Anna Kournikova /1
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Facciamogliela vedere noi a tutti i sondaggisti ammmericani. Sotto con le cifre del confronto Bush-Kerry. Pregasi dare la vostra stima in questo ordine: nome vincitore-percentuale del vincitore.
Comincio io, e nello scrivere muovo le mani nei sottofondi: KERRY-51
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![]() Ciao Ragaz, sono Federico Mengoli e sono il Pervasiv Web Data Miner della redazione del portale della Immanet.Ma sono anche un fanatico collezionista di tutta la gadgetteria prodotta negli anni furibondi della New-Economy, quando le dot-com bruciavano capitali per produrre quel materiale promozionale di cui tutti ci riempivamo gli zaini allo Smau (o eventi similari). Ed ecco dunque la mia proposta: tirate fuori dai cassetti i mouse-pad, i cappellini e le t-shirt, gli adesivi, i cd ecc… di quel periodo insensato, in particolare quelli provenienti dalle imprese che non esistono piu’. Fotografateli e mandate le jpg o le gif (non più di 100 k di peso l’una) a questo indirizzo di posta elettronica: socciamengoli@hotmail.com . Le cianfrusaglie più immonde verranno esposte e commentate in una rubrica nuova nuova: 100X100 NEWECONOMY, da me personalmente curata. Un abbraccio fuffarolo – Mengoli. |
Magari stanotte non avete nulla da fare e, per mettervi già con il fuso orario della nottata delle elezioni USA, starete lì a navigare su netgirls.
Se avete un attimo di tempo, godetevi l’incontro della sonda Cassini con Titano. Più di vent’anni fa la NASA si giocò il Voyager 1 per vedere come era fatta l’unica luna del sistema solare con una sua atmosfera.
Magari stanotte, con l’apperecchiatura adeguata della Cassini, si riusciranno a vedere IN DIRETTA i laghi di metano nei quali sguazzano i pesci di metano e ondeggiano le piante di metano.
Sai che puzza.
Sì, va bene, le supplettive e i programmi tv, però me la spiegate una cosa?
Domenica, in prima pagina su Repubblica (ma più in basso del solito), c’è un’inchiesta di Bonini, il cui nocciolo, se ricordo bene, è questo qui: il l’attentato all’ambasciata italiana in Libano, sventato qualche mese fa dai servizi italiani, sarebbe una montatura, e il presunto ‘terrorista affiliato ad Al Qaeda’, Ismail Khatib, non sarebbe morto semplicemente di infarto durante l’interrogatorio, ma sarebbe stato torturato.
Bonini ha parlato con inquirenti libanesi, ha guardato le foto del cadavere, e ha fatto due più due. Poi magari due più due fa cinque, io non lo so, ma secondo me questa è una grossa notizia. Anche se fosse una bufala, sarebbe una bufala enorme.
Beh, sai che c’è?, che non l’ho più sentita da nessuna parte. Ne hanno parlato altri giornali? Non ci ho fatto caso. I tg? Non mi è parso proprio. Magari mi sbaglio. (Ditemi che mi sbaglio, per favore).
E i blog? Zero su zero, mi pare. E sì, d’accordo, c’è ben altro da dire, almeno due-tre reality show che sono entrati dal vivo, e l’incredibile risultato delle supplettive, wow, mi rendo conto che cose come queste passino in secondo piano.
Però, scusate un attimo: domenica uno dei principali quotidiani nazionali diceva che l’attentato all’ambasciata italiana in Libano è una montatura, e che uno degli arrestati è morto in seguito a torture. Magari è falso, ma c’è scritto così. E non ne parla nessuno. Tutto regolare?

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Come probabilmente avrete già potuto verificare leggendo il post ufficiale della BlogFest, gli inviti sono andati esauriti nel giro di tre giorni e abbiamo raggiunto la capienza massima del locale.
In risposta ai dubbi che parecchie persone hanno espresso via e-mail, chiariamo: 1) che l’ingresso alla presentazione del libro “La notte dei Bloggers” è libero e non serve alcun invito (i giornalisti, invece, possono richiedere gli inviti-stampa per il buffet a invito a questo indirizzo: mail@macchianera.net); 2) l’e-mail che confermerà l’avvenuta ricezione della richiesta di invito sarà inviata a tutti entro giovedì 28 ottobre: chi entro quella data non avrà ricevuto posta dalla BlogFest per qualche motivo non è stato inserito nella lista degli inviti, e avrà la possibilità contattarci.
Nel frattempo, tra squilli di trombe e campane, comunichiamo che la BlogFest ha il suo primo sponsor ufficiale: Questar.
