SMS ricevuto da anonimo
31 lug
Lei di lavoro deve far vendere più dischi che può. Mi dice: “Sai, io li vedo i dati veri sulle vendite dei cd. Cifre da paura. I primi in classifica, i big, vendono 200 dischi a settimana”. Uhm. Sono certo che sbaglia. MiticoLiga (n.1) e MiticoVasco (n.2) non possono vendere così poco. Loro hanno SUCCESSO – è importante, che l’abbiano, per il riscatto di tanta gente. E la FIMI Nielsen non ci dà mai le cifre vere perché non riesce letteralmente a contarli, vendono troppo. Di sicuro è così. E tutto il resto è invidia. Però questa cosa mi deprime. Voglio dire – quanto mi ha detto mi ha turbato. Faccio come se niente fosse? Mi dilungo sui Tokyo Hotel che sono entrati in top ten (al n.9) estromettendo subito Marracash? Cincischio sul fatto che oltre a MiticoLiga e MiticoVasco anche il n.3 (Shakira) e il n.4 (Litfiba) sono di sssinistra? Insomma, insisto a parlare di dischi? Voi capite che mi sento irrilevante come Bersani. Facciamo così, parliamo dei libri più letti sotto l’ombrellone, sì, dai, questa è una bella cosa estiva da fare. TheClassifichiamo quella classifica lì.
25 lug
Chissà chi nominerà al ministero dello Sviluppo Economico. Un indagato o una zoccola? Criminali disoccupati non ce n’è più molti – e Vallanzasca mi dice che non ha voglia; Natalia Estrada invece è in disgrazia, e poi è straniera. Potrebbe far ministro la Cavagna, che pare si sia bombata per anni, o la D’Urso o la rossa del Grande Fratello, comesichiama – sono tutte brave e preparate e un giorno gli verrà riconosciuto da una copertina di Panorama come quella con la Carfagna (“Mara…meo”). Anche MiticoLiga ha il suo bell’occupare poltrone: è al n.1 ma anche al 26 e 29 e 54 e 68 e 76 con le sue raccolte contenenti 20 volte lo stesso pezzo sulla vita che alla fine, uè, è la vita. Al n.2 (ma anche al 47 e 88 e 92, anche lui con raccoltone per babbioni) MiticoVasco gli dà il cambio, in fondo si stimano proprio come Berlusconi e Fini, emblemi di questa sinistra divisa, sapete quando il Tg1 mostra il faccino di Schifani o di Bondi o Lupi o Cicchitto davanti ai microfoni protesi (sempre lo stesso filmato) e la Voce Che Informa ci spiega cosa hanno detto mentre loro muovono autorevoli il crapino e hanno detto sempre e comunque che la sinistra è divisa e allo sbando.
Mentre loro.
Sempre parlando di gente che la pagliuzza e la trave: Aldo Grasso. Ogni giorno scrive ottanta pezzi – dove trova il tempo di guardare la tv? – a schifiltare le becere tv generaliste, e a me viene da chiedere (chiedeVe): ma lo leggi il TUO giornale, Aldotto? Il Corriere della Sera impazza in rete e fa boom di contatti con la dama bianca, la spia rossa, i vip a Forte dei Marmi, la doccia di champagne di Paris Hilton, le tette della Cuccarini, Penelope Cruz incinta (“LO SCOOP”), e ora persino “Le coatte di Ostia” (con sondaggio: E’ giusto ridere di loro? 75% delle risposte: “Sì”).
Avrete capito che il temino di oggi è: “Si fa presto a criticare”. E me ne danno il destro le due nuove entrate: Sting, che va al n.5 dopo Shakira e Giggetto D’Alessio, e Marracash, che entra al n.7 dopo i Litfiba e davanti a Cesare (Cremonini), Antonacci e Lady Gaga. Mentre restano fuori dalla top ten i miei poveri vecchi Korn, solo n.19. Sigh.
