Salviamo il mondo dai ciclisti

Oggi, dalle parti di via Ravizza a Milano:
Sono fermo allo stop, sto per ripartire quando un ciclista con le mani in tasca mi sorpassa sulla destra e mi si piazza all’improvviso davanti.
Inchiodo a un micron di millimetro dalla sua ruota posteriore e suono il clacson. Lui appoggia le mani sul manubrio, si alza sui pedali e si allontana un po’. Quando si sente a distanza di sicurezza si gira, si guarda la mano e mentre scopre con stupore di avere il pollice opponibile, decide di alzare il dito più centrale che trova.
Come un qualsiasi maschio idiota (o alfa che dir si voglia) lo rincorro, lo raggiungo e insulto lui e le sette generazioni che lo hanno preceduto.
Lui dice: “La prossima volta metti la freccia se devi girare
Io: “Ma io dovevo andare dritto, coglione. E se mi devi insultare, ti fermi e mi insulti
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso, perché la situazione è andata un po’ oltre (solo verbalmente), e dopo aver fatto scenate del genere e aver forse spaventato uno, che rimane comunque un coglione, mi sento un po’ un idiota.
Quello che vorrei che capisse è che se lo avessi tamponato, si sarebbe fatto male lui, non io.
Puoi fare il ciclista duro e puro quanto vuoi, ma un paraurti o un parafango è comunque più duro di te.

Ieri, dalle parti di piazzale Istria:
Una signora esce da un bar. In quel momento sfreccia una ciclista che la travolge.
La signora si rialza fortunatamente senza evidenti danni. La ciclista si ferma e si incazza: “Guardi dove va.
Interveniamo in due facendole notare che non può andare sul marciapiede.
Lei dice un po’ scocciata che va sul marciapede perché in strada è pericoloso.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso con lei per averla insultata unitamente ai suoi antenati. Capita davvero di rado che io faccia una scenata simile.

Qualche giorno fa, circonvallazione esterna:
Nella corsia preferenziale un tizio che va in bici supera un autobus fermo. In quel momento, sulle strisce pedonali passa un gruppo di persone. L’idiota riesce a frenare quando è ormai sul piede di un ragazzo.
Scende l’autista dell’autobus, paonazzo e con le vene del collo gonfie, urlando che non ne può più dei ciclisti e lo informa in maniera un po’ colorita che in bicicletta non si può andare sulla preferenziale.
Il ciclista si incazza e sostiene di poter andare dove gli pare. Quando il gruppo di pedoni lo accerchia si calma.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso per le espressioni che ho usato. Ogni tanto mi capita di fare queste scenate, ma non mi piace.

Qualche giorno fa, via Pacini:
Un tizio in bicicletta si piazza al centro della via procedendo a dir poco lentamente.
Non ha le mani sul manubrio perché sta leggendo un libro.
Giuro, ho anche i testimoni: stava leggendo un libro in bicicletta.
Si forma una fila, qualcuno suona. Dopo un bel po’ si ferma, si gira e dice a chi ha suonato che la strada è anche sua.
Se mai dovesse leggere queste righe, mi scuso per essere arrivato a tanto così dallo sputo. Ultimamente mi capita spesso di fare queste scenate, ma davvero poi mi sento in colpa.

Tutti i giorni, circonvallazione esterna:
Non esagero: sono mesi che non vedo un ciclista rispettare i semafori.
La cosa che mi lascia allibito è che si incazzano se qualche impertinenente dall’altra parte osa passare col verde.
In questo periodo a Milano, il più grande pericolo per i ciclisti è il comportamento dei ciclisti.

E’ inutile girarci intorno: ciclisti, io non vi sopporto più.

Non sopporto quella rimbambita che vedo ogni tanto e che possiede orgogliosamente una bicicletta targata “No Oil”.
Immagino che il riscaldamento della casa della rimbambita e dei suoi simili targati “No Oil” funzioni a energia cinetica.
Immagino anche che la rimbambita vada in vacanza solo in posti raggiungibili a pedali, perché un aereo inquina come 500 macchine non catalizzate.
Mi scoccia davvero scrivere queste cose, perché mi sento un Belpietro qualunque.
Però il dato di fatto è che da quando è in vigore l’Area C a Milano, l’inquinamento è salito e neanche di poco.
Per carità, mi sta bene l’Area C, ma vorrei anche che ci fossero controlli nelle case di quelli che vanno in giro con la targa “No Oil” e poi vivono a 27 gradi.
Già che ci siamo controlliamole tutte le caldaie, non solo quella della rimbambita.

