Azael, da FriendFeed
31 ago
1. Qui fa un freddo becco, e ieri sera ancora di più.
2. Sul Blog germanico dedicato a Totti l’autore si spertica in previsioni sul campionato 2003-04, Champions League e sulla Uefa.
3. Sulle trombe delle scale c’è grossa puzza.
4. La Schiffer sta evaporando.
30 ago
Con i blog si cucca, altro che suonare la chitarra durante i falò sulla spiaggia:
“Caro Luca,
se passi di qui batti un colpo. Se proprio lo vuoi sapere viviamo anche nella stessa città. Io somiglio molto alla ragazza dell’immagine qui a lato.
Se tutto questo può interessarti, basta dirlo.Se non ti interessa, dimmelo lo stesso: ti faccio cambiare idea.
Nel frattempo posso scrivere un racconto erotico con te come protagonista?
Abbracci,
Sabrina“
29 ago
Ero di passaggio in terra italica e ho acquistato anch’io una copia di Repubblica con l’intervista a Schröder. E sono rimasto sconvolto anch’io, come colui che da tempo immemorabile controlla le gesta del quotidiano romano. Ma io dico, come si permette un giornalista di fare domande così personali (Sul finire di quest’estate di polemiche lei cosa prova per l’Italia?
), insidiose (La Russia vorrebbe entrare in Europa. Il sogno di Mosca è realistico o no?) e dirette (Però in Germania né Kirch né Springer, magnati dell’editoria, sarebbero mai diventati cancellieri…)! Diamine, una volta le interviste si facevano con molta più professionalità!
29 ago
Io lo dico: dopo una settimana dalla richiesta di attivazione; un tentativo di rinnovo dell’abbonamento non andato a buon fine non si sa perché; ore di attesa con un call center che istruisce i propri operatori a far cadere la linea di proposito o ad affermare – a qualsiasi ora del giorno – che “i computer sono fuori uso”; se entro stasera la mia carta non è abilitata a vedere tutti i canali, non garantisco sulla mia reazione.
29 ago
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28 ago
Io questa proibizione proprio non riesco a comprenderla. Chissà quanti onorevoli e stimati professionisti nel tempo libero ne abusano, chissà quanti mafiosi e trafficanti si arricchiscono grazie a lei. Cloabell (titolare di un blog di un certo livello) descrive così l’esperienza di procurarsela: “in effetti dove la prendo io la passano sottobanco e la procedura per chiederla è complessa. Bisogna presentarsi al bar centrale, chiedere di Pino e farsi preparare un cappuccino senza ghiaccio. Pagare SENZA berlo, e uscire fischiettando.
a questo punto un signore di mezza età fuori dal bar indica una delle quattro cabine telefoniche. Bisogna alzare il ricevitore, e rispondere al sommesso colpo di tosse con “mangi del miele, fa bene alla gola”. A questo punto si sente un dolore acuto sul collo: niente paura, è la tradizionale dose di anestetico. Ci si sveglia in una stanza semibuia, illuminata scarsamente da una candela che non lascia scorgere i tratti del viso del nostro interlocutore, il quale ci chiederà soltanto “quanta?”. avvenuta la transazione, di nuovo l’acuto dolore al collo e poi ci si risveglia nel proprio letto, con a fianco la merce e sotto le lenzuola una testa di cavallo“. E’ ora di finirla io dico! Sia abrogato il Regio Decreto del 2 aprile 1936 e ripristinata la legalità della bottiglia di fragolino!
28 ago
Leggo, a pagina 45 dell’edizione di Milano di un autorevole quotidiano che qualche giorno fa ebbe da ridire riguardo alla vacuità dei blog, all’interno della rubrica “Diario D’Agosto”, a firma Vivian Lamarque, un sapido pezzo sulla sopravvivenza ad agosto nelle grandi città. Siete gente carina, in fondo, lo so, per cui trattenete il “chissenefrega” almeno fino alla chiusura dell’articolo, che urlarlo prima non sta bene.
Ripeto: prima pagina dell’edizione di Milano, massima rilevanza, rubrica riquadrata fissa a piè di pagina. Titolo: “Un film «da leggere», poi in bici con la nipotina e il gatto”. Svolgimento:
Giuro: prima pagina dell’inserto, articolo di punta, rubrica di Vivian Lamarque.
Tiziano Scarpa, come la mettiamo, anche il Corriere peggio di Liala?
28 ago
Su Fox partirà tra poco la seconda serie e, un bel giorno, qualche canale generalista terreste farà il piacere di trasmettere la prima. Sto parlando della serie “24“, di cui parlai entusiasticamente in passato. No, per “24“, in cui la trama si dipana per un’ora della giornata lungo 24 eopisodi, una puntata a settimana non è sufficiente. Per questo, invece di aspettarla sul nuovo canale di Sky, la sto guardando in Dvd. E confermo quanto ebbi già modo di dire (“Se avessi io una moglie e una figlia capaci di farsi rapire per tre volte, da gente sempre diversa, nell’arco di una sola giornata, inchioderei un piedino a terra a entrambe, ché possano girare solo in tondo”): i maschilisti saranno confortati dal sapere che, per la seconda volta, i personaggi femminili rappresentati rasentano la demenza.
27 ago
Uno crede sempre che certe cose capitino agli altri, ci scherza su, quasi sorride del loro dolore, di come siano capaci di rendersi patetici. Poi succede che si ritrova qua a scrivere del proprio, e lo sa che è patetico pure lui, ma è inevitabile, qualcosa dentro gli dice che deve farlo, come un meccanismo di difesa, una valvola della pressione per evitare di fare il botto.
