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Falcone e i suoi nemici

mag 28 2004 - di

Tanto per abbaiareCome ogni anno, anche stavolta hanno commemorato Falcone: per buona educazione. Prima hanno fatto una legge apposta per far fare carriera al giudice che più lo attaccava. Poi hanno fatto il discorso.

• Il governo italiano ha appena fatto una leggina apposta per far tornare in Cassazione il suo principale nemico fra i giudici, Corrado Carnevale. Dopo aver votato la legge, i ministri sono saliti sull’auto blu, sono arrivati all’autostrada Palermo-Capaci, si son fatti indicare da qualcuno il punto preciso e là sono scesi e hanno commemorato virtuosamente.

Impero. I gulag non sono mai morti di morte naturale. Neanche quelli iracheni fanno eccezione. La colpa? “Ubbidivo agli ordini”. E gli ordini sono sempre in nome di qualcosa. La storia delle torture, dei lager “democratici” e imperiali, sta finendo come doveva finire. Il comando della Werhmacht ha fatto un’inchiesta, un paio di caporali più sadici sono stati “condannati” a lievissime pene, Keitel e Jodl hanno dichiarato di non saperne niente, e tutto è finito lì. Dibattiti in televisione e foto sull’internet – la sola differenza è stata questa.
E’ impossibile conquistare un paese senza torturare. Gli assiri, tremila anni fa, negli identici luoghi facevano esattamente lo stesso. Dove sono gli assiri oggi? Dove sarà l’Impero fra cinquant’anni?

Background.
9 aprile. New Port, Florida. Bambina di nove anni arrestata con l’accusa di avere rubato un coniglietto e dieci dollari. Dopo che lo sceriffo le ha letto i suoi diritti, lei ha detto di non aver preso i soldi e di aver preso il coniglietto solo per giocarci.
15 aprile. Little Rock, Arkansans. Concesso il ritiro delle manette alle detenute portate in ospedale per partorire. Da ora in poi le catene (alle mani e ai piedi) verranno mantenute all’entrata e all’uscita della maternità ma saranno tolte durante il travaglio.
28 aprile. Stato di Washington. Studente quindicenne interrogato dal Servizio Segreto in merito ad alcune sue caricature presidente Bush.
30 aprile. North Carolina. Fine pena in autunno per Junior Allen, detenuto per 35 anni per il furto di un televisore da 140 dollari.
2 maggio. Stato di Washington. Due adolescenti di 12 anni, Jake E. ed Evan S., verranno processati come adulti, per omicidio.
10 maggio. Concord, New Hampshire. Veto del governatore alla proposta di alzare da 17 a 18 anni l’età minima per le condanne a morte.


Terra di Erode. La bambina Abu Zaid è morta per un “proiettile vagante”, dei quali ne volano molti vicino alla baracca che è casa sua. Il bambino Samer al-Arja invece non è stato raggiunto da niente, gli si è semplicemente fermato il piccolo cuore per il terrore. “La cannonata gli è scoppiata vicinissima” anche se i suoi genitori credevano di essere al riparo. Nessuno dei due aveva compiuto ancora quattro anni.

