Salviamo il mondo dai ciclisti
Oggi, dalle parti di via Ravizza a Milano:
Sono fermo allo stop, sto per ripartire quando un ciclista con le mani in tasca mi sorpassa sulla destra e mi si piazza all’improvviso davanti.
Inchiodo a un micron di millimetro dalla sua ruota posteriore e suono il clacson. Lui appoggia le mani sul manubrio, si alza sui pedali e si allontana un po’. Quando si sente a distanza di sicurezza si gira, si guarda la mano e mentre scopre con stupore di avere il pollice opponibile, decide di alzare il dito più centrale che trova.
Come un qualsiasi maschio idiota (o alfa che dir si voglia) lo rincorro, lo raggiungo e insulto lui e le sette generazioni che lo hanno preceduto.
Lui dice: “La prossima volta metti la freccia se devi girare”
Io: “Ma io dovevo andare dritto, coglione. E se mi devi insultare, ti fermi e mi insulti”
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso, perché la situazione è andata un po’ oltre (solo verbalmente), e dopo aver fatto scenate del genere e aver forse spaventato uno, che rimane comunque un coglione, mi sento un po’ un idiota.
Quello che vorrei che capisse è che se lo avessi tamponato, si sarebbe fatto male lui, non io.
Puoi fare il ciclista duro e puro quanto vuoi, ma un paraurti o un parafango è comunque più duro di te.
Ieri, dalle parti di piazzale Istria:
Una signora esce da un bar. In quel momento sfreccia una ciclista che la travolge.
La signora si rialza fortunatamente senza evidenti danni. La ciclista si ferma e si incazza: “Guardi dove va.“
Interveniamo in due facendole notare che non può andare sul marciapiede.
Lei dice un po’ scocciata che va sul marciapede perché in strada è pericoloso.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso con lei per averla insultata unitamente ai suoi antenati. Capita davvero di rado che io faccia una scenata simile.
Qualche giorno fa, circonvallazione esterna:
Nella corsia preferenziale un tizio che va in bici supera un autobus fermo. In quel momento, sulle strisce pedonali passa un gruppo di persone. L’idiota riesce a frenare quando è ormai sul piede di un ragazzo.
Scende l’autista dell’autobus, paonazzo e con le vene del collo gonfie, urlando che non ne può più dei ciclisti e lo informa in maniera un po’ colorita che in bicicletta non si può andare sulla preferenziale.
Il ciclista si incazza e sostiene di poter andare dove gli pare. Quando il gruppo di pedoni lo accerchia si calma.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso per le espressioni che ho usato. Ogni tanto mi capita di fare queste scenate, ma non mi piace.
Qualche giorno fa, via Pacini:
Un tizio in bicicletta si piazza al centro della via procedendo a dir poco lentamente.
Non ha le mani sul manubrio perché sta leggendo un libro.
Giuro, ho anche i testimoni: stava leggendo un libro in bicicletta.
Si forma una fila, qualcuno suona. Dopo un bel po’ si ferma, si gira e dice a chi ha suonato che la strada è anche sua.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso per essere arrivato a tanto così dallo sputo. Ultimamente mi capita spesso di fare queste scenate, ma davvero poi mi sento in colpa.
Tutti i giorni, circonvallazione esterna:
Non esagero: sono mesi che non vedo un ciclista rispettare i semafori.
La cosa che mi lascia allibito è che si incazzano se qualche impertinenente dall’altra parte osa passare col verde.
In questo periodo a Milano, il più grande pericolo per i ciclisti è il comportamento dei ciclisti.
E’ inutile girarci intorno: ciclisti, io non vi sopporto più.
Non sopporto quella rimbambita che vedo ogni tanto e che possiede orgogliosamente una bicicletta targata “No Oil”.
Immagino che il riscaldamento della casa della rimbambita e dei suoi simili targati “No Oil” funzioni a energia cinetica.
Immagino anche che la rimbambita vada in vacanza solo in posti raggiungibili a pedali, perché un aereo inquina come 500 macchine non catalizzate.
Mi scoccia davvero scrivere queste cose, perché mi sento un Belpietro qualunque.
Però il dato di fatto è che da quando è in vigore l’Area C a Milano, l’inquinamento è salito e neanche di poco.
Per carità, mi sta bene l’Area C, ma vorrei anche che ci fossero controlli nelle case di quelli che vanno in giro con la targa “No Oil” e poi vivono a 27 gradi.
Già che ci siamo controlliamole tutte le caldaie, non solo quella della rimbambita.
Non sopporto quello che viene intervistato durante una domenica a piedi e afferma giocondo che finalmente la città è a misura d’uomo.
Ma perché, da sabato sera a domenica mattina siamo diventati la Val d’Aosta?
Se per città a misura d’uomo intendi che tutti i santi giorni della tua vita vuoi passeggiare in mezzo alla strada e respirare a pieni polmoni l’odore dell’erba primaverile, forse hai scelto il posto sbagliato in cui vivere.
Nessuna metropoli al mondo è così. Roncobilaccio è così.
L’altro giorno il comune di Milano ha diffuso un libretto con un decalogo per i ciclisti.
Una manciata di pagine piene di frasi intollerabili e oltraggiose tipo: ciclista, mi raccomando, non passare col rosso e stai attento perché in strada sei quello meno protetto.
Non andava bene perché prima bisognava fare un libretto per gli automobilisti.
Ok, facciamolo anche per gli automobilisti, per i motociclisti e per i piccioni. Ma come cacchio fai a fare una campagna chiedendo di rispettare il codice della strada quando tu sei quello che lo rispetta meno di tutti?
Mi sono fatto un’idea sui ciclisti integralisti: non credo si tratti di combattere l’inquinamento o il traffico, ma di senso di appartenenza.
Come quelli che guidano una Harley-Davidson (mezzo ben più nobile) o un’Alfa Romeo d’epoca, quelli che si ritrovano in curva allo stadio o i fan di Gigi D’Alessio.
Però il fatto di sentirsi orgogliosi di dove si appoggia il culo mi si è sempre sembrato una stronzata.
Fatelo pure – ci mancherebbe – ma non sfilacciate le palle al resto dei mammiferi.
Io ho una sedia bellissima, ma non ne vado particolarmente fiero e non faccio campagne contro i divani. Né tanto meno scrivo “No Sofà” sullo schienale.
Non voglio davvero fare una campagna contro i ciclisti. Vorrei farne una contro quelli che usano la strada da imbecilli, ma purtroppo ultimamente le cose coincidono spesso.
Cari ciclisti, immagino si sia capito che non mi piacete e adesso sospetto di non piacervi neanche io, ma credo di poter trovare dei punti di incontro.
Ad esempio sono per il ritiro temporaneo della patente e dell’auto per chi si ferma in doppia fila e per il ritiro definitivo per i recidivi.
Sono per le punizioni corporali per chi passa col rosso.
Sono per l’umiliazione pubblica di chi non ripetta i limiti.
Sono per vietare il possesso di qualsiasi apparecchio elettronico, elettrico o a gas a chi viene beccato a usare il cellulare in macchina o in bici.
P.S.: giusto per non equivocare. Questo post non è in alcun modo contro la campagna #salvaiciclisti. Io sono per salvare i ciclisti, i pedoni, i motociclisti, gli automobilisti e anche gli acari. Gli interisti e i toscani no, quelli no.


Sono un ciclista duro e puro, odio gli automobilisti ma… cavoli, condivido al mille per mille queste considerazioni, sopratutto “il piu grande pericolo per i ciclisti è il comportamento degli altri ciclisti”…
Ps: ce le ho proprio tutte, sono pure toscano…
Hai ragione su tutto meno che sull’Harley Davidson mezzo ben più nobile.