Non sopporto quello che viene intervistato durante una domenica a piedi e afferma giocondo che finalmente la città è a misura d’uomo.
Ma perché, da sabato sera a domenica mattina siamo diventati la Val d’Aosta?
Se per città a misura d’uomo intendi che tutti i santi giorni della tua vita vuoi passeggiare in mezzo alla strada e respirare a pieni polmoni l’odore dell’erba primaverile, forse hai scelto il posto sbagliato in cui vivere.
Nessuna metropoli al mondo è così. Roncobilaccio è così.

L’altro giorno il comune di Milano ha diffuso un libretto con un decalogo per i ciclisti.
Una manciata di pagine piene di frasi intollerabili e oltraggiose tipo: ciclista, mi raccomando, non passare col rosso e stai attento perché in strada sei quello meno protetto.
Non andava bene perché prima bisognava fare un libretto per gli automobilisti.
Ok, facciamolo anche per gli automobilisti, per i motociclisti e per i piccioni. Ma come cacchio fai a fare una campagna chiedendo di rispettare il codice della strada quando tu sei quello che lo rispetta meno di tutti?

Mi sono fatto un’idea sui ciclisti integralisti: non credo si tratti di combattere l’inquinamento o il traffico, ma di senso di appartenenza.
Come quelli che guidano una Harley-Davidson (mezzo ben più nobile) o un’Alfa Romeo d’epoca, quelli che si ritrovano in curva allo stadio o i fan di Gigi D’Alessio.
Però il fatto di sentirsi orgogliosi di dove si appoggia il culo mi si è sempre sembrato una stronzata.
Fatelo pure – ci mancherebbe – ma non sfilacciate le palle al resto dei mammiferi.
Io ho una sedia bellissima, ma non ne vado particolarmente fiero e non faccio campagne contro i divani. Né tanto meno scrivo “No Sofà” sullo schienale.

Non voglio davvero fare una campagna contro i ciclisti. Vorrei farne una contro quelli che usano la strada da imbecilli, ma purtroppo ultimamente le cose coincidono spesso.
Cari ciclisti, immagino si sia capito che non mi piacete e adesso sospetto di non piacervi neanche io, ma credo di poter trovare dei punti di incontro.
Ad esempio sono per il ritiro temporaneo della patente e dell’auto per chi si ferma in doppia fila e per il ritiro definitivo per i recidivi.
Sono per le punizioni corporali per chi passa col rosso.
Sono per l’umiliazione pubblica di chi non ripetta i limiti.
Sono per vietare il possesso di qualsiasi apparecchio elettronico, elettrico o a gas a chi viene beccato a usare il cellulare in macchina o in bici.

P.S.: giusto per non equivocare. Questo post non è in alcun modo contro la campagna #salvaiciclisti. Io sono per salvare i ciclisti, i pedoni, i motociclisti, gli automobilisti e anche gli acari. Gli interisti e i toscani no, quelli no.

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50 Comments

  1. Sono un ciclista duro e puro, odio gli automobilisti ma… cavoli, condivido al mille per mille queste considerazioni, sopratutto “il piu grande pericolo per i ciclisti è il comportamento degli altri ciclisti”…

    Ps: ce le ho proprio tutte, sono pure toscano…

  2. Hai ragione su tutto meno che sull’Harley Davidson mezzo ben più nobile.
    Mi sto dotando di una carabina a pallini per sparare a quello stronzo che alle due di notte passa sempre sotto casa mia.
    Fanculo lui, l’Harley e la marmitta.

  3. Ciao Gianmarco, ho una bici NO OIL, sono interista, passo col rosso, eccetera. Liberi di avercela con me che sono antipatico, ma prima di scrivere questo genere di post secondo me bisogna informarsi e farlo con i numeri. I numeri dicono che per le strade italiane è in corso una strage di ciclisti e di pedoni, che i ciclisti sono la categoria che rischia di più. E, bada bene, non sono quelli come me che di solito finiscono sotto le macchine, sono tutti gli altri. Gli ultimi 4 assassinati sulle strade di Milano (4 in 4 mesi, a proposito di numeri) non erano ciclisti antagonisti di Critical Mass, erano: un bambino di 12 anni, un giornalista che andava al lavoro bello tranquillo rispettando tutte le regole, un vigile e un pensionato colpevole solo di aver incrociato un TIR che non avrebbe potuto comunque vederlo perché sprovvisto di sensori.