19 lug
“Vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: “Quello è un uomo cattivo”. E dopo, come vi sentite… buoni ?” (Scarface, Brian De Palma)
Cesare. Che sia Cremonini? Non ne sarei sorpreso. Sorridente, accomodante, piace alle donne. E tutto il product placement nelle canzoni, l’egocentrismo a tambur battente, e Ballo sempre lì dietro a fare porcherie tipo Dell’Utri. E la scelta di occupare il n.7, meno esposto rispetto al n.1, 2 o 3. Che poi, Zésare è persino il più strano in una top 10 da Esselunga, totalmente priva di guizzi, di imprevedibilità. Stimolo, risposta: quelli che comprano i cd si buttano esattamente su quanto gli è imposto da ciò che resta dell’industria discografica.
(già capito che aria tira) (vedrete, prima o poi dirà che quelli che votano si buttano esattamente su quanto gli viene imposto da poterini e poteroni)
3 lug
Ecco una bella top ten, piena di segnali incoraggianti. MiticoVasco al n.1, MiticoLiga al n.2, Giggetto “Gomorra” D’Alessio al n.3. Il meglio della Nazione. Poi, due new entry americane: Miley Cyrus (n.4), Eminem (n.6), separate da Shakira (Waka! Waka!) (ma soprattutto Soca! Soca!) Al n.7, i redivivi Litfiba, al n.8 Renato Zero, al 9 Zésare Cremonini, al 10 Lady Gaga. Niente inglesi, Dio li stramaledica! Sicché, MiticoVasco va in vantaggio su MiticoLiga – come sapete, le due aziende lottano su tutti i fronti. Tipo le applicazioni: iVasco costa 4 euro, iLiga ne costa 3. Scrive Gianni Sibilla su Rockol: “4 euro sono tanti per un’App promozionale, in un mercato come l’App Store dove regna il gratis (o il costo minimo, 79 cent)”. Ma MiticoVasco ama i suoi fans e non può dargli roba che costi poco. E poi MiticoVasco non vende se stesso per avidità. Lo fa più per prostituzione affettuosa, tipo Bocca di Rosa. Ogni mese i clienti possono contare su un prodotto Vasco: una raccolta con tre brani nuovi, una biografia, una storia su Topolino (sempre con l’azzeccatissimo personaggio di Vincenzo Paperica) (bleah), un gioco per Playstation, i biglietti per il tour, la graphic novel Ho fatto un sogno, guardacaso edita dal gruppo RCS-Corriere della Sera. Il dvd, guardacaso in vendita col Corriere della Sera. Testata autorevole e disinteressata il Corriere della Sera, vero? Parliamone.
19 giu
Santoro. Luttazzi. Biagi. Direi che dei nostri eroi, quello che sta facendo la figura migliore è quello che ha tolto il disturbo. Forse siamo degli ingrati, non apprezziamo Egli come meriterebbe. Dopo tutto, Egli ha salvato l’Europa. E noi niente, dell’Europa ce ne sbattiamo: l’unica straniera in top 10 è l’americana Christina Aguilera al n.8. Devono averla comprata i leghisti. Il resto è un trionfo di spaghetti e mandolini, a partire dal n.1 di Gigi D’Alessio; lo seguono, dal n.2 al n.5, musicisti in quota all’opposizione: miticoLiga detronizzato, Litfiba, J.Ax + Neffa, Zésare Cremonini. Non vi riconoscete in questa opposizione? Tipico di voi. Al n.6, 7, 9 e 10 spazio al gustone del popolone: Biagio Antonacci, Renato Zero, Marco Carta, Mina. Escono dalla prima decina Gigi D’Agostino e Pierdavide Carone, ma se non altro non ci entrano i dAri. Comunque, è un’autarchia felice. Vediamo cosa ci stiamo perdendo.
