Roma città chiusa

La terza edizione del «Festival del film» diretto da Gian Luigi Rondi, che chiude oggi, ha visto molto apprezzato L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, figlia di Ugo Tognazzi e sorella dell’attore Ricky Tognazzi e del regista Gianmarco Tognazzi, il cui padrino, alla nascita, era Gian Luigi Rondi.

Molto apprezzata, per lo stesso film, anche la vice-regia di Martina Veltroni, figlia dell’ideatore del festival Walter Veltroni, a sua volta figlio del dirigente Rai Vittorio Veltroni, la quale (Martina) aveva già lavorato come assistente alla regia in Caos calmo di Giovanni Veronesi, fratello dello scrittore Sandro Veronesi, autore del romanzo Caos calmo, molto amico (Sandro) di Walter Veltroni, con protagonista (in Caos calmo) il regista e attore Nanni Moretti, sposato con Silvia Nono, figlia del compositore Luigi Nono e sorella di Serena Nono, ex di Massimo Cacciari, la quale (Martina) è stata aiuto regista anche in Parlami d’amore di Silvio Muccino, fratello di Gabriele Muccino, questo dopo aver lavorato (sempre Martina) con Carlo Verdone che è fratello di Silvia Verdone che è moglie e agente di Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica e padre di Brando De Sica, regista 25enne diplomato in California (diversamente da Martina Veltroni, che studia a Manhattan) e fratello di Mariarosa De Sica, sceneggiatrice, il quale (Brando De Sica) al Festival ha presentato il pure apprezzato Parlami di me, film dedicato al padre Christian e scritto anche da Maurizio Costanzo, ex marito di Simona Izzo, doppiatrice e regista assieme alla sorella Rossella Izzo, la quale (Simona) ora è la moglie di Ricky Tognazzi dopo esser stata la compagna di Antonello Venditti con il quale ha avuto un figlio, Francesco Venditti, che è attore e che esordì nel 1996 in Vite strozzate di Ricky Tognazzi, e che avuto un recente successo nella miniserie di Raiuno Amore proibito, interpretata assieme ad Adriano Giannini, figlio di Giancarlo Giannini, e a Claudia Zanella, figlia di sua madre.
La terza edizione del «Festival del film» ha visto anche la gradita presenza di Carlo ed Enrico Vanzina, figli del regista Steno, che hanno presentato un film sul padre esattamente come Brando De Sica, ma diversamente da Marco e Claudio Risi, figli di Dino Risi, che al padre hanno dedicato solo una mostra, mentre Erminia Manfredi, moglie di Nino Manfredi, assieme alla figlia Roberta, produttrice, e al figlio Luca, regista ed ex marito di Nancy Brilli, poi sposata con Massimo Ghini, hanno riproposto (Erminia, Roberta e Luca Manfredi) L’avventura di un soldato di Nino Manfredi. Toccante anche il mediometraggio di Gil Rossellini, figlio Roberto Rossellini, regista del celebre Roma città aperta.  

 

(Il Giornale, 31 ottobre)

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47 Comments

  1. Con allegata figura di merda dell’assessore alla cultura del comune di roma che ha fatto la burinata di fare entrare aggratis 5 persone senza biglietto. Un bel festival.

  2. sarà che sono più terra terra, e, a differenza di FF, stò dall’altra parte della tv, ma posso portare altri esempi…
    Ettore Rossi, idraulico, figlio di Giuseppe, idraulico anch’egli, nonchè nipote di Pietro, lattoniere.
    In questa Italia si va avanti così, incredibile

