Pensieri da sala prof

Si diceva in sala prof che, certo, sciopereremo, ma che senza blocco degli scrutini non ci si filerà mai nessuno, e che i colpevolissimi sindacati possono aggiungerlo al già gravoso carico che portano sulla coscienza, l’avere disattivato l’unica nostra arma dotata di efficacia. In realtà, poi, sullo strumento del blocco degli scrutini la confusione regna sovrana: è illegale o no? Io, con molti altri, pensavo di sì, ma questo link della Gilda ci smentisce. (Ecco, una cosa buona di questo governo è che mi sta finalmente facendo studiare cose a cui, prima, manco pensavo.)

Scioperare si deve e lo farò, ovviamente, ma sarebbe opportuno uscire dalla logica autolesionistica che ci contraddistingue e che ci rende la categoria più innocua d’Italia – e quindi la più sbeffeggiabile, in questo paese che ama i furbi e gli arroganti. Tre sacrosanti giorni di sciopero a Ottobre vogliono dire circa 200 euro in meno in busta paga (madonna santissima) nonché le consuete corse successive per recuperare voti, programma e quant’altro. Benissimo: ma il senso dello sciopero è creare disagi fuori, e non solo a se stessi. Io, quindi, colma di ammirazione per le maestre delle elementari (che ho visto in azione la settimana scorsa durante un’assemblea e mi sono spellata le mani ad applaudirle, ché di donne fiere ed agguerrite così non mi pare di averne mai viste, da noi alle superiori) faccio mia anche l’idea dello sciopero bianco e col cavolo, che quest’anno muovo un dito al di fuori di quello che è strettamente il mio dovere.

E poi credo che dovremmo davvero tralasciare la nostra consueta, istintiva gentilezza verso il sistema tutto e che abbiamo l’obbligo di mostrare agli italiani quanto è improvvisata, vuota e sciocca la politica Brunettiana. I due soldi che lo Stato, nella sua nuova versione buzzurra, mi toglie quando mi ammalo, li deve spendere con gli interessi obbedendo a Brunetta, guarda, e senza che io gli faccia sconti. VOGLIO il medico a domicilio pure se sto a letto per dolori mestruali, visto che non posso uscire. VOGLIO la visita fiscale dal primo giorno di malattia, e voglio che l’ASL mi spieghi perché non me la manda, se non me la manda. Scriverò lettere ai giornali per protestare per ogni mancato arrivo di chi dovrebbe controllare che io non esca, quando mi ammalo. Voglio che i servizi sociali mi facciano la spesa – visto che non posso morire d’inedia mentre sono agli arresti domiciliari 11 ore al giorno – e voglio che il 118 mi procuri le medicine che non posso andarmi a comprare per decreto, e che l’Amministrazione mi chieda per iscritto di stare a casa se sono contagiosa.

E credo che quest’opinione pubblica tanto pronta ad applaudire riforme orecchiate e fatte apposta per titillarle la pancia dovrebbe cominciare a capire un po’ più da vicino di cosa stiamo parlando. Genitori che non vedi MAI a scuola, sindacalisti dei propri figli esperti di didattica come di pallone, ragazzotti che ci riportano nelle classi il bullismo di un Brunetta senza vedere che il vero spreco di denaro pubblico, nella scuola, sta nello scaldare il banco dei deficienti che l’anno scorso ci deliziavano con le loro prodezze messe su YouTube, e che quando gli dici: “Ma lo sai che tu sei qui finanziato da denaro pubblico investito per farti studiare?” ti rispondono che loro pagano la tasse e che quindi gli spetta, il diritto di dormire sul banco Be’, io sarei stufa del maternage a oltranza della mia categoria verso una società che risponde a sputi in faccia. Forse dovremmo concentrarci un po’ di più sul nostro mestiere, sapete? Fare meno gli assistenti sociali e più i prof. Affrontare un po’ di nodi che non ci piace affrontare, perché portano ad ammettere che la scuola – che ci piaccia o no, ché la realtà se ne frega, dei nostri desideri – è di classe, oggi più di prima, e che fingere che non sia così non ha più senso. Non in quest’epoca, non con l’analfabetismo teleindotto che è penetrato soprattutto nei settori più svantaggiati di questo paese.

Quando ne parliamo, di certe realtà scolastiche e del fatto che forse bisogna proprio diminuirglielo, il numero di materie, a chi ci studia dentro? Mi sa che non riusciamo a parlarne perché sappiamo che, con buona pace della Gelmini, non sono le materie tecniche ad essere di troppo, in quelle scuole, ma l’italiano, la matematica, la storia e le lingue straniere. Perché le conclusioni a cui arriveremmo, se ne parlassimo, non ci piacciono per niente, davvero. Solo che inganniamo l’Italia, i genitori, noi stessi e pure gli studenti, andando avanti così. A fare finta di insegnare a gente che manco finge più di imparare. Oh, lo facciamo a fin di bene, ne sono certa. Ma non funziona.

Io credo che dobbiamo affrontarlo e denunciarlo noi, lo sfacelo sociale e culturale a cui assistiamo in tante delle nostre scuole (penso ai professionali ai confini della realtà di cui ho notizia, penso a certe realtà di periferia o del sud, penso al senso di impunità in cui crescono i bulletti di oggi che saranno i bulli di domani). Perché la realtà ci dice che non abbiamo la forza di risolvere una beata mazza e che, anzi, con i nostri silenzi da formichine non riusciamo che a essere complici dello sfascio e che, nel momento in cui i nodi cominciano ad arrivare al pettine, ne siamo e ne saremo capri espiatori.

Toccare la scuola vuol dire toccare i nodi, la carne viva della società. E’ normale che, piuttosto che vedere il degrado per ciò che è, si preferisca attaccare noi. Però è la normalità dei nevrotici o degli idioti, nulla di più.

Io credo che dovrei ridefinire il senso del mio lavoro. Dentro di me, dico. Lo penso, ma poi non riesco a sciogliere la contraddizione che c’è tra il mio desiderio, che ormai aumenta ogni giorno di più, di fare solo e soltanto il mio mestiere (insegnare la mia materia e poi valutare i risultati degli studenti, su programmi e sistemi di valutazione che rispettino degli standard nazionali, e stop) e i nodi dell’educazione e dell’integrazione, e di come perseguirle. Qui, adesso, in Italia, nel degrado.

Non mi vergogno ad ammettere che mi sento professionalmente smarrita, confusa, piena di dubbi. L’unica cosa che so con assoluta certezza è che, mentre cerco il bandolo della matassa di ciò che è il futuro del mio mestiere, ho un solo modo per non perdermi e per non soccombere ai colpi che arrivano da tutte le parti, a cominciare dal Governo. E consiste nell’essere più statale dello Stato.  E non è una parolaccia, “statale”. E’ qualcosa di cui io sono orgogliosa. Fino a quando non inventeremo un sistema migliore per dare pari opportunità ai cittadini – e fino ad ora non lo abbiamo inventato, mi pare – continuerò a ritenere che lavorare per lo Stato sia un onore e una responsabilità, a prescindere dai singoli figuri a cui può capitare di governare.

Non so come se ne esce, da ‘sta storia. So che comunque, e per prima cosa, qua tocca vivere con la Costituzione tra i denti. Quello che caspita dobbiamo fare deve essere scritto lì, da qualche parte.

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48 Comments

  1. Sono assolutamente d’accordo. Una seria riflessione sulla scuola dovrebbe partire da dentro la scuola. Purtroppo invece nel tempo si sono susseguite tante riforme, si sono fatti tanti scioperi contro, ma mai una proposta.
    Ed alla “persona comune” vendere questo come spirito di autoconservazione è molto semplice!

  2. Vi licenziassero tutti, te compresa, e si ricominciasse da zero. Allora forse qualcosa si potrebbe cambiare.

    Luciana Littizzetto una volta disse che il mestiere di insegnante è l’unico che più si va avanti, più si peggiora.

    Haramlik ne è la dimostrazione vivente.

  3. PErchè un metalmeccanico quando sciopera dice di farlo per il lavoro o per il grano (tutte cose sacrosante) e voi invece scioperate sempre per la società italiana?
    Siete troppo generosi…
    La scuola Italiana tranne pochissime realtà nella scuola primaria fa semplicemente schifo.
    La gelmini non l’aiuta ma siete sicuri che la peggiori?
    Io non credo e non parlo per sentito dire.

