Il grande Troiaio /3

Voi. E’ come se per anni avessi condotto un’istruttoria segreta per scoprire se davvero voi donne siete come noi o perlomeno sapete esserlo. Ma ogni volta le mie amiche donne si rivelavano solo donne: omertose, consortìli, di certe cose le donne parlano solo solo con altre donne. Eppure siete capaci delle confidenze più sconce e degli sberleffi più crudeli, forse siete incapaci di vera amicizia ma sapete improvvisarvi complici e raccontarvi tutto: le cose più oscene e scabrose, comiche, voi curiose e divertite come scimmie, voi che andate al cesso assieme – perché voi andate al cesso assieme – e voi che amate schiacciare i punti neri, guardare che cosa esce.


Questa sera vengo a casa tua, dunque. Che è molto diverso dal dire: vieni a casa mia. Perché se tu vieni a casa mia, significa che vieni a scopare. Se invece vengo io a casa tua, significa che vengo lo stesso a scopare: ma ufficialmente accadrà per caso, non era certo in programma, tu non ci pensavi proprio, tu guarda la vita.
La manfrina mi va benissimo. La accetto per motivi culturali e sociali. So che milioni di amplessi sono passati da milioni di film da guardare, e pizze da mangiare, acquisti da ammirare, altri pretesti: vengo a casa tua.

E io ci sono venuto.
Aveva ragione il mio amico medico.
Tutto è successo piuttosto in fretta, più del solito, il famoso pretesto neppure me lo ricordo, ricordo che siamo finiti quasi subito nel tuo scomodissimo futon anche se non era in programma, tu non l’avresti mai detto, tu guarda la vita.
Zoccola.
Poi alla fine ti sei scartucciata quasi subito e ti ho vista trotterellare in cucina e in bagno, insomma ti ho visto disinvolta, ho preso coraggio anche perché sapevo che non eri completamente deficiente e che talvolta avevi dei pensieri che sapevi addirittura tradurre in parole. Ti ho chiesto: ma anche voi, ogni tanto, vorreste la botola?

Anche voi?

Intendevo: anche voi, ogni tanto, vorreste che quel corpo ormai inservibile che occupa il vostro letto si dissolvesse all’istante? Anche voi, ogni tanto, subito dopo, vorreste solo a docciarvi e struccarvi e riassettare senza dover gestire quel coso che intanto è sempre lì, senza che gli stia passando per il cranio di schiodare?

Lei disse «Dici il cane morto?»

Il cane morto.

«Io e Christine lo chiamiamo il cane morto. Ma forse non è proprio quello che dici tu. Tu dici la cosa di musica e magia».
Eh?
«Ti trombo e sparisci. Una specie di barzelletta».
Ho capito. Ma il cane morto? Che cos’è il cane morto?
«Mah, vedi, alla fin fine le donne restano diverse: più equilibrate, meno brutali, non ci serve una botola che scaraventarvi in strada: non subito, cioè. Potrebbe passare anche un quarto d’ora. Mezz’ora. Insomma una cosa giusta, anche piacevole e fisiologica: ma che insomma non ci faccia dimenticare che il giorno dopo magari dovremo alzarvi alle sette, e che in quel periodo non stiamo dormendo niente».
Perché dici che le donne sono diverse?
«Niente di rivoluzionario: voglio dire che le donne sono geneticamente più armoniche nel vivere la sessualità, la natura rimane la loro essenza, sono prive di buona parte delle contraddizioni e dei contorcimenti che dilaniano voi e la bestia che siete. E’ noto che non siamo brutali come voi, ci va bene il giusto, ci va bene temporeggiare gradevolmente e quindi il cicci-picci, la risatina e la sigaretta, poi magari un’altra risatina, una chiacchiera: e però a un certo punto noi femminucce ce ne andiamo in bagno e chiudiamo la porta, e poi, quando più tardi la riapriamo, gli scenari possibili sono tre».

Si era rimessa le calze e poi se le stava ritogliendo.

