L’autorevolezza del Franti, l’arroganza del copione

Com’era esattamente quella storia dei blog che non avrebbero autorevolezza rispetto ai quotidiani? Ricordo discorsi tipo: “La professionalità di un giornalista garantisce che venga sempre citata la fonte; un blogger non può fare altrettanto”.
Ebbene, signori, come un qualsiasi arrogante Franti che pretende di copiare il compito in classe, gli autorevoli quotidiani – quelli di cui vi fidate, quelli che leggete ogni mattina -, gli autorevoli telegiornali, pur di non cedere all’umiliazione (presunta, e solo da loro) di citare un blog come fonte (e malgrado la notizia fosse in rete dalle 9 di questa mattina), han cincischiato, han fatto gli gnorri, han sostenuto di essersene accorti “per caso”.
Chapeu.


Corriere.it

Repubblica.it

Tgcom.it

Ansa.it

Epperò stamattina, quando al blogger sembrava persino brutto sprecare una notizia del genere pubblicandola solo sul proprio sito, quando il blogger li ha cercati – tutti – in redazione per condividerla, lorsignori – era il primo maggio – se la dormivano alla grande.

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50 Comments

  1. Internet: strumento nuovo che incute timore.
    Quando per esempio la gente comincerà a dire e pensare che una cosa l’ha letta TRAMITE internet e non SU internet, già sarà un segno del cambiamento.

    “Il tempo porta sempre alla luce la verità”
    (Lucio Anneo Seneca)

  2. Non mi pare questione di autorevolezza. E’ ovvio che i blog abbiano tempi di reazione e abilità tecniche più elevate, rispetto a dei giornalisti poco assuefatti agli strumenti informatici e telematici.

    Il punto ora è interpretare la mossa degli americani. Che a me pare un errore voluto.

  3. Io ho scritto alla redazione del Corriere che citino la fonte. Non penso che sia ‘sta grande notiziona, sinceramente nel PDF completo non ho trovato nulla di cosi’ interessante – ma vista la grande importanza che ci hanno dato i giornali on line, mi aspettavo un comportamento piu’ corretto.

  4. Amerei ricordare come eventi ben piu’ incisivi nella storia mondiale sono stati causati da minuscole discrasie (anche a Repubblica si sono accorti della banalita’ dell’omissione nella conversione del file in PFD), ma chi sono io per fermare la grande e inesorabile onda della dietrologia?

    Intanto la procura acquisisce agli atti il report. Ma informata della possibilita’ di leggere il documento unclassified decide di acquisire l’originale US. “Omissis inclusi (sic)” (Televideo).

  5. Quante storie per questo problema di citare o meno la fonte. E chi se ne frega, chi è la fonte. A me interessa sapere chi ha ucciso Calipari.

  6. L’inabilità tecnica, per chi fa un certo mestiere, è un’aggravante non da poco.

    Pensa, per esempio, come noi poveri occidentali minacciati continuamente di azioni terroristiche da siti islamici che parlano a nome di Bin Laden o Al Zarqawi, rischieremmo in una giornata come oggi di andare magari al mare.
    E invece, grazie a scrupolosi giornalisti americani che se il pc non lo sanno usare li aiuta la CIA, ce ne stiamo tutti belli rintanati nelle nostre sicure casette.
    Che gli attentati terroristici incombono ormai da anni…..

  7. Per aggiungere danno alla beffa,
    il Corriere ha tolto il link a Macchianere, e slashdot ha appena pubblicato la notizia
    prendendo il Corriere come fonte.
    Forse sarebbe il caso di fare un paragrafo
    esplicativo in inglese per poterci linkare poi
    da un commento alla storia su slashdot …

  8. Di bufale e altro

    Sono d’accordo con le considerazioni di Carlo, ma i complimenti Gianluca Neri se li merita tutti per la pubblicazione senza omissis del rapporto sulla morte di Calipari, se non altro per aver sgamato l’ignoranza informatica di chi lo ha stilato e distr…

  9. Chiunque abbia abbastanza dimestichezza con l’inglese per redigere il paragrafo esplicativo è il benvenuto (ed è anticipatamente ringraziato).