  4. credo dipenda dal fatto che la società italiana esiste in quanto prodotto culturale e, guarda caso, chi si occupa di istruzione è addetto a formare la capacità di essere parte -decente- di una cultura decente

    il metalmeccanico ha un’altra mission, come si dice oggi nel gergo degli ignorasini

    categooria alla quale appartengono tutti coloro i quali vedono nella cultura e nello scambio culturale uba fatica inutile, preferendo (come fa spesso gente tipo Arcroyal) giocare al gioco degli amici e dei nemici

    certo, è un gioco più semplice, che possono praticare anche i demagoghi malriusciti e i violenti picchiatori, cosa c’è di più semplice di tirare una riga al di là della quale sono tutti cattivi, invidiosi e ignavi?

    in questo modo si possono sostenere senza troppa vergogna anche riforme come quella di Tremonti

    in questo modo, mentre tutto il mondo da la caccia ai neocon per coprirli di pece e piume, il nostro paese può dirsi ancora una volta retroguardia americana

    in questo modo l’Italia è l’unico paese che propone ed introduce ancora misure derivate direttamente dalla narrazione oligarchica dei neoconservatori

    una vera vergogna, ormai lo spazio pubblico è popolato solo da teppisti, picchiatori e venduti e l’afasia delle potenziali opposizioni rende ancora più agghiacciante la visione d’insieme

    onore e lode agli Arcroyal, ai Facci, ai Tremonti e ai Berlusconi, ultimi alfieri della decadenza italiana, veri eroi del tramonto morale di un intero popolo
    sia riservato loro un posto in Paradiso (o altrove) alla destra di Bush, se lo sono davvero sudato

  5. Sei formidabile, mazzetta. Sei riuscito a tirar dentro Facci e i neocon persino sotto un post dedicato alla scuola italiana. Se non è un’ossessione questa.

    Però a volte i tuoi deliri tornano utili. Effettivamente iniettare un pò di Stati Uniti nella scuola italiana, non farebbe male. O meglio, farebbe male solo alle mandrie di pseudo-docenti che pascolano da decenni sulle cattedre di ogni ordine e grado.

    La precarizzazione del lavoro di insegnante è una delle strade che porterebbero ad una scuola decisamente migliore. Il contratto andrebbe rinnovato anno per anno a seconda dei risultati, e chi non si dimostra all’altezza dell’incarico andrebbe fatto accomodare alla porta senza tanti complimenti.

  6. vedi perchè ho tirato tutto in mezzo?
    sei tu che dimostri a chiunque come avessi ragione

    uno che a fronte della -realtà- della scuola italiana scrive una boiata come: “La precarizzazione del lavoro di insegnante è una delle strade che porterebbero ad una scuola decisamente migliore”

    sorvolando sul -fatto- che il lavoro di insegnante è già uno dei più precari, può essere solo i povero pappagallo di ignoranze ardite altrove

    un po’ come quei neocons che adesso provano a dire che è colpa della decisione “socialista” di estendere la proprietà immobiliare a “chi non la meritava”

    se c’è grossa crisi secondo questi furbacchioni, è colpa dei poveri che hanno fatto mutui che non potevano pagare e hanno rovinato tutti

    senti che assonanza con la tua pretesa secondo la quale trattando da bestia gli insegnanti la scuola migliorerebbe?

    te l’ho già detto un’altra volta: l’ignoranza e la cattiveria che esibisci verso i deboli, il tuo servilismo verso idee che non comprendi appieno e, non ultimo, il tuo incessante calunniare a vanvera intere categorie sociali, non sono un vezzo da irresponsabile

    sono proprio attacchi alla socialità e all’intelligenza, alla cultura e a tutto quanto ostacoli la creazione di una società fondata sulla sopraffazione oligarchica

    niente di simpatico, tutto abbastanza pericoloso, reazionario e finanche eversivo quando si attacca la scuola pubblica per agevolare l’avanzata del bushismo nell’italica variante defilippica

    nel nuovo secolo i “terroristi” e gli “eversori” sono quelli che agiscono come te, non certo chi difende la Costituzione e i diritti umani e civili

    l’hai capito o no che per molti di quelli che leggono le tue esibizioni sono un attacco plateale al buon senso, alla cultura e alla democrazia, non meno degli esercizi servili di tanti altri megafoni del tremontismo ignorante?

    lo hai capito o no che a forza di chiedere di accompagnare gente alla porta, apri la strada a richieste esattamente uguali nei tuoi confornti?
    o forse credi di essere in qualche maniera “al sicuro”, come tanti che si credevano sicuri e poi da un giorno all’altro sono stati travolti dalla storia?

  7. Per precarizzazione intendevo evidentemente il rinnovo annuale dei contratti sulla base dei risultati ottenuti, e non di quelle astruse tessere a punti in voga presso il sistema scolastico italiano.

    Si dimentica sempre che l’insegnamento è uno dei mestieri più usuranti che esistano, e che quando si iniziano a fare i discorsi di cui Haramlik ci ha lasciato un saggio oggi, è forse il caso di cominciare a pensare di cambiare lavoro. Non solo per sè stessi, ma soprattutto per quei poveri disgraziati che hai davanti e non si meritano di essere trattati con tanta alterigia e disprezzo. Non se lo meritano soprattutto da una classe docente che è l’ultima a poter salire sul pulpito.

    Con te, comunque, non servono i discorsi astratti. Nei cieli rarefatti delle idee trovi sempre qualche nuvoletta dove sistemarti e buttarla su Bush, Berlusconi, Tremonti e Facci. Con te serve la realtà nuda e cruda. E allora via con i fatti.

    Ora di latino in una seconda liceo scientifico del Nord Italia, forse la migliore scuola superiore della città. L’insegnante sulla trentina – quindi neppure una di quelle vecchie carampane inacidite che si trovano ancora in circolazione – entra e si capisce subito che è giornata di comizio. Lo era già stata la scorsa settimana, ma forse è meglio così. Il martedì precedente aveva deciso un ripasso dei complementi e aveva dato una tristissima prova della sua ignoranza in materia. Un’ora di “ehm…no…aspettate che guardo bene…ah sì il complemento di modo è in ablativo semplice…no…boh…vediamo” e via così fino al suono della campanella. Quindi meglio il comizietto, che forse si fanno meno danni e brutte figure.

    E parte la solita cantilena contro lo ‘pisconano’, quell’infamone di Brunetta e soprattutto quella strega della Gelmini. Dopo 15 minuti buoni di concione, improvvisamente si blocca, si mette a scrutare la classe come Terminator e sbotta: ” Ma ci sarà mica qualche berlusconiano qua dentro? “. Davanti, è appena il caso di ricordarlo, ha alunni la cui età media è 15 anni, e la guardano come se fosse impazzita.

    A questo punto trilla un cellulare. E’ il suo. Smette di parlare, si fionda sulla cattedra e per 5 minuti si mette a smanacciare sulla tasteria del telefonino, tenendosi però rigorosamente sotto il bordo della cattedra, che altrimenti si capisce che sta messaggiando furiosamente con il fidanzato.

    Ecco, questa è la scuola che i mazzetta difendono in nome della “socialità” e “dell’intelligenza”, “della cultura” e “di tutto quanto ostacoli la creazione di una società fondata sulla sopraffazione oligarchica”. Sei solo un’ipocrita, mazzetta. E della peggior specie perchè dietro a paroloni altissimi e nobilissimi nascondi la realtà di una scuola che è allo scatafascio. E non per colpa del Caimano. Per colpa soprattutto di individui del genere, che occupano cattedre che mai avrebbero dovuto occupare e da cui, se esistesse un minimo di decenza, dovrebbero essere cacciati a calci in culo domani stesso.

  8. I post di mazzetta fanno schiantar dal ridere, il principe dei gesuiti non potrebbe fare di meglio. Sono deliri moraleggianti come i suoi che ti fanno capire meglio di qualsiasi analisi politica perchè la sinistra non esiste più.

  9. vedi che non ce la fai?
    “Ecco, questa è la scuola che i mazzetta difendono”

    è un’espediente squallido, sempre lo stesso

    che ne sai tu della scuola che difendo io?

    io ti ho fatto notare che precarizzare il personale non è certo utile al miglioramento del servizio, tu mi ribadisci uhna concezione secondo la quale l’insegnante deve essere spremuto e poi cacciato a calci nel culo quando va in esaurimento perchè deve affrontare un compito immane in completa solitudine e pagato meno dell’ultimo degli stronzi
    se non è neoconismo del più ignorante questo….

    tipicamente neocon è poi lo stile nel prendere un episodio demenziale e nel trasformarlo addirittura nella “scuola che i mazzetta difendono”

    la tua non è ipocrisia, sono maldestri tentativi di truffa a sostenere una propaganda altrettanto maldestra e calunniosa contro l’utilità stessa dell’istruzione pubblica

    riprova, sarai più fortunato

    game over

    insert coin to continue

  10. giggà….moralista…lol…detto dalla curva che ha sostenuto gli ultimi dieci anni di sfascismo ignorante è quasi una medaglia ;)

  11. Mazzeta, poi mi linki qualche testo dedicato alla scuola dai neocon, che non me ne viene in mente nessuno. Ricordo solo così, en passant, che la scuola sovietica era una delle più meritocratiche, selettive e ‘di classe’ che la storia umana ricordi.

