Del perché il caso Neri è una svolta epocale

SCENA
Lui è la classica faccia da trullo, ex giovanetalento, pacco robusto e ubris d’ordinanza. Lei ha scordato le caldane da un pezzo, scorreggia di massimi sistemi e fa la fatina in tv, dopo qualche ora di trucco ricostruttorio.
Eccoli, i nostri due eroi, nella redazione di quello che uno si immagina sia un grande giornale, in una giornata di sole tra allergie e anomalie. Parlano di concertazione, rifondazione e infine del caso Calipari, come si usa di questi tempi in un qualunque hard discount.

DIALOGO
Ma lo conosci quel tizio che ha svelato il testo integrale degli americani?, chiede lei buttando un occhio a Dagospia e l’altro all’Herald Tribune.
Lui: cazzo!
Cazzo cosa? protesta lei alla lady Diana.
Cazzo se lo conosco. È quel pirlone trentenne di Macchianera, sai…
Macchianera?
Vabbé. È quello tutto ciccia e brufoli che ha fondato Clarence… e che poi ha fatto un pacco di grana rivendendoselo…
Clarence???, strabuzza ‘a vecchia con orrido gorgheggio.
Insomma, è quella testa di cazzo che scrive le puttanate dei due di Camera Café, sai…
Camera Cafè???
Comunque: uno in gamba, credimi, che gioca alle radio libere come noi ai tempi di radio popolare, quando ancora non affogava di pubblicità e computer.
In che senso?
Beh. Lascia perdere. Andiamo al sodo. Ti dico solo che il buzzicone ha fatto tutto con un copia incolla. Ma ti rendi conto?
In che senso copia e incolla????
Nel senso, ha pensato il paccuto veterogiovane, che se qui non si chiude tutto e non si assumono venti ragazzi si va presto affanculo.

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34 Commenti

  1. Post cerca applausi. Ora però non esageriamo, comunque: non passiamo da autoreferenzialità ad altre; non s’incappi nello stesso errore dei miei amici che strabuzzano gli occhi se qualcuno non ha mai letto il Foglio o discusso del Riformista e vario mondo. Francamente, se una persona di qualsiasi età non ha mai sentito nominare Clarence, Macchianera o Camerà Cafè non ci vedo niente di particolarmente strano. Neppure se è una carampana dell’Espresso.

  2. Io avrei commentato uguale, parola per parola, finendo però in un altro modo: “a patto che non lavori all’Espresso”.

  3. È il modo romanzato di Brontolo per dire che ha capito che la generazione dei quarant-cinquentenni si deve fare da parte. E velocemente. Quella generazione che non ce l’ha fatta ad imparare almeno due lingue, a capire cos’è l’informatica e la rivoluzione tecnologica in atto, che ci mette dieci giorni ad aprire un documento, che scrive centomila morti in iraq senza capire una mazza di statistica, … Quella che occupa i posti solo per potere. Ma che è decadente per questo.
    Sono perfettamente d’accodo Brontolo: fatece largo che arivamo noi..

  4. Faticoso vivere.
    Se inciampi in una quarantenne senza figli ti dice che sei fortunata perché almeno tu hai figli. Se inciampi nelle ex caldane della Moratti (sempre ammesso che ne abbia mai avute) ti trovi seduto in un banchino di scuola ad ascoltare per ore programmi didattici che fanno ridere.
    Se non ti viene da ridere neanche lì puoi sempre farti quattro risate davanti alla televisione dove la Fiat ti invita ad acquistare le proprie macchine affinchè a ringraziarti sia Martina Stella che le caldane le fa venire piuttosto che passare come il giornalaio francese che ringrazia perché hai comprato una Renault.
    Tanto cucini un peperone che proviene dalla Francia perché da dove proviene quel peperone è essenziale per il consumatore che premuroso butterà la plastica che lo avvolge nell’apposito cassonetto predisposto dal comune perché qualcuno (entità astratta) lo ricicli per costruire giocattoli atossici per bambini.
    I cinesi imperversano, il made in italy è in pericolo, un bambino è soffocato perché si è infilato nel naso un orsacchiotto di gomma, gomma cinese, se la gomma fosse stata atossica sarebbe soffocato ugualmente, “morte made in italy” è tutta un’altra storia.