    Quindi tutto bene, tutto divertente, facciamo una battaglia per educare quelli come me, io mi metto in prima fila ai banchi per diventare una personcina per bene, però PRIMA usate la vostra intelligenza e le vostre parole per fermare la strage.

    Perché si può anche scrivere in fondo al post che non si è contro la campagna #salvaiciclisti, ma se prima non si dice che la strage va fermata, allora si rema precisamente contro la campagna.

    Te lo ribadisco: non sono gli stronzi come me che finiscono sotto le macchine, sono quelli buoni.

  4. La prossima volta raccontaci un po’ di aneddoti sugli automobilisti e vedrai che non ti basta un libro mammamiachenoia questi tuoi appunti..!!

  5. L’altra sera Daria Bignardi ti ha definito il più importante blogger italiano. Questo post non ti rende giustizia. Ovviamente mi sto chiedendo una cosa: da quanti anni è che non sali su una bici?

  6. Ciao Marco,
    è proprio questo il punto. Non ha senso dire: “Ciao, io vado in bici e passo col rosso. Mi aiuti a fermare la strage di ciclisti?”

  7. Condivido pienamente che il commento di dino… se facessimo un post sugli automobilisti, non basterebbe un blog intero…
    In ogni caso, mio caro macchia nera, non pensi che una delle soluzioni al problema sia un educazione migliore al “ciclomondo”?
    Certo ne farebbe parte un istruzione per i ciclisti, ma sicuramente anche molti più spazi dedicati, piste ciclabili, un insegnamento del rispetto di chi è più piccolo in mezzo alla strada e sicuramente un illustrazione di tutti i vantaggi di una città che si muove in gran parte su due ruote.

    Magari leggi qualche articolo, pezzo o libro qual si voglia, sulle citta del nord europa e della loro cultura ciclistica per documentarti prima di scrivere di un problema che è generato proprio dalla mancanza di questa cultura (in tutte le sue sfaccettature) e quindi dall’assenza di strutture adeguate!

  8. Ciao Gianmarco, prima di tutto io non sono ipocrita e non dico bugie: non mi presento come un santo per chiedere simpatie personali. Mi presento come uno che commette decine di infrazioni al codice della strada, esattamente come tutti o quasi tutti quelli che sulla strada ci stanno.

    Tuttavia, le mie infrazioni non fanno male a nessuno e a parte citare qualche episodio di colore faresti bene a procurarti dati e statistiche dalle quali risulti quanti danni fanno i ciclisti ai pedoni, poi ne riparliamo. Non perdere tempo: ciclisti e pedoni sono le vittime delle automobili. Questo è l’unico dato di realtà. Quindi prima di educare i ciclisti bisogna educare gli automobilisti, perché – te lo ribadisco – è in corso una strage.

    Ma al di là delle cose personali, hai letto il testo della campagna? Sei d’accordo? La sostieni?

  9. B., non son io il più importante blogger italiano. È quello del post più in basso.
    Io sono il più importante fratello del più importante blogger italiano.

  10. Ciao Marco,
    io invece mi ritrovo perfettamente d’accordo con Marco, e per i seguenti motivi: da ciclista, sono stato sbalzato in mezzo alla strada da un altro ciclista che non rispettava lo stop, e mi è piombato addosso come un missile. Ho battuto la spalla, con lussazione, e un’auto mi ha quasi schiacciato la testa con la sua ruota (ha frenato appena appena in tempo); da automobilista, un ciclista mi ha tagliato la strada mentre ero dentro a una rotatoria e l’ho colpito causandogli due fratture, in seguito a quell’episodio ho avuto beghe con l’assicurazione e sono finito in causa col ciclista, durata un’infinità perché il ciclista era convinto che in quanto tale aveva diritto a entrare in rotatoria senza controllare chi già circolava dentro, causa che alla fine ho vinto ma che mi ha fatto perdere un sacco di tempo e soldi.