Foto da conservare. Il bambino che si ripara dietro al bidone col padre che cerca disperatamente di proteggerlo mentre gli sparano addosso. Il giovane che si affaccia dal commissariato invaso dalla folla e alza al cielo due mani insanguinate. Tutt’e due conterranei: ma il primo vittima, il secondo assassino.
Queste due foto, da sole, bastano ad assicurarci che non ci sarà alcuna pace. Per ragioni politiche, certo (i laici delle due parti non riescono più a controllare i rispettivi integralisti), ma anche e soprattutto per ragioni antropologiche. L’antropologia si separò dalla politica, più o meno negli stessi luoghi del mondo, tre o quattromila anni fa, quando le prime tribù – alcune coltivatrici e stanziali, altre povere e accampate – cominciarono ad evolversi in comunità cittadine, in imperi, in regni; e le loro guerre, che fino a quel momento erano state disordinatamente atroci, cominciarono ad acquisire – sempre restando atroci – una qualche “ragione” e dunque una prevedibilità. La politica non fu altro che la gestione di questa prevedibilità. E fu da lì che si sparse fondando il mondo “civile”.
Adesso, dopo moltissimi anni, il flusso s’è invertito. È l’antropologia che tende a riassorbire la politica, la ferocia ferina che assorbe quella prevedibile, la tribù che assorbe la città. Quattromila anni fa sarebbe stato strano prevedere che il processo di “politicizzazione” sarebbe dilagato fino a diventare normale. Adesso sembra abbastanza strano pensare che possa accadere l’opposto e che possa ridiventare “normale” l’antropologia. Certe scene della nostra normalità però – un dopo-partita a Roma; una strada con i corpi ordinatamente allineati sul ciglio; una folla che urlando assalta, invocando un dio, il terreno d’un’altra tribù – fanno pensare che anche qui sul tranquillo Shire cominci a stendersi l’ombra di un qualche antichissimo dio nero.

Alessandro wrote:

Secondo un’indagine Bocconi, nel 2003 gli italiani hanno speso il 2,7 per cento in meno dell’anno prima per medicinali mutuabili; hanno speso invece il 17,2 per cento in più per medicinali interamente a carico del cittadino. Ovviamente, i tagli alla sanità si ripercuotono pesantemente sui cittadini, con le aziende farmaceutiche che “si rifanno” con aumenti selvaggi soprattutto nei farmaci di fascia C e diverse Regioni che impongono i ticket

B.C. wrote:

Al signor G. viene rubato il portafoglio alla stazione di Roma. Se ne rende conto solo quando, arrivato a casa a Milano, deve pagare il taxi. A questo punto decide di andare a denunciare il borseggio subito. In questura però gli viene precisato che da quest’anno la legge è cambiata, per cui un borseggio compiuto da ignoti non si può più denunciare (e quindi registrare) come reato di borseggio, ma come semplice smarrimento. La denuncia di borseggio si può fare solo se il borseggiatore è colto in flagrante.
Torna in mente il contratto con gli italiani che il Presidente del Consiglio stipulò con i cittadini tre anni fa. Fra l’altro, doveva far ridurre il numero dei reati. Nel 2002 i borseggi denunciati erano stati 154mila. Immagino che quest’anno, con la nuova legge, saranno molti di meno. Immagino che ci faranno un bel manifesto: “diminuiti i borseggi”.

cislcatania@hotmail.com wrote:

A Sigonella, il comando della base militare americana ha deciso il licenziamento di quattro dipendenti civili italiani, in violazione del contratto nazionale di lavoro e dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Qualcosa ci fa pensare che anche questi ultimi licenziamenti siano forme di ritorsione, per arrivare all’occupazione dei posti da parte di personale americano. È pratica normale del comando di Sigonella, infatti, essere sempre pronto a sanzionare i lavoratori italiani. Ma è la situazione complessiva in cui versa la base di
Sigonella a destare ulteriori preoccupazioni. In violazione alle norme vigenti, infatti, all’interno della base opera un non meglio identificato ufficio investigativo, costituito da personale del tutto non qualificato. Tale ufficio, con azioni persecutorie e facendo leva su una vera e propria rete illegale di informatori, procede a interrogatori dei dipendenti con sistemi che sollecitano la delazione e tendono a mettere i lavoratori uno contro l’altro.

ungaretti wrote:

L’uomo nella guerra manifestava i suoi peggiori istinti, anche se la guerra, quando c’eravamo entrati, ci sembrava che fosse l’ultima guerra, che fosse la guerra per liberare l’uomo dalla guerra. Ma la guerra non libera mai l’uomo dalla guerra. La guerra è e rimarrà sempre l’atto più bestiale dell’uomo. E purtroppo la storia c’insegna che l’imperialismo, che la necessità di dominare gli altri attraverso la violenza, non è cessato.

