Il voto della giornalista Pivetti

Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 26/5/2004
Giornalisti al voto. Lunedì, tardo pomeriggio, ressa al circolo romano Montecitorio: i gazzettieri, come li chiama Feltri, sembrano scolaretti all’ultimo giorno di lezione. Magdi Allam, protetto dalla scorta, riceve complimenti e stringe mani, Antonio Di Bella pare uscito dall’atelier Lebole, Mauro Mazza, con autista al seguito, guarda tutti dall’alto, il tenero Antonio Spinosa sorride, ha una buona parola per tutti. La vedette è Irene Pivetti, l’unica che non saluti almeno un collega, fa la fila diligente per infilare la scheda nell’urna. Riparata dietro avveniristi occhiali da sole e stretta in un giubbino di pelle rossa stile Star Trek, non le arriva l’indignazione dei molti che si chiedono se per caso non abbia sbagliato fila, e non debba invece andare a votare coi pubblicisti. No, è una professionista, dice uno. L’altro, forse ispirato dalla vicinanza con la malfamata Tor di Quinto, ribatte con un volgare insulto alla moralità dell’ex presidente della Camera. Come si spiega tanto odio? E’ la stampa, bellezza!

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