Mi sto dotando di una carabina a pallini per sparare a quello stronzo che alle due di notte passa sempre sotto casa mia.
Fanculo lui, l’Harley e la marmitta.
Facciamoci 2 risate con larimacolpelo.com
Attualità, politica, economia e cultura in rima. Riime tra le gambe dal profondo del cuore
mi è capitato sotto gli occhi proprio ora questo manualetto degli anni 40 sempre sui ciclisti. Non so come sia quello del comune di Milano, ma penso che questa versione cruenta sia più efficace
http://www.retronaut.co/2012/02/death-caused-by-carelessness-by-the-bicyclist-1940s/
Ciao Gianmarco, ho una bici NO OIL, sono interista, passo col rosso, eccetera. Liberi di avercela con me che sono antipatico, ma prima di scrivere questo genere di post secondo me bisogna informarsi e farlo con i numeri. I numeri dicono che per le strade italiane è in corso una strage di ciclisti e di pedoni, che i ciclisti sono la categoria che rischia di più. E, bada bene, non sono quelli come me che di solito finiscono sotto le macchine, sono tutti gli altri. Gli ultimi 4 assassinati sulle strade di Milano (4 in 4 mesi, a proposito di numeri) non erano ciclisti antagonisti di Critical Mass, erano: un bambino di 12 anni, un giornalista che andava al lavoro bello tranquillo rispettando tutte le regole, un vigile e un pensionato colpevole solo di aver incrociato un TIR che non avrebbe potuto comunque vederlo perché sprovvisto di sensori.
Quindi tutto bene, tutto divertente, facciamo una battaglia per educare quelli come me, io mi metto in prima fila ai banchi per diventare una personcina per bene, però PRIMA usate la vostra intelligenza e le vostre parole per fermare la strage.
Perché si può anche scrivere in fondo al post che non si è contro la campagna #salvaiciclisti, ma se prima non si dice che la strage va fermata, allora si rema precisamente contro la campagna.
Te lo ribadisco: non sono gli stronzi come me che finiscono sotto le macchine, sono quelli buoni.
La prossima volta raccontaci un po’ di aneddoti sugli automobilisti e vedrai che non ti basta un libro mammamiachenoia questi tuoi appunti..!!
L’altra sera Daria Bignardi ti ha definito il più importante blogger italiano. Questo post non ti rende giustizia. Ovviamente mi sto chiedendo una cosa: da quanti anni è che non sali su una bici?
Ciao Marco,
è proprio questo il punto. Non ha senso dire: “Ciao, io vado in bici e passo col rosso. Mi aiuti a fermare la strage di ciclisti?”
Condivido pienamente che il commento di dino… se facessimo un post sugli automobilisti, non basterebbe un blog intero…
In ogni caso, mio caro macchia nera, non pensi che una delle soluzioni al problema sia un educazione migliore al “ciclomondo”?
Certo ne farebbe parte un istruzione per i ciclisti, ma sicuramente anche molti più spazi dedicati, piste ciclabili, un insegnamento del rispetto di chi è più piccolo in mezzo alla strada e sicuramente un illustrazione di tutti i vantaggi di una città che si muove in gran parte su due ruote.
Magari leggi qualche articolo, pezzo o libro qual si voglia, sulle citta del nord europa e della loro cultura ciclistica per documentarti prima di scrivere di un problema che è generato proprio dalla mancanza di questa cultura (in tutte le sue sfaccettature) e quindi dall’assenza di strutture adeguate!
Ciao Gianmarco, prima di tutto io non sono ipocrita e non dico bugie: non mi presento come un santo per chiedere simpatie personali. Mi presento come uno che commette decine di infrazioni al codice della strada, esattamente come tutti o quasi tutti quelli che sulla strada ci stanno.
Tuttavia, le mie infrazioni non fanno male a nessuno e a parte citare qualche episodio di colore faresti bene a procurarti dati e statistiche dalle quali risulti quanti danni fanno i ciclisti ai pedoni, poi ne riparliamo. Non perdere tempo: ciclisti e pedoni sono le vittime delle automobili. Questo è l’unico dato di realtà. Quindi prima di educare i ciclisti bisogna educare gli automobilisti, perché – te lo ribadisco – è in corso una strage.
Ma al di là delle cose personali, hai letto il testo della campagna? Sei d’accordo? La sostieni?
B., non son io il più importante blogger italiano. È quello del post più in basso.
Io sono il più importante fratello del più importante blogger italiano.
Quindi tuo fratello che ne dice? visto che l’unica risposta è una discolpa di identita…
Ciao Marco,
io invece mi ritrovo perfettamente d’accordo con Marco, e per i seguenti motivi: da ciclista, sono stato sbalzato in mezzo alla strada da un altro ciclista che non rispettava lo stop, e mi è piombato addosso come un missile. Ho battuto la spalla, con lussazione, e un’auto mi ha quasi schiacciato la testa con la sua ruota (ha frenato appena appena in tempo); da automobilista, un ciclista mi ha tagliato la strada mentre ero dentro a una rotatoria e l’ho colpito causandogli due fratture, in seguito a quell’episodio ho avuto beghe con l’assicurazione e sono finito in causa col ciclista, durata un’infinità perché il ciclista era convinto che in quanto tale aveva diritto a entrare in rotatoria senza controllare chi già circolava dentro, causa che alla fine ho vinto ma che mi ha fatto perdere un sacco di tempo e soldi.
In entrambi i casi, il dolo stava dalla parte del ciclista coglione, e nel primo caso il ciclista coglione ha fatto quasi ammazzare un ciclista rispettoso delle regole (me). Quindi, se tu sei un ciclista coglione, non ergerti a difesa di quelli come me.
Pardon, nel mio precedente commento il secondo “Marco” sarebbe “Gianluca”
Boh, magari sbaglio io, ma continuo a non capire perché non cominciamo a rispettare il codice della strada prima di chiedere agli altri di farlo.
Non puoi non rispettare una legge perché tanto, secondo te, “non fai male a nessuno”.
Secondo me non bisogna educare prima gli automobilisti, bisogna educare chiunque usi la strada.
Io sono anche d’accordo col testo della campagna, ma sono convinto che non serva a nulla se tu ed io non la smettiamo di passare col rosso.
Tranquillo Luca non mi ergo a difesa di nessuno. Massimo rispetto per le persone perfette come te. Mi limito a guardare i numeri (e non gli episodi) e a chiederti che colpe avevano Giacomo o Pierluigi ed è per loro che quelli come te e come Gianmarco dovrebbero stare dalla parte della campagna.
Anzi, tu che sei così perfetto avrai sicuramente già aderito, immagino.
Lizy, stavo rispondendo a B.
Comunque quando lo vedo glielo chiedo e poi, se vuoi, gli dico di chiamarti.
Gianmarco, facciamo così: prendi la bici e vieni a fare un giro per Milano con me, così ti faccio vedere sul campo di che cosa parliamo.
Secondo me dimostra che c’è un sacco di gente incivile in giro e e anche lei è uno di questi.
Non vedo la notizia…
p.s. la campagna si chiama #salvaiciclisti (almeno questo…)
voglio solo scrivere una cosa, la rimbambita che ha la targhetta no oil, potrà avere ancora la caldaia a gasolio a casa (magari non dipende da lei ,ci hai pensato ) ma la sua scelta quotidiana di usare una bicicletta risparmia all’ambiente tanta bella merda.
un rimbambito che fa 150 km a settimana in città in bicicletta (vogliamo calcolare il c02 risparmiato con questa media ? ) e ha la targhetta no oil sullo zaino.
per il resto ti hanno già risposto, esistono i ciclisti teste di cazzo ma non potrai mai convincermi che numericamente e proporzionalmente questi superino la massa di automobilisti arroganti, incuranti di pedoni e ciclisti.