  3. Voglio spezzare una lancia a favore di Facci (brrrr!). Berlusconi qui c’entra solo alla lontana: e’ il prodotto di un mondo in cui situazioni del genere sono la norma. Semmai il senso dell’articolo, a voler tirare in mezzo Mr. B., e’ “non e’ Silvio che e’ marcio, il problema e’ mooolto piu’ esteso”.
    Poi il discorso che e’ naturale che i figli dei cineasti facciano i cineasti (e via dicendo) e’ vero fino a un certo punto. Sofia Coppola e’ senz’altro stata facilitata dall’avere Francis come padre, ma ha tirato fuori dei film molto belli, film SUOI. Valentino sicuramente e’ stato avvicinato al mondo dei motori dal padre, ma lui ha VINTO i campionati. Oppure Facchinetti: sia lui che suo figlio sono cresciuti in un ambiente “idoneo”, ma il padre ha scritto (nel bene e nel male) un pezzo di musica italiana, mentre il figlio e’ DJ Francesco. DJ Francesco…
    E poi… un conto e’ crescere in un certo ambiente e prendere decisioni di conseguenza, un altro e’ un panorama come questo. E badate bene, l’articolo e’ sul cinema, ma puo’ benissimo essere esteso alla finanza, a… tutto.

  4. facci, pubblica su “chi” questa roba. a già, anche “chi” è di berlusconi, visto che sono riuscito a tirare in ballo in tuo padrone anche stavolta?

  5. Io non sono mai d’accordo con Facci. Mai. Ma stavolta ha fatto un quadro così chiaro del nostro paese, e non solo del nostro cinema…..
    Guarda te se Veltroni deve pure farmi rivalutare Facci. Poi dice che uno si butta a destra.

  6. Certamente l’intreccio è inquietante ma sono d’accordo con l’ultimo commento è normale che vivendo in un determinato ambiente si è portati a fare qualcosa di familiare. Inorridisco pensando che a al festival di Roma abbiano rifiutato Oliver Stone (perchè alla fine non ci raccontino frottole ma così è stato !) per dare spazio al film di Brando De Sica ma è altrettanto vero che scandalizzarsi perchè un figlio con un padre attore decida anch’egli di recitare non ha molto senso …
    Cosa dirre allora di Jane Fonda, Michael Douglas, o Angelina Jolie, Sophia Coppola? (per citarne solo alcuni,) ad Hollywood, che è certamente più cinica e spietata della nostra Italietta e dove conta solo l’incasso , nessuno si meraviglia di vedere il figlio o il fratello del tale attore o del tale regista sullo schermo.

  7. Scusate ma mi sembra che qualcuno stia vedendo il dito invece che la luna. La questione non è il mestiere che fanno, ma il trionfale sostegno che l’istituzione cinemaitaliano (con tutti i soldi che ci girano attorno per legge dello Stato) dà a questi figli di, i cui progetti non dico a Hollywood ma in Inghilterra o in Francia cadrebbero nel disinteresse generale.

  8. Ha ragione Facci, parleremmo di Berlusconi anche in quel caso. Si sa infatti che i marsupiali della Tasmania e Berlusconi sono alti uguali.

  9. Ma il Presidente degli Stati Uniti non è il figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti?
    Ed il premier argentino non è la moglie dell’ex premier argentino?
    Significa che morti Silvio & Walter ci toccheranno per forza Silvietto e Walterino?

  10. iN iTALIA PER FARE MOLTE COSE AIUtA AVERE IL COGNOME GIUSTO. nON SI TRATTA sOLO dI CineMA. COmUNQUE L’aNALISI MENO GROSSlaNA L’HA fATTA PITI. TUTTO IL RESTO é SOIA.

  11. il problema che fare un film anche brutto non causa danni (se non al buon gusto) e tornando ad una padana praticità al nostro portafoglio per un eventuale (esiguo tuttavia) contributo governativo, tra l’altro non sempre erogato.

    Ben altro è invece parlare di nepotismo in politica od altri settori (tutto il resto) dove i danni ci sono eccome e direttamente od indirettamente ne paghiamo le conseguenze pure noi.

    facci, sarà una frase abusata, ma prima di additare la pagliuzza nell’occhio degli altri, ricorda chi ti paga lo stipendio (sul giornale, su chi, su diva e donna – forse scrivi anche li- e via scendendo di livello) e solo dopo (mooolto dopo) potrai anche solo accennare ai conflitti di interesse altrui …

  12. Penso che non sia giusto partire prevenuti sull’autore del post, che in questa circostanza ha scritto un pezzo interessante, su un mondo che non è uguale a quello degli idraulici e dei falegnami, perché nel cinema la bravura a volte non basta, mentre il nome basta e avanza.