12 giu
I Mondiali. Simbolo della speranza, della voglia di riscatto di un popolo intero – come 20 anni fa quando li abbiamo ospitati noi, ricordate? Ecco, poi ci siamo riscattati alla grande. E vent’anni fa Ligabue cantava Piccola stella senza cielo ma non era n.1. Oggi sì, con canzoni più brutte. Al n.2 ci sono i Litfiba. Vent’anni fa cantavano El Diablo ma non erano n.2. Oggi sì, con un live del cavolo. Sono loro che sono andati verso la massa? O è la massa che è andata verso di loro? La massa, poi, ha sempre ragione perché se non la raggiungi non sai parlare alle masse? Ha ragione quelle volte che viene EDUCATA? Oppure non ne ha mai, si fotta la massa, stupidi pecoroni buoni solo a votare Berlusconi? Ecco, ho preambolato tutto ciò per portarvi a Gigi D’Agostino (al n.9, terza new entry della top ten con i Litfiba e il n.4 di J.Ax e Neffa, “strana coppia” che onestamente trovo eccitante quanto un gelato al sapone). Sapete, Gigi D’Agostino è una specie di fantasma della musica italiana. Non se ne parla oppure se ne parla per articoli stile Corrieredellasera, del tipo, appunto, “Vende tanto quindi è un fenomeno quindi è ok, per noi”. Perché non se ne parla? Forse perché i suoi pezzi usano tutti i trucchi più dozzinali della dance all’italiana, dalle tastierazze a trombetta ai ritmi tutti uguali che gettano un ponte tra la techno, la tarantella e la marcetta fascista? Perché i testi (date un’occhiata se volete all’inno I’ll fly with you) sono roba che al confronto Mino Reitano era Majakovskij? Perché non fa il personaggio, gli basta fare il misterioso guru del mixer? Per le cover fetenti di Un giorno credi, Imagine, il Bolero di Ravel? O perché lo ascoltano i peggio truzzi?
7 giu
Sul Corriere della Sera del 27 giugno 2009, la prima pagina era: “Via libera alle misure anticrisi: il governo lancia la manovra e il premier attacca: zittire chi sparge panico”. Un anno dopo, però, eccovi a fare i sacrifici – voi, ma anche LUI: chiama la tv, dice che è stato frainteso che l’opposizione sa solo insultare che la sua popolarità è al 60% – poi mette giù velocissimo perché il telefono costa! Beh, valeva la pena ribadire un’altra volta che nonostante le cattiverie è sempre il n.1? Il fatto è, come dice miticoLiga, che è sempre il n.1, che purtroppo c’è gente “che ti lancia merda soltanto per un titolo più largo”. Tutta colpa della cultura dell’invidia, non cambieremo mai. E lo conferma la nuova top ten: le nuove entrate, subito dietro miticoLiga, sono: n.2 Marco Carta, n.3 Mina, n.4 Cesare Cremonini. Dietro Zésare, fresco di Vanity Fair, c’è un altro idolo di Vanity, Biagio Antonacci, al n.5; completano la top ten due ragazzi Sorrisi&Canzoni (Pierdavide & Emma, n.8 e n.9), il vecchio fregnone da Famiglia Cristiana (Renato Zero, n.6) (non dimenticatelo!), infine il Journal of Vertebrate Paleontology: Rolling Stones (n.7) e AC/DC (n.10). Escono dalla prima decina Nina Zilli (n.11) e Max Gazzé (n.13), che erano due anomalie, dischi che (nella mia umiliante opinione) la gente non prendeva a scatola chiusa. Posto che la Nina a me non piace, ci vedevo comunque dietro un pubblico curioso e in vena di azzardi. La top 10 attuale è dominata da gente che mette in commercio solo roba già clinicamente testata (e non solo Cremonini e le due band straniere, che lo fanno esplicitamente riproponendo un po’ del loro tempo migliore). Il trionfo del rassicurante già sentito. Eccetto il disco di…
29 mag
Allora, avete preso l’iPad ieri notte? Come? No??? E perché? Sapete benissimo che salverà le vostre vite. Pensate alla leggerezza con cui apprenderete che dovrete fare i sacrifici. L’impalpabilità con cui leggerete del segreto di Stato sui dossier Telecom, l’alta definizione del tasso di disoccupazione, la rapidità con cui potrete commentare la morte di Arnold. It’s a brave new world. E nell’era dell’iPad, dell’iPod, dell’iPed, proprio come ieri MA NON COME IERI!!!!, potrete leggere questa rubrica e apprendere che il disco dei Rolling Stones del 1972 Exile on Main Street è la più alta new entry in Italia e l’unica novità in top 10, al n.4 dietro a miticoLiga, Biagioantonacci, e – non dimentichiamolo! – Renato Zero. Bene. I Rolling Stones. Il 1972. Ieri. Non come ieri. Vediamo che si può dire.