Marco, il tuo sarcasmo si sente lontano un milione di chilometri. Non mi pare di aver detto in nessuna parola che sono “perfetto”, solo che rispetto le regole. E che, come mi pare banale logica di coerenza, a chiedere il rispetto delle regole deve essere chi le rispetta a sua volta, non chi le infrange.
Non sono i numeri né le statistiche che fanno l’ipocrisia: l’ipocrisia è quando un ciclista chiede agli automobilisti di rispettare le regole ma pretende di aver ragione lui quando non le rispetta.
” le mie infrazioni non fanno male a nessuno” è una frase ipocrita: le tue infrazioni, quando te la cavi e non fai male a nessuno, spingono altri ciclisti a imitarti e a commettere infrazioni, finché qualcuno si fa davvero male. Così come è ipocrita l’automobilista che non si ferma allo stop ma pretende che il ciclista lo faccia.
Per la cronaca, sì io ho aderito alla campagna. Tu, se lo hai fatto, sei un ipocrita.
Quelli che sono in grado di rispettare le regole del Cds nelle condizioni attuali secondo me sono perfetti, lo dico senza alcun sarcasmo.
Io peraltro non mi permetto di definire coglione o ipocrita una persona da mezza conversazione nei commenti di un blog, ma ognuno ha il suo stile: l’importante è che tu abbia aderito alla campagna, il resto non mi interessa. +bici+baci
Sarebbe un dibattito più costruttivo se smettessimo di citare esempi da una parte e dall’altra, che tanto ci sono comunque e iniziassimo a pensare a perché succedono queste cose e come si possono risolvere.
Io dico solo che non vi è una situazione pronta ad accogliere i ciclisti in città; e lo dico sia relativamente alla mancanza di informazione dei ciclisti, sia relativamente alla sproporzione degli spazi dedicati ad automobilisti e ciclisti. Non ultimo all’educazione al rispetto di entrambi.
Non difendiamo le categorie a spada tratta e basta, ma non si può negare che i pedoni e i ciclisti morti e feriti a causa degli automobilisti sicuramente sono in maggior numero per una mancanza di razionalizzazione degli spazi.
Certo TUTTI inizino a rispettare le regole!
ps: Gianmarco sei sarcastico?
Noto che “però i ciclisti sono comunque i più vulnerabili per strada” suona stranamente come “è un bambino: non posso farci niente se piange/ fa casino”.
A solleticare il mio nonsense civico, però, è in particolare il paradosso che vado brevemente a sintetizzare: chi promuove battaglie che definisce di civiltà e che ritiene essere buona/sana/santa/comunque difendibile, poi a qualunque critica/osservazione/ sospetto limite delle sue rivendicazioni risponde “però c’è chi è peggio di me” (tipo gli automobilisti).
Non è un argomento molto convincente, secondo me.
Marco, prima mi alleno un po’, che adesso come adesso non arrivo al primo semaforo.
zeo: non mai detto che i ciclisti idioti siano più degli automobilisti arroganti.
Semplicemente qui si sta parlando di ciclisti.
Lizy, quello che hai scritto è assolutamente condivisibile.
Sì, ero sarcastico.
“non vi è una situazione pronta ad accogliere i ciclisti in città” ecco, scusami, ma è precisamente questo il punto: col cavolo che io devo essere accolto, la città è anche mia, la strada è anche mia, e se non è “accogliente” non è vero che dipende da come sono fatte le città, dipende da come guida chi sta in macchina, punto > ma io mi chiedo, voi andate mai in bicicletta? a parte magari attraversare un pezzo del centro per andare al cinema, usate la bicicletta come mezzo di trasporto a Milano, per tutta Milano, tutti i giorni?
un altro punto di vista. qui si può toccare con mano cosa capita a noi, a volte.
http://www.paesesera.it/Opinioni/Una-storia-di-quelle-che-ci-capitano
Ma perché cacchio dovrebbe dipendere solo da chi va in macchina e non anche dai ciclisti?
Per il fatto che ci sono più vittime tra i ciclisti?
Allora facciamo che da oggi in poi se uno fa parte di una minoranza o è più debole può fare quel cacchio che gli pare? Mi va anche bene, basta saperlo.
io non sono un ciclista, sono una persona che usa la bici tutti i giorni per muoversi, all’inizio per caso poi come scelta consapevole. questo post mi ricorda tanto quei giornalisti alla belpietro (l’hai detto tu) che parlando di una manifestazione glissano sui motivi e si concentrano su quelli che con lo spray imbrattano i muri, consapevoli che questi sono una minoranza di coloro che protestano. io vado sui marciapiedi e in contromano in alcuni punti e lo faccio perché alle volte quasi non hai scelta, dato che magari facendo il percorso “da codice” ti esponi a dei rischi ben maggiori. mi capita di passare con il rosso anche e sai perché?perché a differenza di un’auto posso arrivare più vicino alla soglia della strada ed avere una visuale totale (cosa che in auto non hai). infatti è una cosa che fanno molti pedoni, che non vengono quasi mai investiti mentre attraversano con il rosso, ma piuttosto mentre lo fanno sulle strisce pedonali, forse perché pensano che qualcuno dovrebbe arrivare ad un incrocio non a 80km/h. chiudo dicendo che i morti causati da bici sono pari a 0, non mi pare si possa dire la stessa cosa dei veicoli a motore.
Ps: molto triste anche la cosa del no oil
Ciao,
Ti scrive una di quelle che
va in giro con la targa No Oil,
che è fiera di non inquinare ulteriormente con i miei spostamenti giornalieri l’aria che tutti respirano,
che più di una volta è caduta per colpa delle rotaie e del pavè dissestato,
che la mattina quando supero le auto in colonna ha il sorriso stampato in faccia.
Sono la stessa che
è stata investita a piedi mentre attraversavo sulle strisce pedonali per colpa di un automobilista distratto che parlava al cellulare.
Non difendo tutti i ciclisti ma ti invito adesso che hai espresso la tua esperienza di automobilista, di passare una giornata in bicicletta con me per le vie di Milano.
Ti accorgeresti di tante cose e credo che oltre a farti riflettere potrebbe darti occasione di scrivere un bel articolo.
Il mio obiettivo è quello di aiutarti ad analizzare la questione da un altro punto di vista: quello dei ciclisti urbani.
Aspetto una tua mail così possiamo incontrarci.
Alberica
Io odio gli arabi perché si fanno sempre esplodere e i ristoranti cinesi perché ti friggono anche il giubbotto, mi stanno sulle scatole quelli col SUV perché non serve a niente e picchierei quelli con il Ferrari perché io non me la posso permettere.
Mi sto sul cazzo perché vado in bici e mi hanno stirato solo una volta, perché vado a piedi e sono ancora vivo e soprattutto perché sono motociclista e non sono ancora stato decapitato da un guard rail. Per ora.
Non amo particolarmente andare in bici su strada nella mia città, mi basterebbero le piste ciclabili e trovo insopportabili gli integralisti a pedali che invece le criticano. Le auto viaggiano in strada e le bici sulle piste, basta averle, poche storie.
E vedrai che una volta ottenute queste piccole cose continueremo a starci sul cazzo a vicenda ma ognuno per la sua strada.
@Gianmarco
Sono un ciclista, uso la bici in tutti gli spostamenti urbani e non sempre rispetto il codice della strada.