Quindi mi trovo qui, senza alcuna voglia di ridere, ma solo di dimenticare e alla svelta. Di riprendere a marciare nella solita routine come se nulla fosse successo, schivando i pensieri che come lame affilate ti si scagliano contro. E non puoi farci nulla, quando parla qualcuno che non vuoi sentire puoi non ascoltarlo, piantarlo là a sbraitare al vento, ma quelli sono i TUOI pensieri e non puoi farci nulla, le loro urla ti perseguitano e il loro tanfo ti toglie il fiato, non puoi piantarli là, loro sì che sono amanti fedeli, sicuri.
E’ successo da qualche giorno ormai, ma ancora non riesco a ricomporre le idee, ad assumere il giusto distacco. Durante il giorno fingo una vita normale, ma la sera, come il letto rovente mi aspetta sempre il replay di quella scena, a ciclo continuo, di quel pomeriggio afoso in quel bar, e quelle parole così inaspettate mi risuonano nella mente ancora incredula:
“Pago due granite, quant’è?”
“6 Euro.”
6 Euro sono andati e non torneranno, lo so. Sì, certo, ci sono passati tutti e troverò altri Euro nella mia vita. Ma loro erano i MIEI 6 Euro. Ho solo bisogno di tempo. Tanto tempo. Per provare a dimenticare e buttarmi questa storia alle spalle…
[da scimmia pelosa, un blog di un certo livello.]
27 ago
Nel mondo dello spettacolo, una volta che ti sei sputtanato (e a meno che ad un qualsiasi intellettuale di sinistra non venga in mente che potrebbe essere originale sdoganarti) resti sputtanato.
Personalmente credo che esitano ruoli, personaggi, spettacoli, film che, nei limiti della ragionevolezza, ad un attore non possono essere perdonati.
La Signora Leonida del Bagalino sarebbe uno di questi. Dico “sarebbe” perché sotto c’è Leo Gullotta, e a Gullotta (che è tra i migliori attori italiani, e come uomo è persino meglio) riesco a perdonare anche la Signora Leonida.
Poco fa, dopo aver scritto accidentalmente di mafia, il caso ha voluto che visitassi il suo sito. E mi sono ricordato di un pezzo scritto qualche anno fa da Riccardo Orioles. Non posso fare a meno di citarlo. Vorrei che capiste perché ad un uomo così si possono perdonare anche poche (ma evidenti) cadute di stile come Pingitore e il Bagaglino.
27 ago
Alizée |
Beyonce Knowles |
Britney Spears |
Christina Aguilera |
Jennifer Lopez |
Kylie Minogue |
Mariah Carey |
T.A.T.U. |
È solo una mia impressione, o stiamo assistendo ad un progressivo ed inesorabile inzoccolimento della scena musicale?
27 ago
Non so se anche a voi fa lo stesso effetto: poche cose mi irritano più della frase “Appello per una pace giusta”. Come se non specificandolo, magari, a qualcuno potesse venire in mente, che so, che esiste un movimento fautore di una “pace sbagliata”. Un po’ come i cantautori che partecipano ai concerti contro la mafia (questa credo di averla già detta da qualche parte, ma fa niente): stai a casa, pirla, è scontato tu sia contro. Al limite andrebbe organizzato un concerto a favore, per vedere le facce di chi ci va.
27 ago
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26 ago
Giulio Andreotti al meeting di Comunione e Liberazione:
“La data [della costituzione europea], 2003 o 2004 che sia, conterrà quel riferimento alla nascità di Gesù, che è diventato universale”
26 ago
La correttezza prima di tutto: non è affatto vero, come da me affermato ieri su queste pagine, che “non esistono (nella brochure pubblicitaria; sul sito; nella guida programmi) altri numeri telefonici da contattare che non siano il numero verde”. Un riquadro che qualcuno giura di essere riuscito a vedere ad occhio nudo e che appare a pagina 128 della guida di agosto o a pagina 3 della guida di settembre, informa che il “Servizio Clienti” risponde al numero 199 100 500. Al modico prezzo di 11,88 cent. di € + Iva al minuto (4,65 cent. di € + Iva al minuto la sera e i festivi), una voce preregistrata vi intratterrà per una manciata di minuti speigandovi come risintonizzare il vostro ricevitore; una seconda voce preregistrata attingerà altri euri dal vostro salvadanaio per invitarvi ad attendere la risposta di un operatore. Di seguito sarete intrattenuti dal caratteristico “tuu tuu” da telefono libero (che però in questo caso è comunque a pagamento; l’attesa dura dieci minuti almeno e quindi si ciuccia più o meno un altro euro e mezzo), dopodichè un solerte operatore vi risponderà che no, non ci sono problemi; no, non faranno confusione con i due diversi abbonamenti che avete sottoscritto in passato; si, attiveranno presto in vostro ricevitore e no, non si può fare subito perché “pare che tutti si siano svegliati adesso”. Poi, dal momento che è gentile e che potreste non aver capito alla prima, per qualche centesimo di euro in più lo stesso operatore, di sua spontanea volontà, ripeterà le medesime inutili cose per una seconda volta.
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La domanda scientifica di oggi è: Cosa è l’elettricità? E dove va dopo che ha lasciato il tostapane?
— , “What is Electricity?”