IPOTESI. Diciamo (per ipotesi) (appunto) che il rock è morto. Che poi, come dice la mia amica Barbara Gallu**i (non so bene se vo**ia essere citata), “Che sia morto è anche un po’ il suo bello”. La tecnologia sta producendo lo stesso tipo di eccitazione sessualmessianica del rock nei suoi anni migliori. Certamente non uscirà un nuovo Sgt. Pepper o un nuovo The Wall o un nuovo Nevermind ma gente, certamente uscirà un qualche aggeggio o applicazione o social network – iPuzz, Cheecheeput, Burple – e ci aiuterà non a cambiare il mondo ma a starci dentro, che è quello che conta, come gli hippies capirono ben presto. Ma quel che più conta, è nuovo, o così ci dicono. Ed è il suo bello.
24 mag
Scusate, ero via.
Dunque, miticoLiga n.1. E miticoVasco n.10, rientrando con un colpo di reni, secondo me per guastare un po’ la festa di miticoLiga. Oltre a loro, non dimentichiamolo!, Renato Zero al n.2. Quindi che temino fare, oggi? Ah, sì.
La ripetizione.
Credetemi, io mi pongo il problema del non scrivere sempre le stesse fesserie. Così provo a scrivere fesserie un po’ variegate. Invece Ligabue è come Berlusconi: punta sulla reiterazione. E non parlo della ripetizione, su tutte le copertine di tutti i giornali, della sua espressione incazzata (da anni mi chiedo PER COSA) (sta a vedere che ce l’ha con ME) (voi ridete, ma anni fa se l’è presa per una cosa che ho scritto IO) (o è permaloso come Berlusconi, oppure è abituato a essere incensato – come Berlusconi) (e dire che ho pure qualche suo pezzo nell’iPod) (di miticoLiga, non di Berlusconi) (…ho perso il filo) Ah, sì.
La ripetizione.
Ma non nel senso del ripetersi alla Beppe Severgnini, quanto siamo simpatici noi interisti lo dico sempre ai miei amici inglesi che mi rispondono che noi italiani siamo unici e abbiamo tanti difetti ma anche tanti pregi quindi fatevene una ragione cari amici juventini e vi saluterò i miei amici inglesi con l’ironia di noi simpatici interisti che siamo unici e… (…ho di nuovo perso il filo) Ah, sì.
La ripetizione.
Nel senso dell’anafora. Se non sapete cos’è, potete andare su google o cliccare qui sotto.
7 mag
Soggiorno. Interno giorno. (Sandra, Tata, Raimondo)
Raimondo seduto sul divano guarda la partita in televisione. Accanto a lui Sandra legge Sorrisi e Canzoni Tv. Dietro di loro, la Tata spolvera i mobili del salotto col piumino.
SANDRA (con gli occhi al giornale)
Biagio Antonacci vuole disintossicarsi dalla musica.
RAIMONDO (seguendo il match con partecipazione)
Bene! Bravo!