Varie volte sono passato con il rosso, per riuscire a vedere le auto provenienti dalle altre strade. Vado a volte sui marciapiedi, perchè in certe vie di Milano, tra le lastre di pavè sollevate e inclinate di 40° e le rotaie del tram, non mi sento sicuro. Ho avuto vari incidenti con la bicicletta, due volte mi hanno aperto di colpo una portiera davanti (una volta era un ducato che ha una portiera 126×176), una volta un automobilista non ha rispettato un semaforo e mi ha distrutto completamente la ruota anteriore e la forcella. Mi ritengo una persona responsabile e ho attivato una polizza RC per tutelarmi in caso di incidenti. Essere ciclisti a Milano significa dover temere ogni momento per la propria vita, tra automobilisti che sorpassano a velocità sconsiderate in strade strette e auto in doppia fila.
#salvaiciclisti è una campagna nata non per vietare le automobili ma per salvare delle vite.
Gabov: Ok, quindi tu passi col rosso perché ritieni che sia più sicuro.
Pensa che sono così ingenuo che non avevo mai capito di poter decidere a mia discrezione se rispettare una legge o no.
Se vai per strada in qualsiasi modo accetti di dover rispettare il codice, sennò non ci vai.
Ribadisco: piantatela di passare col rosso e poi qualsiasi campagna facciate avrà un senso. Così non ha neanche uno straccio di credibilità e autorevolezza.
Alberica: la mia non è un’esperienza di un automobilista. Parlo da utente della strada che per lo più va in moto, qualche volta in macchina e ogni tanto a piedi. Come tu non difendi tutti i ciclisti io non mi sogno neanche lontanamente di difendere tutti gli automobilisti. Essere fieri di passare col rosso (qualsiasi mezzo tu stia utilizzando) e poi chiedere di fermare la strage di ciclisti, mi sembra davvero un atteggiamento ridicolo. Su tutto il resto sono disposto a ragionare. Su questo no.
Il fatto è che Milano non è una città da girare in auto. Non più!
E’ abbastanza piccola e comoda per essere percorsa in lungo e in largo con biciclette e mezzi pubblici.
Per chi ci lavora, con l’auto, è un’altra storia. Ovvio.
Ma non è tollerabile vedere che c’è gente -ancora- che va in centro a fare shopping con il SUV. E spesso lo molla in seconda fila.
Vogliamo + bici, + piste ciclabili, + mezzi pubblici, ma soprattutto MENO auto!!
Grazie.
#salvaiciclisti
Gianmarco :
io non ho detto che 1) passo colo rosso 2) che sono fiera di passare col rosso.
Io NON passo col rosso…
Hai provato la macchina, la moto, andare a piedi esistono anche altri utenti della strada: i Ciclisti urbani. Rischiamo la vita ogni giorno per troppe stupide cose.
Concorderai con me che i ciclisti urbani non sono altro che le fidanzate, i mariti, i genitori, i figli di automobilisti che un giorno potrebbero non vederli rientrare per colpa di altri automobilisti che non hanno prestato attenzione.
Vieni in bici con me e capirai cosa accade sulle strade, quale modo migliore per capire il mio punto di vista , se non viverlo in prima persona?
Scusa Macchianera e Neri… posso riapprofittare dello spazio? Vorrei segnalarvi LynchThree, il documentario sull’opera di David Lynch. I ragazzi sono ancora in fase di realizzazione, e se potete date una mano contribuendo economicamente alla fase di produzione, acquistando alcuni poster, magliette o borse che riproducono un autoritratto che lo stesso Lynch ha disegnato e donato al regista. I donatori verrano citati nei crediti finali del film, oppure è una truffa fate voi.
http://lynchthree.com/
@Gianmarco, grazie mille, ma davvero non ho bisogno delle tue lezioni. in alcuni casi non rispetto le regole anche per un discorso, mio personale, di disubbidienza civile. mi faccio 20m in contromano o sul marciapiede ? sì. perché magari in quella via ci sono macchine parcheggiate su entrambi i lati, magari alcune anche sul marciapiede o in divieto di sosta (regole ?) e il marciapiedi è anche vuoto o poco frequentato, non ci sfreccio mai e non metto mai fretta a chi incontro. ma certe regole, non le accetto e le metto in discussione. in america negli anni 50 i neri, allora li chiamavano negri, per regola non si potevano sedere sugli autobus, ma un giorno una donna di colore, tale Rosa Parks, decise di sedersi semplicemente perché era stanca.
Non ho deciso io il far west che c’è là fuori, le regole non sono rispettate in primis dai più forti, le auto, che viaggiano veloci in strade affollate e strette, non rispettano la distanza di sicurezza con le bici, che non è solo quella posteriore ma anche laterale. l’ultimo episodio questa mattina, quando un furgone in una via stretta, stretta proprio perché ci sono le auto parcheggiate sui due lati e anche sul marciapiedi, mi stava attaccato dietro, dato che non poteva superarmi e mentre io gli facevo il segnale di starmi più staccato lui si faceva più pericolosamente vicino. e gli facevo segnale di starmi lontano perché se qualcuno mi apre una portiera oppure c’è una buca per terra oppure qualcuno a piedi mi sbuca dalle auto io mi devo spostare all’improvviso. e soprattutto con la portiera rischio di cadere e se mi stai troppo vicino o mi sorpassi finisco sotto la macchina. alla fine, dato che probabilmente non ci stavo proprio a starmi dietro, ha fatto un’assurda manovra azzardata per superarmi ad un incrocio, senza preoccuparsi che potesse esserci qualcuno.
grazie, ma della tua morale non me ne faccio nulla.
@marco: io sono una persona che usa la bici quotidianamente, quindi per favore non appelliamoci al lessico se vogliamo parlare.
E’ chiaro, credo, quello che intendo con “la città non è pronta ad accogliere i ciclisti”, voglio dire che la città non è a misura di ciclisti. voglio dire che non ci sono investimenti. voglio dire che come qualcun’altro accennava le macchine sono parcheggiate ovunque e per noi diventa pericoloso.
che la città sia anche mia come ciclista è un fatto. che la città (e i cittadini) non sia adeguata a me come ciclista anche.
@Gabov: continui a rispondere la stessa cosa.
primo: non ti ho mica chiesto io di rispondere.
secondo: tu sei come Rosa Parks che decide giustamente di avere tutto il diritto di sedersi sull’autobus. E così come lei tutti i neri. Solo che tu sei anche quello che non fa sedere i cinesi.
@Alberica: non ho detto che tu passi col rosso e difatti il tuo punto di vista è assolutamente rispettabile. Solo che come vedi dai commenti dei tuoi colleghi ciclomuniti, ce ne sono troppi che sono convinti di poter fare quello che gli pare in strada perché il resto del mondo è stronzo.
Se tu convieni che chi non rispetta il codice della strada sbaglia (a prescindere dal comportamento degli altri) e che non abbia i requisiti di buon senso per proporre una campagna per la sicurezza stradale, allora siamo dalla stessa parte.
Davvero pensate che ci sia qualcuno che non voglia più sicurezza o che sia contento se investono un ciclista? Non puoi chiedere sicurezza se sei il primo a non rispettare chi condivide la strada con te.
@Gianmarco: Secondo me la critica nasce dal fatto che hai fatto un attacco a una categoria di per sé debole in una città.
Questo non toglie gli sbagli a chi li fa.
Ma sono anni che si parla di mancanza di sicurezza dei ciclisti perché le amministrazioni non danno peso a questa risorsa, che per altro renderebbe la città molto più vivibile se utilizzata di più, e tu fai un bel post incolpando un intera categoria a cui già nessuno da retta.
