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Archive for the ‘Cinema’ Category

Neo neorealismo

Seduto accanto a me, un tipo gessatino grigio e calzino corto bianco,
ricci neri, quarant’anni, l’accento bastardo, come il più bastardo
miscuglio di dialetti che girano attorno al Vesuvio. Nella fila
davanti, un gruppetto misto di ragazzi, tra i 16 e i 19 anni, vestiti
alla uomini&donne, l’aria vissuta, la voglia di farsi notare dagli
altri presenti. Chiassosi e sguaiati. Poche file più dietro tre ragazzi
più composti ma più gradassi, quando le scene proiettate sembravano
un’esagerazione. Il locale? ah sì, è quello che è stato costruito con i
soldi che un professionista ricicla per conto di una famiglia.
Uscendo dal cinema, mia madre: “E’ tosto…â€
Pensavo alla platea. “Cosa, mamma?â€
“Gomorra! cos’altro?!â€
“Ah, sì… il filmâ€.

Saul Bass

Tutti voi sapete chi è Saul Bass senza probabilmente neanche conoscerlo. Bass è stato un grande designer che ha fatto dei titoli di testa nei film una forma d’arte. Praticamente i credits di quasi tutti i film americani da metà degli anni ‘50 fino alla fine dei sessanta se non sono suoi hanno comunque il suo stile. Basta guardare i titoli di testa di Psyco, Anatomia di un omicidio, Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo per darvi la classica manata in testa e dire “ah, ecco chi è Saul Bass”.
Tutto questo per dirvi che c’è qualcuno che ha deciso di provare a vedere come sarebbero stati i titoli di testa di Star Wars se li avesse fatti Saul Bass.

Meanwhile

Per fortuna che ci è rimasto almeno lui, sempre uguale a se stesso,
sempre a correre giù per gli stessi gradini, saltare sugli stessi
camion, portare lo stesso cappello.
Qui lo trovate in versione un po’ più grande. E’ il primo trailer di Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull

Credo che questo sia il posto giusto per segnalare che La vita è una cosa meravigliosa è online. Ora non occorre più aspettare Natale.

Il Caimano

film45500467.jpgPer coloro i quali, come il sottoscritto, adorano il modo con cui vengono tradotti i titoli dei film, segnalo che il Caimano è uscito la settimana scorsa nei cinema tedeschi, con un colpevole ritardo di più di un anno. Il titolo è diventato un ficcante “L’Italiano”.
Perchè purtroppo è così. Il caimano È l’italiano. E il nano non è nient’altro che una rappresentazione.

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  • 18-1-2008

    Qui trovate il trailer di un film che uscirà il 18 gennaio del 2008. Non si vede praticamente niente. Neanche il titolo del film. Che, per la cronaca, nemmeno esiste (il titolo, ma anche il film, lo stanno girando). Eppure mi è già aumentata la salivazione. Sarà che il produttore è J.J. Abrams, lo stesso che da tre anni ci sta tirando scemi con numeri, bottole e altri. Sarà che, anche se non mostra quasi niente, quel poco che fa vedere è perfetto e spaventosamente realistico. Sarà che si basa su un’idea che magari sembra stupida, ma quando la vedi la trovi brillante. In ogni caso non me lo potevo tenere solo per me.
    Non voglio svelare cosa si vede nel video, non perchè ci sia chissà quale sorpresa, ma perchè ha un suo equilibrio interno, un crescendo, che non va turbato. Poi magari il film sarà orribile e sono solo bravi a fare trailer. Ma molti bravi. Veramente.

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  • Grifi è morto - Evviva Grifi!

    images.jpg Se non sapete chi era Alberto Grifi, scomparso ieri, sentitevi un po’ Don Abbondio quando si chiedeva chi fosse Carneade.
    E poi sentitevi un po’ più fortunati di Don Abbondio, ché lui non aveva Google.

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  • Dimenticando s’impara

    Eternal sunshine of the spotless mindRiprendo il sempre ottimo Giavasan per segnalare ai fan di Michel Gondry, Jim Carrey, Kate Winslet o tutti e tre messi assieme, il making of di alcuni degli effetti speciali di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (in Italia sordidamente tradotto con “Se mi lasci ti cancello”).

