
Un click etc.
Non credo nella violenza. Ma non la nego, negare la violenza tout court è da ingenui. Non credo nella vendetta. Nemmeno credo nella politica che mischia il sacro al profano: cioè la ragione all’ammiccamento popolare. Oggi si chiama “populismo” ma è un’invenzione come “esondare”, “papello”, “senza se e senza ma”, “stigmatizzare”. Sono parole, frasi scritte, che attecchiscono su chi non sa elaborare concetti e quindi abbisogna di dizionari del momento. Due giorni e tutto passa. Questa cosa che scrivo mi costerà (almeno) lo scuotimento di testa di un amico che mi considererà troppo lieve alla vita: io ho dei “ma” e dei “però” che sono grandi così. E no, non mi tiro indietro, non me ne sto a pensare in silenzio a quel che sta accadendo, non rivoglio indietro il mio Paese, perché è sempre stato questo il mio Paese: sono io che vorrei riuscire ad abbandonarlo. È chiaro che se non l’ho ancora fatto qualche problema lungo il percorso devo averlo trovato. Continua a leggere »
Il segreto è cambiare l’angolazione dalla quale si osserva il mondo: sfregiata una copia del Duomo, colpita dal lancio di un Berlusconi.
“Sono miracolato, un centimetro più su e avrei perso l’occhio”. Certo: un millimetro più giù e lo gambizzavano.

Berlusconi sfregiato da un disturbato mentale. Di Pietro, venerdì, l’aveva previsto.
Conosce bene i suoi elettori. Continua a leggere »
1 - Colpevolisti o innocentisti, questa settimana vi abbiamo consigliato bar e ristoranti di Perugia, che non è solo la città di Amanda. Ma Porta a Porta ci ha rovinato la piazza.
2 - A proposito di città, anche Venezia vieta nuovi Kebab accodandosi alla fatwa contro i cuochi Saraceni. Sbalorditi ci siamo chiesti cosa c’entri la gastroxenofobia con “l’unico intellettuale esistente a sinistra”.
3 - Il panettone al tempo della crisi. Costoso ma artigianale? O conveniente ma industriale? Abbiamo preparato una piccola guida.
4 - Siccome questa settimana ha compiuto 20 anni, vi abbiamo raccontato la vita di Slow Food fino a ora. E per la prima volta in un blog, abbiamo parlato con Carlo Petrini, fondatore, membro costituente del PD, uno dei 50 uomini che può salvare il pianeta (dice il quotidiano britannico Guardian). Ma subito dopo l’abbiamo invitato a risentirci dopo le feste. A Natale aveva consigliato di regalare cesti pieni di verdure.
5 – Gemelli diversi. Al supermercato scegliamo blasonati prodotti di marca che paghiamo x o sfigati marchi privati che paghiamo meno di x. Senza sapere che spesso sono separati alla nascita.
6 - Spot | Allora, fra Nespresso e Lavazza, chi se lo merita il paradiso?
7 - Come cambia il marketing al tempo dei blog? 1) L’assaggio. 2) L’invito.
8 - Scarafaggi, ragni, ma quando esattamente abbiamo deciso che mangiare topi è normale?
9 - Da questa settimana la pizza napoletana è una specie protetta. Alla napoletana, però.
10 - Il mercato del vino contraffatto è vivo e lotta insieme a noi. Vu cumpà Petrus?
Forse vi è sfuggito, forse ne avete sentito parlare di sfuggita. Ma nei giorni scorsi è montata tutta una storia su un migliaio di email trafugate ad alcuni climatologi. E il tono e le parole usate avrebbero dato conferma a chi questa teoria scientifica la oppone.
Una questione che purtroppo non è semplice, anzi è proprio complessa. Fatta di interpretazioni sbagliate e di scorrettezze a go-go.
Se vi va di perdere un quarto d’ora della vostra giornata, leggetevi questo post un po’ lunghetto.
Questa sera, intorno alle 23:15, il vostro sarà in diretta video per un intervento nel corso della WebMaratona Telethon.
Per fare la vostra donazione: www.youtelethon.it.
Se avete un blog, potete aiutare anche in un altro modo.
Numeratori “virali”, partner digitali, aste-online e una grande diretta web (l’11 e 12 dicembre su telethon.it) nel nome della partecipazione e dell’interattività.
Quest’anno Telethon apre a tutti gli utenti della rete la possibilità di essere dei veri e propri web runner, di “correre” tutti insieme la prima maratona digitale della storia.
Non solo facendo una donazione, ma soprattutto promuovendo la causa di Telethon sul proprio sito o social network, attraverso il Widget della donazione virale e i Banner della campagna.
Con l’obiettivo, anche sul web, di far conoscere le malattie genetiche e le storie delle persone che ne sono affette, di raccontare gli importanti successi della ricerca finanziata e, soprattutto, di farsi aiutare da chi sta investendo su internet, sulla sua incredibile forza di fare rete, la sua spontaneità e la sua passione.
Vasco Rossi è come Berlusconi. Ok, questo ve l’aspettavate. Ma d’altronde, distinguereste quale tra i due si è autonominato Komandante e quale Superpresidente Con Le Palle? E quale cita sprezzante Easy Rider: “Parlano tanto di libertà, ma quando vedono un uomo veramente libero hanno paura”. Quello che si lagna per le calunnie su di lui, che si irrita per le malignità sul suo invecchiamento, che avverte che ha le palle, che minaccia che vi darà l’animale, quello i cui fans amano Libero e quello i cui fans amano Liberi Liberi – quello che che vuole vedere come va a finire, andando al massimo senza frenare, vuole vedere se davvero cambiando la Carta si va a finir male? Quello che non ci sta nemmeno più ad ascoltare? Quello che ringhia con quel tale, quel tale, che scrive sul giornale? Quello che chiede “Quanti anni hai, bambina? Quanti me ne dai stasera?” Quello che rassicura la minorenne: “Con le mie mani tra le gambe diventerai più grande, e non ci sarà più Dio…perché ci sono io!” E comunque, ciò che i due numeri uno dovrebbero chiedersi è se non sono imbarazzati, a ritrovarsi a capo di una coalizione che come comprimari vede Laura Pausini (n.2 con un live) e la Gelmini, Andrea Bocelli (n.3) e Gasparri, la rediviva Questo Piccolo Grande Amore di Claudio Baglioni (n.4) e Castelli. E se nella top 10 dominata dal Komandante con una rinunciabilissima insalata di scarti (Tracks 2), alle spalle di Elisa (n.5) c’è un morto, Michael Jackson – beh, anche nella top 10 del Superpresidente c’è una cara salma, quella dell’Umberto (che come il celtico Michael, guadagna bene anche da defunto).
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