Dissi: me li vuoi dire questi scenari, o devo tornare un’altra sera?

«Primo scenario: lui si è rivestito e si appresta a salutare. Secondo scenario: lui si sta rivestendo – è sempre un’immagine simpatica – per poi apprestarsi a salutare. Terzo scenario: c’è un cane morto sul letto».
Eccolo lì.
«E’ indubbiamente un cane morto, un animale: grosso, pesante, bastonato, annientato, immobile, inamovibile. Identico a come l’avevamo lasciato. E’ come precipitato da un aereo. Spalmato. Una cosa inguardabile».
E perché fa così? Perché fa il cane morto, secondo te?
«Perché è stanco, perché si è addormentato, perché è un cretino, perché è il solito finto maschio che d’un tratto vuole coccole improbabili, perché è della generazione che è uscita di casa a trent’anni e che pranza dalla mamma tutti i giorni, perché vuole restare e basta, non vuole che tutto finisca, è un complessato che non vuole sentirsi escluso o respinto, gli piace dormire con una donna, gli piace farlo anche se fosse una battona».

Ho capito, dissi.

Sigaretta. La terza. Forse la quarta.

«Peggio ancora se fa il polipo triste».
Eh?
«Il polipo triste è il genere che ti si avvinghia addosso, tentacolare, appiccicoso e salmastro, sudaticcio e servile, sentimentalistico, improvvisamente grato d’esser stato scelto tra milioni di altri, nostalgico della donna che non sa avere, e che ovviamente tu non sei mai. E’ possessivo, desideroso di marcare un territorio che in realtà neppure gli interessa: nell’insieme, una cosa molle come la lumaca avvizzita che ha strozzato tra le sue gambe pelose».

Mi guardai la lumaca. Fu inevitabile.

«E’ incredibile che quell’ameba informe – insomma l’uomo – un tempo fu guerriero, cacciatore, principe, conquistatore, inseminatore: tutta roba che ormai è proiettata solo nell’immaginario femminile, oppure al cinema, alla peggio nel potere e nella grana di qualche idiota da rotocalco. Il cane morto, il polipo triste, che cazzo ne so: è comunque un bambinone smarrito e incerto che alla fine esce perdente da qualsiasi scopata. La donna se ne sbatte, lo guarda perplessa: lei del resto è incapace di concepire le cazzate che lui si è sempre inventato per dare un senso alla propria esistenza».

Parlava e non mi guardava. Il discorso filava molto. Forse non è la prima volta che lo faceva. Si era messa una specie di vestaglia.

«La donna certi problemi non li ha, perché la donna un senso ce l’ha, ed è un senso che corrisponde all’unica cosa certa e concreta di questa Terra: scopare, dare la vita. E magari, se lui si decidesse a schiodare, dormire un po’ di più la notte. Ma lui spesso non schioda. Lui non pensa alla Terra, pensa al Cielo: corteggia idoli, sbarca sulla Luna, è lì sul letto e si è fatto meditabondo, l’orgasmo l’ha reso mistico e vagheggiante, ripensa il proprio ruolo nel Cosmo mentre lei intanto è solo luminosa e carnale, di buon umore: il suo posto nell’universo già ce l’ha».
(Ma che minchia stai dicendo?)
«E’ vero, noi alla fine non cerchiamo che un uomo ma nel cercarlo siamo molto più serie e determinate di voi. Può capitare il divertimento di una sera, ma poi aria, che le commedie e le sceneggiate le riconosciamo anche quando fingiamo di crederci. Aria, perché siete patetici».
Cani morti?
«Cani morti che non sanno mai di esserlo. Ogni volta il cane morto parla, fuma, spesso puzza e non si accorge che lei già indossa la vestaglia da notte. Guarda ma non vede, non vede l’espressione pietosamente scocciata di lei».

