Picchiare i mongoloidi

Il demenziale per me resta un passione. Pensate se venisse fuori che quelli del video, quelli che perseguitavano il mongoloide, erano pure loro dei mongoloidi. Pensate che crogiolo di significati. Che ardite e cosmiche metafore.


Però, ecco, già che ci siste pensate all’unica ricerca esistente sul tema, fatta in Trentino Alto Adige: risulta che i fenomeni di bullismo interessano un bambino su tre, bullo o vittima che sia.
Non solo. Secondo questa ricerca, che pure io prendo con le molle, se il bullismo si verifica in adolescenza (14 e 15 anni) le possibilità di avere prima o poi problemi con la giustizia, nel prepotente, si moltiplicano per tre volte; nella vittima invece si moltiplicano per tre le possibilità di ammalarsi di depressione.

Voi stronzi che vivete di rete, di blog, di link autoreferenziali, potreste almeno fare il favore di linkare questo: www.bullismo.com.
L’ha fatto un ex vittima, che pareva in gamba, e che a suo tempo stava per suicidarsi.

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50 Comments

  1. io sono tollerante, progressista, democratico, contro la pena di morte e le torture…. ma gente come quei ragazzi che picchiavano il coetaneo down, o come quegli adulti che maltrattavano gli anziani nelle case di riposo… beh, per loro reintrodurrei almeno la gogna al pubblico, se non le torture

  2. Dal post pare di capire che sul fenomeno del bullismo è stata fatta una sola ricerca, in Trentino. E’ chiaro che questo è un dato appena un tantino inesatto: in psicologia c’è un’intera corrente di ricerca che studia il fenomeno da anni.

  3. Alla Fiera dell’Ovvio standB2 padiglioneD c’è posto per tutti.La concorrenza è dura ma non disperate,coraggio!avanti il prossimo.Urge vaccino antiovvietà.

  4. Ti pare che abbia elogiato quei 4 idioti/eccedenza umana?Sai,ci sono episodi e fenomeni che si autocommentano e meritano il silenzio della riflessione non un diluvio di superflue boiate che niente aggiungono a quello che ogni individuo non dissociato già pensa.Quanto fa2+2?e furono mani levate al cielo..Grande sforzo.E tu il solito irresistibile stronzo.

  5. Porfiria, ma se rilevi episodi e fenomeni che si autocommentano e meritano il silenzio della riflessione non un diluvio di superflue boiate che niente aggiungono a quello che ogni individuo non dissociato già pensa, perchè non ti limiti ad autocomentarti e a offrirci il silenzio della tua riflessione anzichè un diluvio di superflue boiate che niente aggiungono a quello che ogni individuo non dissociato già pensa?

  6. Tutti abbiamo avuto a che fare con il bullismo (pensiamo anche alle degenerazioni più adulte, il nonnismo).
    Tutti abbiamo nel nostro piccolo preso le ovvie contromisure fatte soprattutto di cultura.
    E’ nell’educazione familiare che si sradica il problema.
    Piuttosto certi episodi appaiono segnali di come certi ragazzi crescono: nel culto del “vince il più forte” e del “calpesta il debole”.
    La colpa non sta nel sistema o nella “società”. Sta in noi stessi che non sappiamo insegnare ai nostri figli qualcosa di meglio.

  7. All’istituto professionale che frequentavo, i primini venivano accolti, il primo giorno, da quelli del quinto anno, direttamente all’ingresso: 1000 lire o schiaffoni. Quando arrivo’ il mio turno tirai fuori una monetina da 100. “Compratevi le caramelle”. Ovviamente mi riempirono di botte, ma solo quel giorno li’. Ad altri compagni di corso, piu’ remissivi, fu’ solo l’inizio di una lunga serie.
    Quando diventai uno di loro, cinque anni dopo, semplicemente non continuai la tradizione e boicottavo tutti i compagni che ci provavano (con le botte mai stato bravo, a parole un po’ di piu’). Lezione di vita? il mondo e’ pieno di gente di merda, e si cerca di evitare di far passare agli altri quello che hai passato tu.

    La storia del video di Torino mi fa’ piu’ che altro pensare a tutte le vittime che non sono down e che non vengono filmate. E al fatto che gli idioti in questione probabilmente volevano i classici 15 minuti di celebrita’ ed e’ esattamente quello che hanno ottenuto : basta picchiare un ragazzo autistico che non puo’ difendersi e scrivere “SS” sulla lavagna che subito e’ scandalo, giornali e telegiornali ci scrivono articoli, e si scomoda perfino Filippo Facci.
    In un mondo migliore, si beccherebbero davvero 4 anni, ma temo che le acque si cheteranno e non gli faranno un cazzo, “so’ ragazzi” e cosi’ via. Come sempre.