    In entrambi i casi, il dolo stava dalla parte del ciclista coglione, e nel primo caso il ciclista coglione ha fatto quasi ammazzare un ciclista rispettoso delle regole (me). Quindi, se tu sei un ciclista coglione, non ergerti a difesa di quelli come me.

  11. Boh, magari sbaglio io, ma continuo a non capire perché non cominciamo a rispettare il codice della strada prima di chiedere agli altri di farlo.
    Non puoi non rispettare una legge perché tanto, secondo te, “non fai male a nessuno”.
    Secondo me non bisogna educare prima gli automobilisti, bisogna educare chiunque usi la strada.
    Io sono anche d’accordo col testo della campagna, ma sono convinto che non serva a nulla se tu ed io non la smettiamo di passare col rosso.

  12. Tranquillo Luca non mi ergo a difesa di nessuno. Massimo rispetto per le persone perfette come te. Mi limito a guardare i numeri (e non gli episodi) e a chiederti che colpe avevano Giacomo o Pierluigi ed è per loro che quelli come te e come Gianmarco dovrebbero stare dalla parte della campagna.

    Anzi, tu che sei così perfetto avrai sicuramente già aderito, immagino.

  13. Lizy, stavo rispondendo a B.
    Comunque quando lo vedo glielo chiedo e poi, se vuoi, gli dico di chiamarti.

  14. Gianmarco, facciamo così: prendi la bici e vieni a fare un giro per Milano con me, così ti faccio vedere sul campo di che cosa parliamo.

  15. Secondo me dimostra che c’è un sacco di gente incivile in giro e e anche lei è uno di questi.
    Non vedo la notizia…
    p.s. la campagna si chiama #salvaiciclisti (almeno questo…)

  16. voglio solo scrivere una cosa, la rimbambita che ha la targhetta no oil, potrà avere ancora la caldaia a gasolio a casa (magari non dipende da lei ,ci hai pensato ) ma la sua scelta quotidiana di usare una bicicletta risparmia all’ambiente tanta bella merda.
    un rimbambito che fa 150 km a settimana in città in bicicletta (vogliamo calcolare il c02 risparmiato con questa media ? ) e ha la targhetta no oil sullo zaino.
    per il resto ti hanno già risposto, esistono i ciclisti teste di cazzo ma non potrai mai convincermi che numericamente e proporzionalmente questi superino la massa di automobilisti arroganti, incuranti di pedoni e ciclisti.

  17. Marco, il tuo sarcasmo si sente lontano un milione di chilometri. Non mi pare di aver detto in nessuna parola che sono “perfetto”, solo che rispetto le regole. E che, come mi pare banale logica di coerenza, a chiedere il rispetto delle regole deve essere chi le rispetta a sua volta, non chi le infrange.

    Non sono i numeri né le statistiche che fanno l’ipocrisia: l’ipocrisia è quando un ciclista chiede agli automobilisti di rispettare le regole ma pretende di aver ragione lui quando non le rispetta.
    ” le mie infrazioni non fanno male a nessuno” è una frase ipocrita: le tue infrazioni, quando te la cavi e non fai male a nessuno, spingono altri ciclisti a imitarti e a commettere infrazioni, finché qualcuno si fa davvero male. Così come è ipocrita l’automobilista che non si ferma allo stop ma pretende che il ciclista lo faccia.

    Per la cronaca, sì io ho aderito alla campagna. Tu, se lo hai fatto, sei un ipocrita.

  18. Quelli che sono in grado di rispettare le regole del Cds nelle condizioni attuali secondo me sono perfetti, lo dico senza alcun sarcasmo.

    Io peraltro non mi permetto di definire coglione o ipocrita una persona da mezza conversazione nei commenti di un blog, ma ognuno ha il suo stile: l’importante è che tu abbia aderito alla campagna, il resto non mi interessa. +bici+baci

  19. Sarebbe un dibattito più costruttivo se smettessimo di citare esempi da una parte e dall’altra, che tanto ci sono comunque e iniziassimo a pensare a perché succedono queste cose e come si possono risolvere.
    Io dico solo che non vi è una situazione pronta ad accogliere i ciclisti in città; e lo dico sia relativamente alla mancanza di informazione dei ciclisti, sia relativamente alla sproporzione degli spazi dedicati ad automobilisti e ciclisti. Non ultimo all’educazione al rispetto di entrambi.