La quarta o quinta sigaretta non l’accesi, perché mi s’inceppò il braccio a mezz’aria. Neppure avevo capito come mi stava guardando da almeno mezz’ora.
Ero un cane morto.
Ero un polipo triste.
Ecco.
Mi rivestii in fretta. Infilai i tentacoli nei pantaloni e poi nella giacca.
Un saluto veloce.
Bau.

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50 Comments

  1. Permesso, posso intervenire ? Ho sempre l’impressione, quando mi fermo qui per un po’, che voi vi conosciate tutti : vi insultate, vi adulate, ognuno con il suo nick, vi ricordate quello che uno ha scritto tre anni prima, conoscete tutte le parentele…
    Insomma, posso intromettermi ? Lo faccio.
    Una volta pensavo che per lavorare uno avrebbe potuto fare cose anche lontanissime dalla sua natura. Anche scrivere pezzi come questo post. Poi, con l’eta’, ho capito che per fare qualunque cosa, devi esserci portato. Uno non si inventa i polipi e le botole, se non ce li ha dentro. Puoi colorarli, ma ce li hai dentro. Filippo ciao, sono anca ( sai chi sono ) e mi sto scassando le palle in ufficio, ecco perche’ mi fermo qui a leggere questi post terribilmente tutti uguali. I tuoi. Sei simpatico, lo sai. Perche’ hai l’aria del pulcino arruffatto che vorrebbe essere un leone. Poi, magari, del pulcino non hai niente, ma intanto ti sei accattivato la simpatia di chi ti guarda. Sei simpatico, nonostante questa noia di post. Ti ho gia’ detto, da te mi aspetto ben altro scritto. Bisogna vedere se ce l’hai dentro.
    Ancora : mai, ma davvero mai, trovo commenti interessanti. Ma perche’ commentate? Mai il post si evoluto coi commenti, mai. e ora io ho contribuito al troiaio.

  2. Vedete, ho ragione a non prevedere i commenti come ho fatto nel post precedente.
    Io vi tiro pazzi.

  3. Secondo me Facci gode più a leggere questi commenti che ad andare con le “amiche di una sera”.
    Si metterà il preservativo anche davanti al computer? (D’altronde, con tutti i virus che circolano!)

  4. ma perché l’articolo deve avere per forza una morale? Il luogocomunismo ha il suo fascino, dopotutto: soprattutto se scritto bene.

  5. A’ Facci ma se scrivi su un blog il minimo che pui fare è attivare i commenti altrimenti nessuno ti leggerebbe!! Nonostante sia più interessante leggere un libro o fare due parole con q.no il bello di questo spazio è di poterti dire che hai “scritto delle ovvietà” sapendo il mes. ti arriverà subito e magari migliori i contenuti perchè la forma da delle emozioni…..

  6. Personalmente preferisco Cristal cuvèe ’96. Trovo il Bollinger “con 2 l” poco armonioso e di scarsa persistenza al palato.

  7. Domanda metafisica: ma perchè gli ultimi post di FF vedono materializzarsi e moltiplicarsi nick specializzati in stronzate inenarrabili?

  8. “Ma la capite la differenza tra realtà e finzione, idioti?
    Ma vi pare che verrei a raccontare cazzi miei e insomma cose vere e vissute in questo sito?”

    quindi? letta così sembra che non trombi.
    concordo con chi ti reputa simpatico.lo sei molto.
    ps. personalmente sceglierei la jaguar E type, anche se anche la Aston Martin non è niente male.
    : )

  9. Grande Facci!
    La botola
    Il Grande Troiaio 2
    La botola
    Cos’hai bevuto Facci?
    La botola
    Ti droghi?
    La botola
    Ti senti un intellettuale?
    La botola
    Ti credi un grande giornalista?
    La botola
    Hai doti di scrittore?
    La botola
    Vai a cagare, Facci
    La botola

  10. Trovo giusto sospendere le stronzate.Proseguirei comunque con le puttanate.Troiaio dixit!

  11. Lui sì che sa scrivere, cazzo se sa scrivere! Gustatevi questo pezzo di bravura:

    La botola.
    Stai per dirmi che si è fatto tardi.
    La botola.
    Stai per dirmi che si è fatto molto tardi.
    La botola.
    Stai per dirmi che si è fatto troppo tardi.
    La botola.
    Stai per dirmi che non ti dispiacerebbe dormire da me.
    La botola.