  13. diciamo che se questi ragazzi (Martina, Brando) vogliono fare quello che fanno non possono mica farsene una colpa se hanno quel cognome.

    c’è l’opzione pseudonimo. forse. perché poi li si accuserebbe di nascondersi dietro un alias per ricevere comunque occhi di riguardo.

    oppure c’è la possibilità di fare altro. ma anche in quell”altro’ si porterebbero dietro il loro ‘lato oscuro’.

    non c’è una soluzione che sia indiscutibile. a patto di non aspettare che creino da soli qualcosa su cui poi esprimersi.

    ma se questo fosse un peccato, sarebbe veniale. avete presente l’albero genealogico dei prof ad annozero?

    ps. electric gipsy.. occhio ai marsupiali!

  14. Ma infatti, sempre a tirar fuori berlusconi.
    Provate per una volta a fare nomi diversi, accidenti!

    Chessò…Craxi (Stefania) oggi sottosegretario agli affari esteri nel governo (Berlusconi), figlia di Bettino (padre) del decreto Salva (Berlusconi) di quel lontano 1984, periodo nel quale Craxi (figlia) fondò La Italiana Produzioni insieme a al marito Bassetti (Marco), in seguito trasformata in Aran e poi in Endemol Italia dopo l’acquisizione in Endemol (Olanda), a sua volta riacquistata oggi da Mediaset e guidata dal marito (Marco) e da Paolo Bassetti (fratello) che diventa così proprietaria del 90% dei format trasmessi da Rai e Mediaset, nel cui CdA (di Mediaset) siedono Marina (figlia) e PierSivlio (figlio) Berlusconi, fratelli di Barbara che invece siede nel CdA Fininvest, azionista di Mediaset, fondata nel ’75 e guidata da Silvio (padre) Paolo (fratello) e Giancarlo Foscale (cugino), figlio di Luigi (zio), AD di una delle varie holdings che nel tempo hanno visto la luce, nel cui collegio sindacale (Fininvest) sedevano Previti Umberto (padre) e Cesare (figlio), tifoso di quella Lazio che oggi porta in Champions tale Umberto (figlio) che porta il nome del nonno ma che non significa che non sia bravo, che così incontrerà magari il milan, il cui attuale AD Galliani (Adriano) divenne socio di Berlusconi (Silvio) in Telemilano nel lontano 1977, anno nel quale Berlusconi (Silvio) si fece socio di Montanelli in quel Giornale che qualche anno dopo passò a quel Paolo (fratello), che qualche anno fa insieme ad Alessia (figlia) guidava l’azienda che distribuì in tutta italia i decoder DT attraverso i quali vengono diffusi su territorio nazionale anche i programmi di quella Endemol di Marco (marito) e dell’AD Paolo (fratello di Marco) che oggi distribuisce su analogico e digitale e che domani, quando per legge l’analogico scomparirà, si ritroverà ad avere per le mani qualcosa che assomiglia un sacco a quello scenario per raccontare il quale Bobo (fratello, pardon “figlio del padre di sua sorella”) nel 2002 disse “al nostro sistema democratico se ne è affiancato uno nuovo, quello videocratico, che senza i necessari controlli e senza robusti contrappesi produce squilibri e vistose iniquità.”

    (ad lib)

    Capita che in tutto questo la figlia di Tognazzi tiri fuori un film apprezzato?
    Beh, direi di sì, son “vistose iniquità” che possono capitare.
    Io però più che altro li definirei “effetti collaterali”.