    Mi sembra socialmente piu’ interessante il caso della maestra che si tromba i ragazzini minorenni: Ha risvegliato vecchi ricordi… le prime erezioni adolescenziali durante le lezioni di matematica… mentre immaginavo il suo coseno sulla mia ipotenusa.

    Speriamo che non l’arrestino, quella.

  8. Non vuoi capire.Getto i neuroni.
    Adesso ho finalmente di meglio da fare,ma sono certa di lasciarti in buone mani.
    Comunque ti ringrazio,sei riuscito a farmi ridere e a riempire un’attesa che cominciava a farmi incendiare..(Santo subito??)
    Buona serata!

  9. Ti ho visto passare dietro alle telecamere di Striscia, a Cologno, mentre il finto Vespa intervistava Maurizio Mosca. Altro che il Bar di Guerre Stellari.

  10. la colpa sta in noi stessi. punto.
    il caso esiste solo perchè è filmato e le perversioni che sono in ognuno di noi sono schiaffate davanti ai nostri occhi provocando la solita ondata di “io (mio figlio, mia sorella, mia nonna) non sono così, anzi, sono meglio e mi sento bene per questo”.
    la mia non è una soluzione, ma una considerazione.
    una soluzione è eliminare la parte animale dell’uomo, la inventeranno sta medicina prima o poi.

  11. Il problema è peggio di quanto appaia, ve lo dico perchè ne sono stato colpito personalmente: mio figlio comincia solo ora a stare bene ed è in terapia con lo psicologo da anni. Si rifiutava di uscire da solo, era stata fatta diagnosi di agorafobia che non quadrava con l’età, alla fine con pazienza e con l’aiuto dello psicologo abbiamo scoperto che quattro così detti bulli lo tormentavano ogni volta che lo trovavano da solo e gli chiedevano soldi, minacciandolo di uccidergli il cane. Naturalmente ne è venuto fuori un casino ma sia la scuola che i genitori dei bei tomi hanno dato la colpa a noi di aver educato un fifone senza palle (con altre parole ma la sostanza del discorso è questa). A quei ragazzi, più grandi di mio figlio, non è stato fatto assolutamente nulla, uno di loro lo vedo spesso in piazza completamente ubriaco, gli altri non so che fine hanno fatto. Ringrazio solo di aver trovato il servizio pubblico di appoggio psicologico dell’adolescenza che ha fatto un lavoro magnifico.

  12. Chuck Norris, quando ti serve, non c’è mai…
    Però, davvero, al di là dei soliti discorsi(so’ragazzi; la società è malata; è colpa della tv; ai miei tempi mio padre mi avrebbe gonfiato) colpisce sempre, parlando di episodi del genere, il tono sorpreso.
    Come se non fosse, per quanto sgradevole ed inaccettabile, normalissimo corso delle cose…

  13. Io i commenti neppure li metterei, come sapete. Ma poter leggere ogni tantissimo una cosa positiva come quella di Franz, ecco.

  14. “Ciò che più mi dà pena è il pensiero che se tutti gli uomini generosi che conta questa terra rispondessero all’appello, tutti i ciarlatani, i parassiti, i mediocri e gli egoisti di ogni razza sarebbero spazzati via in un soffio.”

    So che l’autore della soprastante citazione vi provoca conati d’odio. Di più: il bullismo non è fatto di ciarlatani, parassiti, mediocri, o egoisti, ma tutto insieme. Ciarlatani-parassiti-mediocri-egoisti. E, non meno, dietro un figlio c’è sempre un ciarlatano-parassita-mediocre-egoista che vorrebbe fare il genitore.

    Ciarlatani-parassiti-mediocri-egoisti: o più semplicemente stronzi che sarebbe bene terminassero il loro percorso educativo in una casa di cura.

  15. bella questa discussione sul bullismo pieno di bullismi e neobullismi telematici nei commenti..è solo una battuta (ma anche un’osservazione su una certa tendenza ad esagerare nei toni “da bulli” della tastiera) perchè serve ad introdurre una citazione dalle agenzie di ieri:
    “(ANSA) – ROMA, 13 nov – Un giovane su 5 è vittima di aggressioni attraverso blog, forum, mail, sms. Lo afferma Tullio de Mauro, Presidente Consorzio Gioventù Digitale(…).