    FILIPPO FACCI, “IL GRANDE TROIAIO 2”

  12. Quanta invidia che gira in sto blog. Mi sa che qua non tromba proprio nessuno! Rilassatevi…
    (Prima che qualcuno lo insinui: io sono assolutamente quello che scopa meno di tutti). Ciao belli!

  13. Odio le donne che vogliono fare le disincatate, le disilluse, quelle temprate dalla vita e dagli eventi, quelle che vogliono mostrare delle metaforiche quanto improbabili palle, salgono sul palco convinte di emanare il fascino pecoraro di un tribuno da balcone con amplificatore sulla bocca.
    Qualunque cretina sfacendata a forza di allenarsi piantando chiodi agli avventori diventa, senza alcuno sforzo, una gran predicatrice.
    Ma quanto la tua amica (immaginaria o meno è irrilevante) è convinta di questa definizione del cane morto, eh?
    E magari va a dormire, ogni notte, sperando di risvegliarsi con accanto un polipo triste, un cane morto, un gatto azzoppato… o qualsiasi altro animale.
    Pur di non svegliarsi da sola.
    Che tristi le donne falsamente “emancipate”, quasi quanto l’acqua minerale naturale.

  14. Sintesi: a una certa età è tutto un troiaio.
    La donna per l’uomo (o per me?) è quell’optional attorno alla topa.
    La donna però dice di essere di più, e molto altro ancora.

  15. Sono d’accordissimo su una cosa: l’acqua minerale naturale è la cosa più triste della Terra.

  16. Cari amici di Macchianera, d’accordo con voi sull’acqua minerale. D’accordo con voi che per il 90% degli uomini la donna è un optional intorno alla topa… ma che mi dite del rapporto tra Islam ed Occidente? Non sto scherzando. Io me ne occupo ed è cosa serissima. Questo è un blog stupendo ma non mi pare si tratti mai di dialogo interreligioso. Per quanto posso lo farò io: in questo momento della nostra storia, la questione islamica tocca aspetti drammatici, problematici, che spesso ci coinvolgono personalmente. Quando si parla di Islam, il problema fondamentale risiede nella nostra conoscenza del mondo islamico, che è parziale, mediata dai mezzi di comunicazione di massa e attraverso l’attualità: è molto più facile sentir parlare dell’aspetto negativo, dell’integralismo islamico, del terrorismo; è molto più difficile senti parlare degli aspetti positivi, dell’integrazione pacifica. Al mondo ci sono più di un miliardo di musulmani, hanno ampiamente superato i cattolici e rappresentano una realtà molto significativa, che non è concentrata principalmente nel mondo arabo (medio oriente e Nord Africa), ormai la maggior parte dei musulmani sono nel Sud-Est asiatico e l’Islam del Sud-Est è diverso dall’Islam del mondo arabo. ( se vi interessa ho appena pubblicato questa relazione per intero sul blog di cultura, storia e misticismo http://www.galluzzo.it )

  17. Bau… ahahaha.

    Questo tuo viaggio nell’universo femminile è molto divertente. Ma le donne, se pur complesse e piene di seghe mentali, sempre sulle solite tre sponde rimbalazano e, se, alla tua età, ancora non prevedi la traiettoria, è meglio che cominci pure a scodinzolare.

  18. se vabbé! “per il 90% degli uomini la donna è un optional intorno alla topa!!!!!!!!”
    ma tutti scemi li vedete ‘sti uomini? uno pubblica un racconto….e subito diventa una verità, un dato di fatto….
    a me pareva ovvio che era un racconto… gli uomini sono “normali” come le donne, con qualche donna ci fanno solo sesso, con qualcun’altra perdono la testa e beccano anche fregature.
    ci innamoriamo tutti, tutti abbiamo delusioni, e tutti a volte facciamo sesso e basta e a volte ci piace a volte no! l’importante è che qualche volta però ci capita di innamorarci…ed è meraviglioso!

