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Archive for the 'Cinema' Categoria

- “Cos’è che non ti piace di Livorno?” – “Tutto”

ott 04 2010 Inviato da nella categoria Cinema,Personale

(Il post che segue è una mia personalissima recensione che scrissi di getto una notte dopo aver visto il film di Virzì, e che poi è rimasta nel limbo, ovvero in quella cartella dove svernano pezzi non finiti, spunti imprecisi o troppo personali per essere pubblicati. E ora che il film è stato candidato a rappresentare l’Italia alle nomination degli Oscar, ho preso coraggio e ho deciso di pubblicarlo. Tutto a vostro rischio e pericolo).

Ciò che mi unisce a Paolo Virzì e a Francesco Bruni (regista e co-sceneggiatore di “La prima cosa bella”) è il sentimento di profondo odio/amore nei confronti di Livorno, con la differenza – non da poco – che io questo sentimento lo manifesto borbottando tra me e me in qualche conversazione con amici o in post senza capo né coda come quello che mi appresto a scrivere, mentre loro lo trasformano in magnifiche storie e in film che fanno struggè .

“La prima cosa bella” è un film profondamente italiano, che parla di cose universali, come l’amore e gli affetti. Sullo sfondo c’è la provincia italiana e, sopratutto, c’è Livorno, che non ha un ruolo da protagonista come in “Ovosodo”, ma che nel mio personalissimo modo di leggere il film è più che centrale. Provo ora a spiegare il perché e intanto sconsiglio la lettura a chi non ha visto il film, anche perché qui sotto si minaccia la “spoilerata”.

Con Virzì e Bruni condivido anche l’esperienza di essersi levati di ‘ulo da Livorno in età più o meno matura. Anche Bruno Nigiotti – nel film interpretato da Mastandrea – scappa da Livorno dopo aver finito la scuola. Ad una prima lettura sembrerebbe che il protagonista fosse fuggito dalla madre: in effetti lui è il primo è a crederlo e probabilmente lo ha sempre pensato, ma quando torna a Livorno per recarsi al di lei capezzale, si riaccendono più vividi che mai i ricordi – i flashback del film – che oggi però riesce a leggere in modo diverso. Oggi si rende conto che quella madre così ingombrante non era poi sbagliata, ma semplicemente era una donna con tanto – troppo – amore da dare. In fondo non era lei quella eventualmente da colpevolizzare. Forse la responsabile era proprio Livorno, la gretta provincia giudicante. Livorno, dietro quella patina di simpatia e di città burlona, sa essere crudele come poche, chiusa, incapace di riconoscere i veri talenti, una città che non ha voglia di crescere o di migliorare, ma al tempo stesso capace anche di grandissima generosità, specialmente da parte del popolo. Anche quest’ultimo è un tema che ricorre spesso nei film livornesi di Virzì, un tema che sulle prime potrebbe sembrare una superficiale e faziosa critica sociale, ma che nasconde una verità: c’è infatti una profonda differenza di animo e di sensibilità tra i ceti più bassi e la media alta borghesia labronica che Virzì dipinge spesso come ipocrita ed egoista.

Bruni e Virzì raccontano Livorno splendidamente, come è normale per chi ci ha vissuto per oltre 20 anni, e lo raccontano attraverso alcuni personaggi. Ecco allora ecco il personaggio del Nesi, che lo vorresti continuamente abbracciare, il medico della madre con la voce rosi’ata dai ponci e dal libeccio che riesce ad essere al tempo stesso franco e diretto ma anche rassicurante (chi lo interpreta non ha fatto fatica a recitare, è infatti davvero il dottore che opera nell’Unita Cure Palliative Hospice di Livonro), il negoziante del negozio di pesca segretamente innamorato di Anna o il logorroico marito di Valeria. Abbracciarli forte e volerli bene.

Così, in una sorta di somma algebrica del cuore, Bruno prova a fare i conti con Livorno, e alla fine che combina? Decide di andare a fare il bagno in mare. Il mare che è la grande culla, la madre generatrice e centro nevralgico della vita e dei pensieri dei livornesi ma che, al tempo stesso, è anche capro espiatorio di tutte le inefficienze e complice del compiaciuto declino della città “’mporta una sega.. tanto ci s’ha ‘r mare”.

Anch’io sono scappato da Livorno per un bel po’ di tempo, poi per i casi della vita – essendomi nel frattempo sposato e moltiplicato – abbiamo provato a tornarci a vivere, abbiamo desistito e ora la osservo e la vivo in quella che stoltamente penso sia una “giusta distanza”.