    Ora va solo capito come si chiami quella cosa rotonda e rossa oggetto del post.
    Se la storia parte oggi, si chiama ‘torta’.
    Se ci si ricorda che parte sempre ieri, tocca chiamarla, difficile lo so, solo ‘ciliegina’.

    Spero di essere riuscito a commentare il post nel merito, come Facci chiede sempre.

    Fonti (verificate nei limiti di internet e quindi da prendere per quello che sono, nel caso si indichino gli errori):

    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=351

    http://www.unitus.it/ditoro/Fininvest%20-%20Mediaset.pdf

    claudiocaprara.ilcannocchiale.it/post/1618822.html

    it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Berlusconi

    new.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed184/s170.htm

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233835

  15. evabbè . … anche stavolta lo sfigato del Giornale s’è preso la sua buona dose di smerdate

    caspiterina ma insiste sempre

    almeno riconosciamogli la perseveranza

  16. Giusto.. qui ci vuole un dottore!

    Per esempio Scapagnini (Umberto), medico personale di Berlusconi (Silvio) nonché ex sindaco di Catania, città nella quale lavora come ricercatore anche Giovanni (fratello) insieme al quale pubblica libri su libri per Mondadori (editrice), ai quali si aggiunse anche Sergio (fratello) per il lungo viaggio che li portò a scoprire l’elisir di lunga vita del cavaliere, esperienza dopo la quale passò a medico del Milan di Berlusconi (Silvio) e poi a presidente della commissione ricerca all’europarlamento.

    (è una loop…è una loop…aiutooooooo…dottoreeeeee)

    Fonte:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/02_Febbraio/03/berlusconi.shtml

  17. Il Festival del cinema di Roma è solo uno dei tanti esempi del “sistema Italia”. Nepotismo e clientelismo sono (purtroppo) alla base della nostra società, e dilagano sia nel privato che nel pubblico. Altri esempi, senza dubbio interessanti, potrebbero essere le redazioni dei tg di Mediaset e Rai (http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=EFTPH, mi perdoni Facci se posto un articolo di Travaglio!).
    Facci, perchè si è interessato solo al Festival di Roma (voluto e fondato da Veltroni), e non si è fatto anche un giro per i corridoi della “sua” Mediaset?

  18. Mi gioco i pendenti di un marsupiale della Tasmania che se il post l’avesse scritto Grillo a quest’ora si era tutti in partenza per una capientissima piazza di Roma…

  19. Quando non fa una grinza non fa una grinza: sui nepotismi e le collaborazioni strette-strette dei soliti sinistri raro vedere una riga.

  20. Anche nel cinema, come dire, onore al merito.
    Uno spaccato amaro sul familismo, e non solo, in ambito accademico, invece: “L’Università truccata”, di Roberto Perotti (Professore straordinario di Economia Politica alla Bocconi), Einaudi, 2008.
    Il tutto, aggiungendo anche il familismo in politica, naturalmente alla faccia della mobilità sociale e delle opportunità uguali per tutti, che la classe dirigente di sinistra (chiamata in causa, credo, da Facci essendo il festival di Roma emanazione veltroniana) per sua natura dovrebbe difendere e su cui invece talvolta (e purtroppo, dico, essendo elettore di centrosinistra) chiude tutti e due gli occhi.

  21. ti sei scordato di dire che l’uomo che ama è distribuito dalla medusa film il cui vice presidente è piersilvio berlusconi figlio di silvio berlusconi presidente del consiglio

  22. eccheduecoglioni!!!!!!! ma é sempre colpa di filippo facci??!!!! cioé, mi associo a chi vede solo il dito e non la luna!!!! Normale che se nasco in una famiglia di musicisti mastico piú musica che nella mia dove non c’era neanche lo stereo ma si l’opera omnia di Marx, Lenin, Pavese, Volponi. Infatti son cresciuta comunista! Peró questo non giustifica quello che sta descrivendo filippo!! cazzo, é la sagra di “cosa nostra” sto festival, mica un festival. Mi pare un po’ diverso, a me. Ma io non capisco un cazzo, come facci immagino. Eccheduepalle i commentatori anti-facci, fatevelo dire:TROVATEVI UN HOBBY