    I sistemi scolastici si dividono in buoni e cattivi. Il colore politico c’entra poco, altrimenti si dovrebbe concludere che la scuola uscita dalla riforma Gentile fosse pessima in quanto fascista. Mentre a fare decisamente schifo è la scuola post-sessantottina dell’Italia repubblicana.

    Comunque alla fuffa da ‘pietismo’ sindacale di mazzetta ( questa storia dei poveri docenti affamati, spremuti fino all’osso, lasciati soli in mezzo alle belve ricorda tanto la capanna dello Zio Tom, e mi commuove tremendamente ) si risponde con un altro ‘episodio demenziale’.

    Questa volta la profia è di matematica. Mezz’età, moglie di un dentista con due studi in due città diverse, una di quelle che insegna per dare un senso alla vita, che tanto al mattino c’è la domestica in villa a riassettare e a preparare pranzo e cena. E’già ricorsa alla chirurgia plastica un paio di volte, e al pomeriggio è un lungo dribbling tra estetista e lezioni di spinning ( tutto doverosamente relazionato in classe al mattino, sia mai che gli studenti si annoino… ). A casa votano il Berlusca – lo dico così per par condicio con il precedente caso umano ( ma questa ha l’importante merito di non usare la predella come tribuna politica, anche perchè nella scuola è una mosca bianca e rischia seriamente l’ostracismo dei colleghi ).

    A scuola arriva in Suv, e guai ad occupargli il posto nel cortile con i motorini, che si incazza abbestia e rischi di finire dal preside. In classe l’altra mattina è arrivata stile ‘il Diavolo veste Prada’, con 1 chilo di oro addosso, che la Madonna di Pompei se lo sogna. Come al solito, è giunta con 15 minuti di ritardo che c’è traffico ( dice lei ), e tanto nessuno controlla.

    Non appena si è assisa sulla predella, una studentessa dal primo banco le dice che uno dei problemi di geometria dati per esercizio il giorno prima non le è venuto. Lei prende il libro e si mette a studiare il problema. Passano 3, 4, 5 minuti…e non succede nulla. Poi alza lo sguardo e si mette alla ricerca della sua solita ciambella di salvataggio.

    ” Mazzocchi, per piacere puoi venire alla lavagna e far vedere alla tua compagna come si risolve il problema? ”

    ( ‘Mazzocchi’ è il genio di matematica della classe, una sorella che fa fisica all’università e una naturale propensione per i numeri…il nome è di fantasia perchè le arpie ingioiellate sono vendicative e carogne come poche…vuoi mai che capiti su MN e si riconosca, ndr ).

    ‘Mazzocchi’ si alza e in pochi minuti risolve il problema. La madamazza ingioiellata gli lancia un sorriso a 32 denti e tira un sospirone di sollievo. Anche questa volta l’ha sfangata. Per fortuna che anche quest’anno c’è Il Mazzocchi che altrimenti con ‘sti benedetti problemi di geometria lei proprio non ci piglia.

    Ora non vorrei urtare la sensibilità proletaria di mazzetta, ma non sarebbe più giusto dare i soldi dello stipendio al ‘Mazzocchi’, e lasciare la madamazza a casa? E’troppo fascista, neocon, reazionario chiedere che questa genia sia allontanata dalle cattedre? O preferiamo continuare con le geremiadi strappalacrime sulla triste condizione degli insegnanti italiani?

  12. Recentemente parlavo con un’amica, figlia di insegnante di carriera pluridecennale.
    Il tema era quel numero là degli insegnanti indicati come ‘da spedire sulla luna’.

    Ovviamente il tono del suo discorso era allarmatissimo, la madre era allarmatissima, si stava attaccando il sistema scuola, si vogliono mettere in strada migliaia di professionisti, si vuole dare una direzione alla cultura della prossima generazione.

    Finito di parlare le ho raccontato la mia esperienza e le ho chiesto di fare un semplice calcolo matematico spannometrico:
    Nella personale storia scolastica, sul 100% degli insegnanti incontrati, quanti si riconosceva essere (anche al netto del proprio esser giovani e non certo in grado di formulare giudizi completi e affidabili), al limite dell’oggettivo, meritevoli di biglietto per la luna perché inadatti quando non addirittura pericolosi per la crescita dei soggetti a loro affidati?

    Io per me ho detto ‘più della metà’
    Lei ci ha pensato un attimo e, ridendo perché aveva colto il senso, mi ha detto ‘Io pure di più’.

    A quel punto abbiamo preso la cifra indicata oggi come ‘esuberi’ e le ho chiesto di rapportarla al totale degli insegnanti in Italia, per vedere di quanto era sotto la sua valutazione di quel ‘più della metà’.

    Fine dell’aneddoto, il cui esito non serve raccontare.

    Allora io tutto sono tranne che Berlusconiano (chiedere ad Arc per referenze), tutto sono tranne che felice per la deriva che ‘sti qui faranno prendere non tanto alla personale vita di questo o quell’insegnante quanto al livello culturale delle prossime generazioni (ché noi saremo anche stati lasciati in mano a professori non qualificati, ma avevamo intorno un sistema paese che in qualche maniera compensava e scemi non siamo usciti…non tutti diciamo), ma non si può continuare a indicare nella soluzione sbagliata la prova che il problema non esista.

    Il problema esiste eccome e la percentuale di professori che non dovrebbero essere seduti dietro quella cattedra è ben più alta di quella indicata da ‘sti quattro folli al governo.

    Significa che quella percentuale avrà qualche difficoltà nel pagarsi la casa che si è comprato quando pagata da un sistema che ha permesso a completi ignoranti di vedersi affidare il futuro di decine di prossimi uomini?
    Eh sì, significa questo.

    Drammatico?
    Non più di quanto sia drammatico il futuro di quelle decine di prossimi uomini, se affidati a gente inadatta culturalmente, prima che per capacità educativa, i quali avranno a loro volta pari difficoltà (anzi di più perché il sistema è diventato più selettivo anche fuori dalla scuola) a pagarsi il mutuo.

    Allora qui il punto non è essere umanamente capaci di capire la difficoltà umana e personale di questo o quel professore, ma la capacità prima di tutto di condividere la realtà, il problema, per quella che è:
    Ben peggiore dei numeri proposti dalla Gelmini.

    Poi si può (in questo caso si DEVE) dissentire sulla soluzione, si può trovare qualunquista e demagogica la ricetta, si può indicare in Facci il problema della scuola italiana, si può fare ciò che si vuole, ma sempre e solo partendo da un onesto punto di partenza condiviso perché oggettivo quanto il fatto che il sole sta fermo e la terra gli gira intorno:
    L’obiettivo del sistema scuola non può e non dev’essere quello di dare uno stipendio ai professori, tantomeno a più professori possibile.

    Finché ogni volta che quelli dicono ‘la scuola fa schifo e al meridione di più’ quegli altri rispondono ‘siete razzisti e al nord di più”, l’unico risultato che si otterrà sarà che di gente non in grado di pagare un mutuo se ne sfornerà in quantità esponenziale.