SANDRA
Ma cosa dici, Raimondo! Biagio Antonacci è il n.1 d’Italia!
RAIMONDO (in trance da partita)
Ma stai zitta, taci, il n.1 dell’Italia è Buffon.
SANDRA
Ma Raimondo come ti permetti di dare del buffone ad Antonacci? La verità è che sei geloso perché tu sei imbacucchito mentre lui piace alle ragazze.
RAIMONDO (strabuzza gli occhi davanti al televisore)
Quell’incapace… Guarda poi come finge di provare dolore.
SANDRA
Qui dice che Biagio confessa di avere nel cassetto progetti diversi dalla musica, tra i quali un programma televisivo.
24 apr
C’era, al funerale di Raimondo Vianello, una corona di fiori mandata dai Ricchi e Poveri. Avendo la mia bella età, tra i miei ricordi di bimbo c’è questa sigla qui, decisiva per la mia formazione di critico musicale. In pratica ogni sabato sera, Vianello sterminava i Ricchi e Poveri. In un modo diverso. Loro, va detto, erano molto simpatici a prestarsi alla cosa – ma il mio entusiasmo andò alle stelle quando Raimondo li steccò tutti e quattro (era tanto tempo fa, sì) con un colpo in testa. Ho a lungo fantasticato di far fare questa fine ai melensoni del pop italiano. Forse per maschilismo, lo facevo più con gli uomini, salvando le donne, da Laura Pausini a Fiorella Mannoia (tanto per dare una botta a sinistra) (perché va bene tutto, ma negli ultimi 25 anni mai una volta che la Mannoia abbia raccontato che ieri sera è uscita e si è divertita, che bella serata, anche se dopo il terzo Vodkatonic i ricordi si sono fatti confusi, e, toh – stamattina si è svegliata con un mandingo di fianco).
E una delle mie fantasticherie è sempre stato Biagio Antonacci. N. 1 della settimana, davanti a Pierdavide Carone e al resto degli Amici puccipucci. Sapete, Antonacci ha deciso che era tempo di riforme. Quindi non solo Antonacci è come Berlusconi in quanto n.1, ma è anche come Bossi, che è il n.1 delle Riforme (ne è ministro ed emblema. Basta guardarlo). Per non parlare della Marcegaglia, che invoca riforme ogni volta che esce di casa (anche alla parrucchiera. “Come li facciamo, sciura Emma?” “Ci vogliono le riforme”).
10 apr
Utilizzato soprattutto nelle chat dei MMORPG per indicare chi si comporta da bambino stupido (…). Dall’italiano “bambino minchione” a sua volta derivato da “minchia”, termine dialettale per definire l’organo genitale maschile. (da Wikipedia)
Secondo gli esperti, Pierdavide Carone è una mosca bianca. Intendo dire che l’attuale n.1 della Pierclassifica italiana ha “stupito i critici” per la sua maturità di cantautore. Non so quali piercritici siano rimasti stupiti, risulta da un sacco di blog – quindi prima o poi qualche critico deve aver stupito, forse uno tra Antonelli, Laffranchi, Giordano e Dondoni, le cui pierfacce critiche grondanti rock’n’roll style, non avendo potuto assistere a Jimi Hendrix che incendia la chitarra o Jim Morrison che si sbiotta o Johnny Rotten che dice dal palco “Avete mai avuto la sensazione di esser stati imbrogliati?” assistono stupite e rapite a quanto potreste vedere qui, cioè a Pierdavide che esegue durante la finale di Amici la sulfurea “Trullallero rullallà”, un rock d’impatto di graffiante denuncia sociale, che mi piace pensare eseguito da Lou Reed e incorniciato dalle chitarre di Steve Hunter e Dick Wagner. Ascoltatelo e pensate al vecchio ebreo fracico che stona in stile “Vicious”: “One… troolawlayro roolawlahh… and I guess, I just don’t know”. Pierdavide è anche, vi informo, il vincitore di Sanremo grazie al brano interpretato da Valerio Scanu (è suo il pierverso sul fare l’amore in tutti i laghi, sbertucciato dai fighetti ma evidente rimando ai Lake Poets inglesi, Coleridge e Wordsworth). Dal sito delle mamme fans di Marco Carta (dico davvero) apprendo altresì che “Nonostante la sua nota timidezza”, il piergiovane cantautore non ha occhi che per Grazia, ballerina conosciuta dalla De Filippi: per lei, nonostante la sua nota timidezza, ha mollato su due piedi la pierfidanzata.