Le aziende che volessero regalare un proprio gadget ai partecipanti (roba utile però, che non finisca nei cestini di via Sabina) possono scriverci cliccando qui; le aziende che invece – ai fini della sola copertura delle spese dell’evento – volessero sponsorizzare la BlogFest possono contattarci cliccando qui.
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OninO và a Roma: se hai una camera libera nella capitale, magari potresti accoglierlo. OninO cerca una singola in un appartamento con altri ragazzi/e. Meglio se non lontanissima dalla Sapienza e non esageratamente costosa. Aiutalo!
OninO ha 24 anni, non sporca e non abbaia di notte.
Se non hai camere a disposizione, magari puoi spargere la voce.
Se non la hai, magari un tuo lettore, o un lettore di un tuo lettore potrebbe invece averla. Copia/incolla anche tu sul tuo blog questo breve annuncio e OninO potrà, forse, evitare di dormire sotto un ponte
Contatta OninO sul suo blog: http://www.onino.it
o tramite mail a onino.x@libero.it
Nella puntata dell’Isola dei famosi di venerdì scorso Simona Ventura si è cimentata in una scena di isteria collettiva che non vedevamo dai tempi di Sanremo.
Kabir Bedi, l’uomo che in meno di un mese è riuscito a cancellare per sempre nella memoria di milioni di spettatori il ricordo di Sandokan, aveva finalmente espresso un’opinione netta. Non vi sembri un fatto da poco, ché l’ex tigre della Malesia si era distinto finora solo per due cose: il taglio delle noci di cocco e l’assoluta mancanza di incisività in qualsiasi altro campo.
Kabir, in quanto leader della settimana, doveva scegliere il secondo concorrente da nomination. La prima era Ana Laura Ribas, già alla sua terza prova. Nella puntata precedente la Ventura l’aveva chiamata da parte e le aveva fatto un lungo discorso incoraggiante, ricordando – tra le altre cose – quanto fossero amiche. Questa volta l’amicizia deve essere passata in secondo piano, visto che quando Kabir ha detto con chiarezza che nominava Antonella Elia perché voleva che vincesse Ana Laura Ribas, lei non l’ha proprio mandata giù e si è esibita in una dura ramanzina sottolineando che non si doveva permettere di suggerire al pubblico per chi votare e chiosando con una frase conciliante come questa: “Allora io dico che voglio che Antonella Elia vinca l’isola dei famosi”.
Il regolamento dei reality show è per definizione la cosa meno affidabile dopo le previsioni del tempo, ma che la conduttrice della trasmissione si schierasse apertamente per un concorrente non era ancora successo, che poi inveisse pure contro un poveraccio che legittimamente ha espresso una preferenza non l’avremmo proprio immaginato. La domanda ora è: che farà la Ventura venerdì prossimo se il televoto sfiducerà platealmente la sua conduzione?
Questo pezzo è su Leftwing, ma non l’ho scritto io poichè purtroppo non mi intendo di queste cose.
E’ disponibile (scaricabile in .pdf o in .doc) il secondo numero di Medicine Show, la rivista di musica inventata da Leonardo Colombati (l’autore del capolavoro misterioso) e sotto il suo comando scritta da Alessandro Piperno, Bernardino Sassoli, Seia Montanelli, Davide L. Malesi, Niccolò Borella, Armando Trivellini, e il sottoscritto.
Che cos’è un Medicine Show? Si chiamava così lo spettacolo itinerante di strada (lo abbiamo visto tutti, nei film western) che mescolava la reclamizzazione dei prodotti piu’ vari(medicine per tutti i tipi di dolori e malattie, saponi speciali per curare affezioni della pelle ed eliminare la forfora, balsami per dolori ai piedi ecc.) con il divertimento e lo svago. La formazione minima comprendeva il Doc (un “dottore”), un attore e un musicista-cantante, fino a bands di quattro o cinque elementi.
In sostanza, Medicine Show è una rivista di musica, mensile, concepita e redatta con spirito ciarlatanesco. Nel numero di ottobre c’è un pezzo di Leonardo Colombati sui teatri di varietà e i tabarin degli anni Venti; una recensione di Seia Montanelli a Buddy Bolden’s Blues di Michael Ondaatje; uno sproloquio di Niccolò Borella sul nuovo album dei R. E. M.; un periglioso paragone di Davide L. Malesi tra il musical Notre-Dame de Paris e l’opera pucciniana; un’introduzione alla musica di Carlo Fava scritta da Armando Trivellini; e un delirio scatologico-stockhauseniano del sottoscritto. Ospite d’onore il Giuseppe Genna, intervistato su Philip Glass e dintorni dal “Doc” (ossia dal Colombati).
Scusate per il disturbo, e buon divertimento.
[grazie a Vittorio per la segnalazione dell'errore].
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