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  • Uno dovrebbe esserci persino abituato alla castroneria del giorno, aiutato - per esempio - dal Corriere della Sera che un giorno scrive che Kevin Smith sarebbe il regista del floppone “Gigli” (sbagliato, era “Jersey Girl”, sempre con Affleck e la Lopez, che però lascia questa valle di lacrime al quinto minuto) o, quello seguente, che l’esclusiva Orange County, in California, farebbe da sfondo al serial “Desperate Housewives” (sbagliato: come da acronimo si tratta di “The O.C.”; le casalighe disperate vivono nella fittizia Fairview).
    E insomma, su, si sa che qui da noi la verifica delle notizie (anche quelle semplici semplici, per cui sarebbe sufficiente una ricerca sull’Internet Movie Database) è hobby di nicchia, quindi non sbalorditevi se Repubblica, oggi, accennando alla catena di sfighe che avrebbero colpito la produzione dell’ultimo “007″ riporta:

    In ogni caso, secondo quanto riportato da alcuni giornali, l’episodio ha provocato sconcerto nell’entourage della storica produttrice della saga Bond, Brigitta Boccoli, e ai vertici della Mgm - la casa di produzione che detiene il marchio 007.
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  • Michelangelo AntonioniLo davano su Sky questa sera. Un film di Michelangelo Antonioni. Anzi no: un film composto di tre episodi, dei quali uno, intitolato “Il filo pericoloso delle cose”, diretto da Antonioni e co-sceneggiato da Tonino Guerra. Gli altri due vedevano come registi Steven Soderbergh e Kar Wai Wong. Titolo: Eros.

    Mi rendo conto, adesso, che probabilmente è stato un filo esagerato trascriverne la sceneggiatura per portarla ad esempio, ma mi pare chiaro che ci sono sere in cui uno non ha un cazzo da fare, altrimenti perché si metterebbe comodo in poltrona a guardare l’ultimo film di Antonioni?

    E insomma dicevo: alla fine ho trascritto la sceneggiatura di quasi tutto l’episodio dei nostri, che pare scritto da un Baricco che ha preso l’acido in compagnia di quello che inventa i dialoghi delle pubblicità con Del Piero.
    Ci ho messo anche un po’. Neanche tantissimo, diciamo un po’. Ma continuo a ripetermi che l’ho fatto per una buona causa (voi leggete, e vedrete che diventerà anche la vostra): sostenere - con tutto il rispetto, per carità - che non è mai troppo tardi per concedere la legge Bacchelli.

    E che a noi italiani viene bene la pizza.

    ESTERNO - SENTIERO STERRATO - GIORNO
    Piano-sequenza di lui e lei, ripresi di schiena, muti, camminano per la durata di secondi 34.

    LUI

    Ci sono almeno delle cose belle che ricordi?

    LEI

    Cosa dovrei ricordare? Il sole? La luna? Non dirmi che improvvisamente sei diventato romantico.

    ESTERNO - SENTIERO STERRATO - GIORNO
    Piano-sequenza di lui e lei ripresi di fronte. Lei indossa una camicetta rossa trasparente che lascia ampiamente vedere il seno.

    LEI
    (lievemente alterata)

    Faccio di tutto per non rimanere prigioniera del passato! Ce n’è voluto! Quello che ricordo non è un giorno come oggi: ricordo nuvole, nuvole, nuvole! Quella malinconia… che aveva la fine dell’estate… E… dato che non voglio sentirmi triste… a volte rido, senza motivo.

    LUI
    (con tono di sfida)

    Allora ridi!

    Lei, fermandosi, ride sguaiatamente, poi lo raggiunge.

    ESTERNO - RISTORANTE - GIORNO
    Ripresa del riflesso del mare su una finestra del ristorante. Ripresa della finestra che riflette i due che entrano nel ristorante sullo sfondo del riflesso del mare, per la durata di secondi 30.

    INTERNO - RISTORANTE - GIORNO
    I due, sullo sfondo, guardano assorti il mare, mentre una tavolata rumoreggia e una ragazza passa sulla battigia a dorso di un cavallo. Durata: 38 secondi.

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  • Filed under: Cinema
  • HappinessScusate, per anni non sono riuscito a ricordarmi il titolo del film più brutto e lugubre della storia del cinema.
    Beh, si chiama “Happiness“. Lo davano stanotte su Cult.