E così succede che un film, la semplice storia di una famiglia lontanissima dalla mia, ti fa rimettere tutto in discussione.

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“The Social Network”: La sceneggiatura su Macchianera – The screenplay on Macchianera

set 13 2010 Inviato da nella categoria Cinema

English version: As we have done for the series finale of Lost, here are ten pages of the screenplay for the movie “The Social Network“, directed by David Fincher and written by Aaron Sorkin. Just like the last time, we received the entire script from an anonymous source, but we have chosen to publish only the first 10 pages because our intention is not to ruin the film or cause damage to the director, the actors, the screenwriter or the Studio. Indeed: Fincher and Sorkin are so great that is really worth it to go see the movie in a theatre, when it comes out. Click on the thumbnails for a larger version.


Ci risiamo. Qualche tempo fa Macchianera pubblicò sei pagine della sceneggiatura dell’ultima puntata di Lost, e quelle pagine fecero – tra una certa incredulità iniziale – il giro del mondo.
Oggi tocca a dieci pagine della sceneggiatura di “The Social Network“, il film che racconta l’ascesa di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, diretto da David Fincher (Se7en, Fight Club) e sceneggiato da Aaron Sorkin (The West Wing, Studio 60 on the Sunset Strip). Sarà nei cinema nel giro di qualche settimana (il 1° ottobre, per l’esattezza), ma è su Macchianera oggi.

Malgrado la fonte anonima ci abbia fornito l’intera sceneggiatura, abbiamo scelto di pubblicarne solo le prime 10 pagine, perché non è nostra intenzione rovinare il film prima che tutti lo vedano, o causare un danno al regista, allo sceneggiatore, agli attori o alla casa di produzione. Anzi: Fincher e Sorkin sono talmente grandi che vale proprio la pena andiate a vedere il film al cinema, quando uscirà. Qui trovate il sito ufficiale e qui uno stupendo trailer.

Questo è uno scoop dedicato ai più curiosi, a quelli che non ce la fanno ad aspettare e non hanno problemi a leggere in anteprima la scena iniziale.

Clicca sulle immagini per ingrandirle.

Cover

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Le altre pagine dopo il salto – More after the jump Continua a leggere »

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Il cinema blu

set 27 2008 Inviato da nella categoria Cinema,Cultura e Spettacolo

Non me la menate che era basso. I miei ricordi vanno a quei pomeriggi molli, quando la tv riempiva le ore non con cronachette misere e veline in salsa di acciuga. Allora c’erano i film, bianco e nero o con quei colori che spuntano solo dalla celluloide. Non c’era l’Hd. E tanto meglio, se le scene stavano tra quelle bande nere sopra e sotto, buone per piazzarci il logo del canale. Bianco e nero o a colori, che importava: tanto gli occhi si fanno trasparenti e limpidi o di quel blu che illumina anche le scene più cupe. Non era solo bello, era una faccia, era mille espressioni. Era Paul Newman; che se fosse oggi non avrebbe altra storia, se non una strada spianata e deserta. E invece, in quei pomeriggi molli, c’era da scegliere: Marlon Brando, David Niven, James Dean, Montgomery Clift.. e scusate se parlo solo di occhi azzurri. Che fossero in smocking, o jeans e giubotto di pelle, che fosse commedia brillante con le gonne larghe o il dramma dei baveri alzati, io mi ricorderò di quei pomeriggi molli quando compariva la scritta The end traballante, il leone salutava e dentro restava il desiderio che la storia continuasse in un altro posto, in un altro tempo.

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Neo neorealismo

mag 26 2008 Inviato da nella categoria Cinema,Cultura e Spettacolo

Seduto accanto a me, un tipo gessatino grigio e calzino corto bianco,
ricci neri, quarant’anni, l’accento bastardo, come il più bastardo
miscuglio di dialetti che girano attorno al Vesuvio. Nella fila
davanti, un gruppetto misto di ragazzi, tra i 16 e i 19 anni, vestiti
alla uomini&donne, l’aria vissuta, la voglia di farsi notare dagli
altri presenti. Chiassosi e sguaiati. Poche file più dietro tre ragazzi
più composti ma più gradassi, quando le scene proiettate sembravano
un’esagerazione. Il locale? ah sì, è quello che è stato costruito con i
soldi che un professionista ricicla per conto di una famiglia.
Uscendo dal cinema, mia madre: “E’ tosto…”
Pensavo alla platea. “Cosa, mamma?”
“Gomorra! cos’altro?!”
“Ah, sì… il film”.