    Poi se sei fortunato arrivi qui e butti dalla finestra tutta la tua collezione di Harmony serie oro.
    Se ti fai l’adsl flat ti costa meno e vivi ugualmente nelle fiabe.

  5. Ma se invece di una dimenticanza, l’aver lasciato libero il copia incolla, fosse stato fatto apposta per qualche manovra politica…
    Chissa, considerando che stiamo parlando di americani i quali non fanno MAI nulla a caso e prevedono (per fortuna non sempre) tutto il possibile. Credo sia legittimo porsi questa domanda, voi che ne pensate?

  6. Scusate lo so che non c’entra nulla, ma lo chiedo lo stesso: “dove posso trovare un manuale per installare MOVABLE TYPE?” ovviamente non in inglese e magari specificatamente per hosting su ARUBA.it Chiedo troppo? C’è qualcuno che mi può aiutare? Questo blog non è basato su movable?

  7. di incompetenti tra i quaranta-cinquantenni che occupano posizioni importanti ce ne sono, ma io non generalizzerei piu’ di tanto. Perche’ di coglioni ce ne sono parecchi anche tra i ventenni-trentenni. Anzi.

    [firmato,
    un ventenne]

  8. Mah. Non credo che sia un problema di età, di generazione. Spesso mi trovo a non essere d’accordo con quello che scrive. Ma Gneri è uno che si fa il culo, investe il suo tempo in una cosa in cui crede, crede in quello che fa, ci si butta dentro, forse ritenendo che abbia un valore in sè. Il suo ego ogni tanto esce fuori e lo trasforma in un satrapo milanese un pò isterichetto ma va bene. Tutto questo vale. Credo che i cazzoni dell’informazione debbamo guardarsi non dai nerds del 2000, ma da quelli che si fanno il mazzo. A prescindere dai risultati.
    E viva Dio!

  9. Allora, vecchio nano, anche tu sul carro dei vincitori, timoroso di perdere il nuovismo di dandyna e la botta di pubblicità.
    Appena senti aria di scoop ritorni.
    Ti facevo più indipendente e pensante.

  10. La generazione -mia – priva di abbagli giovanili dei quali pentirsi, la generazione -mia – colsolo torto d’esser stata dalla parte giusta in anni di riflusso, la generazione – mia che si attarda e che pare protesa tra il mendicare insegnamenti e carriere a chi nella vita ha sbagliato tutto, e il restare indifferente perché semplicemente impegnata a lavorare come fecero altre generazioni del Dopoguerra: anche se rischio, orrendo, fosse di ritrovarsi schiacciata, come un prodotto spurio, di mezzo, tra la generazione di Paolo Mieli e quella di Pierluigi Diaco.
    Voglio morire.

  11. Sceglierò una morte orrenda. Discuterò con Rina Scita per venti minuti.

  12. Forse Paolo Mieli e Pierluigi Diaco ce li meritiamo. Probabilmente siamo troppo corretti, o deboli, per sbarazzarcene.

  13. pierlugi diaco non fa parte di nessuna generazione. E’ solo il piu’ idiota di tutti, quello che vi siete preso voi 45 enni perché non vi dà alcun fastidio.

  14. Caro Filippo Facci, sarai pure in una generazione di mezzo, ma quantomeno hai un lavoro, ti sei costruito un personaggio, riescia tirare a campare.
    Ce ne sono altri mille, con tanto di tesserino dell’Ordine, che non tirano a campare e che piuttosto che la volonta’ di morire si aggrappano alla lotta per la sopravvivenza.
    Caro Filippo Facci, mica tutti hanno avuto Bettino Craxi come Santo Patrono.