  23. @bROONO, STELLINA, PURE TE CHE TI STIMO TANTO E DA DAVE TI LEGGO CON TANTO AMORE, ma invece di tirare fuori sempre craxi, riconoscere che quello che ha scritto facci fa pensare, pareva brutto??!!!! pecché, pecché, pecché??!!!! io non voglio diventare un ultrá di uno con le meches (che poi, non é malaccio…;-) ma mi dico, ma sempre le stesse cose tocca scrivere?!!!! SEMPRE LE STESSE CRITICHE ANCHE SE NON C’ENTRANO UNA MAZZA?? capisco se il post finisse con:”berlusconi invece é onesto”. Ma non é cosí, per cui IO non capisco questo accanimento…

  24. se importasse davvero a qualcuno questo benedetto conflitto d’interesse, la sdraio de il giornale in questione non ci sarebbe stata.
    Scriva qualcosa di interessante quindi.

  25. Scusssssi Gino, lei a sua volta si è dimenticato di dire che il vicepresidente di Medusa film è Giampaolo Letta
    (Shhhhhhh, non lo diciamo a nessuno).

  26. @Valentina:

    Io riconosco quello che mi va di riconoscere, non quello che agli altri sembra opportuno riconoscere.
    A te il post ha fatto pensare?
    Bene, riconoscilo.
    A me ha fatto pensare ad altro e l’ho riconosciuto.

    E’ pazzesco…Qui si sta verificando lo stesso modello dell’informazione attuale:
    Se contesti il governo, sei un comunista.

    Tra i contestatori possono esserci comunisti, apolitici, socialisti, radicali, pizzaioli e pescivendoli.
    Contesti?
    Comunista.
    Fine.
    Non esistono più categorie e il tormentone è così tanto diventato familiare da esser diventato autovalidante.

    Con i post di Facci è lo stesso.
    Ormai contestarli è diventato impossibile.
    Se lo fai, sei il solito che entra nei suoi post per dargli del mechato venduto mandarlo affanculo e augurargli la galera o, peggio, la povertà.

    “riconoscere che quello che ha scritto facci fa pensare, pareva brutto?”

    No, non pareva brutto, ma perché cazzo avrei dovuto farlo?
    E’ un pensiero tuo, mica mio.

    Ma secondo il modello ‘contestazione’ che lui stesso abilmente si è autostampato addosso, ormai siamo così, se non riconosci il genio, allora sei di quelli che entrano e gli dicono “Venduto vaffanculo leccaculo baciaculo”

    Beh, io non ho fatto né l’una né l’altra cosa.
    Poi si può discutere sull’opportunità della mia risposta, sulla sua qualità, su quello che si preferisce, non mi sento dio e per questo non piangerò quando mi si contesterà…come dire…nel merito.
    Ma cristo piantiamola con ‘sta cosa che se lo si contesta allora si è ‘quelli che lo sfanculano ogni volta che apre bocca’, perché la scena è patetica quanto se non più di quelle che qualsiasi argomento lui tratti spuntano per metter giù tre righe forzatamente in tema il cui unico scopo è il mimetizzare l’unica che volevano scrivere e cioè che è bonazzo.

    Se ti prendi i suoi post nell’archivio non saranno pochi i miei commenti in suo favore che ci troverai.
    Così come altrove non sono poche le occasioni nelle quali l’ho definito una delle poche penne ‘opposte’ che trovo interessante leggere.
    Persino in privato gli ho dimostrato apprezzamento, nell’unico contatto via mail scelto per rendergli noto un apprezzamento nei suoi confronti di una firma di rilievo che credevo si sarebbe perso nel caos della rete e che invece credevo meritasse di andare a leggersi.