7 commenti

  1. Quella del borseggio è una bufala, ci sono caduto anch’io.

    http://www.attivissimo.net/antibufala/scippo_eliminato/non_denunciabile.htm

  2. Orioles dimentica che Cordova era appoggiato dai membri del Csm in quota Ds quando lo preferirono a Falcone….
    Prima, da sinistra, sputate delazioni, sospetti e calunnie contro Giovanni Falcone, poi lo piangete come se fosse stato un fratello.
    Ipocriti tanto quanto l’attuale maggioranza che gli dedica una stele, ma che conta tra i suoi rappresentati personaggi vicini a chi Falcone l’ha ammazzato. Siete tutti uguali.

  3. Su Falcone credo che la sinistra, un po’per convenienza, un po ‘ perché scossa dall’orrore per le stragi del ’92, penso che abbia fatto un cambiamento epocale rispetto a 20 anni prima. Se prima la magistratura era vista come organo per destabilizzare (in un senso o nell’altro) lo stato di diritto, oggi è inetressante quanto la sinistra (soprattutto ex comunista) si prodighi nella difesa di diritti, una volta prerogativa “borghese” e liberale.
    Cmq, caro Orioles, è sempre un piacere leggerla, soprattutto in questo blog che sta prendendo una deriva sempre più autoreferenziale (puntatina benevola al neri).

  4. Orioles,
    non prendetemi per un fissato, ma mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse una volta per tutte se i dubbi sulla faccenda di nick berg, del video e dei retroscena, sono sensati o sono solo frutto di una bufala mediatica? No, perché non mi spiego come mai qui da noi in Italia nessuno che conti abbia raccolto la notizia che l’affair berg potrebbe essere in reatà una grossa montatura.

  5. Caro orioles, il giudice carnevale non mi sta nemmeno un pochino simpatico. Però.
    Però non dimenticare che è stato assolto dopo tre gradi di giudizio e che la leggina cui fai tu riferimento non è poi così malvagia perchè ridà ciò che è stato tolto a chi si è imbattuto nella (in)giustizia.

  6. La solita pagliuzza, al posto della trave…
    Ma vuoi mettere una leggina sacrosanta, con chi ha ha attaccato Falcone? E con quali metodi poi…Mi pare che la stessa Bocassini non sia stata tenera verso i suoi colleghi.
    Ma proprio non riuscite ad avere la dignità (e direi l’opportunismo!) di TACERE?

    Siete gli stessi che per decenni avete fatto credere agli Italiani, me compreso, la storiella del giudice Carnevale che ha annullato un processo, mandando assolti dei mafiosi, perchè mancava un timbro.

    A parte il fatto che mi sono sempre chiesto chi era più facile “agganciare” per un mafioso: un presidente di Cassazione, o un anonimo cancelliere o impiegato che “dimentichi” un timbro, sapendo che qualcuno più in alto vi avrebbe posto l’attenzione.

    In realtà i fatti sono andati in modo “leggerissimamente” diverso:

    1) Il timbro mancava.
    2) Tale mancanza ha provocato l’annullamento del processo IN APPELLO.
    3) La Cassazione (Carnevale) ha cassato la cassata dell’Appello ed ha condannato i mafiosi.

    Quasi la stessa cosa no? Ma andate a…..

  7. Come al solito, bravo the wall. Se posso aggiungere due considerazioni, Carnevale è unanimenete considerato il miglior giurista delle Sezioni penali…..e che “la legge fatta apposta per fargli fare carriera” prevede che debbano essere reintegrati nel loro posto di lavoro gli imputati assolti in via definitiva. Cioè un’ovvietà, ad occhio e croce.

    Muniti di queste due nozioncine che sono patrimonio comune, rileggete l’articolo di Orioles: e certamente, al contrario di di come dice “Z”, non sarà una lettura piacevole.

    A questo punto sarebbe bello che intervenisse l’autore per sbugiardarmi: ma questa è fantascienza.

    U Spreggiatu: parole santissime. Ricordi la talpa della procura, Sica, “Falcone aiuta una mafia contro l’altra”, protagonista, autoritario, fascista…..Arrusi.
    Saluti da Francesco

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