  15. Ah il paese dei rinfacciamenti a oltranza: e basta con Facci e Craxi, criticatelo per quello che scrive ora, via.

    Comunque visto che siete immersi nella sagra del luogo comune con rasponamento andante, aggiungo anche il mio: se la gente non tirasse con l’università allo sfinimento e se si cominciasse a lavorare subito per quello per cui si è qualificati, senza passare per call center, stagismi a fare fotocopie, vassallaggi vari il problema non si porrebbe. Internet, le lingue, il passaggio generazionale: non c’entrano. Si faccia come all’estero da sempre. Tutto lì.

    ciao

  16. Corbezzoli, sei un cretino. Il tuo post è giusto e perfetto ed ecco, devi rovinarlo con la cazzata finale. Io, ex Unità e Repubblica, mi sono schierato con Craxi alla fine del 1992, quando era già diventato il peggior appestato del Dopoguerra. Puoi immaginarti quanto potesse esser facile, perciò, per me, trovare un lavoro che non avevo. Non pretendo che tutti conoscano le storie mie, ma nel momento in cui sentenziano che almeno s’informino.

  17. A Gianlù… C’è qualcuno che pensa che non sia tu il primo, e comincia pure a prenderti per i fondelli… fonte: jeebo.splinder.com

  18. Caro Facci, la sua replica mordace piuttosto che smentire quanto scritto da Corbezzoli, lo conferma e lo avvalora.

    Il suo correre in soccorso di Craxi nel ’92, quando tirargli monetine addosso era diventato sport nazional popolare, lo ha messo nelle grazie di quell’entourage che a Craxi rimarrà riconoscente per la vita.

    Ed eccola quindi oggi alla corte di editori e di personaggi che oggi finanziano la tua penna prezzolata.

    Insomma, caro Facci, lei grazie a Craxi è diventato un Guzzanti qualsiasi: un colpo di raffinatissima strategia professionale.

  19. Ma che cavolo dite! Facci ha ragione. Mettersi a slinguazzare il deretano di Craxi in un periodo così imbarazzante non è cosa da poco. Ma lui ci è riuscito: onore al merito. E poi informatevi, gente, prima di sentenziare!

  20. Milano – Tunisi disinteressatamente, per stima e solidarietà?
    MA MI FACCI IL PIACERE !
    Sai le risate che si farebbero la Stefy, il Bobo o persino Jesi & Co.

  21. A gianlù, com’è che se scrivi per loro non compari tra gli autori sul sito di Camera Cafè?

  22. Leandra, fammi la cortesia evita di scrivere certe cavolate. Per Stefania potrei ad esempio risponderti io dato che la conosco molto bene da otto anni, e potrei scriverti cosa pensa dell’argomento del giorno. Ma so che Facci non gradirebbe, soprattutto perchè il mio scritto sarebbe un sostegno a ciò che lui asserisce e lui di sostegni dice di non avere mai bisogno, in particolare da me. Avete certamente tutti voi invece bisogno di studiare e molto, perchè di Craxi, della verità storica, non sapete veramente un cazzo.

  23. Non capite assolutamente un mapo delle battaglie per la libertà totale, per l’espanzione cerebrale e polmonare in ossigeno libertario. Facci ha ragione, la sua fu comunque una battaglia di apertura rispetto al grandguignolesco forcaiolismo monodirezionale, la turbativa d’asta che fece intravvedere a voi popolini Achille Occhetto Mariotto Segni Leoluca Orlando quali idoli e gioielli di un Bulgari politico. Era invece la Bulgaria della banalità e dell’inconsistenza politica. Non che si tratti di riabilitare Craxi – quoad me -, ma di intervenire nella cloaca dei commenti per segnare la linea retta che voi galline non potete superare. Sic dixi.
    PS. A’ Ricca’, non toccare le generazioni, altrimenti viene giù un fango che non finisce più, una colata di muco sociale, di velleitarismo vitellino, tutta l’essenza stercoraria dell’italianità che riflette su se stessa. Provare per credere…

  24. Concordo con Dentice, ha detto, poche righe più su, tutto ciò che andava detto.

  25. A me sotto sotto piacerebbe essere come dice Dentice, perchè non solo sarei un genio ma anche un paragnosta. Allora, seguitemi: io nel 1992 abbraccio la perdentissima causa craxiana – da disoccupato – perchè già so che due anni dopo il padrone di alcune emittenti televisive si metterà in politica e magari – sette anni dopo – potrò essere assunto in un posto dove per essere assunto ho dovuto fare causa sindacale. Un dio.

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