    Bastano come credenziali per permettermi la libertà di dirgli, a modo mio, che ha scritto una roba inutile se lo penso?
    O solo perché oltre a chi lo contesta dopo averlo letto c’è anche chi lo sfancula senza manco leggerlo, bisogna stare attenti attentissimi a contestarlo altrimenti si rimpolpa la fila degli sfanculatori perché ormai quel minimo di spirito critico per separare chi lo sfancula da chi lo contesta pare roba impensabile da chiedere?

    Si può trovare quantomeno ridicolo, e quindi non preoccuparsene, il ritenere lui l’ago della bilancia per stabilire quando la critica è nel merito e quando no?

    No perché a sentire lui negli ultimi dieci post l’unico che l’ha commentato nel merito è un tizio che si è chiesto come mai nessuno lo commentasse nel merito..vedi tu.
    Il resto per lui erano solo sfanculi e quindi via, la solita puntuale chiusura dei commenti.
    In mezzo ai tanti sfanculi c’era roba per dibattere?
    Secondo lui no, erano contestazioni, quindi comunisti, quindi merde, quindi chiusi i commenti.

    Voi che lo amate?
    Idem, zero differenze, lo si è contestato, “Non puoi solo dire che ti ha fatto pensare?”.
    E chi cazz’è, il mio guru?
    Che è quel ‘non puoi solo dire’?
    Siamo dal medico?
    Gli vengono le pustole se non gli si dice ‘solo’?
    Ci dobbiamo occupare di non turbarlo?
    Che è, la tua, una contestazione nel (mio) merito?

    Perché hai letto il nome Berlusconi, quello di Craxi e il non aver ‘solo’ detto ‘accidenti mi fai un sacco pensare’ allora gli indizi per individuare le sfanculatore sono tre e si parla di prova?

    In questo post si parla di clientelismo, di politica, di sinistra, di favoritismi e di famiglie che si spartiscono il malloppo.
    Il cinema ne è solo l’incarto, contestarlo parlando di cinema era roba per cerebrolesi e me la sono risparmiata.
    Contestarlo senza citare tutto ciò che ha permesso quello che questo post denuncia o farlo senza sfiorare gli ultimi vent’anni di politica familiare italiana era roba impossibile e me la sono risparmiata.
    C’è scritto Berlusconi?
    E grazie al cazzo, se parli di famiglie al potere in un post, chi ti contesta l’utilità del post chi ti deve citare, i Cesaroni?
    Sarà colpa mia se digitando Belusconi Famiglia in gùgol ti esce la storia d’italia a fumetti?

    Fai così, prendi il mio post e al posto dei cognomi che gli turbano la sensibilità mettici Agnelli e famiglia.
    Fatto questo, dimmi se la contestazione, riassunta nella frase finale della torta, è o meno nel merito.

    Dopodiché, infilando ovviamente un altro ‘me lo farei’ ché così rientri tra quelli che lo commentano nel merito e magari ci guadagnamo un altro giorno di commentabilità, spiegami il senso di questo post, provando a farlo senza citare la velatissima e quasi impercettibile volontà di segnalare che i comunisti sono brutti sporchi e cattivi (che però nel suo caso non hai trovato inutile ennesimo sassolino dalla scarpa ma anzi addirittura roba che fa pensare…uau) e vediamo quanto riesci ad andar lontana.

  27. “Sarà colpa mia se digitando Belusconi Famiglia in gùgol ti esce la storia d’italia a fumetti?”, rido troppo, Bru’, fantastico.

    Con questo non intendo deridere comunque ciò che hai scritto, anzi.

  28. Il concetto era più o meno che anche Veltroni e co. è umma umma come tanti altri.

    E che per le pretese di ficaggine della sinsitra questo è male, perchè orde di ragazzi/e vorrebbero fare i registi, ma solo uno su mille ce la fa. Ed è la figlia di Veltroni.

    E quando parla di svecchiare la politica uno pensa a giovani “normali” che hanno fatto politica senza umma umma e non alla marianna, che ha fatto umma umma con il figlio di.