Si lo sbaglio di alcune persone è reale.
Ma forse sarebbe stato più giusto scrivere di questi sbagli, dirigento il messaggio al comune con la richiesta di investire di più sull’istruzione e la sicurezza dei ciclisti.
Per ogni sbaglio del ciclista ce ne sono 100 degli automobilisti, quindi è chiaro che attaccare chi non viene mai preso in considerazione “dal sedile della tua auto” non è corretto, o almeno potevi farne un post dove descrivere il caos cittadino di tutte le categorie.
Stiamo mischiando critiche a singoli eventi a una situazione palesemente ingiusta e colma di indifferenza verso i ciclisti.
Nella mia personale casistica il ciclista è quel soggetto che rivendica il diritto di stirare il pedone sulle strisce o di mandarlo affanculo sul marciapiedi nell’ambito di una personale e santa rivalsa contro Berlusconi.
@gianmarco, se mi citi in un tuo commento, mi sembra naturale risponderti. e ti rispondo anche al tuo punto sui cinesi: sai cosa ho imparato molto andando in bici? che questa città non ha rispetto per i deboli: sia da parte dei singoli che da quella della amministrazione. per esempio: fregarsene del fatto che lasci una macchina sul marciapiede impedisce ad una persona con la carrozzella di potersi muovere (anche un genitore col passeggino ha una certa difficoltà o un anziano col trolley della spesa). così come la mancanza di scivoli di collegamento tra alcuni marciapiedi lo impedisce, che guarda caso però non mancano mai davanti ad un portone dato che un auto deve uscire. tutto è in funzione dell’auto, se sei disabile non ti puoi muovere da solo, però hai il tuo bel parcheggio garantito.
non chiedo una città a misura di bici, la chiedo a misura d’uomo, consapevole del fatto che questo porta ad una vita migliore anche per chi va in bici. finché non è così faccio del mio meglio per rimanere in vita e tutto d’un pezzo.
Non mi sembra di aver letto una sola riga in cui qualcuno si erge a paladino degli automobilisti che parcheggiano sui marciapiedi.
Qui si sta parlando dei ciclisti e del fatto che vi comportate esattamente come gli automobilisti.
Continuare così con te che rispondi che solo gli automobilisti sono brutti e cattivi e che grazie a Dio ci sei tu che ti metti la tutina da supereroe per salvare il mondo e i deboli passando col rosso, non ha molto senso, no?
Piccolo test di onestà intellettuale per Gianmarco:
Leggo che sei motociclista. A che velocità vai con la tua moto nelle vie cittadine? Per esempio di notte, sulla circonvalla deserta?
no, in effetti credo che non abbia senso continuare. dato che non mi sono messo nessuna tutina da supereroe o altro, ma ho solo spiegato alcune delle ragioni che stanno dietro a certe azioni. del resto da chi pontifica sul no oil in quel modo, la cosa non mi sorprende.
Non ci crederai Phil, ma vado piano perché a ogni incrocio della preferenziale trovi un mazzo di fiori che nella maggior parte dei casi corrisponde a un ex motociclista.
@gabov: l’unico modo per salvare i ciclisti come te è rubargli la bici. Ciao.
mi dispiace deluderti anche su questo, ma non basta neanche quello dato che me ne hanno rubate tre l’anno scorso e insisto… :)
ora scappo a salvare il mondo, ciao!
Gianmarco, “piano” non mi risulta che sia un concetto previsto dal quel codice della strada il cui rispetto hai posto come conditio sine qua non per poterti replicare.
Ti pongo la domanda in maniera più precisa: quando giri in moto per le vie cittadine, superi mai il limite di 50km/h previsto dal codice della strada?
Solitamente ci sto attento, ma è capitato eccome. Non ho mai detto di essere un santo. Solo che quando capita non pretendo di avere ragione.
“Ciclista travolge e uccide automobilista” io non l’ho mai letto, però.
@Gianmarco mi sembri un tantino generalista..
fai di tutta una categoria un unico fascio?? .. che senso ha dire che tutti i ciclisti sono pirati della strada ? Che banalità.. come dire che gli automobilisti siano tutta una categoria di stiratori di ciclisti e pedoni.
Stranamente io sono stata investita a piedi e non in bici. Ma forse succederà stasera chi lo sa?
Quello che io pretendo è il rispetto, che gli automobilisti facciano attenzione alle mie luci e mi facciano tornare a casa sana e salva.
Hai espresso la tua idea, ti ho invitato a provare un punto di vista diverso.
Questo post scusami ma deve avere diritto di replica, troppo semplice criticare tutta la categoria no? Giudicare tutti come irresponsabili..
Ti rinnovo il mio invito a pedalare con me per Milano per farti provare cosa rischio tutte le sere, e a scrivere un altro post. Ma dovrai stare attento lavoro a pochi metri da dove Giacomo, 11 anni è morto in bicicletta investito da un tram per colpa di una portiera aperta di un’ auto parcheggiata in sosta vietata.
Rispetto! Pretendo troppo forse?
Non siamo due categorie antagoniste ma ci deve essere è più rispetto dobbiamo condividere la stessa strada. Io credo che ci sia spazio per entrambi. NO?
@Alberica. Mi sembrava di aver scritto questo e non quello che dici tu:
“Se tu convieni che chi non rispetta il codice della strada sbaglia (a prescindere dal comportamento degli altri) e che non abbia i requisiti di buon senso per proporre una campagna per la sicurezza stradale, allora siamo dalla stessa parte. ”
Mi ha già invitato Marco a fare un giro in bici, ma temo di avere un’autonomia di due isolati. Facciamo così: andate voi, riprendete tutto e poi mi fate vedere.
@Gianmarco credo che due isolati basteranno.. e poi mica si va di veloce.. Mica mi vorrai far pedalare sempre con i ciclisti? Che noia. Sarei onorata di farti da guida.
Bene Gianmarco, similmente a quanto succede a molti cilisti, anche a te è capitato eccome di non rispettare il codice della strada. Apprezzo l’onestà intellettuale.
Ora però, visto che chi non rispetta il codice non ha “i requisiti di buon senso per proporre una campagna per la sicurezza stradale”, visto che “non puoi chiedere sicurezza se sei il primo a non rispettare chi condivide la strada con te”, visto che tra le file di chi non rispetta il codice ci sei anche tu, visto che il tuo post stigmatizza il comportamento dei ciclisti in palese contraddizione con quanto quissù riportato e da te asserito,
direi che puoi cancellare il post, dopodiché che ne staremo tutti in meditazione a goderci beatamente il silenzio in questo spazio commenti.
Oppure, in alternativa, puoi smetterla di usare argomentazioni un po’ sceme e capziose come quelle che hai usato e che ho qui sopra ritorto contro di te.
Quattro morti (di quelli che piacciono a voi, buoni) in 4 mesi e voi state qui a pontificare. Faccio davvero fatica a capire. Però la chiudo qui, quando volete ne parliamo pedalando.
@Alberica: ci penso. Non sia mai che poi mi iscrivo a critical mass e mi viene una crisi di identità.
@Massimo, non ho mai letto neanche “Piccione sbrana anziana all’uscita della posta”.
Che c’entra?
Si sta discutendo di comportamenti, non se sia giusto o meno investire un ciclista.
@marco: secondo me continui a far finta che sia sempre colpa di altri. Mi pare ovvio che i danni provocati da un automobilista stronzo siano per forza di cose più gravi di quelli provocati da un ciclista (generico) stronzo. Se guidi come hai detto il problema sei anche tu, perché alla base della situazione che si è creata a Milano c’è un problema di educazione. Ben vengano tutte le campagne che vuoi se servono. Tu però piantala di passare col rosso. Così è accettabile?