3 apr
Emma Marrone n.1, Madonna n.2, Loredana Errore n.3. Marco Mengoni n.4, Baustelle al n.5. Altri numeri: il consigliere regionale più votato di sempre è Mara Carfagna, che si è candidata però premettendo che non avrebbe fatto il consigliere regionale. L’hanno votata in 55mila. A sinistra, ovviamente, dicono che sono coglioni. Forse hanno ragione. Altro suffragio, di pari importanza: il 66% dei votanti (più di 14mila) in un sondaggio di Repubblica, dice che Vieri ha ragione e l’Inter deve restituire lo scudetto del 2006. Gli interisti, ovviamente, dicono che sono invidiosi. Forse hanno ragione.
Su google, per la parola “invidia”, ottenete 1.600.000 pagine. “Lussuria”, dà 339.000 risultati. Superbia, 642.000. Accidia, 80.700. Avarizia, 193.000. La gola è al n.1, ma ovviamente bisogna disambiguare. L’ira è al n.2, (1.920.000), ma forse tante pagine citano l’Irish Republican Army. O Ira Gershwin. Quindi verrebbe da dire che l’invidia è al n.1. Ed ecco un altro numero: 1990. In quell’anno a Milanello, Egli invece di parlare di calcio parlò del ministro Mammì, lamentando “Una vera e propria campagna di invidia e di odio contro il nostro operato. Non capisco come mi possano accusare di avere in mano tutta l’informazione. Le nostre tre reti non trasmettono notiziari”. Cosa che si potrebbe dire anche oggi. Guardacaso, proprio nel 1990 Hedrick Smith, premio Pulitzer, pubblicò un saggio sui “Nuovi russi”, spiegando un loro annoso problema atavico: la “cultura dell’invidia”, ovvero la tendenza del popolo a scagliarsi boicottante contro chi emergeva dalla massa. Succedeva ai tempi degli zar, e Lenin aveva incoraggiato questa inclinazione in senso anticapitalista. Ok, ora metto assieme tutto: Emma, Loredana, Vieri, Madonna, i Baustelle e, ovviamente, Berlusconi.
