Piero Chiambretti
Esitono delle regole del cuore. Sono matematiche come la sfiga: ci azzeccano sempre.
Dai tanto ad una persona? Aspettati di prendere poco.
Comprendi molto? Aspettati di non essere compreso.
Hai portato i suoi pesi? Aspetta che nel momento del bisogno ti vengano buttati in faccia i tuoi.
Hai sopportato capricci e modi di fare alquanto strani? Aspettati che a te non venga perdonato nulla, nemmeno al primo screzio e ammesso che di screzio si tratti.
Ricorda infine che agli stronzi viene concesso tutto. Se tu invece sei buono non te ne verrà passata una, nemmeno piccola. Questo, come vedi, non vale solo per la giustizia italiana: anche per il cuore, appunto.E allora che facciamo?
Te ne accorgi dopo una tempesta. Magari brutta come quella della blogfest, ma non metereologica: della vita.
Molte cose sono portate via, altre crollano, altre sono rotte, altre per fortuna restano in piedi.
E quando la tempesta è passata ti accorgi di quanto l’esistenza è strana.
Ad esempio che a volte sono sopravvissute le cose più impensabili, mentre quelle che credevi indistruttibili sono andate giù come fossero carta. E sei meravigliato di quello.
Ma ti accorgi anche che quello che era veramente solido, sincero, sicuro è rimasto al tuo fianco.
Ti ha dato la mano. Ti ha rimesso il sorriso. Ti ha donato il suo.
L’albero ha perso i suoi fronzoli, ma il tronco è ancora in piedi, fiero.
E ti sembra impossibile che anche tu sei ancora in piedi.
E ti sembra impossibile che ancora non hai capito le regole del gioco del cuore.
Ad esempio che amore non è controllo, ma dono. Che amicizia non è emozione, ma condivisione.
Che chi fa lo stronzo lo fa solo perchè è infelice.
Che chi ti vuole bene non vede l’ora di dimostrartelo. Che sta male se non può farlo o non sa, come te, cosa fare. Ma è lì. E’ sempre stato lì. Con gli occhi gonfi di pianto e il cuore pieno di amore.
E rimani con lei a fianco, con la tua persona speciale a fianco:
E forse ti accorgi che anche nei suoi confronti devi recuperare il tempo passato a catturare le farfalle.
La tempesta non è bella, ma di bello ha che purifica, cancella, pulisce: porta via quello che non aveva senso.
Ora sei con lei al tuo fianco. Lei ti ama: sta tornando il sole, e tutto è bello.
E il resto? Ma vaff…
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Il primo giorno di scuola noto la presenza di A.F. (diciannovenne) seduto in un banco insieme ad un anziano soggetto poi identificato come il nonno paterno affetto da demenza senile. Il ragazzo è sospeso per giorni 3.
— (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)

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