    Non difendiamo le categorie a spada tratta e basta, ma non si può negare che i pedoni e i ciclisti morti e feriti a causa degli automobilisti sicuramente sono in maggior numero per una mancanza di razionalizzazione degli spazi.
    Certo TUTTI inizino a rispettare le regole!

    ps: Gianmarco sei sarcastico?

  20. Noto che “però i ciclisti sono comunque i più vulnerabili per strada” suona stranamente come “è un bambino: non posso farci niente se piange/ fa casino”.

    A solleticare il mio nonsense civico, però, è in particolare il paradosso che vado brevemente a sintetizzare: chi promuove battaglie che definisce di civiltà e che ritiene essere buona/sana/santa/comunque difendibile, poi a qualunque critica/osservazione/ sospetto limite delle sue rivendicazioni risponde “però c’è chi è peggio di me” (tipo gli automobilisti).

    Non è un argomento molto convincente, secondo me.

  21. Marco, prima mi alleno un po’, che adesso come adesso non arrivo al primo semaforo.
    zeo: non mai detto che i ciclisti idioti siano più degli automobilisti arroganti.
    Semplicemente qui si sta parlando di ciclisti.

  22. “non vi è una situazione pronta ad accogliere i ciclisti in città” ecco, scusami, ma è precisamente questo il punto: col cavolo che io devo essere accolto, la città è anche mia, la strada è anche mia, e se non è “accogliente” non è vero che dipende da come sono fatte le città, dipende da come guida chi sta in macchina, punto > ma io mi chiedo, voi andate mai in bicicletta? a parte magari attraversare un pezzo del centro per andare al cinema, usate la bicicletta come mezzo di trasporto a Milano, per tutta Milano, tutti i giorni?

  23. Ma perché cacchio dovrebbe dipendere solo da chi va in macchina e non anche dai ciclisti?
    Per il fatto che ci sono più vittime tra i ciclisti?
    Allora facciamo che da oggi in poi se uno fa parte di una minoranza o è più debole può fare quel cacchio che gli pare? Mi va anche bene, basta saperlo.

  24. io non sono un ciclista, sono una persona che usa la bici tutti i giorni per muoversi, all’inizio per caso poi come scelta consapevole. questo post mi ricorda tanto quei giornalisti alla belpietro (l’hai detto tu) che parlando di una manifestazione glissano sui motivi e si concentrano su quelli che con lo spray imbrattano i muri, consapevoli che questi sono una minoranza di coloro che protestano. io vado sui marciapiedi e in contromano in alcuni punti e lo faccio perché alle volte quasi non hai scelta, dato che magari facendo il percorso “da codice” ti esponi a dei rischi ben maggiori. mi capita di passare con il rosso anche e sai perché?perché a differenza di un’auto posso arrivare più vicino alla soglia della strada ed avere una visuale totale (cosa che in auto non hai). infatti è una cosa che fanno molti pedoni, che non vengono quasi mai investiti mentre attraversano con il rosso, ma piuttosto mentre lo fanno sulle strisce pedonali, forse perché pensano che qualcuno dovrebbe arrivare ad un incrocio non a 80km/h. chiudo dicendo che i morti causati da bici sono pari a 0, non mi pare si possa dire la stessa cosa dei veicoli a motore.
    Ps: molto triste anche la cosa del no oil

  25. Ciao,
    Ti scrive una di quelle che
    va in giro con la targa No Oil,
    che è fiera di non inquinare ulteriormente con i miei spostamenti giornalieri l’aria che tutti respirano,
    che più di una volta è caduta per colpa delle rotaie e del pavè dissestato,
    che la mattina quando supero le auto in colonna ha il sorriso stampato in faccia.

    Sono la stessa che
    è stata investita a piedi mentre attraversavo sulle strisce pedonali per colpa di un automobilista distratto che parlava al cellulare.
    Non difendo tutti i ciclisti ma ti invito adesso che hai espresso la tua esperienza di automobilista, di passare una giornata in bicicletta con me per le vie di Milano.
    Ti accorgeresti di tante cose e credo che oltre a farti riflettere potrebbe darti occasione di scrivere un bel articolo.
    Il mio obiettivo è quello di aiutarti ad analizzare la questione da un altro punto di vista: quello dei ciclisti urbani.