  10. Ma chi cazzo credete di essere? Basta scrivere un orario e una data su una pagina html e dire ‘l’ho data prima io’.
    La notizia circolava da ieri sera, Macchianera per farsi un po’ di pubblicità ha fatto la procedura di copy&paste e ha distribuito con tanto di ‘brand’ un pdf integrale senza omississ.
    E ora dice di essere stato il primo e si lamenta di non essere citato. Tutto davvero molto esilarante…

    PS siete davvero sicuri che sia il caso di vantarsi di aver reso pubblico il nome di un agente segreto italiano? E siete sicuri di non essere stati usati da due soggetti (ita/usa) inconsapevolmente diffondendo questa ‘notizia’?

  11. com’è che tutti quelli che si lamentano non mettono mai i loro dati? tutti agenti segreti?
    (e resta comunque il mio commento nell’altro thread: può anche darsi che si sapesse tutto da ieri sera. Eppure stamattina alle 12 ho preso il documento dal sito ufficiale e ho trovato i nomi. Com’è che nessuno di quelli che sapevano ha avvisato il comando interforze iracheno?)

  12. Macchinanè, nun t’arraggià. La notizia circolava ieri sera. Bravo, bravo, ma nun te ncazzà. Ubi maior, lo sai. Forse anche tu, da grande blogger, qualche volta “mangi” i piccoli. O no? ;)

  13. Ma legalmente come è la faccenda? Non sei perseguibile per aver diffuso un documento classificato? E per aver almeno violato la legge sulla privacy diffondendo il nome dell’agente segreto italiano? Chissà se, quando gli USA chiederanno la tua estradizione, lo stato italiano gliela concederà? Beh! Cmq complimenti!

  14. Il documento è classificato solo quando è protetto oppure non è reso pubblico dal diretto interessato e gli viene sottratto.

  15. inserendo i nomi dei soldati su google (la versione americana) e la loro citta di appartenenza si trova direttamente il loro numero di telefono, dove abitano e una foto satellitare della loro casa.

    gulp.

  16. Gianluca Neri detto ‘il sola’.
    Ha sfruttato una notizia che già circolava ieri
    per farsi pubblicità e scroccare l’intervistina domenicale.
    Polli quelli di APCom che ci sono cascati, polli tutti coloro che si esaltano per le enormi potenzialità di un sito che serve solo a far soldi e a reclamizzarne il titolare…

  17. Hai sbagliato di grosso.
    E’ come se un generale cretino avesse lasciato per strada un foglio con i nomi. Questo era l’unico ‘segreto’: i nomi dei soldati e dell’agente coinvolti.
    Non potevi toccarlo, quel foglio, o toglierlo via, ma potevi dare quest’altra notizia: un generale cretino mette il segreto e poi lascia in giro i fogli.
    NON E’ UNA NOTIZIA, quella dei nomi da pubblicare: giornalisticamente non aggiunge nulla, e mette solo in difficoltà delle persone -soldati americani e agente italiano.
    Queste difficoltà possono anche essere mortali, dato che di fanatici a Nerw York ne trovi quanti ne vuoi.
    ***
    E’ vergognoso, naturalmente, che i ‘big’ del giornalismo non ti abbiano citato come fonte. L’ho scritto anche su un altro sito.
    Ma, in fondo, sei stato colpito con la stessa logica ‘scoopista’ che ti ha fatto dimenticare un dovere morale: non colpire delle persone.
    E non ti basta rispondere che chiunque poteva vedere quel foglio. Forse, se avvertivi chi di dovere, il generale cretino lo toglieva prima che lo vedesse Bin Laden.
    Forse. O forse no. Non puoi saperlo, ma di sicuro hai sbagliato.

  18. C’hanno la faccia come il culo

    Se c’era da togliere una macchia nera, non poteva non pensarci che Macchia Nera. La tristezza che fanno le maggiori testate dei quotidiani nazionali, al contrario, è indescrivibile. Non che ci voglia molto a scrivere: “Non abbiamo idea, e nemmeno ce l’…

  19. è tutta una messinscena, gli americani non sono così stupidi,e probabilmente lo hanno aftto con il consenso silente del nostro governo.il perchè lo si capirà meglio seguendo le prossime vicende

  20. Ma cos’avete da gongolare, squallidi avvoltoi della rete? Avete riciclato una notizia che circolava in ambienti giornalistici da ieri sera, ma che i giornalisti veri, quelli che con i Servizi e le inchieste ci lavorano, hanno preferito tenere da parte.
    Arriva il primo pirla della rete che si sente il più furbo di tutti e inizia a far tanto chiasso per totalizzare accessi con i Google ads e per far circolare il nome del proprio sito.
    E un branco di zeloti che applaudono il loro leader..
    Che desolazione.

