Sono Lexi Amberson

Lexi Amberson e Filippo FacciUn bel gioco dura tanto: l’ultima cosa al mondo che avrei pensato, nel tardo luglio 2004, è che sarebbe durato sino alla fine del 2006.
E’ che dopo un po’ è diventato come una droga. La gente che scriveva; le foto che preferibilmente andava a cliccare; i penosi tentativi di adescamento nella malcelata convinzione che Lexi Amberson fosse un’ordinaria eterosessuale che non aveva ancora fatto l’incontro giusto.
Dio, quanto ci siamo divertiti. Sarebbe bello fare anche qualche nome, ma non sarebbe corretto, come si dice.


Lexi Amberson esiste, beninteso. Come esisto io. Il blog è suo, le foto sono sue (vero motivo di successo del blog, ciò che ha annebbiato la vista e l’intelligenza di tanti circa una serie di incongruenze) e moltissimi post sull’America e sulle scorribande e sulle sue avventure intimiste sono suoi: ma li scrivo io. Da anni.
Li scrivo nella lingua che potrete aver visto, nel linguaggio che è mio e che evito soltanto di rendere eccessivamente riconoscibile. I post politici o di genere italico invece sono tutti miei.

Lei esiste eccome, anche se ha ormai 24 anni e non 19 (nessuno ha notato che ne avrebbe 19 da più di due anni?) come è vero che ha una madre che vive in Italia e un padre nella California del Sud.

Ogni tanto torna. Io l’ho vista due volte in vita mia e ci ho parlato al telefono un 13 milioni di volte.
Lexi fa quella che è orgogliosamente lesbica, e in genere chi è omosessuale si traveste da bisex, mentre lei per sfida fa il contrario: è bisex ma si diverte e a presentarsi come orgogliosamente lesbica. Fa bene. Lo fa per prendere per il culo noi eterosessuali bavosi. Da questo punto di vista riscriverla è un piacere: lo era per forza, visto che il connubio è durato tanto.

Ora però la sta menando da mesi perchè vuol fare un blog su Los Angeles, e me non me ne frega davvero più una cippa: andiamo d’accordo su tante cose, ma il suo amore per gli States non è comunque il mio.

E’ vero che ha otto cavalli?
No, è vero che ogni tanto (ma tanto) va a cavallo: il resto deducetelo dalla radice greca del nome Filippo.

E’ vero che che canta e suona la batteria in un gruppo country?
Semplicemente: no.

E’ vero che adora parlare di culi, cazzi, fighe e pompini? Perdio, sì. Anche troppo. Tante volte le ho detto di moderarsi perchè sennò sembrava troppo fantastica per essere vera.

Per il resto, chessò, io niente sapevo del suo amore per Ashley, di sua nonna Alexandra, della guerra in Svezia tra nazisti e comunisti, dei suoi viaggi dalla California al New Mexico, di un sacco di gruppi musicali di cui mi frega meno di zero, anche perchè anche sulla musica i nostri gusti sono abissalmente o forse solo generazionalmente diversi: ma riscrivevo tutto.

Poi ci stava a pennello che fosse ‘di destra’ in Italia e ‘di sinistra’ negli States, sino a raccontarvi la balla siderale che la compagna del padre l’avesse abbracciata dopo il discorso di Berlusconi al Congresso. Cazzate. Erano tutte cazzate. Il bannerino sull’Occidente. I contras Castro, Guevara e compagnia.

Non è che fosse impossibile capire come stessero realmente le cose, o quantomeno insospettirsi. Sono stati fatti anche degli errori, delle imprudenze. Io del suo blog (dei suoi, dipende) tecnicamente sapevo e so zero, spedivo solo email. Però ogni tanto mi mettevo a commentare a suo nome su qualche blog (Macchianera compreso, of course) e solo successivamente lei mi disse di piantarla perchè in questo modo si rischiava che qualcuno potesse accorgersi che i commenti avrebbero portato a un IP milanese, o come si dice.
Cazzo ne so io.

In particolare Lexi si mise (io mi misi) a commentare sul blog Oce, dove tu guarda, nello stesso periodo commentava e aveva la password di autore anche Filippo Facci. La piantai di colpo, dopo la cazziata di lei, con una scusa qualsiasi. Allo stesso modo rifiutò (rifiutai) di scrivere come autore-autrice su Macchianera, adducendo la credibile ragione che mi fecesse cagare.

Eppure molti indizi li disseminavo apposta ed erano lì, belli provocatori.

Lexi, giornalisticamente parlando, mi avrà elogiato cento volte.
Ma poi: come potete credere seriamente che una mi consideri, come scrisse, “più bello di Brad Pitt? E che lo ripeta in continuazione?

Tra i milioni di commenti le hanno dedicato, infatti, qualche legittimo sospetto non a caso spuntava:

“Speriamo che non si lasci con quello/a che gli scrive i testi”
“Dimenticavo! Forse Facci (il “giovane” giornalista preferito da Marcello Dell’Utri) saprebbe scrivere le stesse cose. Gianluca, già conosci Filippo, lascia perdere almeno Lexi!”
“La ragazza scrive e pensa troppo bene per la sua età; c’è qualcuno dietro. E quel qualcuno è furbo”
Lexi sarà pure diciannovenne (?), ma chi l’ha abituata allo stile argomentativo e all’editing grafico della letteratura scientifica?”
“Peccato che, dopo la sua rimpatriata americana,i suoi rari commenti su blog italiani portassero ad un ip milanese… mah mah!!!”
“Le parti politiche le potrebbe scrivere qualunque trombone, quindi direi che l’interesse sta nelle parti personali. In realtà, a essere sincero, mi pare che l’interesse stia nelle parole “figa”, “ditalino”, “lesbiche”, “scopare”. Cioè, nel 2006 scopriamo che la figa è quello che attira sul web”