  13. “un onesto punto di partenza condiviso perché oggettivo quanto il fatto che il sole sta fermo e la terra gli gira intorno: L’obiettivo del sistema scuola non può e non dev’essere quello di dare uno stipendio ai professori, tantomeno a più professori possibile.”

    questo non è un punto di vista oggettivo

    è un’altra cagata che provi a mettere in bocca a chi contesta i tagli della Gelmini

    concentrati sui soldi e fai meno il furbo, vedrai che migliori se non ti adagi nell’impiego di questi trucchetti retorici

  14. uff..

    i link impediscono la pubblicazione del post, provo a spezzarli…

    usliberals. about. com/od/education/a/EdBudget07.htm

    oplà
    perfettamente sovrapponibile alle (assenti) idee di Trem0nti e Berlusconi sull’istruzione pubblica
    provvedimenti-fotocopia
    stesso supporto ideologico, stesso stile

    a botte di decreti si demolisce l’istruzione pubblica, anche dove ce n’è poca, dimmi tu le differenze se ne vedi, ma tieni presente che c’è molto di più prima di osare voli pindarici

    eserver. org /clogic/4-1 /lipman.html

    poi magari non ci crederai, ma anche Bush pagava i giornalisti perchè sostenessero le sue stronzate
    washingtonpost. com/wp-dyn /articles/A56330-2005Jan7.html

    e le analogie non si esauriscono qui

    perchè a parte le cagate e la fuffa con la quale si insulta l’intelligenza, il punto incontestabile è nel taglio draconiano a tutti i capitoli di spesa che riguardano l’istruzione

    è quello che dovreste provare a motivare, invece di menarla con le storielle esemplari o sui singoli punti della riforma, il grambiulino è un dettaglio, centinaia di milioni di euro in meno per l’istruzione sono invece il punto della questione
    tutti tagli sistematici, che rispondono evidentemente a un unico criterio: fare cassa

    spiegami tu che giudichi senza sostanziare i tuoi giudizi, quale vantaggio esista nel tagliare a tappeto le spese in istruzione in un paese che non ha altre risorse naturali che le teste e le braccia dei propri cittadini

    spiegami tu se non serve esclusivamente a formare una platea con bassi tassi di scolarizzazione, che avrà l”unico pregio di essere facilmente manipolabile dal demagogo di turno

    capisco che certa gente si senta spaventata dall’esistenza di una cittadinanza attiva e pensante, ma ormai la storia ha dimostrato in abbondanza che affidarsi alle idee di pochi maestri è diseconomico e conduce ai disastri

    poi quando hai finito dimmi se hai capito a chi saranno destinati i “risparmi” fatti sull’ignoranza dei nostri figli, vediamo se hai studiato o se sei solo chiacchiere e distintivo ;)

  15. Tipico di lui e dei suoi amici citare episodi (inventati? chi può dirlo, ma tanto che interesse ha)…
    Il fatto è che non entrano nel merito, una visione d’insieme del problema non ce l’hanno perché sono pappagalli decerebrati.

    bella mazze’!

  16. @Mazzetta:

    Ma quel tono in risposta me lo sono guadagnato tutto con un solo commento (per altro in parte a tuo favore e comunque in questo caso seduto dalla tua parte) perché:

    a) Antipatia personale, Broono mi stai sul cazzo e qualsiasi cosa tu dica genera risposta a uno che mi sta sul cazzo.

    b) Antipatia generale: mi state tutti sul cazzo e qualsiasi cosa diciate io rispondo che siete furbi e retorici perché non mi date ragione

    c) Se un commento non si apre con “Bravo Mazzetta” nemmeno leggo chi l’ha scritto perché io ho un nemico che è il sistema e come tale quando mi si contesta in cento mi rivolgo come fosse uno solo perché per me è un totale e si chiama appunto sistema.

    d) ti tocchi.

  17. Nel merito:

    No, non mi concentro sui soldi ma su chi li riceve (o non).
    Altrimenti divento berlusconiano e non ne ho voglia.

    Se considerassi un provvedimento giusto in misura proporzionale ai soldi che distribuisce ai cittadini, dovrei onestamente considerare il condono fiscale di qualche anno fa una delle migliori mosse politiche dell’ultimo decennio.

  18. no broono, solo perchè
    ti ho scambiato per arcroyal :D

    evidentemente con il page down sono passato dal suo post al tuo, la conclusione del quale non è che si scosti molto dalle sue…

    in realtà il secondo post è una risposta ad arcroyal e il primo voleva essere un p.s. a quello, scaturito dalla lettura del paragrafo che mi sono trovato lì, credendolo di Arcroyal

    questo per il tono involontariamente (con te) sgarbato

    sul merito invece non defletto ;)

  19. Broono, hai toppato.

    Non hai considerato nel novero dell’ipotesi:

    e) sei come al solito in evidente stato confusionale.

    E la e) era proprio la risposta giusta perchè solo un mazzetta può riuscire a confondere un commento scritto da me con uno scritto da te :)

    Adesso però devo andare. Ho da recarmi in uno di quei luoghi dove, come giustamente ha intuito Carlo, mi ‘invento’ le mie storie di fantasia. Poi parliamo anche dell’università. Non ci facciamo mancare niente qui.

    PS. per mazzetta
    Ho dato una rapida occhiata a quei link. Non mi pare che siano stati scritti da neocon. Il termine neocon è, come sei solito fare tu, grattugiato qua e là per gli articoli. Ma io ti avevo chiesto dove avevi letto un piano organico per la scuola e per l’università scritto direttamente da un neocon. Di scritti infarciti di oscuri riferimenti alle dottrine ‘neocon’ non so che farmene. Ne è già infarcita la rete senza bisogno che tu me ne butti altri tra i maroni.

  20. Arcroyal, i provvedimenti di Bush sull’istruzione li ha scritti Madre teresa di Calcutta o possiamo convenire che siano espressione del portato ideologico suo e dei suoi amichetti?

    non sono “scritti farciti di oscuri riferimenti”, c’è un articolo del WP (comunista?) sulla corruzione di un giornalista perchè sostenesse Bush sull’istruzione e poi ci sono liste di tagli all’istruzione

    come al solito giudichi senza nemmeno aprire i link :D

    mi pare evidente che ci sia in giro un sacco di gente alla quale si fa prima a metterlo in culo che in testa…

    vedo comunque che eviti come la peste le piccole domande che ti ho rivolto, hai già esaurito il campionario di reazioni prestampate?

    ;)

  21. questo è un simpatico resoconto dell’impatto di stronzate quali “valutazione esterna” “retribuzione dei risultati” e altri aziendalismi applicati senza senso all’istruzione

    la produzione bushista e berlusconiana godono di un altro parallelo, spesso danno vita a leggi che (vedi tu) portano a conseguenze “inattese” rispetto ai risultati che si proclama di perseguire, come le leggi sull’istruzione o quella sull’ATM (alternative minimun tax) che doveva servire a tassare di più i ricchi e che invece ha mandato alle stelle la tassazione della classe media

    strano…

    la fonte è forse il principale quotidiano statunitense, non il Manifesto, il principio sul quale si regge il provvedimento è che si può spendere meno (e i tagli li hanno già fatti) legando i soldi ai risultati (capacità di leggere e di far di conto, tanto basta alla pedagogia neocon)

    l’obiettivo passa così dal fornire un’educazione al preparare al passaggio di qualche esame ridicolo e assolutamente inutile

    SACRAMENTO — Prairie Elementary School had not missed a testing target since the federal No Child Left Behind law took effect in 2002. Until now.
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    Max Whittaker for The New York Times

    Fawzia Keval, the principal of Prairie Elementary in Sacramento, which had not missed a testing target since the No Child Left Behind law took effect. “I’m spending sleepless nights,” she said.
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    The school, perched on a tidy, oak-shaded campus in a working-class neighborhood here, has moved each of its student groups — Hispanics, blacks, Asians, whites, American Indians, Filipinos, Pacific Islanders, English learners, the disabled — toward higher proficiency in recent years.

    Over all, the number of its students passing tough statewide tests had increased by more than three percentage points annually, a solid record.

    But this year, California schools were required to make what experts call a gigantic leap, increasing the students proficient in every group by 11 percentage points. For the first time, Prairie, and hundreds of other California schools, fell short, a failure that results in probation and, unless reversed, federal sanctions within a year.

    “And they’re asking for another 11 percent increase next year and the next, and that’s where I’m saying I just don’t know how,” Fawzia Keval, the school’s principal, said. “I’m spending sleepless nights.”

    Across the nation, far more schools failed to meet the federal law’s testing targets than in any previous year, according to new state-by-state data. And in California and some other states, the problem traces in part to the fact that officials chose to require only minimal gains in the first years after the law passed and then very rapid annual gains later. One researcher likens it to the balloon payments that can sink homebuyers.

    Part of the reason for the troubles was that the states gambled the law would have been softened when it came up for reauthorization in 2007, but efforts to change it stalled. This year Congress made no organized attempt to reconsider the law. With the nation facing urgent challenges, including two wars and economic turmoil, it could be a year or more before the new president can work with Congress to rewrite the law.

    The law requires every American school to bring all students to proficiency in reading and math by 2014. When it was first implemented six years ago, it required states to outline the statistical path they would follow on their way to 100 percent proficiency, and about half set low rates of achievement growth for the first few years and steeper rates thereafter.

    Here in California, which in 2002 had only 13.6 percent of students proficient in reading, officials promised to raise that percentage on average by 2.2 points annually from 2002 to 2007, but starting this year greatly accelerate the progress, raising the percentage of proficient students by 11 points per year through 2014.

    Now that the time has come for that accelerated improvement, California schools are not keeping up. This year, about half the state’s 9,800 schools fell short.

    “We’re hitting a balloon payment scenario, to use a housing analogy, where the expectations set forth in the federal law are far higher than recent performance levels,” said Richard Cardullo, a professor at the University of California, Riverside, who led an analysis of the performance of state elementary schools.