28 mar
Mentre entriamo nella gabina elettorale, Emma Marrone è al n.1. Morgan è al n.66. “Emma chi?” Ok, domanda legittima – come lo erano: “Michela Vittoria chi? Mariastella chi?” La Marrone era negli Amici Bianchi, Morgan era nei Vertigo Blu. Che faccio, sparo sulla Croce Rossa? Ma Morgan è poi la Croce Rossa? “Se Santoro mi ha invitato, io posso esprimere la mia opinione”. Eh, sì: lo ha invitato. Lui, e non voi. E non Emma Marrone. Perché lo ha invitato? Solidarietà barricadera? D’altro canto “Tutti parliamo di ideali eccetera, ma a te è stato impedito di fare il tuo lavoro” ha detto, prima di tentare con lui un duetto disastroso, impossibile – incomunicabilità pura – Antonello Venditti. Forse ci crede davvero: fu 68ino, Venditti. Laddove Morgan, ragazzo degli anni 80, spiega: “Non so se si può concludere il mio pensiero. Il mio pensiero si è capito, il mio pensiero è riempire il vuoto. Culturale. Culturale. Culturale”. Non credo che il duetto con Venditti – su una cover degli anni 80, non a caso – lo abbia riempito. E nemmeno sbandierare Dante, agghiacciante parodia del citazionismo isterico dell’artista contemporaneo. Emma Marrone ha un suo modo di riempire i vuoti. “Io non voglio averti tra i ricordi di un’estate, io non so sognarti voglio viverti davvero. Voglio baciarti davvero, parlarti davvero, magari fino a odiarti ma davvero”. Oppure: “E questa notte sarà meravigliosa con te mentre mi stringi, mentre mi parli sento che stai tornando da me”. Ecco, a ma i testi di Davvero e Meravigliosa ricordano questo: “Lì venivano prodotti giornali corrivi contenenti praticamente solo sport, cronaca nera e astrologia, romanzetti a sensazione, film grondanti sesso e canzoni sentimentali composte automaticamente da una specie di caleidoscopio chiamato versificator”. “Lì” è un dipartimento ministeriale di 1984. Il Grande Fratello, Orwellavevacapitotutto blablabla – vedete, me la tiro tanto ma poi faccio citazionismo anch’io.
24 mar
Non ho molto da dirvi, tutto è fermo in attesa dello scontro di domenica tra il Bene e il Male, tra la Vita e la Morte, tra il Lusco e il Brusco. L’hit parade ci dice che il talento visionario di Marco Mengoni si conferma n.1. Mentre il talento visionario di Berlusconi si conferma n.1 in piazza. Il talento visionario di Tim Burton si conferma n.1 al botteghino. Il talento visionario di Supermario si conferma n.1 dei videogiochi. Il talento visionario di José Mourinho si conferma n.1 della classifica della serie A. Il talento visionario di Frate Indovino si conferma n.1 dei calendari. Il talento visionario di RTL 102.5 si conferma al n.1 delle radio private. Il talento visionario del senatore Carofiglio si conferma n.1 dei libri più venduti. Il talento visionario di Sorrisi & Canzoni TV si conferma n.1 dei giornali italiani. Il talento visionario del Grande Fratello si conferma al n.1 dei programmi di prima serata. Se vi sto dando i ten top, è perché la top ten (musicale) è quasi inutile che ve la dia, non è successo praticamente nulla. Nemmeno dal n.11 in giù: la più alta new entry, è Ry Cooder & Chieftains al n.49 (!). I Gorillaz, se vi interessa, sono sempre fuori dalla decina (n.12). Ora, siccome in The Puntata Precedente si è già mostrato che Berlusconi è come Marco Mengoni (e viceversa), ora sarebbe d’uopo dimostrare che Tim Burton è come Berlusconi. Non impossibile: per entrambi, sempre meno idee, sempre più carnevale, e Johnny Depp o Bossi a fare da garanti (per strano che sembri, funziona). Poi, anche Supermario (l’idraulico, non Balotelli. Che comunque, anche lui) è come Berlusconi. Un consenso incomprensibile che dura più di quanto sarebbe ragionevole. Ed è più che ovvio che Josè Mourinho è come Berlusconi e viceversa, questa è facile, andiamo – io nou sbaju mai, sempri colpa di altci, fannu complocci e mi vuoli ammanettaji.
(che Berlusconi sia come Frate Indovino non perdo nemmeno tempo a dimostrarlo)
(forse tra tutti e dieci i succitati, il più difficile da dimostrare è che Berlusconi sia come Berlusconi) (perché non so voi, ma riesce sempre a fare peggio di Berlusconi) (e non ci basta mai, ammettiamolo) (ogni volta che pensiamo abbia raggiunto il limite dello schifo, dentro di noi chissà per quale meccanismo, speriamo che la volta dopo lo superi) (e puntualmente lo fa)
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L’alunno ****** alla domanda se aveva letto il libro assegnato, risponde: «No, aspetto che esca il film»
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)