    Scrive Roberto: “Il primo che dice che è una degenerazione dei giorni nostri vince il premio di “coglione dell’anno”.
    Io penso di sì, che sia una degenerazione dei nostri giorni, ma per il fatto che “ancora ai nostri giorni” ci sia il bullismo, nonostante tutti gli sforzi e i progressi della pedagogia e della psicologia. Evidentemente non basta, forse famiglie e società regrediscono in modo inversamente proporzionale alle utopie dei professori e dei pedagogisti.
    Vedi non solo il “nonnismo”. Io ci metterei addirittura le ben classificazioni trendy da rivista patinata su cos’è “IN” e cosa “OUT”. Di sicuro ci metterei – più seriamente – il “mobbing”. Si dirà: i fenomeni di emarginazione nei gruppi, nei collettivi, non sono un fenomeno dei nostri giorni. Tuttavia lo specifico del mobbing, i suoi meccanismi, il fatto che a tormentare il lavoratore non sia più il “padrone” ma gli stessi compagni (?) lavoratori, tutto questo rende nuovo un fenomeno apparentemente antico. Per il bullismo è la stessa cosa. Sono in molti ad essere sopravvissuti alle alle angherie dei Franti di turno, ma il mondo di “Cuore” è finito, nel “bene” e – speravamo – anche nel “male”.

  16. ma perchè usare regressione o degenerazione?
    non è qualcosa che va aumentando, c’è sempre stato, è nell’uomo.
    la nostra percezione è falsata dal vedere l’evento filmato e da stormi di psicologi, ass. sociali, giornalisti, siti etc che di qualcosa devono pur campare.
    forse sono solo un bullo trentino ma per vostra fortuna, come ci racconta facci, sono già stato monitorato dall’ennesima ricerca e finirò in galera.
    e mi fermo qui con le considerazioni personali perché non sono gradite, questo post serviva come servizio sociale, dovevo raccontare di quella volta che i bulli mi hanno messo con la testa nella neve e mio papà m’ha detto “arrangiati”.

  17. Cio’ che rende davvero scoraggiante apprendere certe notizie è che per qualcuno siano una notizia. Non so se il nonnismo, il mobbing, le molestie sessuali e tutti quei fenomeni di violenza fisica e psicologica che la nostra società si impegna tanto scrupolosamente a catalogare, siano anch’essi una notizia per qualcuno ma a coloro che ritengono che questa lo sia solo perché riguarda una banda di ragazzi giovani e un ragazzo diversamente dotato (perché le parole sono importanti, alla forma perdinci ci teniamo) vorrei far notare che l’istinto del branco e il rifiuto del diverso, è un istinto del tutto naturale che come tale può essere combattuto solo grazie ad una crescita, una maturazione e una consapevolezza che si vanno acquistando nel tempo.
    Una cosa sono le belle parole di tolleranza, fratellanza e sensibilità di cui tutti vanno riempendosi la bocca, un’altra è lo squallore di una società come la nostra che dietro alla sua presunta civiltà rappresentata dal valore univoco assegnato ad ogni individuo a prescindere dalle sue condizioni, continua a favorire ed assecondare la formazione di circoli, gruppi e categorie sempre più ristretti ed esclusivi.
    Non si può mettere sotto accusa la mancanza del rispetto per gli altri solo quando questa assume le caratteristiche di una violenza fisica o psicologica, perché ciò che è capitato in quella classe è solo la manifestazione più evidente di un atteggiamento che viene continuamente favorito e perpetuato. Anche rispettare i propri commentatori quando si denuncia una mancanza di rispetto, sarebbe per dire quel genere di atteggiamento che scoraggerebbe, per dire, la violenza verbale.
    Vabbè, sono d’accordo con Porfiria.

  18. … e la selezione naturale, … e la legge della jungla? Ci sono persone che piangono se solo gli si fa notare quanto valgono sul posto di lavoro. Mi sembra che il bullismo come il mobbing sia ua malattia da benessere. In ogni caso mettere un down o ritardato in un istituto professionale e’ come mettere un topo in una stanza piena di gatti. Normalmente in un professionale si trova gente gia’ scartata dal sistema. Non buoni a fare i dottori, gli avvocati e i dirigenti o perche’ troppo stupidi o perche’ troppo poveri. Un po’ di rivalsa gliela dovete cazzoni che non siete altro.