    His study, published Sept. 26 in the journal Science, found that the proportion of students scoring at or above proficiency increased, on average, less than four percentage points annually from 2003 to 2007, far short of the 11 percentage points of annual growth required starting this year.

    “Lots of schools are no longer going to be able to meet the law’s requirements,” Dr. Cardullo said. His study predicted that virtually every elementary school in California would fall short of the federal law’s expectations before 2014.

    Why did California decide on six years of relatively slow achievement growth, followed by six years of extraordinary gains? Officials from many states told the Bush administration in 2002 that they needed time to write new tests and accustom teachers to them.

    But the California state school superintendent, Jack O’Connell, said he also bet that Congress might change the law in 2007, perhaps by removing its 100 percent proficiency goal. “It’s true that was in the back of my mind when we negotiated our plan with the feds,” Mr. O’Connell said. “And I’d do the same thing again. I’m still hoping a new administration will change the law.”

    Meanwhile, the law has had other unintended consequences — including its tendency to punish states, like California, that have high academic standards and rigorous tests, which have contributed to an increasing pileup of failed schools.
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    A state-by-state analysis by The New York Times found that in the 40 states reporting on their compliance so far this year, on average, 4 in 10 schools fell short of the law’s testing targets, up from about 3 in 10 last year. Few schools missed targets in states with easy exams, like Wisconsin and Mississippi, but states with tough tests had a harder time. In Hawaii, Massachusetts and New Mexico, which have stringent exams, 60 to 70 percent of schools missed testing goals. And in South Carolina, which has what may be the nation’s most rigorous tests, 83 percent of schools missed targets.

    “The law is diagnosing schools that just have the sniffles with having pneumonia,” said Jim Rex, the South Carolina schools superintendent.

    Under the law, all public schools must test students every year and if those in any group fall short, the school misses its targets and is put on probation. All states adopt their own curriculums and testing standards, and the rigor of the tests varies greatly.

    Schools that miss targets for two consecutive years are labeled “needing improvement” and face escalating sanctions that can include staff changes or closings. Partly because the law is identifying thousands of schools, however, few states have tried to radically restructure more than a few.

    Margaret Spellings, the federal education secretary, acknowledged in an interview that the law’s mechanism for holding schools accountable needed refinement because it works as a pass-fail system in which schools with only minor problems are in the same category as chaotic institutions with students running the halls.

    “We passed the best law we could seven years ago,” Ms. Spellings said. “There’s wide recognition that this is something we need to address.”

    Under a pilot program known as differentiated accountability, Ms. Spellings has given six states — Florida, Georgia, Illinois, Indiana, Maryland and Ohio — permission to treat schools labeled for improvement that have missed targets for only one group differently than those needing sweeping intervention.

    But the rate at which schools have been identified as needing improvement has not yet become worrisome, she said. “Pretty much every organization needs improvement,” she said.

    Ms. Spellings has fiercely defended the law’s requirement that all students achieve proficiency by 2014.

    Among that provision’s most tenacious critics has been Robert Linn, a University of Colorado professor emeritus who is one of the nation’s foremost testing experts. He argued, almost from the law’s passage, that no society anywhere has brought 100 percent of students to proficiency, and that the annual gains required to meet the goal of universal proficiency were unrealistically rapid, since even great school systems rarely sustain annual increases in the proportion of students demonstrating proficiency topping three to four percentage points.

    “If, no matter how hard teachers work, the school is labeled as a failure, that’s just demoralizing,” Dr. Linn said.

    Ms. Keval, the principal at Prairie Elementary, has been fighting demoralization herself since learning of this year’s test results, she said.

    Educated in British schools in Kenya, she speaks Urdu, Swahili and five other languages, and several teachers said she was an inspirational leader. Ms. Keval described her staff as qualified, hard-working and dedicated to student progress.

    Eight out of 10 children at the school are poor — the children of gardeners and maids, retail clerks and short-order cooks, the unemployed — yet all groups have made progress.

    When the law took effect in 2002, 22 percent of all students and 19 percent of blacks were proficient in reading. Ms. Keval has for several years used federal money to hire extra reading teachers and to organize additional instructional time for low-scoring students after school and during vacation periods.

    As a result, reading proficiency has increased on average by nearly four percentage points each recent year, although black students have improved more slowly. On California’s state tests this year, 42 percent of Prairie’s students schoolwide and 40 percent of Hispanics demonstrated reading proficiency. But only 29 percent of blacks demonstrated proficiency, and since California schools were required to raise the proportion of proficient students in every group from 24 percent to 35 percent this year, that was not good enough. The school has been put on probation.

    “I know we’ll continue to make gains with our students, but whether we can meet the next No Child target remains to be seen,” she said. “In one year, its hard to make an 11 percent impact.”

    Dr. Linn said Ms. Keval had good reason to worry.

    “An 11 percent increase from one year to the next, that is pretty gigantic,” Dr. Linn said, “compared to how most schools improve from one year to the next.”

  22. cosa fa presumere a mazzetta che arcroyal conosca l’inglese? suona francofono, a orecchio…

    e cosa induce mazzetta a pensare che il supposto francofono riesca a leggere tutto sto popò di roba? non certo il suo disinvolto atteggiamento nei confronti dell’istruzione…

    ma soprattutto: di quante righe sarà la risposta di arcroyal?

    non perdetevi il seguito, qui su macchiachannel!

  23. Ehi…
    Ma qui si fa la gara a chi ce l’ha più lungo e nessuno mi chiama!

    Anch’io voglio partecipare!
    Almeno qui che posso non dico vincere ma almeno competere…

    :)

  24. Questo pappagallo copincolla a rampazzo come neppure il peggiore dei cialtroni e flagella MN come neppure le peggiori tele imbonitrici e lettrici di tarocchi. L’articolo fa riferimento alla discussione su una legge federale degli Stati Uniti, chiamata “No Child Left Behind”, a suo tempo co-firmata dai democratici (rappresentati dal senatore Kennedy) e approvata dal Congresso. In rete c’è tutto per farsi un’idea specifica.
    Tutto ciò per avvertire Arcroyal che questo calderonaio dilettante e assemblatore di motti fa perder tempo a commentarlo. Anche ora, a caso, è bastato poco a stanarlo.
    Su questo post pseudo sindacale, che trasuda code di paglia grandi come una casa, non val la pena di soffermarsi.

  25. e che vuol dire se l’hanno co-firmata i democratici?

    e che l’abbia approvata il congresso?

    anche la guerra in Iraq l’hanno controfirmata tutti, ma era decisamente un’idea bushista
    o non era bushista perchè anche tu la condividevi? :D

    tutto ciò per avvertire Virginia che la sua coda di paglia ha appena preso fuoco :P

  26. Esistono degli studi (dovrei scartabellare tra vecchie carte per trovare i riferimenti, quindi vado a memoria) che analizzano le dinamiche che stanno dietro il difficile rapporto tra scuola e utenza e che, riassumendo, dicono che il problema sta nel fatto che i prof sono, contemporaneamente, idealizzati e disprezzati. Li si vorrebbe dotati di poteri magici e li si condanna perché non ne hanno.
    Alla base, una grande confusione su ciò che si vuole da loro: che promuovano tutti ma nel massimo rigore, che rendano colte pure le capre ma senza obbligarle a studiare, che abbiano preparazioni da luminare a fronte di stipendi da postini, che amino i nostri figli come se fossero i loro ma oggettivamente e con imparzialità. E che gli insegnino le cose che hanno studiato e pure le altre, dall’educazione stradale in su. E che compensino, grazie a un carisma che farebbe la fortuna di un politico, tutte le carenze culturali di famiglie che non possiedono un libro e contesti disastrati, trasformando ragazzotti da discoteca in appassionati di Dante, estimatori di Kant, cosmopoliti poliglotti.

    La verità è che la categoria dei prof è piena di persone che sono semplicemente mediocri, ovviamente. Perché ogni categoria professionale di questo mondo lo è.

    Se non vi accorgete che, chessò, la maggior parte dei medici è semplicemente mediocre, è solo perché in genere avete il raffreddore o poco più. Perché non li mettete mai davvero alla prova, quindi. E, quando lo fate, in genere morite e non avete il tempo di raccontarlo.

    A me fa anche piacere fare parte di una categoria professionale a così alto rischio di idealizzazione.
    Però un adulto lo dovrebbe capire, che un mondo dove la maggior parte dei prof sono bravi al punto che te li ricordi dopo anni non esiste, semplicemente. Da nessuna parte.
    Così come non esiste, da nessuna parte, un mondo dove i medici sono capaci di fare vivere tutti fino a 100 anni.