    Aspetto una tua mail così possiamo incontrarci.

    Alberica

  26. Io odio gli arabi perché si fanno sempre esplodere e i ristoranti cinesi perché ti friggono anche il giubbotto, mi stanno sulle scatole quelli col SUV perché non serve a niente e picchierei quelli con il Ferrari perché io non me la posso permettere.
    Mi sto sul cazzo perché vado in bici e mi hanno stirato solo una volta, perché vado a piedi e sono ancora vivo e soprattutto perché sono motociclista e non sono ancora stato decapitato da un guard rail. Per ora.
    Non amo particolarmente andare in bici su strada nella mia città, mi basterebbero le piste ciclabili e trovo insopportabili gli integralisti a pedali che invece le criticano. Le auto viaggiano in strada e le bici sulle piste, basta averle, poche storie.
    E vedrai che una volta ottenute queste piccole cose continueremo a starci sul cazzo a vicenda ma ognuno per la sua strada.

  27. @Gianmarco
    Sono un ciclista, uso la bici in tutti gli spostamenti urbani e non sempre rispetto il codice della strada.
    Varie volte sono passato con il rosso, per riuscire a vedere le auto provenienti dalle altre strade. Vado a volte sui marciapiedi, perchè in certe vie di Milano, tra le lastre di pavè sollevate e inclinate di 40° e le rotaie del tram, non mi sento sicuro. Ho avuto vari incidenti con la bicicletta, due volte mi hanno aperto di colpo una portiera davanti (una volta era un ducato che ha una portiera 126×176), una volta un automobilista non ha rispettato un semaforo e mi ha distrutto completamente la ruota anteriore e la forcella. Mi ritengo una persona responsabile e ho attivato una polizza RC per tutelarmi in caso di incidenti. Essere ciclisti a Milano significa dover temere ogni momento per la propria vita, tra automobilisti che sorpassano a velocità sconsiderate in strade strette e auto in doppia fila.
    #salvaiciclisti è una campagna nata non per vietare le automobili ma per salvare delle vite.

  28. Gabov: Ok, quindi tu passi col rosso perché ritieni che sia più sicuro.
    Pensa che sono così ingenuo che non avevo mai capito di poter decidere a mia discrezione se rispettare una legge o no.
    Se vai per strada in qualsiasi modo accetti di dover rispettare il codice, sennò non ci vai.
    Ribadisco: piantatela di passare col rosso e poi qualsiasi campagna facciate avrà un senso. Così non ha neanche uno straccio di credibilità e autorevolezza.

    Alberica: la mia non è un’esperienza di un automobilista. Parlo da utente della strada che per lo più va in moto, qualche volta in macchina e ogni tanto a piedi. Come tu non difendi tutti i ciclisti io non mi sogno neanche lontanamente di difendere tutti gli automobilisti. Essere fieri di passare col rosso (qualsiasi mezzo tu stia utilizzando) e poi chiedere di fermare la strage di ciclisti, mi sembra davvero un atteggiamento ridicolo. Su tutto il resto sono disposto a ragionare. Su questo no.

  29. Il fatto è che Milano non è una città da girare in auto. Non più!
    E’ abbastanza piccola e comoda per essere percorsa in lungo e in largo con biciclette e mezzi pubblici.
    Per chi ci lavora, con l’auto, è un’altra storia. Ovvio.
    Ma non è tollerabile vedere che c’è gente -ancora- che va in centro a fare shopping con il SUV. E spesso lo molla in seconda fila.
    Vogliamo + bici, + piste ciclabili, + mezzi pubblici, ma soprattutto MENO auto!!
    Grazie.
    #salvaiciclisti

  30. Gianmarco :
    io non ho detto che 1) passo colo rosso 2) che sono fiera di passare col rosso.
    Io NON passo col rosso…

    Hai provato la macchina, la moto, andare a piedi esistono anche altri utenti della strada: i Ciclisti urbani. Rischiamo la vita ogni giorno per troppe stupide cose.
    Concorderai con me che i ciclisti urbani non sono altro che le fidanzate, i mariti, i genitori, i figli di automobilisti che un giorno potrebbero non vederli rientrare per colpa di altri automobilisti che non hanno prestato attenzione.