Gianmarco, il punto è quello: i danni provocati da un automobilista stronzo siano per forza di cose più gravi di quelli provocati da un ciclista (generico) stronzo. E le prevaricazioni dei più forti (le auto) che magari in parte inducono i ciclisti stessi a comportamenti sbagliati, compresi quelli nei confronti dei pedoni, vanno curate prima di pensare agli errori dei ciclisti. Maggiore forza, maggiore responsabilità. Prima curare gli abusi delle auto, che sono infiniti; poi quelli dei ciclisti, di sicuro minori (senza contare che passando col rosso rischiano molto di più la propria pelle che quella di altri); infine, ma buoni ultimi, anche i pedoni (spesso a passeggio sulle ciclabili). Almeno secondo me.
Ecco, io non credo che gli abusi dei ciclisti siano minori, anzi.
Detto questo, sono per curare tutti gli abusi, non prima quelli degli altri. Non c’è altro modo secondo me.
@Gianmarco ovviamente ti presto la bici. Aspetto una tua mail.
Ecco, questo spiega bene il concetto: http://www.youtube.com/watch?v=G_aqsO1aXZU
Come ti ho detto: se vuoi ne parliamo in bici. Altrimenti mi sento in imbarazzo: io a sapere quello di cui parlo e tu a fare solo ipotesi ;-)
Interessante il post, e lo dico da ciclista (peraltro Olandese, e quindi abituato a ben altre situazioni rispetto a quelle che trovo a Milano – fai conto che andavo in bici anche a Roma nei quattro anni passati lì). A Milano il problema viene giustamente da due parti.
Ci sono tanti (sempre e comunque troppi) ciclisti che non rispettano le regole/il codice della strada, e non solo quelli con la bici figa che sono comunque ben conci di quello che stanno facendo (pur infrangendo le regole). Anche le signore anziane e le ragazzine passano col rosso come se fosse la cosa più naturale al mondo, per non parlare del loro andare contromano e sui marciapiedi.
Dall’altro lato ci sono però veramente tanti automobilisti che guidano con sufficienza, non so come altro chiamarlo. Non usano le frecce (sono per gli indiani, no?), si fermano in doppia fila (“tanto, stavo solo due minuti”), aprono le portiere senza guardare (1 incidente con contusioni, vari “near miss”) e così via.
Il punto: iniziamo – come dici tu – a rispettare il codice della strada tutti quanti. Anche i pedoni per favore, che neanche due settimane fa mi sono rovinato la bici contro uno che ha girato e attraversato senza guardare e non ho potuto evitarlo.
@marco: piuttosto vado con Alberica che mi sembra più prudente. Altrimenti mi sento in imbarazzo: io a passare col verde e tu col rosso :)
@Tim Smit: Condivido tutto, se ti presenti come assessore al ciclismo ti voto.
Sulla strada per venire al lavoro non commetto nemmeno un’infrazione e corro almeno un paio di rischi a tratta, due alla mattina e due alla sera. Tutti i giorni. E non perché sono incapace o imprudente. Forse è per questo che mi girano un po’ le palle a leggere i post da salotto, credo che questo sia comprensibile per tutti. Quindi: mi scuso se sono stato aggressivo, ma ribadisco il mio diritto a stare al mondo, anche quando – invece – non mi comporto in modo irreprensibile come tutti voi. Quando prenderò una multa per le infrazioni che ho commesso la pagherò senza fiatare, ma non esiste ancora la pena di morte per lo “zig zag tra veicoli”, quindi mi sento assolutamente titolato a portare avanti questa campagna. E voi dovreste fare altrettanto, se non altro pensando a Giacomo. Ma evidentemente un bambino di 12 anni che finisce sotto un tram è considerato un fatto di svolta solo da alcuni di noi, non da tutti.
Non mi ero mica offeso.
Comunque stavolta mi sembra un po’ più condivisibile.
Oooh, ci voleva proprio un bel post dissacrante e “political incorrect” su un blog super popolare che fermasse questa noiosissima, indigeribile ondata di buonsenso e indignazione per i morti in bici.
Che bello! Ci voleva proprio una sana dose di cerchiobottismo da parte di una voce arcinota del web. Ci voleva, eh… L’ho già detto? Adesso tutti i suvvari, tutti i praticanti del “tiro alla prima” (disciplina che consiste nell’arrivare per primo al successivo semaforo rosso), tutti quelli che “da quando c’è il tutor la vita è più grigia”, tutti quelli che usano l’auto anche per andare a pisciare, tutti quelli che pensano che il ciclista sia un ostacolo fastidioso o, al limite un poveraccio, radical chic, fighetto, hipster, poser, comunista, perdigiorno etc., insomma, tutta questa bella gente qui finalmente avrà qualcosa da condividere in bacheca per ridacchiarsela e trovare il Malaussène di turno che col suo comportamento sconsiderato causa i disagi delle strade: il ciclista urbano.
Perché se non te ne fossi accorto (ma sì che te ne sei accorto) il messaggio che passa è che la maggior parte dei ciclisti è stronza e irrispettosa e, quindi, andassero un po’ a quel paese, loro e le loro insulse pretese. Prima loro abbassino le penne, poi vediamo!
Ci voleva proprio, sì sì!
La sicurezza sulla strada è un problema di tutti. Vero. Il fatto è che non tutti hanno lo stesso impatto sulla strada. Post come questi servono a spostare l’attenzione dal problema principale, ovvero: chi guida un’auto a 60km/h è seduto su un’ARMA MORTALE. A forza di usarla, prima o poi, per un motivo o per un altro, un’arma mortale uccide. Il problema è l’arma mortale; la soluzione è DISARMARLA. Come? Limiti di velocità a 30, piste ciclabili capillari e sicure, tolleranza zero con chi detiene le armi e contravviene alle regole. Tutto il resto è fumo negli occhi. Tu hai affumicato la blogosfera con questo post. Discorsi come “si, ma il torto è un po’ ovunque” non sfiorano neanche l’essenza del problema. È come dire che ci sono persone buone e persone cattive. Bella novità. E quindi?
Una bici non uccide. Mai. È questo il cuore della questione e tu non l’hai colto.
Mi spiace per te e per chi ti legge.
@Gianmarco l’hai detto.. meglio venire con me la prima volta.. aspetto una mail.. remeber !!
@Simonedini : grazie. Concordo al 100%. Forse di più, se fosse possibile. Anche se ho anche un’auto.
un post vuoto, che non serve sinceramente a nessuno se non a chi vuole stare dietro a una banderuola. il problema non è il ciclista, il pedone, l’automobilista. il problema sono tutti. il problema è che se io sono un ciclista, mi incazzo se vedo un pedone che mi spunta senza guardare su una ciclabile, un automobilista che svolta senza freccia, un ciclista che corre come un matto in marciapiede. dire che ‘tu sei quello che rispetta la strada meno di tutti’ è un atteggiamento basso che non porta a nulla. certo è vero che il pedone e il ciclista, in un gioco di sasso carta forbice sono quelli che sotto una macchina ci mettono di più. e se fossi un ciclista la cui bicicletta è stata masticata da una macchina che ha deciso di superare una coda di altre 2 non vedendoti, come la mia compagna, e non si è manco fermata a vedere se una persona fosse viva o morta, beh, sinceramente leggendo un articolo del genere mi incazzerei molto.