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Saul Bass

mar 04 2008 Inviato da nella categoria Cinema,Cultura e Spettacolo

Tutti voi sapete chi è Saul Bass senza probabilmente neanche conoscerlo. Bass è stato un grande designer che ha fatto dei titoli di testa nei film una forma d’arte. Praticamente i credits di quasi tutti i film americani da metà degli anni ’50 fino alla fine dei sessanta se non sono suoi hanno comunque il suo stile. Basta guardare i titoli di testa di Psyco, Anatomia di un omicidio, Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo per darvi la classica manata in testa e dire “ah, ecco chi è Saul Bass”.
Tutto questo per dirvi che c’è qualcuno che ha deciso di provare a vedere come sarebbero stati i titoli di testa di Star Wars se li avesse fatti Saul Bass.

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Meanwhile

feb 14 2008 Inviato da nella categoria Cinema,Cultura e Spettacolo

Per fortuna che ci è rimasto almeno lui, sempre uguale a se stesso,
sempre a correre giù per gli stessi gradini, saltare sugli stessi
camion, portare lo stesso cappello.
Qui lo trovate in versione un po’ più grande. E’ il primo trailer di Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull

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Google Video è una cosa meravigliosa

set 25 2007 Inviato da nella categoria Cinema,Cultura e Spettacolo

Credo che questo sia il posto giusto per segnalare che La vita è una cosa meravigliosa è online. Ora non occorre più aspettare Natale.

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Il Caimano

lug 16 2007 Inviato da nella categoria Cinema

film45500467.jpgPer coloro i quali, come il sottoscritto, adorano il modo con cui vengono tradotti i titoli dei film, segnalo che il Caimano è uscito la settimana scorsa nei cinema tedeschi, con un colpevole ritardo di più di un anno. Il titolo è diventato un ficcante “L’Italiano”.
Perchè purtroppo è così. Il caimano È l’italiano. E il nano non è nient’altro che una rappresentazione.

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18-1-2008

lug 10 2007 Inviato da nella categoria Cinema

Qui trovate il trailer di un film che uscirà il 18 gennaio del 2008. Non si vede praticamente niente. Neanche il titolo del film. Che, per la cronaca, nemmeno esiste (il titolo, ma anche il film, lo stanno girando). Eppure mi è già aumentata la salivazione. Sarà che il produttore è J.J. Abrams, lo stesso che da tre anni ci sta tirando scemi con numeri, bottole e altri. Sarà che, anche se non mostra quasi niente, quel poco che fa vedere è perfetto e spaventosamente realistico. Sarà che si basa su un’idea che magari sembra stupida, ma quando la vedi la trovi brillante. In ogni caso non me lo potevo tenere solo per me.
Non voglio svelare cosa si vede nel video, non perchè ci sia chissà quale sorpresa, ma perchè ha un suo equilibrio interno, un crescendo, che non va turbato. Poi magari il film sarà orribile e sono solo bravi a fare trailer. Ma molti bravi. Veramente.

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Grifi è morto – Evviva Grifi!

apr 23 2007 Inviato da nella categoria Cinema

images.jpg Se non sapete chi era Alberto Grifi, scomparso ieri, sentitevi un po’ Don Abbondio quando si chiedeva chi fosse Carneade.
E poi sentitevi un po’ più fortunati di Don Abbondio, ché lui non aveva Google.

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Dimenticando s’impara

ott 02 2006 Inviato da nella categoria Cinema

Eternal sunshine of the spotless mindRiprendo il sempre ottimo Giavasan per segnalare ai fan di Michel Gondry, Jim Carrey, Kate Winslet o tutti e tre messi assieme, il making of di alcuni degli effetti speciali di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (in Italia sordidamente tradotto con “Se mi lasci ti cancello”).

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…E poi tutti pronti per l’”Indiana Jones” di Mary Patty

ago 16 2006 Inviato da nella categoria Cinema

Uno dovrebbe esserci persino abituato alla castroneria del giorno, aiutato – per esempio – dal Corriere della Sera che un giorno scrive che Kevin Smith sarebbe il regista del floppone “Gigli” (sbagliato, era “Jersey Girl”, sempre con Affleck e la Lopez, che però lascia questa valle di lacrime al quinto minuto) o, quello seguente, che l’esclusiva Orange County, in California, farebbe da sfondo al serial “Desperate Housewives” (sbagliato: come da acronimo si tratta di “The O.C.”; le casalighe disperate vivono nella fittizia Fairview).
E insomma, su, si sa che qui da noi la verifica delle notizie (anche quelle semplici semplici, per cui sarebbe sufficiente una ricerca sull’Internet Movie Database) è hobby di nicchia, quindi non sbalorditevi se Repubblica, oggi, accennando alla catena di sfighe che avrebbero colpito la produzione dell’ultimo “007″ riporta:

In ogni caso, secondo quanto riportato da alcuni giornali, l’episodio ha provocato sconcerto nell’entourage della storica produttrice della saga Bond, Brigitta Boccoli, e ai vertici della Mgm – la casa di produzione che detiene il marchio 007.