    Vieni in bici con me e capirai cosa accade sulle strade, quale modo migliore per capire il mio punto di vista , se non viverlo in prima persona?

  31. Scusa Macchianera e Neri… posso riapprofittare dello spazio? Vorrei segnalarvi LynchThree, il documentario sull’opera di David Lynch. I ragazzi sono ancora in fase di realizzazione, e se potete date una mano contribuendo economicamente alla fase di produzione, acquistando alcuni poster, magliette o borse che riproducono un autoritratto che lo stesso Lynch ha disegnato e donato al regista. I donatori verrano citati nei crediti finali del film, oppure è una truffa fate voi.

    http://lynchthree.com/

  32. @Gianmarco, grazie mille, ma davvero non ho bisogno delle tue lezioni. in alcuni casi non rispetto le regole anche per un discorso, mio personale, di disubbidienza civile. mi faccio 20m in contromano o sul marciapiede ? sì. perché magari in quella via ci sono macchine parcheggiate su entrambi i lati, magari alcune anche sul marciapiede o in divieto di sosta (regole ?) e il marciapiedi è anche vuoto o poco frequentato, non ci sfreccio mai e non metto mai fretta a chi incontro. ma certe regole, non le accetto e le metto in discussione. in america negli anni 50 i neri, allora li chiamavano negri, per regola non si potevano sedere sugli autobus, ma un giorno una donna di colore, tale Rosa Parks, decise di sedersi semplicemente perché era stanca.
    Non ho deciso io il far west che c’è là fuori, le regole non sono rispettate in primis dai più forti, le auto, che viaggiano veloci in strade affollate e strette, non rispettano la distanza di sicurezza con le bici, che non è solo quella posteriore ma anche laterale. l’ultimo episodio questa mattina, quando un furgone in una via stretta, stretta proprio perché ci sono le auto parcheggiate sui due lati e anche sul marciapiedi, mi stava attaccato dietro, dato che non poteva superarmi e mentre io gli facevo il segnale di starmi più staccato lui si faceva più pericolosamente vicino. e gli facevo segnale di starmi lontano perché se qualcuno mi apre una portiera oppure c’è una buca per terra oppure qualcuno a piedi mi sbuca dalle auto io mi devo spostare all’improvviso. e soprattutto con la portiera rischio di cadere e se mi stai troppo vicino o mi sorpassi finisco sotto la macchina. alla fine, dato che probabilmente non ci stavo proprio a starmi dietro, ha fatto un’assurda manovra azzardata per superarmi ad un incrocio, senza preoccuparsi che potesse esserci qualcuno.
    grazie, ma della tua morale non me ne faccio nulla.

  33. @marco: io sono una persona che usa la bici quotidianamente, quindi per favore non appelliamoci al lessico se vogliamo parlare.
    E’ chiaro, credo, quello che intendo con “la città non è pronta ad accogliere i ciclisti”, voglio dire che la città non è a misura di ciclisti. voglio dire che non ci sono investimenti. voglio dire che come qualcun’altro accennava le macchine sono parcheggiate ovunque e per noi diventa pericoloso.

    che la città sia anche mia come ciclista è un fatto. che la città (e i cittadini) non sia adeguata a me come ciclista anche.

  34. @Gabov: continui a rispondere la stessa cosa.
    primo: non ti ho mica chiesto io di rispondere.
    secondo: tu sei come Rosa Parks che decide giustamente di avere tutto il diritto di sedersi sull’autobus. E così come lei tutti i neri. Solo che tu sei anche quello che non fa sedere i cinesi.

    @Alberica: non ho detto che tu passi col rosso e difatti il tuo punto di vista è assolutamente rispettabile. Solo che come vedi dai commenti dei tuoi colleghi ciclomuniti, ce ne sono troppi che sono convinti di poter fare quello che gli pare in strada perché il resto del mondo è stronzo.
    Se tu convieni che chi non rispetta il codice della strada sbaglia (a prescindere dal comportamento degli altri) e che non abbia i requisiti di buon senso per proporre una campagna per la sicurezza stradale, allora siamo dalla stessa parte.