Ottimo Gianmarco. Un suggerimento alla OCCAM a tutti i ciclo-fanatici: invece di proporre cose costose e farraginose che danneggiano gli altri (tipo il limite dei 30 km orari), per aumentare la sicurezza dei ciclisti ne propongo una io facile facile (e che non costa al contribuente): CASCO OBBLIGATORIO per chiunque vada in bici e FRECCE OBBLIGATORIE su ogni bicicletta. E poi parliamo del resto.
Gianmarco, mi riconfermo totalmente d’accordo con te praticamente su tutta la linea, dico solo che in un mondo di irresponsabili che girano per le strade armati di cannone e altri irresponsabili che girano armati di cerbottana casomai, solo per un fatto di timing, pensiamo prima a quelli col cannone, dai…
PS: e comunque, comodo eh, puoi dire quello che vuoi, sostenere tutte le tesi impopolari che ti pare, tanto …ti scambiano per tuo fratello, che te frega?
Che bordello hai scatenato… Comunque dico la mia, un ciclista è 10 volte piu’ pericoloso di un guidatore di tir con i colpi di sonno.
Non ci sono gli spazi, l’asfalto fa schifo, le macchine corrono, il rosso è lungo e i pedoni sono lenti e bla bla bla
Però quà in alta Germania, dove ci sono le corsie preferenziali su (quasi) tutte le strade principali per le biciclette (e che sono sullo stesso livello dei marciapiedi) se vai nella direzione opposta al senso di marcia, in bicicletta, ti fanno una multa, se viaggi dopo il calar del sole senza fanali o dinamo, ti fanno la multa, se non rispetti il rosso ti fanno la multa, ah se ti fai male, sono cazzi tuoi, se investi un pedone, sulla tua bella striscia marrone, quella dove hai diritto di andare, ti fanno un culo grande grande (poi va beh, se sei un pedone e sei sulla striscia si incazzano e ti suonano, e mi sembra anche giusto, a ognuno la sua piccola dose di leggi civiche).
Se non c’è spazio perchè le macchine sono in doppia fila e non c’è la striscia pedonale, si scende dalla bicicletta e la si spinge a piedi, FINE.
Ma si sa, in Italia le regole sono quelle cose da evitare, che tu sia no-oil o pro-suv…
tristemente d’accordo. ne scrissi anch’io qualche tempo fa: http://www.lostinthesupermarket.net/2011/11/capre-capre-capre.html
Io sono un ciclista e tutti i giorni vengo insultato da auto che svoltano senza freccia tagliandomi la strada, da pedoni che si buttano in strada di colpo, da gente che porta a spasso il cane sulla ciclabile e da pressoché qualunque utente della strada non si sia ancora cacciato in testa che in giro ci siamo pure noi. Io ormai il vaffanculo e il medio ce l’ho come riflesso automatico e scusate se mi sembra colpa vostra.
Gli esempi che fai si somigliano tutti un pò troppo per essere veri al 100%…per quanto riguarda il concetto “NO OIL e caldaie”, per fortuna ZEO ti ha già risposto, altrimenti te lo avrei fatto notare io il tuo errore di valutazione.
I tuoi racconti vanno bene per un libro fantasioso stile Ammanniti…
Perchè non riesci a capire che ciclisti e pedoni sono ad alto rischio, e non dipende dal loro rispetto delle regole ma del rispetto che NON hanno i mezzi più forti?! In base a questo i ciclisti fanno quel che possono per sopravvivere a questa giungla cittadina.
I pedoni hanno il marchiapiede, i mezzi a motore hanno le strade, le bici cosa hanno?
qualche pezzo di ciclabile qua e là…attendo con ansia l’invenzione del teletrasporto per colmare i vuoti!
Finiamola con sta storia del rosso per favore! Voglio proprio vedere chi non è mai passato con il rosso (auto/ pedoni/ ciclisti)…finiamola perchè (parlo per me) quando mi capita di passare con il rosso, lo faccio solo se davvero non vedo arrivare nessuno, non me lo sogno minimamente di tagliare la strada a chiunque abbia la precedenza! Per cui please, BASTA con sti semafori rossi!!!
Quando la percentuale di incidenti causati dalle bici sarà rilevante allora potremmo parlare di quanto sono incivili i ciclisti…la prima volta che ho letto di un ciclista che ha travolto un pedone, buttandolo a terra senza gravi conseguenze è stato su questo blog…(non so quanto sia vero, ma se così fosse è ovvio che il ciclista in questione sarebbe uno stronzo) nonostante ciò, Quante sono le morti/incidenti causati dai ciclisti?
Quanti sono i ciclisti e pedoni vittime di automobilisti?
Perchè e come avvengono questi incidenti?
Non condivido.
Mi sembra una apologia della legge della giungla, quella del più forte.
Le stesse argomentazioni le ha chi guida il suv verso chi guida una auto normale.
Il mio PARACARRO è più robusto del tuo, quindi fottiti.
Voglio un mondo dove la precedenza hanno SEMPRE i pedoni, poi i ciclisti, poi le moto, poi le auto, poi i suv, poi i bus e gli articolati, poi i carri armati.
Vivo invece in un mondo dove chi ha un carroarmato pontifica che lui è lui e gli altri non valgono un cazzo, e devono sempre e comunque lasciargli strada.
Vergogna!
Mi vien da ridere. Il problema non è tanto il mezzo quanto il pirla che lo guida. E’ pieno di gente che passa con il rosso a piedi, in auto, in moto e in bici. Francamente a me non fa tanta differenza con quale mezzo lo si fa.
Iniziassero tutti a non passare con il rosso, vi farebbe così schifo?
Sicuro che non si è mai sentito parlare di un ciclista che ha ucciso un automobilista? Così, preso alla lettera effettivamente sembra assurdo. Ma quanti pedoni e quanti ciclisti hanno attraversato con il rosso al semaforo, costringendo l’automobilista ad evitarlo ed a fare un frontale con altre macchine o con una moto? E non mi venite a dire che non è mai accaduto un esempio simile o che non ha cagionato anche conseguenze mortali.
Ovviamente non nego che se è l’automobilista che passa con il rosso le conseguenze sono probabilmente più gravi, ma il problema è sempre e solo la stupidità degli essere umani o se preferite, la nostra sicurezza o la nostra abitudine di sottovalutare le possibili conseguenze delle nostre azioni.
http://static.ak.fbcdn.net/rsrc.php/v1/y1/r/Qyh5ph9cQ_M.swf?v=3205610534660&ev=0
così tanto per dire…
Bordone con questo articolo mi scadi parecchio!
Tirare fuori la storia delle caldaie che inquinano di più è davvero una mossa da Studio Aperto, nessuno si è accorto che non si chiama più ECOPASS? Il principio è quello della congesion charge e 5€ sono anche pochi…
Se non ci fossero i marciapiedi avresti il diritto di strombazzare al pedone che cammina piano in mezzo alla strada perchè non ha alternative?
Parlare dei ciclisti indisciplinati a Milano è come parlare di coloro che buttano i mozziconi di sigaretta a terra a Napoli durante l’emergenza rifiuti.
Poi quando si citano le caldaie che inquinano più delle auto siamo proprio a livello STUDIO APERTO.