  19. Intanto che aspetto che movable type accetti il primo commento un quiz:
    The code of the schoolyard! The rules that teach a boy to be a man. Let’s see. Don’t tattle. Always make fun of those different from you. Never say anything, unless you’re sure everyone feels exactly the same way you do.
    Il primo che indovina chi l’ha detto vince un pompino da una commentatrice a scelta

  20. forse mongoloide non è un termine proprio lusinghiero per chi ha già subito un torto di questo tipo. grazie Valter

  21. Naturalmente ce l’ho con sempreio e non con Facci, che anzi ha il merito di aver sollevato il problema.

  22. Federica, mia madre tutte le mattine mi svegliava con un bacio, un buon zabaione fresco, appena preparato da lei stessa e una tazza di caffèlatte. Qualche volta ci aggiungeva una brioche. Anch’essa calda. Dopo mangiato,io mi alzavo dal letto (facevo colazione a letto), mi recavo in bagno e mi facevo la doccia. Poi mi vestivo, mi pettinavo, prendevo la mia cartella della scuola, aprivo la porta e mi avviavo a scuola – appunto. Mentre mi allontanavo, mia mamma, sporgendosi dalla finestra, mi salutava con la mano e mi gridava ” buona giornata, mongoloide!”. Un giorno la maestra spiegava le divisioni a due cifre. E io non capivo. Non capivo proprio ocsa fosse quella linea verticale, cosa fosse l’avanzo, quando bisognasse aggiungere la virgola, poi lo zero…era una gran confusione. Tutti capivano. Io no.
    “Mongoloide” era il dolce e affettuoso e tenero saluto di mia mamma, mentre andavo a scuola. Da quando è un’offesa? Da quando ho scoperto di essere mongoloide.

  23. Io da anni ho scelto di non farmi condizionare dalle parole che secondo le mode del politicamente scorretto cambiano un anno con l’altro.
    Dico mogoloide o down. Dico negro, che mi sembra tra l’altro una parola bellissima. Dico cieco, sordo e nano.
    Mongoloide oltretutto è chi viene dalla quasi totalità della popolazione asiatica orientale e amerinda precolombiana. Prende il nome dal popolo dei Mongol.
    La parola mongoloide, intesa come down, c’è anche sul vocabolario.
    Vederete che tra qualche anno vi diranno che è offensivo down.

  24. Mah, trovo discriminante il badare alle accezioni acquisite stupidamente col tempo di determinati termini, piuttosto che utilizzarli basandosi sul loro significato originario.

    Mongoloide per me resta identificativo di persona affetta da sindrome di down. Posso tuttavia capire che per taluni suoni diversamente.

  25. Facci, prova a chiedere a chi è nero/a se vuole essere chiamato/a negro/a perchè qualcuno ritiene che negro/a sia una parola bellissima.

  26. gli americani neri si chiamano black tra di loto e così vorrebbero essere chiamati. si chiamano niggers per prendersi per il culo ed in senso dispregiativo.
    per il resto sono d’accordo che questa cazzata del “diversamente abile”, “diversamente udente” e via dicendo siano il sintomo di una pura ipocrisia normalizzatrice.

  27. Sull’argomento vi riporto quanto scrissi in un libro qualche tempo fa.

    “Non c’è da lagnarsi dei pruriti di chi dice estremità al posto di piede, o sacerdote al posto di prete: e neppure da fare le pulci al giornalese che si reca nei posti anzichè andarci, o ancora si spegne al posto di morire.
    Dire benestante anzichè ricco, o di modeste condizioni sociali anzichè povero, è questione più di pruriginosa educazione borghese che non di correttezza politica, così come – nonostante il burocratese impazzi – nessuna persona normale dirà mai non vedenti per ciechi e non deambulanti per paralitici, o addirittura verticalmente svantaggiati per nani.