  19. Saltando a piè pari le stronzate, driblando le interpretazioni errate del post, sorvolando sui sentimentalismi fuori luogo che poco hanno che vedere con l’argomento affrontato dal post e anzi vi si inseriscono con il fastidio che si prova ascoltando coloro che invece io, mi fermo volentieri su l’intervento di Elena e mi chiedo, ma cosa c’entra?
    Voglio dire, cosa c’entra l’Islam in questo contesto?
    Perchè va bene pubblicizzare il proprio blog, però cazzo, certi interventi sembrano la pubblicità dell’acqua minerale naturale effervescente che stimola la digestione e ti fa fare molta plin plin, durante la visione di un documentario che parla dell’emergenza idrica in Africa.

  20. Eddai vis, certamente Elena si é sbagliata. Voleva commentare un altro post. Altrimenti altro che 90% di optional intorno alla topa: saremmo al 100% di cervello inteso come optional.

  21. l’intervento della sefirmante “elena” è solamente squallida pubblicità, non si vede?

  22. “…che 90% di optional intorno alla topa: saremmo al 100% di cervello inteso come optional…”. Qualcosa riguardo questa fissa delle statistiche e delle percentuali : “I gather, young man, that you wish to be a member of Parliament. The first lesson that you must learn is, when I call for statistics about the rate of infant mortality, what I want is proof that fewer babies died when I was Prime Minister than when anyone else was Prime Minister. That is political statistics.” Churchill

  23. conte sono giorni o forse settimane che il sito di cui parla elena, viene infilato con argomenti assolutament off topic all’interno di ogni post di macchianera.
    la firma cambia ma il link è sempre il medesimo un po’ come il contenuto delle pubblicità della Tim.
    Diego e adriana restano quattro volte scemi anche se una volta son quattro gatti, quattro stelle o quattro neuroni in due.

  24. Mi ritengo privilegiato.Nella mia vita ho conosciuto due donne capaci di andare oltre la loro vagina.E sono state due esperienze fondamentali.Vorrei che tutti gli uomini potessero incontrare almeno una donna capace di trascendere la sua sessualità.

  25. sono nato nel 1931
    quindi anzianotto, ma non del tutto fuori
    ff racconta abilmente patetiche scene di sesso da una botta e via
    non necessariamente auto biografiche
    ma forse rappresentative di una certa realtà attuale
    mi colpisce l’aspetto della mancata comunicazione tra i soggetti
    noi distinguevamo (con cinismo ?) il sesso ludico da quello “impegnato”
    in entrambi i casi non avevamo difficoltà a seguire una certa etichetta ed intuizione
    amministrando con reciproca soddisfazione il cosiddetto dopo
    mi chiedo perchè adesso sia diventato così difficile
    cmq vorrei leggere ancora ff

  26. Se uno taglia la testa al toro e abitualmente leva le tende prima di passare dalla camera da letto, che figura fa? Bovino decapitato?

  27. corrà, adesso è più difficile perchè il costume consente di vivere la sessualità con minor ipocrisia.
    secondo il mio modestissimo parere.

  28. secondo me Corrado è quello che ha capito tutto.
    è che nonostante il segno dei tempi, distinguere il sesso ludico da quello impegnato è ancora difficilissimo. e comincio da me, che del primo ancora non so gestire nulla: quasi sempre mi sembra di star rubando qualcosa.

    (e sono pure un po’ polipo)

  29. @ Darwino: effettivamente sei fortunato. Nel passato quelle che ho incontrato erano incapaci di trascendere la loro sessualità, attualmente devo ancora capirlo.