  27. Io dico solo che il GILDA fa schifo. Perlomeno quello di Palermo.
    Aggiungo che aspettarsi che i prof siano delle divinità (oltre i 20 anni) è aspettativa imputabile agli idioti irrecuperabili.

  28. No. Tutto per avvertire che essendo tu ignorante non solo non sai quel che linki, ma ti sei limitato a cogliere le paroline più facili del mio commento, manco avessi parlato di Britney Spears.
    Fai un riassunto di quel che hai linkato e della legge a cui si riferisce l’articolo. Asino.

  29. “Il contratto andrebbe rinnovato anno per anno a seconda dei risultati”. Ecco, ricominciamo da qui. Chi giudica? In base a quali parametri?

  30. uff… qua si è colta la palla al balzo, gli sciacalli son lesti e tristi.

    @mazzetta

    non ti curar di loro
    ma guarda e passa
    soprattutto della pseudofacci, *
    ch’ella l’alias non è
    data la gran voglia di cacci.*

    cc: zz = meches: facci

    questa è poesia, non cronaca;)

  31. Io penso Virgina semplicemente intendesse “considerando che questi cattivissimi neocon oltre ad essere passati di moda come l’arancione sono degli studiosi di politica estera che hanno già idee confuse in economia figuriamoci in politica dell’istruzione, e che il No Child Left Behind è un disegno di legge presentato da un senatore e da un deputato DEMOCRATICI, e che lo stesso ha fatto incazzare non poco la base conservatrice del GOP per l’impostazione decisamente liberal, di che cazzo stiamo parlando?” Sì è incredibile pensare che una legge presentata da due democratici non veda le barricate della parte avversa (e viceversa), ma quelli sono una democrazia matura, mica come noi straccioni.

  32. impostazione liberal?

    qui qualcuno farebbe bene a cambiare spacciatore, gli unici provvedimenti velatamente “liberal” presi dall’amministrazione Bush nell’arco di due mandati riguardano l’immigrazione

    poi c’è anche che qualcuno dovrebbe chiarirsi i significati di -liberale-liberismo-liberlismo etc… spesso usati alla membro di cane uno al posto dell’altro, tanto il significato vero non fa nessuna differenza, basta l’assonanza per la propaganda

    poi, se proprio si vulo fare un lavoro come si deve, occorre osservare i dem americati e concludere che la loro impostazione non è meno elitarista ed oligarchica di quella dei neocon, le differenze tra i due partiti è veramente minima, anche perchè sono entrambi controllati dalla super upper class statunitense

  33. Mh, liberal non c’entra una mazza con liberale-liberismo-liberalismo, lo usano per dire “di sinistra”. Sì, la definizione di “sinistra” negli US è bella diversa dalla nostra, so what? Infine non me lo invento certo io che il maggior criticismo al NCLB veniva dalle fila dei conservatori, né che i neocon non hanno nulla da dire in campi diversi dalla politica estera. Ribadisco, di cosa stiamo parlando?

  34. Nonostante i ben fondati consigli di Virginia, mi autoinfliggo una mazzata sui coglioni e rispondo a mazzetta.

    Amore, io di solito i link che mi vengono suggeriti li apro sempre ( per conferme rivolgersi a Broono ). Ieri pomeriggio avevo da immergermi nel meraviglioso mondo dell’università italiana, e potevo dedicare alla tua robaccia solo un’occhiata approssimativa. Stamane ci ho dato una lettura più attenta, e le mie impressioni iniziali sono risultate confermate. Ti avevo chiesto di linkarmi un testo scritto da un ‘neocon’ e contenente un piano organico riguardante la scuola e l’università. Tu invece mi hai suggerito:

    1) un articolo di un sito della sinistra radicale americana riguardante tagli ad alcuni programmi federali destinati al sistema scolastico. I tagli erano basati sul principio che non si finanziano con soldi pubblici programmi che non diano risultati significativi. Nulla di particolarmente efferato dunque.

    2) Un articolo del Washington Post del 2005 ( il giornale della East Coast che insieme al New York Times da anni conduce una campagna serrata per dimostrare che G.W.Bush è Lucifero…in pratica è come se mi citassi Repubblica per dimostrare la natura criminale del Caimano…sono operazioni che solo una testina come la tua può pensare godere di qualche credibilità ) che denuncia il fatto che un giornalista abbia preso soldi dal Dipartimento dell’Educazione per mandare in onda alcuni spot governativi in un suo programma radiofonico e per scrivere alcuni articoli a favore del No Child Left Behind Act. Lo scandalo è sorto dal fatto che Armstrong Williams, il giornalista afroamericano in questione, non aveva rivelato di essere sotto contratto con il Dipartimento dell’Educazione mentre commentava la legge in radio e sui giornali. Uno scivolone ‘etico’ abbastanza grave da parte sua, ma in cui l’Amministrazione c’entra relativamente visto che il contratto era stato messo a bilancio ( ed infatti ai deputati democratici che hanno dato il via alla denuncia di comportamento ‘non eticamente corretto’, è bastato leggerlo attentamente per scoprire la cosa ). Non capisco però cosa tutto questo c’entri con i famigerati neocon. Forse che esiste qualche loro scritto in cui suggeriscono ai giornalisti di non rivelare i propri rapporti professionali con l’Amministrazione repubblicana?

    3) Un articolo del New York Times in cui si denuncia le difficoltà di molte scuole nel raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati dal No Child Left Behind Act. Ora, a questo proposito, voglio esprimere tutta la mia solidarietà alla preside della scuola elementare Praire di Sacramento che ci ha passato sopra notti insonni. Effettivamente occorrerebbe rivedere alcuni aspetti del NCLBA soprattutto per quanto riguarda la sua applicazione in scuole con un’utenza problematica’ ( la Praire accoglie i figli di lavoratori a basso reddito e di immigrati latinoamericani, ndr). Però che la legge abbia molti aspetti positivi in quanto sollecita le scuole a raggiungere determinati traguardi e condiziona i finanziamenti pubblici al conseguimento di questi obiettivi ( tra l’altro minimi, in quanto legati all’acquisizione di sufficienti capacità di lettura, comprensione del testo e scrittura ), mi pare cosa ottima e giusta. Però, come già notato da Virginia, questo Act è passato con voti bipartisan. E non capisco proprio come si faccia ad attribuirlo solo ai diabolici neocons, ammesso e non concesso che essi c’entrino qualcosa con questo provvedimento.

    ( e vista l’opportunità offerta posto anch’io un link

    projects.latimes.com/schools/school/sacramento/prairie-elementary-1/

    arriva dal Los Angeles Times ed è la scheda dedicata alla Prairie Elementary School. Ogni anno i giornali americani pubblicano schede simili su ogni istituto scolastico presente nella loro zona di diffusione. E questo per tenere informata la pubblica opinione sulle caratteristiche e sui risultati dei singoli istituti. Gli Stati Uniti, un paese meraviglioso )

    4) Ho lasciato per ultimo l’articolo di Pauline Lipman perchè è la cosina più interessante. La Signora Lipman è una docente alla Chicago-Illinois University. E’conosciuta sia sul luogo di lavoro sia al di fuori dell’ateneo come un’estremista di sinistra che cerca di dimostrare che dietro a Bush e ai neocons c’è nientepopodimeno che il Ku Klux Klan. Per dirne una, dovrebbe occuparsi di sistemi educativi, ma riesce a trasformare le sue lezioni e i suoi seminari in ‘happening’ contro la guerra in Iraq. In pratica è un’altra povera sfigata che non sa nulla dell’ideologia neocon, e che è solo interessata ad usare le aule universitarie per fare politica. Della serie “ i cattivi maestri non ci sono solo in Italia “.
    Qui comunque si possono leggere alcuni giudizi di suoi studenti:

    ratemyprofessors.com/ShowRatings.jsp?tid=221025&page=1

    La citazione di Pauline Lipman – mazzetta tesoro – è la dimostrazione definitiva che tu sostanzialmente sai poco o nulla dei neocons, e li confondi con politiche di stampo reaganiano o, al massimo, neoliberiste. Tu usi il termine ‘neocon’ alla stessa stregua di come lo utilizzano i giornali e le televisioni di Damasco e Teheran. Lo appiccicano a qualunque cosa non garbi ai rispettivi regimi islamo-nazisti per sottolineare l’esistenza di continui complotti ebraici ( dal momento che alcuni neocons sono ebrei, e i neocons sono responsabili di tutto il male del mondo, i ‘perfidi giudei’ sono il male del mondo, ndr ).

