Lettera aperta a Davide Parenti

Ciao, Davide Parenti, piacere. Non ci conosciamo. A dire la verità una volta un amico comune dovrebbe averci presentati, ma era una di quelle presentazioni di sfuggita che si fanno perché è educato farle, quindi quella volta non conta. Lo dico nel caso tu ti stessi legittimamente chiedendo “È questo mo’ chi cazzo è?”: appunto, nessuno, tranquillo.
Tu, invece, sei – lo specifico per quelli che stanno leggendo queste righe e non fossero pratici del sottobosco televisivo – il capo autore de Le Iene”.

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Lo confesso: ho rimandato queste lettera di giorno in giorno. Avrei voluto scrivere un articolo lungo e documentato abbastanza da smentire una per una la monumentale quantità di cazzate cui avete fatto da microfono parlando del caso Stamina, ma c’è chi, in rete, l’ha fatto prima e meglio di me.
Non mi metto qui a fare l’elenco anche perché sono convintissimo che tu conosca fino all’ultima virgola ognuna delle obiezioni mosse dalla comunità scientifica al metodo che avete ingenuamente sponsorizzato. E sai perché le conosci, Davide Parenti? Perché, dentro di te, sai benissimo di avere sostenuto una monumentale idiozia.

Lo so, è difficile. La prima volta si può passare per fessi: capita. La seconda volta c’è l’aggravante della recidività ma, comunque, esiste ancora la possibilità che uno sia, semplicemente, un po’ boccalone. Alla terza è giusto iniziare a porsi delle domande. Alla quarta si può dare già per assodata la malafede. Dalla quinta in poi si può già dire eccetera eccetera. Cinque, Davide Parenti: fai cinque con le dita. Cinque grosse cazzate non si perdonano a nessuno, e tu, di servizi ammiccanti sul caso Stamina, ne hai mandati in onda venti.

Io lo so come te la sei cavata fino a oggi: dichiarando che avete “solo raccontato una situazione, un disagio”. Lo dici, forse, anche un po’ per giustificarti con te stesso, e questo lo capisco: è una di quelle cose tristi che si imparano a fare col tempo, riuscire a guardarsi allo specchio e avere il coraggio di chiedersi “Posso essere stato così fesso?”. La risposta, Davide Parenti, non ti piacerà: sì, si può.

A un certo punto succede questo: che diventi Dio. Il tuo intuito è stato premiato e hai avuto ragione così tante volte, che la gente inizia a scriverti. E non lo fa perché pensa tu abbia raccontato bene delle storie: lo fa perché pensa tu abbia la risposta ai suoi problemi. Perché è rassicurante pensare che qualcuno possa avere la soluzione, anche quando la soluzione non c’è. In quel momento, però, i ricettori che nelle persone normali hanno come unica funzione quella di suonare l’allarme al primo sentore di cazzata, a te sono andati a farsi fottere da mo’.

Arriva un momento in cui, quando già hai fatto tanto e ti sei fatto volere un gran bene, credi di poter fare e meritare ancora di più. È la volta che ti capita la cazzata. Pensi a quanto sarebbe bello se fosse vera, e quanto bravo sembreresti agli occhi di tutti per aver scoperto per primo che era lì, a portata di mano, sotto gli occhi di tutti, che alla fine inizi a crederci.

Poi però te ne accorgi e smetti, Davide Parenti, intorno a un ipotetico servizio numero sei. Toh, al sette. Tu sei arrivato al venti. E ho il sospetto che avessi nasato la bufala già dal numero quattro, ma ormai fosse troppo tardi.
Per venti volte – a esclusivo beneficio dei numeri di audience – hai solleticato l’immaginazione di quelli più scemi di te, conducendoli per mano in un mondo fantastico in cui le cure esistono, tutte, e a scoprirle – tutte assieme, nel contesto di una botta di culo unica nella storia dell’umanità – è lo scappato di casa che più al mondo avrebbe bisogno di uno shampoo. Poi, a intervistare uno che l’ha studiata, quella roba lì, e sostiene che stai facendo da megafono al Gran Mogol dei peracottari, mandi Giulio Golia, uno che ti ascolta ammiccando, con la faccia da “Io non dico niente per non influenzarvi, ma chìste è ‘nu strunz falluto”.

