cosa: se qualche anima pia volesse aiutare a mettere a posto il tema di WordPress (da quel che vedo io c’è questo da fare: portare la parte finale del logo di Macchianera in alto a destra sopra la barra grigia; capire perché non funzionano gli RSS (grazie, come al solito, a Gianluca-Ziokendo); verificare che la form di ricerca in Explorer vada al posto giusto invece di stare sopra al logo tondo), il file da scaricare è qua.

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