    Davvero pensate che ci sia qualcuno che non voglia più sicurezza o che sia contento se investono un ciclista? Non puoi chiedere sicurezza se sei il primo a non rispettare chi condivide la strada con te.

  35. @Gianmarco: Secondo me la critica nasce dal fatto che hai fatto un attacco a una categoria di per sé debole in una città.
    Questo non toglie gli sbagli a chi li fa.
    Ma sono anni che si parla di mancanza di sicurezza dei ciclisti perché le amministrazioni non danno peso a questa risorsa, che per altro renderebbe la città molto più vivibile se utilizzata di più, e tu fai un bel post incolpando un intera categoria a cui già nessuno da retta.
    Si lo sbaglio di alcune persone è reale.
    Ma forse sarebbe stato più giusto scrivere di questi sbagli, dirigento il messaggio al comune con la richiesta di investire di più sull’istruzione e la sicurezza dei ciclisti.
    Per ogni sbaglio del ciclista ce ne sono 100 degli automobilisti, quindi è chiaro che attaccare chi non viene mai preso in considerazione “dal sedile della tua auto” non è corretto, o almeno potevi farne un post dove descrivere il caos cittadino di tutte le categorie.
    Stiamo mischiando critiche a singoli eventi a una situazione palesemente ingiusta e colma di indifferenza verso i ciclisti.

  36. Nella mia personale casistica il ciclista è quel soggetto che rivendica il diritto di stirare il pedone sulle strisce o di mandarlo affanculo sul marciapiedi nell’ambito di una personale e santa rivalsa contro Berlusconi.

  37. @gianmarco, se mi citi in un tuo commento, mi sembra naturale risponderti. e ti rispondo anche al tuo punto sui cinesi: sai cosa ho imparato molto andando in bici? che questa città non ha rispetto per i deboli: sia da parte dei singoli che da quella della amministrazione. per esempio: fregarsene del fatto che lasci una macchina sul marciapiede impedisce ad una persona con la carrozzella di potersi muovere (anche un genitore col passeggino ha una certa difficoltà o un anziano col trolley della spesa). così come la mancanza di scivoli di collegamento tra alcuni marciapiedi lo impedisce, che guarda caso però non mancano mai davanti ad un portone dato che un auto deve uscire. tutto è in funzione dell’auto, se sei disabile non ti puoi muovere da solo, però hai il tuo bel parcheggio garantito.
    non chiedo una città a misura di bici, la chiedo a misura d’uomo, consapevole del fatto che questo porta ad una vita migliore anche per chi va in bici. finché non è così faccio del mio meglio per rimanere in vita e tutto d’un pezzo.

  38. Non mi sembra di aver letto una sola riga in cui qualcuno si erge a paladino degli automobilisti che parcheggiano sui marciapiedi.
    Qui si sta parlando dei ciclisti e del fatto che vi comportate esattamente come gli automobilisti.
    Continuare così con te che rispondi che solo gli automobilisti sono brutti e cattivi e che grazie a Dio ci sei tu che ti metti la tutina da supereroe per salvare il mondo e i deboli passando col rosso, non ha molto senso, no?

  39. Piccolo test di onestà intellettuale per Gianmarco:

    Leggo che sei motociclista. A che velocità vai con la tua moto nelle vie cittadine? Per esempio di notte, sulla circonvalla deserta?

  40. no, in effetti credo che non abbia senso continuare. dato che non mi sono messo nessuna tutina da supereroe o altro, ma ho solo spiegato alcune delle ragioni che stanno dietro a certe azioni. del resto da chi pontifica sul no oil in quel modo, la cosa non mi sorprende.

  41. Non ci crederai Phil, ma vado piano perché a ogni incrocio della preferenziale trovi un mazzo di fiori che nella maggior parte dei casi corrisponde a un ex motociclista.

  42. mi dispiace deluderti anche su questo, ma non basta neanche quello dato che me ne hanno rubate tre l’anno scorso e insisto… :)
    ora scappo a salvare il mondo, ciao!

  43. Gianmarco, “piano” non mi risulta che sia un concetto previsto dal quel codice della strada il cui rispetto hai posto come conditio sine qua non per poterti replicare.

    Ti pongo la domanda in maniera più precisa: quando giri in moto per le vie cittadine, superi mai il limite di 50km/h previsto dal codice della strada?

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