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…e Fantozzi, alzandosi, disse: «Per me…”La corazzata Kotionkin”…»

lug 18 2006 Inviato da nella categoria Cinema

Michelangelo AntonioniLo davano su Sky questa sera. Un film di Michelangelo Antonioni. Anzi no: un film composto di tre episodi, dei quali uno, intitolato “Il filo pericoloso delle cose”, diretto da Antonioni e co-sceneggiato da Tonino Guerra. Gli altri due vedevano come registi Steven Soderbergh e Kar Wai Wong. Titolo: Eros.

Mi rendo conto, adesso, che probabilmente è stato un filo esagerato trascriverne la sceneggiatura per portarla ad esempio, ma mi pare chiaro che ci sono sere in cui uno non ha un cazzo da fare, altrimenti perché si metterebbe comodo in poltrona a guardare l’ultimo film di Antonioni?

E insomma dicevo: alla fine ho trascritto la sceneggiatura di quasi tutto l’episodio dei nostri, che pare scritto da un Baricco che ha preso l’acido in compagnia di quello che inventa i dialoghi delle pubblicità con Del Piero.
Ci ho messo anche un po’. Neanche tantissimo, diciamo un po’. Ma continuo a ripetermi che l’ho fatto per una buona causa (voi leggete, e vedrete che diventerà anche la vostra): sostenere – con tutto il rispetto, per carità – che non è mai troppo tardi per concedere la legge Bacchelli.

E che a noi italiani viene bene la pizza.

ESTERNO – SENTIERO STERRATO – GIORNO
Piano-sequenza di lui e lei, ripresi di schiena, muti, camminano per la durata di secondi 34.

LUI

Ci sono almeno delle cose belle che ricordi?

LEI

Cosa dovrei ricordare? Il sole? La luna? Non dirmi che improvvisamente sei diventato romantico.

ESTERNO – SENTIERO STERRATO – GIORNO
Piano-sequenza di lui e lei ripresi di fronte. Lei indossa una camicetta rossa trasparente che lascia ampiamente vedere il seno.

LEI
(lievemente alterata)

Faccio di tutto per non rimanere prigioniera del passato! Ce n’è voluto! Quello che ricordo non è un giorno come oggi: ricordo nuvole, nuvole, nuvole! Quella malinconia… che aveva la fine dell’estate… E… dato che non voglio sentirmi triste… a volte rido, senza motivo.

LUI
(con tono di sfida)

Allora ridi!

Lei, fermandosi, ride sguaiatamente, poi lo raggiunge.

ESTERNO – RISTORANTE – GIORNO
Ripresa del riflesso del mare su una finestra del ristorante. Ripresa della finestra che riflette i due che entrano nel ristorante sullo sfondo del riflesso del mare, per la durata di secondi 30.

INTERNO – RISTORANTE – GIORNO
I due, sullo sfondo, guardano assorti il mare, mentre una tavolata rumoreggia e una ragazza passa sulla battigia a dorso di un cavallo. Durata: 38 secondi.

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Lars Von Trier, in confronto, è una boccata d’aria fresca

apr 14 2006 Inviato da nella categoria Cinema

HappinessScusate, per anni non sono riuscito a ricordarmi il titolo del film più brutto e lugubre della storia del cinema.
Beh, si chiama “Happiness“. Lo davano stanotte su Cult.

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Altro che Tremonti

feb 10 2006 Inviato da nella categoria Cinema

Delocalizzazioni? Ristrutturazioni aziendali? Occupazione che “emigra” dove la forza lavoro costa poco più di nulla? E’ uno dei grandi problemi provocati dalla globalizzazione neoliberista imperante. Governi, economisti, movimenti e parrucconi assortiti s’accapigliano da anni per trovare una soluzione. Ma nessuno, finora, ha avuto la geniale intuizione di Costa Gavras. Il maestro del cinema, autore fra gli altri di capolavori assoluti come A-Z, orgia di potere e Missing, ce la racconta nel suo nuovo film, Cacciatore di teste, uscito oggi nelle sale italiane.

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