    Ma per altri aspetti non si sa più come parlare, e si sfiora il cretinismo. Ci sono dignitosissimi termini di lingua italiana – povero, zoppo, spastico – che sono stati requisiti, e non è ben chiaro perché. Non si tratta di fare gli ottusi: è chiaro che dire immigrati afroasiatici, per quanto sia espressione lunga e brutta, sia meglio che dire vu cumprà oppure i marocchini. Ma extracomunitari ? Esiste ancora? Si può dire? E va da sé che froci suona brutto e volgare: ma che cosa bisogna dire? Gay va bene oppure no? Bisogna dire omosessuali? E lesbiche va bene? Gli è che bisogna tenersi continuamente aggiornati.
    Gli esempi sarebbero tanti, ma l’attorcigliarsi del politicamente corretto ha pur sempre un’origine da cui vorremmo ripartire per render l’idea: la parola negro. Questa bellissima espressione – nostro parere – prima divenne nero (black) che a sua volta poi divenne scorretta, e allora divenne afroamericano (sette sillabe) che a sua volta adesso sta diventando scorretta: e allora forse diverrà – pare – people of color. Bene. E poi?
    Si sa che in America non sono tutti normali. C’è tutto un movimento femminista ribattezzato gender feminism che tra mille aberrazioni protomarxiste – come il rigetto del rapporto sessuale, ignobile sopraffazione maschile – vorrebbe abolire il suffisso man da ogni parola americana: persino woman (donna) diverrebbe womyn. Da immaginarsi i problemi con mankind (umanità) e chairman (presidente, direttore) e addirittura history (la Storia, perché his è aggettivo possessivo maschile).
    Sull’argomento, oltre al solito Robert Hughes (16), va segnalato anche un saggio di Giorgio Bianco (17) che il riassume le velleità del suddetto apparato come un obiettivo in fondo non particolarmente originale: in fondo – dice – è il vecchio incubo della ri-creazione dell’esistente, la pretesa intellettuale di plasmare la realtà nella convizione di avere un punto di vista privilegiato sulla vita e sul mondo. In quest’ottica anche il termine guerra ne ha fatto le spese: è stato quasi soppresso. Di volta in volta è missione di pace, intervento umanitario, operazione di polizia internazionale: l’unica guerra rimasta in piedi è quella delle parole, tanto che in Italia è sufficiente che una giornalista vanesia dica “resistenza irachena” o “cosiddetta resistenza irachena – anziché terrorismo, come altri vorrebbero – e si scatena una discussione infinita.

  28. Detto in altre parole, ho un pensiero mio sulle cose, senza doverlo rubare ad altri.
    A ogni modo ogni pensiero, come ogni libro, è plagio più fantasia.
    Tu intanto vai affanculo.

  29. uh,
    intendo che ti leggo da anni ed è triste per un fan vedere che dici sempre le solite 10/12 cose, peggio ancora vedere che usi le stesse parole.
    alcuni lo chiamano stile, altri noia.

  30. tra un’autocitazione e l’altra inserisce sublimi estrinsacazioni di pensiero autonomo che prendono corpo in fraseggi del patrimonio collettivo:un favvanculo,un non mi rompere i coglioni,un fammi un pompino,un dammi anche una mano.E così evade dal suo solipsismo.E dal suo egotismo.Che è noia ma con stile.

  31. Ho cercato di postare ma mi appare un errore, quindi lo rifaccio, sperando che i messaggi non appaiano tutti insieme. Sinceramente non ho neanche il tempo di riscrivere tutto quello che pensavo. Facciamo che quoto anca e che v’invito a chiedere a chi è più scuro di voi se vuole essere chiamato negro. Anche se da un amico. E basta co sto politically correct. Si tratta solo di rispetto.

  32. il bullismo a scuola è sempre esistito, ho trentatre anni ma me lo ricordo bene.
    Ora esistono i videofonini e video.google.it.
    In un mondo di grandi fratelli e isole dei famosi è il minimo che possa capitare.

  33. fotoreportress, lo so ma il tuo nick è così lungo che per scriverlo senza “incartarmi” ci metto troppo.
    Anche il mio nick, per dire, era ViscontessaMazzantiSerbellonVienDaiMontiVienDalMare eQualcheVoltaNonVieneProprio, ma poi mi sono accorta che era troppo lungo e che se lo scrivevo tutto spostavo tutta la colonnina dei commenti e così adesso mi faccio chiamare solo Vis.
    Però se ci tiene la prossima volta ci si nomina per intero e in fondo ci si mette pure il numero di telefono che non si sa mai:-)

  34. Vis, niente numero di telefono altrimenti firmerei nome e cognome (che poi sono lunghissimi), il nick inizialmente era fotoreporter – non so neanche io perché – ma dopo essere stata scambiata per un uomo a più riprese, mi sono data una parvenza d’ identità inventando il corrispettivo femminile.

    (scusa se non ti faccio la faccina sorridente, non le sopporto, è più forte di me)

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