Devi rendermi atto, Davide Parenti che, al di là di quel filo di dovuta presa per il culo, ti sto almeno riconoscendo l’assenza di malafede. Tu però aiutami, e prendi nota delle giustificazioni che nel corso del tempo hai utilizzato e potresti essere tentato di riciclare. Sono quelle in grassetto e tra virgolette. Il resto sono io che parlo.

Abbiamo solo raccontato una storia. Ti piacerebbe uscirne con questa facilità, lo immagino. La notizia è che, invece, resti responsabile delle storie che scegli di raccontare e, soprattutto di come scegli di raccontarle. Se la storia che racconti spinge qualcuno a scegliere di non curarsi, se si scopre che non esistono basi scientifiche che provino l’efficacia della cura e quel qualcuno poi muore, ciccio, tu sei responsabile with cherry on top.

Ma noi non siamo un programma giornalistico. Bella, ma non è tua. E non ha funzionato nemmeno col primo che l’ha usata. Stai dando una notizia. Se sai che non è vera, si chiama “mentire”. Se sai che non è vera ma lo sa anche la gente che ti sta guardando, si chiama “fiction”.

Noi abbiamo dato voce alla sofferenza di famiglie e bambini cui nessuno dava ascolto. E hai fatto una buona cosa, bravo. Poi era tuo dovere spiegare anche che, fuori da quel vortice di emozioni in cui qualsiasi ingenuità è giustificata, la realtà è purtroppo diversa dal mondo perfetto che ci piace immaginare. Nella realtà, decine di migliaia di scienziati e medici lavorano per decine di anni solo per arrivare a identificare correttamente una malattia, e da lì parte un percorso di altre decine di anni per arrivare mettere a punto una strategia di cura che, con un po’ di fortuna, potrebbe concludersi con una cura. Questa è la realtà, Davide Parenti, e fa talmente schifo che non puoi nemmeno metterci le telepromozioni in mezzo.

Noi abbiamo solo sostenuto la libertà di cura. Ora ti spiego perché sbagli anche in questo, che a un occhio grillino e/o smaliziato potrebbe sembrare un intento sacrosanto. Ti faccio l’esempio dell’“immunità di gregge”: è il fenomeno per cui i figli di genitori talmente sciroccati da credere che i vaccini causino l’autismo non si ammalano. Non si ammalano perché la maggioranza dei genitori sceglie invece di vaccinare i propri, di figli, facendo in modo che le malattie che abbiamo imparato a domare non si diffondano. Però restano lì, le malattie, a aspettare pazientemente che gli sciroccati diventino maggioranza. “Libertà” resta una bella parola fino a quando non mette a repentaglio l’incolumità altrui: se scegli di non curarti e metti a rischio la salute delle persone che hai attorno io, Stato, ho tutto il diritto e perfino il dovere di dirti “No, col cazzo”.

Ho finito l’elenco, e mi resta questo da dirti: che non c’é nulla di male, ma tanto invece di onorevole nell’andare in onda e dire “Scusate: sappiamo che avete fiducia in noi, ma questa volta abbiamo sbagliato. Potevamo scegliere di fare finta di nulla, o di continuare a battere quel chiodo, e invece abbiamo scelto di dirvi una verità che per noi è scomoda, e cioè che avevamo torto. Sappiamo che, facendo questo, rischiamo che non crediate più a quello che diremo, o che ci crediate un po’ meno, ma dentro di noi speriamo che il fatto di essere stati onesti possa servire a meritare ancora la vostra stima”.