    Non è che fosse poi così difficile.

  29. Ecco perche’ il cinema italiano e’ malato. Soffre di incesto e baronaggio acuto. Ma chi li guarda piu’ i film Italiani. Il nostro cinema e’ in agonia, vive di sovvenzioni statali/politiche che fanno comodo a pochi.

  30. @Ale:

    E avevi bisogno di questo post, per sapere che a sinistra si tengono stretta la borsa tanto quanto a destra?

    Guarda ti rassicuro, il senso del post non era così difficile nemmeno per me.
    E’ la sua utilità che mi sfugge.

    Far sapere che i figli di lavorano più dei non figli di?
    Mecojo!

    Ah ma forse l’utilità sta nel fatto che nessuno lo dice mai riferito alla sinistra.

    Al di là del fatto che questa è una notizia quantomeno opinabile, visto che di inchieste ‘trasversali’ ne puoi trovare duecento anche solo leggendoti l’Espresso, che non mi pare lettura di nicchia e per pochi eletti nascosti e che di pulci ne fa in abbondanza su chiunque sieda in parlamento, tocca chiedersi se l’eventuale scelta di dirlo anche sulla sinistra sia così dirompente da meritare solo e soltanto uno chockato silenzio solo perché meno frequente che sulla destra.

    Ok, la funzione ‘sulla sinistra lo dicono in pochi meglio uno in più’ è svolta, nessuno la nega (il mio commento ha per caso invalidato la tesi del post?), si può passare alla dirompente fase due: parliamo dello scenario e non dei protagonisti?

    No, scherzi, qui s’è azzardata la critica all’egemonia culturale della sinistra, uau, cuor di leone in mesi come gli ultimi sei, si dia il pulitzer, ha scritto che la figlia di un regista fa la regista pure a sinistra, ‘staminchia, facciamoci un libro, sparigliamo le carte, il re è nudo, innalziamo cotanta inchiesta agli altari del Watergate.

    E’ legittimo aspettarsi robe del genere da un ‘me’ qualsiasi e qualcosa di più da un Facci?
    E’ legittimo segnalargli che ha scritto un pezzo che se l’avesse scritto Travaglio gli avrebbe regalato gli ennesimi duecento pezzi su Il Giornale per dirgli che butta sabbia negli occhi?

    E’ legittimo chiedersi se chi ha il suo passato non abbia in qualche misura la fortuna di potersi dire diverso da un blogger qualsiasi e che aspettarsi che usi questa diversità per scrivere pezzi un po’ più importanti di questo che potresti trovare su qualsiasi blog di un ventenne un po’ informato che inanella tre informazioni per dimostrare che DJ Francesco è famoso perché figlio di uno dei Pooh?

    Anche Private di Saverio Costanzo ha visto la luce perché il regista si chiama Costanzo e non perché si chiama Saverio, d’accordo, uau, scoop.
    Uscito il film poi vai in giro a cercare informazioni.
    Sui blog di mezza italia ci trovi gli sfanculatori da blog che ti dicono che loro l’hanno letto il cognome, eh, cioè mica glie la fai a loro, oh, quello si chiama Costanzo eh, ah ah ah, lì c’è preferenza, De Filippi, D’Alessio, oh, qui siamo vigili eh, il tubo catodico non ci catodica, il satellite non ci satellita, siamo cazzuti e facciamo info dal basso, siamo la nuova era, noi spaccheremo il sitema che ci fotte. potere ai piccoli, leggete Grillo.

    Poi dici a te stesso “Minchia quanti danno ha fatto Grillo, andiamo a legegrci qualcuno che va oltre, andiamo a leggerci qualcuno che se deve attaccare al muro qualcuno lo fa da un livello superiore, andiamoci a leggere qualcuno che proprio per questo ha spazio su uno dei più diffusi quotidiani nazionali, andiamoci a leggere un Facci e prendiamoci una boccata d’aria da uno che ci sta sul cazzo ma almeno fa il suo mestiere”.
    Apri la paginetta e che ci trovi?