  30. Ciao gente della bloggosfera, mi scuso per questo mio breve messaggino. Solo che desideravo avvertire voi: gente ‘sveglia e sensibile’ (spero e credo i più) che finalmente è stato pubblicato il mio secondo romanzo: “Visto da qua (il cielo è ancora più blu…)”. Per invogliarvi, eccone un boccone:

    “…Cesare, Ludwig, Marina, Jim, Vincent, Jan, Jeanne ed infine Rino: otto personaggi famosi intorno ad un tavolo, otto morti suicidi…o quasi. Ma dove ci troviamo veramente? Quale posto così magico sta ospitando questi commensali così speciali? Poi…” Ed ancora: “…io preferisco ricordarli come martiri del dolore perché la sofferenza è unica, ed ognuno si porta la propria… il fardello, comunque sia, è sempre troppo pesante e le spalle troppo esili; il peso, il male oscuro… quel vizio maledetto… sgretolerebbe catene di montagne e l’arrendersi umano di fronte a tutto ciò non si può considerare codardia, assolutamente”.

    Mauro Monni

    Edizioni Fuoriporta
    Firenze
    Prima Edizione Aprile 2005

    PS: grazie a Macchianera per lo spazio. I curiosi possono vedere un recensione più completa su http://www.galluzzo.it/news.asp?cat=35 – GRAZIE

  31. Ma non sarebbe meglio se il sesso fosse tutto ludico, anche quello fatto con la stessa persona per un periodo di tempo prolungato? Il gusto ci guadagna.

  32. La donna è bellissima in maniera esagerata, essa è tutta tondeggiante con emisferiche protuberanze su due lati.
    La donna è l’origine della vita. Se non si capisce questo non si può arrivare a far l’amore fino in fondo con essa.
    La donna è poesia, mare e delirio. Istintivamente la donna ha un’idea del sesso diversa da quella dell’uomo. C’è dentro di lei la magia del poter essere madre. La donna è un’orchestra di violini e trombe che celebra la grandezza del creato. I maschi hanno la sfacciata occasione di poterla pastrugnare un po’.La donna non può credere che il sesso sia solo un lubrico sfregarsi genitale. Per fare l’amore con una donna fino in fondo bisogna rispettare la gioia di vivere che il suo poter essere madre la vita rappresenta. È vero che ci sono donne che giocano con la trasgressione, che provano piacere nell’essere umiliate, che interpretano la parte delle cacciatrici di sesso recitando l’imitazione rovesciata del maschio sciupafemmine. Ma una donna non può sentire fino in fondo il piacere fisico se resta in queste esagerazioni. E in effetti neppure un uomo può trovare in questo modo la piena soddisfazione. Che magari in una notte copuli con due sventole favolose e il mattino ti senti poi depresso come se avessi perso le chiavi di casa e non avessi il doppione. Ma per l’uomo certe cose contano meno, in fondo c’è in lui l’istinto atavico del maschio che gareggia per avere il maggior numero di donne.
    Nella donna, al contrario, c’è il bisogno dell’attenzione e della totale partecipazione emotiva del suo amante. Inconsciamente, anche nell’avventura di una notte la femmina umana cerca il gesto, il ritmo che le comunica tenerezza, disponibilità a unirsi, a collaborare alla nascita della nuova vita che potenzialmente potrebbe nascere. Insomma alla donna interessa molto di più il prima e il dopo, il contorno, rispetto alle misure del pene o alla potenza muscolare della spinta pelvica.
    Se darete poco riceverete poco e non diventerete mai un Grande Amatore. In un angolo della mente della donna c’è sempre il bisogno biologico di un nido. Per amare le donne dovrete riscoprire la vostra tenerezza. Non fate i bestioni come al solito. Questo istinto della femmina, scritto nel linguaggio genetico, è ciò che rende così importante per le donne la parola Amore. Per amare le donne bisogna amare la vita. Solo così si diventa Grandi Amatori (e le donne urleranno tra le vostre braccia).

    P.S.: e poi la botola!!!

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