Puoi dire questo, Davide Parenti, e fare qualcosa di davvero rivoluzionario in televisione. Oppure puoi fregartene e continuare a fare una cosa che sappiamo funzionare bene: puoi cominciare non a assomigliare, ma proprio a essere Antonio Ricci e sostenere che le Veline di Striscia la Notizia siano portatrici di un forte messaggio sociale e non stiano invece a sgambettare su quel bancone in quanto – semplicemente, ma legittimamente – due belle fighe.

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22 Comments

  1. “Creare paura per vendere vaccini” < "Creare speranza per vendere CAZZATE".

    E' la cosa più subdola che la mente umana possa concepire (vedi casi Wanna Marchi e Dos Santos)

  2. grazie. Noi scienziati non possiamo dirle proprio così di pancia tante cose che si sa, siamo un’elite di spocchiosi snob, figli delle lobbies ;) bellissima lettera.

  3. Lettera aperta a Gianluca Neri: Ciao Gianluca, non ci conosciamo e nessuno ci ha mai presentati, quindi, ora tu ti cvhiederai: ” E mo questa chi cazzo è?”, appunto, nessuno tranquillo, sono solo una che passava di qui per caso ed è rimasta molto colpita dalla faziosità di questo articolo. Ieri ho letto e commentato ciò che hai scritto, specificando perchè non mi trovo d’accordo nel merito, ma poi ho continuato a pensarci, perchè in effetti c’era qualcosa che non mi tornava, così, dopo attenta riflessione, ho deciso di scriverti. Se questa lettera fosse stata scritta da un telespettatore qualunque delle Iene, e indirizzata alla redazione, fermo restando la mia opinione già specificata nel precedente commento, probabilmente avrei capito lo spirito e le motivazioni dello scrivente. Invece, dopo avere digitato il tuo nome su Google, è venuto fuori che a scrivere è un autore televisivo. Ecco, questa è la cosa strana… Un autore televisivo, sconosciuto al grande pubblico, che se la prende con un autore televisivo conosciuto. Dici di non conoscere Davide Parenti, ma nel tuo curriculum c’è scritto che hai lavorato per Magnolia, quindi, mi riesce un po’ difficile credere che tu non abbia mai conosciuto uno dei soci della casa di produzione. Leggo anche che ora sei uno degli autori RAI della trasmissione di Telethon, che da quanto ho capito, sembra essere il mandante dell’inchiesta di Presa diretta su stamina. Non sarà che a muovere questa tua esternazione sia acredine, piuttosto che invidia, oppure, semplice competizione tra autori televisivi? Trovo curioso che, invece a limitarti ad esprimere il tuo parere sul caso stamina, tu ne faccia una buona occasione per farti pubblicità tentando di sputtanare un bravissimo autore televisivo che ha fatto solo il suo mestiere, cioè raccontare una storia. Come mai non scrivi una lettera aperta all’huffinghton post per chiedere anche a loro pubbliche scuse per avere avviato una petizione per Sofia? Accusi Parenti di inseguire l’audience ben sapendo che non esiste una sola trasmissione televisiva al mondo, comprese le tue, che non faccia la stessa cosa, ma a parte questo, inseguire l’audience è esattamente quello che hai fatto tu quando hai deciso di scrivere questa lettera, surfando sull’onda di fango che in questi giorni ha sommerso il caso stamina ad uso personale.
    Ieri, su Repubblica Guglielmo Pepe ha scritto quanto segue: “Non posso non rilevare che una parte dell’informazione – con qualcuno che vorrebbe dare ad altri lezioni di giornalismo – si sta comportando in modo fazioso. Per questa stampa esiste soltanto il mostro da sbattere in prima pagina, soltanto le accuse sempre più gravi e serie: la parola alla difesa viene data quasi mai. Negli Stati Uniti questo giornalismo di parte verrebbe messo alla porta. Qui in Italia è possibile tutto, perché quando c’è da prendere di mira qualcuno, le regole deontologiche saltano, ogni scorrettezza viene tollerata. Si criticava la trasmissione le Iene perché faceva propaganda al Metodo Stamina, oggi sta avvenendo l’esatto contrario, con una informazione a volte “velinara”.
    E non posso non rilevare l’atteggiamento di una parte della comunità scientifica, che invece di cercare di portare equilibrio, si comporta con acredine, spirito vendicativo, faziosità nei confronti di chi ha osato dire che il Metodo Stamina richiede comunque ulteriori studi (come Camillo Ricordi). A chi si comporta in modo tanto rissoso, ed emette sentenze, ricordo che la Scienza non è una religione, bensì ricerca continua e costante. E cercare vuol dire anche verificare, sul campo, le ipotesi altrui, se vengono da fonti autorevoli della medicina e della ricerca. La Scienza si è evoluta anche grazie a studiosi che hanno infranto le regole, e hanno cambiato la storia della medicina con i loro comportamenti poco ortodossi.” Sono d’accordo con lui, per quanto ne so, al momento, la verità su stamina non è ancora venuta alla luce, ragion per cui, a prescindere da come andrà a finire, la tua lettera a Davide Parenti è solo e solamente l’ennesima strumentalizzazione operata da uno che vuole farsi pubblicità gratuita cavalcando la tigre! Amen.