    “Oh io l’ho letto il cognome, eh, cioè mica me la fai a me, oh, quello si chiama veltroni eh, ah ah ah, lì c’è preferenza, Muccino è fratello dell’altro eh mica è una ripetizione, oh, qui siamo vigili eh, il tubo catodico non mi catodica, il satellite non mi satellita, sono cazzuto e faccio info dall’alto, sono la vera professione, noi cancelliamo la rete che non esiste. potere ai grandi, non leggete Grillo.”

    Poi arrivi tu e mi spieghi il senso del post dicendomi pure che non era così difficile.
    Ri-uau.

    Infatti, è questo il problema, non era difficile.
    Allora mi leggo Grillo, non uno che mi dice che quello scrive robe per gente scema e poi fa lo stesso guardando il festival del cinema e lasciandosi passare davanti il problema del Sol dell’avvenire, Alemanno che annuncia che l’anno prossimo la musica cambia, Bondi che informa che ora a chi dare i soldi lo decide lui e tra questi non ci sono i comun…ehm quelli che offendono la memoria delle vittime e che chi è vittima lo stabilisce lui per poi andare al festival del cinema per le famiglie a confermare che al cinema che parla di famiglia darà tanti tanti soldi perché lui è per la pluralità delle voci, lasciandosi passare davanti il fatto che a me che quella sia la figlia di veltroni non me ne può fregare di meno perché scemo considero il padre e certo non penso che la figlia gli eventuali talenti se li porti nel cognome, ma magari mi interessa di più sapere se il film era di qualità o meno, come non mi interessa sapere che Saverio si chiama anche Costanzo ma voglio sapere Private è un film che qualcuno aveva già azzardato o se è una voce nuova, per quanto favorita da uno che a me sta sul cazzo, non mi frega nulla di sapere che a sinistra aiutano i figli come a destra, soprattutto se questo significa comunque che a sinistra gli favoriscono i fondi per un film perché giusto quello gli è rimasto, a destra gli danno in mano l’italia perché quella da sempre si sono divisi.

    Facci non è Fede cazzo.
    Se ieri mi scrive un pezzo fantastico nel quale mi descrive la figura di Fede come il peggio al momento adisposizione dell’informazione, io mi aspetto che oggi non si metta la sa maschera di gomma di Fede solo perché è Halloween pensando che avendo davanti solo merde la gente non veda che questo post è la traccia di un qualsiasi servizio del TG4.

    Oppure mi scriva alla fine del pezzo “Dolcetto o scherzetto” e allora va bene, si ride, stava proseguendo il post su Fede dell’altro giorno dandocene un esempio e quello ancora dopo su quanti comunisti ci stanno in un metro quadro e allora applausi, si sarà preso anche lui una salutare e periodicamente necessaria vacanza dal cervello, ma non s’incazzi se poi qualcuno gli risponde chiedendogli se sa anche quanti elefanti stanno su una cinquecento perché lui di questo sta parlando e, nel merito, questo gli si risponde.

  31. Bon arisenta, io non so come lei concepisca un blog, né un blog come macchianera, né i pezzi del sig. Facci.

    Mi piacciono alcuni articoli e altri meno, però mi scusi, se mai mi capitasse di leggere un’amaca di serra che non mi piace, non mi sognerei mai di fargli il verso con un altro articolo e successivamente di scrivergli due filippiche in cui gli dico che da lui mi aspetto qualcosa di più.

    Tra l’altro lei sostiene che “siccome così fan tutte io voglio sapere se il film è di qualità o meno”.

    Beh, mi spiace, ma a me interessa sapere chi l’ha fatto e perchè.

    Mi interessa sapere che la figlia di chi si schiera contro “questa italia che non cambia perchè i figli dei notai restano notai” crede di essere diventata aiuto regista perchè è brava.

    Se il film è bello, lei lo vuole sapere da Facci?

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