    Quanto poi alle domande che mi porgi con un tono da professorino di prima nomina, prima di tutto fai una bella cosa. Scendi dalla cattedra, che qua tu sei solo una merdaccia come tutti noi. Poi, in uno slancio di carità cristiana, rispondo a una a caso

    “quando hai finito dimmi se hai capito a chi saranno destinati i “risparmi” fatti sull’ignoranza dei nostri figli, vediamo se hai studiato o se sei solo chiacchiere e distintivo”

    Spero che finiscano in armamenti. I nostri soldati abbisognano di altri elicotteri da combattimento e mezzi blindati per garantire il diritto allo studio di bambine e ragazze afghane, minacciato dai talebani.
    Dal momento che il bilancio della scuola va a finire per il 97% negli stipendi, tra i quali la telefonista antiberlusconiana e la madamazza ingioiellata di cui sopra, qualunque taglio è sacrosanto e benedetto. Non diminuirà di un millimetro la già abissale inefficenza del sistema scolastico italiano. La nostra è davvero una scuola ‘di classe’ perchè solo i ricchi possono sfuggirgli mandando i figli a studiare all’estero. Fino a quando non si farà piazza pulita di tutti gli ignoranti, i pelandroni e gli psicolabili che siedono impropriamente sulle cattedre, nessuna seria riforma sarà possibile. Meglio impiegare i soldi in altro: peggio di così certo non si può andare.

    E adesso, scusa, ma preferisco andare a rispondere ai commenti degli altri, che mi paiono un pò più interessanti e pertinenti. Per oggi ho dato già abbastanza spazio alle tue ossessioni neocon. Torno alle cose serie. Ciao bello. Alla prossima.

  35. quella del bilancio della scuola dedicato per il 97% agli stipendi è una balla, come il resto

    uno che scrive “…il giornale della East Coast che insieme al New York Times da anni conduce una campagna serrata per dimostrare che G.W.Bush è Lucifero”

    riferendosi al nyt per negare semplicemente che -avesse ragione nelle sue critiche- come I FATTI hanno dimostrato, è chiaramente in malafede

    p.s. se ti stesse veramente a cuore i diritti di studenti e donne in Afghanistan, te la prenderesti con quelli che dalla Virginia spedivano testi talebani made in USA per allevare mujaheddin antisovietici

    potevi tenerla più corta e dire semplicemente che ti riconosci nell’ideologia dei fanatici iperamericani, tanto si era capito che per te anche Krugman è un comunista…

    p.s. se surfi il Washington Post, trovi le stesse considerazioni e trovi severe critiche a Bush persino sul Washington Times, il gradimento per Bush e le sue politiche è al 20% negli Stati Uniti

    non te ne sei accorto, ma arrivi tanto in ritardoda risultare fstidiosamente antiamericano :P

  36. @ rwidam

    “cosa fa presumere a mazzetta che arcroyal conosca l’inglese? suona francofono, a orecchio…”

    Mon cheri, credo che l’Amplifon stia facendo delle campagne promozionali per il mese di ottobre. Io se fossi in te ne approfitterei.

    “e cosa induce mazzetta a pensare che il supposto francofono riesca a leggere tutto sto popò di roba? non certo il suo disinvolto atteggiamento nei confronti dell’istruzione…”

    Ed invece…

    Però il tuo sferragliare tra le lingue, offre lo spunto per parlare di un’altro comodo taglio che si potrebbe fare. L’eliminazione di tutte le cattedre di inglese dalla scuola e dall’università sarebbe un bel modo di racimolare altre risorse per cose più utili.

    Broono ieri cercava di quantificare gli ‘esuberi’ del sistema scolastico. In realtà bisognerebbe procedere per materie. Se si adotta questo metodo, ci si accorge che, visti i risultati risibili, l’inglese lo possiamo serenamente togliere dalle ore di insegnamento. Basta aggirarsi tra gli studenti universitari per rendersi conto che, nonostante 11, se non 14, anni di inglese ‘scolastico’, sanno a malapena dire come si chiamano e l’età. Quanto al capire cosa dice un coetaneo di Manchester o di Denver, forse sanno decrittare un ‘hi’, ma non mi spingerei troppo oltre.

    Di tutte le materie insegnate dalla scuola italiana la lingua inglese è quella che soffre il trattamento peggiore. E’infatti nelle mani di schiere di laureati a cui l’università ha insegnato invece che la comprensione della lingua, la sua storia e la storia della sua letteratura. Con il risultato che le ore di inglese sono imperniate intorno a raffinate analisi dei sonetti di Shakespeare e delle novelle di Chaucer oppure sul dettagliato studio del tempo futuro ( quando ormai a New York il futuro è ridotto a una doppia ‘l’ o a un ‘gonna’, per non parlare del condizionale…), mentre lo studente medio non capisce letteralmente un’acca delle canzoni che ascolta ogni giorno o dei film che scarica in lingua originale.

    In Giappone ( poi magari parliamo anche di quel paese dove una Haramlik si troverebbe forse a dar la caccia alle balene, non certo in una scuola ) agli insegnanti di lingue è fatto obbligo di svolgere degli stage periodici nella reception degli alberghi. Io addirittura eliminerei punteggi ed esami universitari, e lo metterei come ‘condicio sine qua non’ per accedere alla cattedra. Se riesci a superare la prova ‘reception’ in un albergo di Roma o Venezia, ottieni la cattedra. Se no, bye bye e buona fortuna. Per quanto riguarda invece le cattedre universitarie, le più ambite e le più decisive per il benessere del mondo-scuola, ci vorrebbero delle prove speciali tipo l’essere paracadutati in un punto imprecisato degli Stati Uniti senza soldi, con l’obbligo entro 2 mesi di tornare presso la sede universitaria di partenza.

    Intanto che si procede alle nomination per stabilire chi resta e chi se ne va, un governo illuminato e televisivamente competente quale è quello attualmente in carica, dovrebbe fissare per decreto la trasmissione di film e telefilm in lingua originale ( e magari senza sottotitoli…al massimo, tanto per non essere accusati di eccessi di sadismo, si potrebbe mettere i sottotitoli alla sera quando si è tutti un po’ rincoglioniti, e proibendoli invece tassativamente nelle altre fasce orarie ). Il miglioramento complessivo nella padronanza della lingua sarebbe assicurato. Per la conoscenza del Macbeth si potrebbe tranquillamente aspettare il ritorno dei nostri cattedratici dall’Hotel Excelsior o dal deserto dell’Arizona, che tanto per quello non c’è fretta.

    “ma soprattutto: di quante righe sarà la risposta di arcroyal?”

    Spero di essere stato all’altezza delle aspettative.

  37. “visti i risultati risibili, l’inglese lo possiamo serenamente togliere dalle ore di insegnamento. ”

    a forza di tagliare insegnamenti perchè non raggiungono certi standard, si finisce per lasciare ai pargoli un’istruzione da deficienti

    ottimo metodo Arcroyal, dovresti brevettarlo

    invece di provare a migliorare l’insegnamento delle lingue, tanto vale rinunciarci, oppure optare per fanta-soluzioni prese direttamente dall’effetto della bile sulla pennica post-prandiale

    AHAHAHAHAHAHAH….

    Dimmi che ci stai prendendo tutti per il culo….ti prego….

    così poi quando la Gelmini apre al bocca ed emette il verbo tremontiano, saranno tutti al livello di quelli che credono che il 97% delle spese per l’istruzione siano “RUBATI” dagli stipendi dei professori

    l’ignoranza è una brutta bestia, ma mai come la presunzione di chi pensa di aver già le ricette da imporre al mondo

  38. “quella del bilancio della scuola dedicato per il 97% agli stipendi è una balla, come il resto”

    Il bilancio previsionale del ministero della pubblica istruzione per il 2008 ha una spesa pari a circa 42 mld. di euro. Di questi 42 mld., 41 circa sono per spese di personale (Stipendi, compensi accessori e relativi oneri a carico dello Stato (IRAP e contributi previdenziali) delle scuole e oltre l’80% sono relative alla retribuzione personale docente. (Ricerca fatta in 5 min).
    A-si-no

  39. “In Giappone ( poi magari parliamo anche di quel paese dove una Haramlik si troverebbe forse a dar la caccia alle balene, non certo in una scuola ) agli insegnanti di lingue è fatto obbligo di svolgere degli stage periodici nella reception degli alberghi. Io addirittura eliminerei punteggi ed esami universitari, e lo metterei come ‘condicio sine qua non’ per accedere alla cattedra. Se riesci a superare la prova ‘reception’ in un albergo di Roma o Venezia, ottieni la cattedra. Se no, bye bye e buona fortuna.”