  4. Debora, Gianluca Neri non ha bisogno di farsi pubblicità.
    È una delle voci più importanti in Italia, da anni. E se non lo conosci, beh, forse è perché lui viaggia su altri canali rispetto a quelli che tu fruisci.

    Dieci anni fa ho lavorato anche io a Magnolia, ho scritto anche io per la tv, ma non ho mai incontrato Davide Parenti.
    Magnolia era grandissima e, ovviamente, non ci si conosceva tutti.
    Parenti in ogni caso non l’ho neanche mai visto girare per i corridoi di via Feltre.

    Non so come tu possa ancora difendere Stamina, davvero.
    Amen, sì.

  5. La qualità dei tuoi paraocchi non lascia spazio ad alcuna ulteriore riflessione. Non ho mai difeso stamina, primo perchè non ne so niente, secondo perchè, per quanto ne so, non ci sono evidenze sulla sua efficacia, quanto non ce ne sono sulla sua non efficacia. Purtroppo, finchè nessuno si deciderà a sperimentare seriamente, non ne sapremo mai niente. Io non sono entrata nel merito della questione stamina, anzi, per la precisione nel mio primo commento ho scritto chiaramente che se la magistratura dovesse provare che Vannoni è un delinquente, è giusto che ne subisca le conseguenze. Mi sono limitata a criticare questa arroganza biliosa con cui si pretende di dare lezioni a un collega. Auguro solo a Gianluca che tra dieci anni non venga fuori che stamina ha un fondamento valido (vedi caso Di Bella), perchè a quel punto, oltre a venirne fuori come un rosicone dal punto di vista professionale, ne verrà fuori anche come un cretino che ha giudicato senza attendere che si facesse luce fino in fondo. P.s. Può essere che Gianluca sia anche un bravo autore che non ha bisogno di farsi pubblicità, ma lo sciacallaggio non ha mai fatto onore a nessuno. Forse era il caso di attendere che le Iene tornassero in onda e vedere cosa avrebbero detto gli autori al pubblico prima di mettersi a fare i maestrini in rete!

  6. P.S. La sicumera con cui mi stai accusando di essere una beota ignorante, fruitrice di trash tv, senza neppure conoscermi, la dice lunga sul tuo metro di giudizio. Non ho mai sentito parlare di Gianluca Neri in vita mia, Scopro ora che è la persona che si occupa di stare dietro al twitter della Biganrdi. Complimenti, quella si che è roba seria.