Nessuno ha ancora capito la differenza tra ECOPASS e CONGESTION CHARGE?
finalmente un post politicamnete scorretto! ahaha!!! i ciclisti ideologici – a la critical mass – sono l’ennesimo frutto amaro del 68 italiano che, avendo trovato l’humus antropologico adatto, ha poi generato diverse ideologie, tutte, comunque, di natura latamente totalitaria (cioè che non ammettono o concepiscono opinione diversa). quel che ne segue è questo: ciclisti no oil, critical mass, verdi contro tutto e tutti, ideologici dell’energia solare etc. etc…
io vado in bici al lavoro tutti i giorni da 10 anni ma non mi è mai venuto in mente di rompere i coglioni a quelli che invece, preferiscono usare l’automobile. è una questione di semplice buon senso e rispetto della libertà dell’altro.
naturalmente il punto, di stretto interesse giuridico, è il seguente: ma chi guida una bici, in realtà, può adottare un grado di diligenza, prudenza, perizia inferiore a quello esigibile da chi guida un’automobile?
guardando l’art. 2056 del codice civile, in un parere pro veritate, risponderei di no.
certo è evidente che le conseguenze sono diverse, nell’impatto bici-uomo e auto-uomo: questo infatti impone una ulteriore serie di obblighi in capo a chi guida in auto. e soprattutto tutele maggiori nei loro confronti (infatti c0′è la RCA e le targhe).
questione interessante. se mi pagate, approfondisco il tema in generale.
naturalmente è il 2054 (veicoli senza guida di rotaie), non il 2056 (che è sulle conseguenze dannose).
Io vado in bici, a piedi e in auto… in tutti i casi commetto un sacco di infrazioni al codice della strada.
Ma c’è proprio bisogno di creare altre categorie come “ciclsti”, “automobilisti”, “pedoni”…
se uno è stronzo è stronzo e basta, anche se va sul monopattino
e se uno è attento lo è anche se guida un’astronave
io ultimamente giro molto in bici, nonosante a milano sia molto difficile causa numero elevatissimo di macchine per la strada, numero elevatissimo di macchine parcheggiate a cazzo e numero inesistente di piste cilabili… ma mai e poi mai, se uno con la macchina mi tagliasse la strada gli direi “sei un automobilista di merda”… credo userei più volentieri un’espressione tipo “sei uno stronzo” o cose simili…
perché il problema (il suo) non è certo dovuto al fatto di usare (tutti i giorni o casualmente) un’automobile.
Creare categorie è tanto pericoloso quanto semplicistico e, oggigiorno, direi anche retrò e imbarazzante…
Ma mi ricollego, per finire, a quqnto detto all’inizio…
io vado in bici, a piedi e in auto e commetto molte infrazioni.
In bici vado senza mani, passo col rosso, vado contromano e passo sul marciapiede… sempre ben conscio di quello che sto facendo e molto (molto, molto) attento a quello che faccio
perché se un semaforo è rosso e ho appurato accuratamente che dalla strada che incrocio non passa nessuno, per me che sono in bicicletta è assurdo non passare.
perché se una strada, contando anche le macchine parcheggiate, è larga 2 metri e il marciapiede pure, magari è veramente più comodo e sicuro passare sul marciapiede (stando ben attento a rallentare, soprattutto se sono a un angolo di un edificio, dal quale potrebbe spuntare qualcuno a piedi)
Insomma, non voglio fare il paladino dell’infrazione, però sono dell’idea che un regola, se è possibile e non nuoce a nessuno, vada seguita come indicazione di tutela e non come dogma incontrovertibile.
ora vado a lavorare, che in bici mi ci vogliono 20 minuti (più o meno quanto in macchina…)
Sono un pugile; ho partecipato (senza particolare successo) alle ultime olimpiadi. Ho un bimbo di tre anni; vivo sperando che nessun ciclista, sul marciapiede, lo sfiori; sarebbe la volta che vado in galera.
Per chi dice che i ciclisti non fanno danni: un mio parente, a passeggio, viene investito da un ciclista con seri danni che lo compromettono fisicamente in modo irreversibile. Dopo un anno di dentro/fuori gli ospedali è purtroppo mancato. Però il ciclista era un ecologista, di quelli che se lui usa la bici salva il mondo e ci fa un favore. Poi per lui leggi sono degli optional; il concetto mi pare che sia: se non faccio danni posso anche non rispettare la legge, poi se ho faccio danno, che dire, mi pentirò ma intanto ho salvato il mondo.
Dimenticavo: quegli idioti che in mountain bike pensano di essere i padroni di sentieri e simili. Superfighi, vestiti all’ultima moda ma ne trovassi uno con un campanello (tra l’altro obbligatorio, ma sappiamo che le regole per i ciclisti non valgono) per segnalare la loro presenza. Ma no, loro salvano il mondo e ti piombano alle spalle con l’arroganza che, mi spiace dirlo, è sola degli idioti che si credono ciclisti.
@ouebgi: il campanello va usato, peccato che certi pedoni sentendolo si scansino di scatto in modo imprevedibile all’ultimo momento col rischio di collisione mentre altri sentendolo lo prendano come un’offesa e rispondano insultando. Pigliati una bici così capisci perché il campanello viene usato poco. Ah e per la cronaca, un mio parente è stato investito da un’auto ma nessuno s’è fatto seghe mentali sulle passioni ecologiche o meno del guidatore… ma forse solo perché essere investiti da un’auto è normale.
Caro Gianmarco,
sono un ciclista che rispetta il codice della strada.
Ho anche la strana abitudine di rispettare oltre alla legge anche le persone, quindi non mi permetto di fare di ogni erba un fascio. Non giudico le categorie degli automobilisti, pedoni e camionisti per il comportamento di alcuni. Tu invece in questo post sì. Inutile dire ad una persona ragionevole come te che è il meccanismo che applicato alle nazionalità porta al razzismo.
Quindi, in sintesi, trovo il tuo articolo illogico e guerrafondaio.
Ciao
Francesco
PS Ogni giorno mi reco a fare il mio lavoro precario (e mi ritengo fortunato) in bici. Ogni giorno almeno una volta mi vedo mancare la precedenza e devo frenare bruscamente a causa di automobilisti, pedoni, motociclisti, bus e camioncini. Ogni giorno vedo le poche e pessime piste ciclabili usate come parcheggio, passeggiata per gruppi numerosi e spazio riservato ai giochi e ai bisogni dei nostri amici a quattrozampe con guinzaglio chilometrico teso tipo trappola dei vietcong. Ogni giorno qualcuno mi suona il clacson perché un ciclista a Torino non ha il diritto di andare sulla carreggiata nemmeno tenendo strettamente la destra. Ogni settimana mediamente rischio di finire all’ospedale per varie cause, la principale è l’apertura incauta delle portiere. Tralascio il resto delle prevaricazioni che subisco per brevità. È facile capire che per proteggere salute fisica e mentale prenderei volentieri i mezzi pubblici, ma non me li posso permettere. Non tutti sono ciclisti eco-chic. Alcuni sono solo diversamente ricchi.
@Ale: mi confermi purtroppo che alcuni ciclisti, in un modo o nell’altro, ritengono di dover essere sempre giustificati nei loro comportamenti (dalla passione ecologica in primis). Sono superiori a tutti, anche ai pedoni, pare. Che dirvi: grazie di esistere….
Per tua info: vado e sono sempre andato in bicicletta, per diletto e per necessità, ma questo nel rispetto delle regole (e dei semafori) e senza fanatismi e arroganza.
@ouebgi a me sembri appartenere a quella cerchia di pseudo politicamente corretti che dicono che una categoria è stronza solo per una parte arbitrariamente ampia e che loro guarda un po’ sono nella piccola parte buona ottenendo il duplice effetto di apparire civili e moderati. Peccato però che il giochino non ti riesca bene perché fai generalizzazioni da episodi particolari e spari luoghi comuni che francamente sono ridicoli per non parlare del fatto che hai letto in quel che ho scritto una conferma che proprio non c’è. Grazie di esistere pure tu.
quando si dice coerenza
http://www.macchianera.net/2012/01/30/radici/comment-page-1/#comment-129462