    Ehm, scusami tanto: il mio curriculum è pubblico ed ho insegnato Spagnolo, oltre che nella scuola e nell’università italiane, anche presso l’Instituto Cervantes – l’ultima volta quest’estate – la cui valutazione mi pare un po’ più significativa di quella della reception di un albergo. Se non sai cos’è e chi ci insegna, informati.
    Sono inoltre abilitata dal Ministerio de Educación spagnolo ad insegnare Lingua e Letteratura Spagnola nelle loro scuole.
    Detto questo: sì, suppongo di potere cavarmela nella reception di un hotel.

    Saluti.

  40. potevi metterci un po’ di più, somara

    da una parte c’è che il bilancio della pubblica istruzione non copre -certi- capitoli di spesa della scuola (sorpresa!)

    per esempio nel bilancio della P.I. non c’è l’edilizia scolastica, altrimenti si dovrebbe concludere che, stante il 3% dedicato al di fuori degli stipendi, i nostri figli vadano a fare lezioni sui prati dopo essere stati lasciati tutte le mattine davanti ad un ologramma

    dall’altra c”è che il dato che citi tu, che è comunque falso nella veste nel quale lo presenti:

    “NON E’ VERO che il 97% del bilancio del MIUR viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,8%, buona parte in quota alle Regioni (dati OCSE – studio Education at a glance), in linea con gli altri paesi. E’ vero invece che il MIUR si limita SOLO a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del P.I.L., rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati OCSE – Education at a glance). ”

    ——————————————————

    quindi se prendi LA posta di bilancio fatta dagli stipendi, è fin troppo ovvio che questa comprenderà -solo- stipendi
    Il MIUR paga solo gli stipendi, niente altro, anche se solo un po’ meno dell’80% vanno ai prof (il resto per il funzionamento dello stesso ministero della Gelmini, che si pappa il grosso di quel 20% della torta)

    altrettanto ovvio che a presentarla come fate voi si tratti di UN ESPEDIENTE TRUFFALDINO, uno dei tanti che certa gente diffonde (perché ama la verità e l’onestà?)

    che senso ha citare -il dato relativo ai soli stipendi- e presentarlo come l’intero bilancio dell’istruzione, per concludere che in Italia si spende -SOLO- in stipendi per i prof?

    Il ministro, nelle sue affermazioni, non vuole tenere conto che ci sono oneri a carico delle Regioni per circa 2 miliardi e 263 milioni di euro e degli EE.LL. per altri 8 miliardi per incombenze, quali edilizia scolastica, trasporto, mensa e diritto allo studio.

    Io questa la chiamo truffa, una truffa nella quale siete addestrati in parecchi direi, almeno a giudicare dall’agitazione attorno a questo dato malamente brandito a dimostrare solo la vostra malafede

    aloha

    p.s.
    potevate poi evitarvi la fatica, quali che siano le fonti, resta il dato indubitabile per il quale l’Italia spende giàmolto meno della media OCSE per l’istruzione

    questo è l’unico dato che conta, le puttanate sull’efficienza e questi trucchi da fiera servono solo a coprire un attacco generalizzato ai fondi per l’istruzione, perfettamente un linea con quindici anni di politica berlusconiana, fatta solo di slogan (le tre I, oltre alla recente ondata) e di tagli brutali

    capito i miei cari agit-prop berlusconiani in libera uscita?

    adesso tornate a fare un summit con gli amichetti e poi provate con un’altra stronzata :P

  41. dimenticavo

    tanto per rendere l’idea di quanto sia -pretestuoso- il discorso dei tagli, è bene ricordare che si macella l’istruzione per risparmiare -qualche milione- di euro, proprio nel momento nel quale ne stanno per essere buttati -centinaia di miliardi- in sostegni alle banche e ai patrimoni di quanti hanno speculato

    capisco che per alcuni “giustizia sociale” sia una parolaccia, ma per altri assistere a cose del genere è criminale, come è criminale che ci sia gente arruolata per coprire questo genere di furto ai danni delle collettività

    io non vi sto dando dei neocon, ma proprio dei disonesti, gente che vive diffondendo in continuazione falsi plateali

    p.c. per Virginia, ci sono ancora due o tre thread dai quali sei fuggita dopo aver sparato una cazzata come ti accade qui, stai raccogliendo punti-militanza o sei solo una militonta?

    :))))))

  42. ti di dirò arcroyal: hai superato ogni mi più rosea previsione.

    e grazie per avermi regalato questo strampalato film di uno che brucia shakespeare, poi si imbarca su una baleniera giapponese, fa il concierge a venezia e infine si fa catapultare in mezzo al deserto dell’arizona per poter vedere guiding light in lingua originale senza sottotitoli.

  43. Calvin ( o era ArcRoyal? )per quanto riguarda invece il ” citatemi un neocon che abbia scritto di scuola”, e il movimento neocon in genere e la scuola, ci sarebbe William Bennet. Non molto conosciuto in Italia come le ” star” Kagan, Kristol, e qualche ex come Sullivan, etc. ma uno dei più importanti.

    Ha idee un po’ più conservatrici di alcuni neocon, ma questo non lo esclude dal novero dei neocon, visto che sono i neocon che al di fuori della politica estera hanno posizioni anche molto distanti.
    Ma è firmatario del PNAC. Nonchè membro del governo Reagan, quindi non un fesso qualunque. Possiamo annoverarlo tra i neocon? Bene, basta cercare e vengono fuori molte proposte di Bennet sulla scuola. Vouchers, fondi alle scuole confessionali, etc, etc, insomma, molto simile a certe idee ( deleterie ) che circolano anche qui
    E lui è solo uno, anche se uno dei più importanti. Poi, guarda, sembra che questi fanatici stiano perdendo un po’ terreno, ultimamente, e quindi mi importa poco di lui e di loro. Però, ecco, lui è una delle prove che i neocon ,o almeno alcuni , di scuola si sono occupati eccome.

  44. Mmmm… Ti dico come la vedo io: domani io e tre amici fondiamo un movimento gastronomico a favore dei canederli (che a me piacciono un mondo), che viene firmato da altri 100 che sono d’accordo con noi che sì, i canederli sono buonissimi e poi se lo spek è quello giusto. A questo punto io completo la mia analisi comparata dei rossi piemontesi, dove sostengo che c’è un complotto strisciante per favorire il barolo ai danni del barbaresco, che è MOLTO piu’ buono. E’ giusto dire che la posizione degli amici del canederlo è che il barbaresco è meglio del barolo? Boh, a me non convince! Così come gli articoli di Krugman in tema di – la butto lì – healthcare non rappresentano la posizione degli studiosi della new trade theory (che è un filone di economia internazionale, quindi roba che c’entra poco). Credo che il termine neocon vada utilizzato nel suo giusto ambito, cioé foreign policy; che poi alcuni aderenti a quella corrente di pensiero abbiano scritto su altri campi non vuol dire che quello sia il pensiero “neocon”, ma questo rappresenta la mia view.

    Onestamente mi interessa di piu’ capire perché i voucher sarebbero un’idea deleteria: a me è sempre sembrata un’idea tanto banale quanto intelligente.

  45. Calvin, prima di tutto non c’è dubbio che il movimento neocon nel suo insieme abbia dedicato molta più attenzione a molti altri settori che non sia la scuola.

    Però, io rispondevo a chi scriveva ” citatemi un neocon che abbia scritto di scuola ” oppure a te che invece scrivevi ” che i neocon non hanno nulla da dire in campi diversi dalla politica estera” Beh, eccolo qui un neocon che ha avuto e ha qualcosa da dire in un campo diverso dalla poltica estera. E devo ripetere non come un semplice opinionista, ma come una persona che aveva responsabilità poltiche. Nella sua opinione, la scuola è parte integrante di supporto per la sua ideologia.

    Se invece vogliamo parlare del movimento neocon in generale e la scuola, allora devo dire che anche qui non è che le due cose siano così lontane.

    C’è anche chi ne ha discusso

    http://www.routledgeeducation.com/books/Knowledge-and-Power-in-the-Global-Economy-isbn9780805859393

    Vogliamo speciicare che col tempo dire ” neocon ” ha significato tutto e niente? Ok. Però, le persone da me citate sono senz’altro neocon.

    Per quanto riguarda i vouchers, cioè i buoni scuola, io mi riferisco alla scuola italiana ( senza parlare di quella americana con i richiesti finanziamenti anche a chi propaganda l’ID, per dire) e alla Costituzione che recita ” senza nessun onere per lo Stato”, bellamente raggirato. Onde per cui, dare soldi alle scuole non statali è un raggiro ed è pure deleterio per le casse dello Stato. Del resto, non si capisce perchè non dovrebbero stare sul mercato, e campare di soli soldi propri, visto che chi spinge per i buoni di solito fa pure sfoggio di ” mercatismo all along.

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