  7. Siamo proprio un paese ed un popolo (in realtà non siamo né un paese né tanto meno un popolo) di merda!!!! E ci meritiamo tutto quello che quotidianamente ci fanno. Vi state sbranando sulla qualità delle persone accusandovi reciprocamente di interessi e motivazioni ignobili senza minimamente pensare al fulcro della questione. Qui non si tratta di sapere quali sono (se ci sono) le ragioni personali o meno per cui è stata scritta la lettera aperta (che comunque ha la stessa legittimità di qualsiasi altra espressione a favore o contro il “metodo”) ma di capire che comunque la lettera stessa ha avuto il merito (voluto?non voluto? chissà?) di farci capire che non è un programma televisivo (e forse come le Iene anche a maggior ragione) il luogo giusto dove parlare di un argomento che oltre a dover essere trattato con argomentazioni scientifiche di altissimo livello ha ripercussioni emotive devastanti (soprattutto per malati ed i loro parenti). Io non ho contato i servizi delle Iene sull’argomento ma se davvero siamo arrivati a 20 mi sapete dire qual è stato il “plus” apportato? Grazie ai loro servizi sappiamo di più sul “metodo”? E qui che deve venire il dubbio!!! Se io non sono in grado, con un percorso di inchiesta serio, documentato, pianificato, dimostrare alcunché allora dovrei chiedermi qual è l’utilità di andare avanti. Se faccio 20 puntate dove faccio vedere dolore, lacrime, speranze e disperazione lasciando peraltro sempre intendere che dietro alla non approvazione del “metodo” ci siano sempre e solo gli interessi delle multinazionali farmaceutiche (e anche qui senza prove) senza riuscire a fare un passo avanti in una direzione o nell’altra allora la serietà mi imporrebbe di dire: “cari amici al momento non sappiamo cosa dirvi, staremo attenti ad ogni novità (vera) sulla questione e quando saremo in grado di darvi una vera notizia che possa illuminare noi tutti ci faremo risentire.” . Il confine tra informazione e sciacallaggio in certe situazioni è veramente molto labile e questo vale per tutti (contrari o a favore). Richiediamo tutti a gran voce che venga presto strutturato un protocollo sperimentale fatto secondo le linee guida internazionali (GCP) e non facciamoci prendere dalla faziosità (di appartenenza aziendale, politica, amicale o quant’altro). Io preferirei (anche per Gianluca) che un giorno si scopra che il “metodo” funzioni ma non per dire “hai visto avevamo ragione noi” ma per tradurre una speranza (con cui non si può pretendere di curare nessuno) in una certezza terapeutica. Lasciate l’osso e pensate al branco! Paolo

  8. Sono pienamente d’accordo con te Paolo, ma quello che scrivi vale per le Iene quanto per Presa Diretta, ragion per cui questa lettera di Gianluca, che con ogni evidenza pende da una parte sola, non ha alcuna ragione di esistere.

  9. Allora mi hai letto ma non mi hai capito. Intanto io ho proprio detto che non è quel tipo di trasmissione la sede per affrontare queste problematiche (indipendentemente dalla rete, gli autori, etc) e poi Gianluca Neri ha tutto il diritto di scrivere ciò che vuole e per le ragioni che crede. Se poi fosse in malafede toccherà a lui aver ancora voglia di specchiarsi ogni mattina. Ma tu che vai sfrugugliare su chi è Gianluca Neri dandogli dello “sconosciuto” (e permettimi: in senso un po’ diminutivo (pensa che io non conoscevo neanche Parenti))) e che chiami in causa la “serietà” della Bignardi o l’informazione “velinara” mettendoti in una posizione che ti permetterebbe di dare giudizi di qualità, non è che ti allontani tanto dal circolo vizioso, fazioso ed un po’ meschino che ho intravvisto nella maggior parte dei commenti. E’ comunque innegabile che le Iene abbiano fatto 20 puntate, che non siano arrivate da nessuna parte e che se cerchi in rete trovi non pochi esempi di loro servizi addomesticati ad arte (e certamente non solo dalle Iene ma adesso è di loro che si parla). Paolo