Questo mentre io, inteso come Filippo Facci, proseguivo la sublime presa per il culo con un commento che lei giudicò troppo scoperto (s’incazzò in inglese) e che conteneva già tutto. Ma passò impunito:

Lexi è la fidanzata dei miei sogni.?E la fidanzata dei miei sogni dev’essere così: in sostanza non esserci, forse neppure esistere, abitare un’altrove, non sporcare con il sesso il suo rapporto con me, essere lesbica il che va benissimo, essere intelligente il che appaia come una strada per essere più felice e non viceversa. Ama pure i cavalli: e ve lo dice uno il cui nome (Filippo) significa amante dei.? E’ l’unica Facci in gonnella che io abbia, anzi, che io non abbia mai conosciuto”.

E qui c’è una cosa che sinceramente non ho mai capito. Mi ero decisa a capirla una volta per tutte oggi, dico oggi 26 dicembre, ma Neri non risponde al telefono.
Non ho mai capito, cioè, se Neri fosse al corrente di tutto l’arcano. Credo di no, perchè altrimenti nell’arco di due anni e mezzo non avrebbe resistito a farmi capire che sapeva, ma il punto è un altro. La comica è un’altra. Il fatto è che Neri, arguii io, aveva senz’altro un suo qualche rapporto epistolare con Lexi (quella vera) e preservava gelosamente il rapporto così da rendere praticamente impossibile affrontare l’argomento.
Non so neanche se lo ricorda, ma io, un paio di volte a casa sua, quand’ero lì per la radio demente, tentai alquanto vagamente di affrontare l’argomento Lexi, ma lui glissò subito come se volesse preservare un qualche segreto istruttorio.

Sicchè, alla fine, son qui che scrivo e non so neppure se Neri sappia.
Abbastanza demenziale.

Ora: io potrei riempire pagine intere con tutto quello che ho capito in questi due anni e mezzo di falsa-ma-non-troppo identità. Ma non ho voglia. Che devo scrivere, ancora. C’è un blog intero. Ci sono migliaia di pagine, migliaia di commenti.
Il nulla oltre la siepe.

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25 Comments

  1. Dunque, cerchiamo di fare un po’ d’ordine.

    Un bel giorno nel 2004 mi contatta Vlad, pupillo degli autori della Gran Madre di OCE, proponendomi di dare la pwd autorale a tale Lexi Amberson, una che a detta del talent scout in questione ha i numeri per scrivere su oce.

    Io vado a vedere il sito, leggo due cosine, guardo il culo della biondina e do subito l’ok per munirle il sederino di una splendida pwd ociana.

    La diciannovenne, lesbica, americana e neocona, bona, spegiudicata e acuta, è quel che ci vuole per nutrire gli intestini della sciamannata ciurma degli ociani. Così Lexi inizia un intenso cammino di scrittura in Oce, fatto però di post dai quali si intuisce subito che qualcosa non quadra: o qui siamo in presenza di un genio, o i 19 anni dichiarati da chiappe d’oro sono una bufala. Questo non sfugge certo agli acuti ociani, che, più o meno velatamente, iniziano a mettere in dubbio che la gnocca delle foto possa coincidere con l’autore di quei testi.

    A questo punto la “piccolina” (vale a dire chi posta in oce con quella pwd) inizia a mostrare segni di nervosismo: è chiaramente alla ricerca di un pretesto per litigare, dunque subodorato l’inghippo, pur in mancanza di tutti i pezzi del mosaico, prendo e la mando a cacare, con la certezza che l’autore di quei post non è chi dice di essere.

    Faccio due visitine agli ip e verifico che la sedicente Lexi si è sempre collegata ad oce passando per un ISP italiano, dai dintorni di Milano.

    Mi manca dunque di sapere chi diamine sia in realtà ‘sto campione.

    Oggi la confessione di EFFE EFFE parrebbe fornirci i pezzi mancanti, allora vado a dare un’occhiatina agli ip di quel Filippo Facci che ho tra i miei, e che ti scopro? Niente di risolutivo, gli ip di Facci sono sì stranamente simili a quelli della sedicente lexi, ma non proprio coincidenti, l’ISP è lo stesso, ma Facci entra da Milano (MilanoMilano), mentre la Lexi entra sempre dalla periferia.

    Provo a bluffare e spiattello la cosa in OCE, ma Facci non abbocca, o non se ne accorge, e in più Vlad assicura che non è come penso e che Facci non ha l’detta tutta: come al solito, nei misteri italiani, c’è sempre una verità nella verità.

  2. filì, pure le foto del viaggio di natale in new mexico di lexi erano senza neve, cosa strana a dicembre, soprattutto sul sandia peak.
    chi ce le mandò avrebbe almeno dovuto consultare le previsioni del tempo: ci fu la peggior bufera di neve degli ultimi 30anni, quel natale.

  3. Fui io a scrivere quel commento sugli ip milanesi di Lexi che all’epoca commentava il blog di un’amica.
    In quel periodo lei/lui scriveva di essere tornata/o negli USA, ma il commento arrivava dalla zona di Milano.Nessuna inchiesta particolare, solo uno sguardo sui visitatori.

  4. Sinceramente non sò chi sei, nè tantomeno chi sia la tua controparte perciò ti dico solo mettiti un dito nel culo altrimenti qui affondiamo.

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