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  • Filed under: Cinema
  • Altro che Tremonti

    Delocalizzazioni? Ristrutturazioni aziendali? Occupazione che “emigra†dove la forza lavoro costa poco più di nulla? E’ uno dei grandi problemi provocati dalla globalizzazione neoliberista imperante. Governi, economisti, movimenti e parrucconi assortiti s’accapigliano da anni per trovare una soluzione. Ma nessuno, finora, ha avuto la geniale intuizione di Costa Gavras. Il maestro del cinema, autore fra gli altri di capolavori assoluti come A-Z, orgia di potere e Missing, ce la racconta nel suo nuovo film, Cacciatore di teste, uscito oggi nelle sale italiane.

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  • Filed under: Cinema
  • Natale a Miami

    Per la signora Nicoletta Ercole, costumista, è solo lavoro. Ieri questo, domani il Riccardo III. Allora restiamo io e lui. Simone e Christian. Degli altri non mi importa, non li capisco. Cerco, ma non ci arrivo. La sin troppo ricorrente recita natalizia scritta e diretta da Neri Parenti che di anno in anno approda in un punto diverso del globo, talvolta della storia, si dipana semplice e lineare ai miei occhi: acqua sul marmo. E non saranno né i tempi comici di un De Sica in ottima forma ed altrettanta sciocchezza caratteriale, né l’imbarazzante stereotipo di un Massimo Boldi milanese e rozzo oltremodo al di sotto della soglia del sopportabile che sapranno risollevare le sorti di un prodotto banalmente indirizzato a quelli che, all’indomani di capponi e anolini in brodo e chissà quant’altro, ben poco altro potranno più che ridere sguaiatamente, in buona sostanza, del nulla. Perché nulla c’è, lì. A meno che il gesto dell’ombrello sia cosa per la quale sganasciarsi e svenire, poi, arrendendosi alla vescica debole. O, magari, è che prevedono che a noi tutti, pii ed acerbi alla vita, la parola “cazzo†muova sincera ed imbarazzata ilarità. E forse nemmeno servono le citazioni. Ché, in fondo, non si capisce perché La Piccola Bottega degli Orrori sia finita proprio lì, e neppure L’aereo più pazzo del mondo, per dire, un po’ strapazzato da un Francesco Mandelli oramai talmente “non giovane†che MTV quasi lo rimpiange. Il livello non sale mai abbastanza. Io, evidentemente, devo aver cominciato a delirare se ad un certo punto ho letto, fra le righe del più classico dei misunderstanding, il copione di Rumori Fuori Scena (Noises Off, Michael Frayn), ma no, non era possibile. Ero nel delirio puro, mi pare lapalissiano. Del resto, la colpa è mia, ché quelli sono film fatti così. Perché si sorrida di poco, senza chiedersi niente, fruendone per quello che possono. Voi andate ma sia chiaro, comunque, è meglio il libro.

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  • Film di Natale / 2

    Delle Cronache di Narnia - Il Leone, La Strega e L’Armadio è già stato detto di tutto su giornali, riviste specializzate, siti web in questi ultimi mesi. Che è un tripudio di effetti speciali, impensabili fino a cinque anni fa. Una versione light del Signore degli Anelli. Un polpettone moraleggiante con il quale stordire i nipoti dopo il pranzo di Natale. Che è da boicottare perché sponsorizzato da chissà quale chiesa, invadente e bigotta. Che si tratta del solito scontro (lieto fine garantito, uffa che barba) fra il bene e il male. Che è tratto dal primo libro di una serie composta da sette volumi pubblicata tra il 1950 e il 1956 dall’irlandese Clive Staples Lewis, docente di Oxford e Cambridge dove insegnò letteratura del Medioevo e Rinascimento, amico e collega di Tolkien al quale viene spesso paragonato per la capacità di creare mondi fantastici. Ma c’è qualcos’altro che vale la pena dire.

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  • Film di Natale/1

    Se il Natale vi fa venire il latte alle ginocchia. Soprattutto, se odiate i tipici film di Natale (tipo quello dell’orrida accoppiata Richard Gere-Juliette Binoche di Parole d’amore che sta per arrivare in Italia), ecco il vostro vero film di Natale: è appena uscito nelle nostre sale, lo firma il maestro del brivido David Cronenberg, s’intitola A history of violence ed è una chicca assoluta. Da non perdere. Un racconto immorale che racconta la storia di un uomo che sembra assai banale, tutto casa-bottega-e-buoni-valori-dell’americano-medio, che invece ben presto si rivela tutt’altro…

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    - Caro, se avessi saputo che c’era più tempo mi sarei tolta la calzamaglia.
    — Anonimo


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