  10. Ciao Paolo, sui vaccini mi riferivo a quanto citato nel testo. Hai ragione, forse ci si lascia trascinare abbassando il livello dei commenti, ma capita spesso in rete, ciò non toglie che il punto di vista qui sopra non abbia un senso. Le Iene hanno denunciato e raccontato un caso, magari in modo troppo emotivo per fare audience, ma comunque senza i loro servizi nessuno avrebbe mai indagato. Presa Diretta invece ha fatto un’inchiesta tutta tesa a svangare fango, morale della favola: la verità non è ancora emersa, pertanto sarebbe saggio parlare con più cautela, magari evitando di prendersela con chi non sia allineato con nessuna delle verità di turno. Gianluca ha il diritto di scrivere quello che vuole, ma è chiaro che la sua lettera, non apportando alcun nuovo elemento utile, non è di alcuna utilità per fare luce sul caso. La sua non è solo una opinione, come ce ne sono tante in rete, da quel che capisco, si tratta più di un attacco a un collega da parte di un antagonista, ed è qui che scade.

  11. Mi dispiace contraddire Kenzia e tutti i sostenitori di Stamina ma il dibattito, nell’ambito scientifico, è chiuso da tempo: è una truffa punto. Che elementi utili volete che apporti G. Neri o qualsiasi altro? Non ne esistono di elementi utili ad una valutazione clinica che è l’unica che conti. Cioè tutto quello che si conosce dice che è una truffa nel migliore dei casi e un reale pericolo per la salute nel peggiore. Tutto quello che si dice nei media non è che rumore di fondo e le opinioni pro o contro non cambiano lo stato delle cose. Posso capire che il principio della cosiddetta par-condicio abbia il suo fascino ma in campo scientifico non ha senso. Non è una democrazia. Se dici di avere un risultato rivoluzionario devi portare le prove e i dati solidi altrimenti è fuffa, anche se viene sostenuto da premi Nobel. E questo è quello che da sempre ha sostenuto la comunità scientifica italiana ed internazionale senza nessuna opinione contraria ben prima che le Iene facessero scoppiare il caso. Ovviamente tutti al soldo delle famigerate lobby farmaceutiche, una specie di Spectre planetaria che allunga i suoi artigli su tutto il mondo. Si è citata sopra la qualità dell’informazione paragonata a quello degli Stati Uniti ma il prof. De Luca, altra autorità mondiale delle staminali che lì lavora, ha detto chiaro che in US Vannoni sarebbe in galera da tempo, non a fare comizi e ricorsi al TAR (taccio per carità di patria di commentare la sentenza del TAR).
    Si potrà rinfacciare al Neri un certo moralismo poco consono a chi opera nei media e chiedere conto adesso del comportamento della trasmissione è come infierire su un’anitra morta (queste domande andavano fatte dopo la prima trasmissione delle Iene, non dopo la 20°) ma il quesito di fondo è più che legittimo: perché nei nostri media non si rende mai conto a nessuno di quello che si scrive e si dice? In quanto ai contrari ai vaccini consiglio di dare un’occhiata qui: http://www.vaccinestoday.eu/vaccines/how-one-mothers-story-went-viral/
    e vorrei che chi ha così studiato ed approfondito per poi decidere di non vaccinare il figlio mi risponda ad un quesito: di tutti i medici professionisti, anche omeopatici, che ha incontrato quanti di loro gli hanno consigliato di NON vaccinare il figlio?

  12. … e non vogliamo parlare dell’intervento del “re degli ignoranti” ovvero il santone Celentano?

  13. Cara Debora, quello che scrivi (il dubbio che dobbiamo sempre avere, le scoperte che vengono dall’aver infranto le regole etc etc) andrebbe bene se Vanoni & Co. si fossero messi a fare ricerca, come facciamo tutti, pubblicando risultati etc etc. Invece no, si è messo a praticare cure farlocche su malati, che ha ingannato promettendo guarigioni che non ci sono state e facendosi dare un sacco di soldi. Ma che cavolo difendi?

  14. non ce l’ho fatta a leggere tutti i commenti. però voglio rispondere a qualcuno di quelli che ho letto: qualcuno mi dice che in olanda si è verificata una epidemia (addirittura!) di polio in una comunità religiosa. significa che in quella comunità è entrato un malato di polio e che il livello di igiene e di cultura e di informazione era basso perchè, ripeto, la polio si trasmette per via oro fecale quindi la cacca del soggetto malato è entrata in contatto con le mucose della bocca di un soggetto sano, il quale a sua volta ha fatto una cacca “contaminata” che è stata mangiata da un soggetto sano e così via. forse per motivi religiosi manco si lavavano?
    il titolare del blog dice che è assurdo che si creino “untori”… addirittura… oltre che essere noi genitori “sciroccati” abbiamo anche un figlio untore? e perchè mai? mio figlio non contrarrà mai la polio perchè non è così semplice contrarla con lo stile di vita che conduce, qualora la dovesse contrarre non potrà contagiare nessuno. i suoi amici vaccinati non hanno di che temere, quelli non vaccinati come lui hanno lo stesso stile di vita e osservano le stesse norme igieniche. e soprattutto, vaccinati e non , non hanno motivo id entrare in contatto (con la bocca) con le feci di mio figlio!
    qualcuno poi ha detto che mio figlio dovrebbe stare attento ad andare in inghilterra…. è stato due settimane a londra la scorsa estate.
    e infine vorrei ribadire che io non sono contraria ai vaccini in assoluto, e lo so anche io che malattie come il vaiolo sono scomparse grazie ai vaccini. dico solo che si dovrebbe smettere di vaccinare quando non ci sono pericoli di contrarre quella malattia. invece, per interesse, si continua a fare. proprio come è successo con l’antivaiolosa che si è continuato ad inoculare per anni dopo che era già stata debellata la malattia.

  15. Ciao Tiziana,

    a parte che all’inizio dell’infezione (non malattia quindi situazione subdola) si può trasmettere anche solo per via aerea, anche la salmonellosi si trasmette per via oro-fecale e ti sembra che non si verifichino casi della stessa?
    Per avere la trasmissione non è necessario mangiare feci con il cucchiaino da dolce; gli anglosassoni hanno individuato la regola delle 5 F (faeces(feci)- finger(dita)- Flies(mosche)- Food(cibo) e fomites(materiali/suppelletili)) per descrivere i mezzi di infezione.
    Figurati i bambini che tutto toccano e mettono in bocca.
    Se poi consideri le mutate abitudini di vita (Viaggi/immigrazione e contatti con situazioni igenico-sanitarie di basso livello), alimentari (l’assurdità del sushi ad es.), la bassissima propensione generale all’igiene personale (recente studio dell’American Society of Microbiology ha dimostrato che in 6330 adulti studiati, i 2/3 (!!!!!) non si lavavano le mani dopo aver usato i servizi igienici (tu dopo che ti sei lavata le mani in autogrill come la apri le porta che divide i servizi dal resto del locale? Io con un fazzoletto di carta!!!).

    Tu ti senti tranquilla? benissimo!! Ma i numeri non stanno dalla tua parte (altro esempio: in Italia ci sono circa 900 casi di meningite l’anno solo che i giornali ne parlano esclusivamente quando i casi si succedono ravvicinati nel tempo e nello spazio).

    Ciao. Paolo

  16. Tiziana, quanta ingenuità, i vaccini notoriamente mettono in atto un meccanismo di protezione sociale, per il quale, anche se pochi non dovessero vaccinarsi risulterebbero ugualmente protetti dalle malattie dall’immunità di tutto il resto della popolazione. Se i più dovessero smettere di vaccinarsi, malattie oggi scomparse nella nostra società, si ripresenterebbero senza sconti per nessuno. In India recentemente non vi sono stati più casi di Poliomielite, proprio perchè una vasta campagna di vaccinazione ha finalmente attivato il grado di protezione sociale necessario a sconfiggere la malattia. Vaccinarsi è una responsabilità non solo personale, ma collettiva.
    Nel caso del Vaiolo ci sono voluti alcuni anni per accertare il debellamento effettivo della malattia avvenuto nel 1979, ma molti paesi, tra cui gli USA e molti stati europei hanno interrotto la vaccinazione obbligatoria precedentemente, in Italia nel 1977.

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