    PS Parole sante signor De Rossi

  21. @AJPN: si chiama lanciare una notizia. Serve esattamente l’orario in cui la scrivi, non quello in cui la si vocifera.

  22. Lella, non che debba intervenire per difendere Neri, ma una roba la devo dire, a te e a tutti quelli “si sapeva gia’”:
    tutti quelli che dicono “la notizia gia’ circolava”, dicono una cazzata. Perche’ un giornalista non fa “circolare una notizia”, specialmente se e’ una roba esplosiva. E se la “notizia circolava” e nessuno di voi Lellidi e’ riuscito a trovare una forma adatta per pubblicarla (anche con tutti i giustificatissimi timori per la questione del documento “classified” etc.), allora, cara Lella, potete appendere il cazzo di tesserino al chiodo.
    Perche’ una “notizia che circola” tra i desk, cara mia, NON e’ una notizia.

    E a tutti quelli che “lavorano con i servizi”, quelli che mai avrebbero pubblicato cio’, perche’ loro sapevano e tacevano ad maioris causa, io chiedo: come mai, visto che ieri sera tutti eravate al corrente, come mai il file PDF era ancora nel sito del comando militare internazionale all’ora di pranzo? C’hanno ragione gli americani quando dicono che l’intelligence italiana ha dei problemi di comunicazione? Language barrier? O la vostra coscienza di protettori dei soldati US era a prendersi l’aperitivo e non avete avvertito voi? Illuminateci, orsu’.

  23. >ad maioris causa
    Ecco cosa succede a scaldarsi con sedicenti giornalisti.

    Vado a seppellirmi sotto un tir di Calonghi.

  24. Cari ultimi che avete riportato l’Ansa dello studente greco: stà a vedere che uno deve anche difendere la fama effimera dovuta all’aver dato una notizia, ma tant’è.
    La notizia è stata qui pobblicata questa mattina alle 9 e poi rivista alle 11. Nel frattempo, live, arrivavano i commenti dei primi lettori che segnalavano man mano che la Repubblica e il Corriere riprendevano la cosa – prima linkando i documenti di Macchianera, poi producendone (non è difficile, dopo avere dato le istruzioni) di propri.
    E’ tutto lì, nero su bianco, in tempo reale.

  25. é significativo che i signori giornalisti professionisti che danno del cazzaro a gianluca non si firmino neanche per sbaglio.

  26. Ma Macman in questo caso il documento “era” protetto e se non ci fosse stato l’errore nel consentire il cut&paste sarebbe rimasto tale. Inoltre, gneri non è che ha detto “guardate, se volete si fa così” ma ha fornito proprio il documento con le parti classificate in chiaro. Sono un po’ vigliacco (ma soprattutto povero), ma forse non avrei reso pubblico il file, al limite avrei spiegato la procedura avvertendo che comunque si stava per violare una specie di segreto.

  27. A parte tutti i discorsi di campanile. Sono un paio i fatti e un centinaio le chiacchiere. Il fatto principale è che un personaggio dell’esercito americano ha diffuso un documento riservato. Da qui la domanda se sia stato inserito sprotetto volontariamente o per imperizia: a questa domanda risponderanno i fatti dei prossimi due o tre giorni. Inutile perdere altro tempo a dire chi vince. Fatto secondo: il documento si è deciso di non sottoscriverlo dopo che mercoledì, un paio di lanci di agenzia e un articolo su un giornale hanno messo in condizioni palazzo chigi di cambiare strategia. Leggetevi l’articolo di D’Avanzo su repubblica di ieri. Lì cè scritto tutto l’escursus dei fatti. Che ci si aspettasse un documento “non positivo” lo sapevamo tutti credo. È vero che nel tardo pomeriggio di ieri qualcosa girava, ma non tutto il documento, anzi, solo alcuni fogli che però provenivano da “altra fonte”. Tutti sappiamo anche che per il nostro ministro degli Esteri è importantissimo proteggere la faccia e se allo stesso tempo si da un calcio in culo agli Usa riesce ad accontentare anche una parte non troppo tranquilla del suo partito. Magari il documento è uscito “congiuntamente” sprotetto… Insomma, la campagna elettorale è iniziata e voi non ve ne siete neanche accorti.

    PS I Dc che fanno? Stanno zitti? Bene. Vuole dire che tutto va per il meglio.

  28. Neri non rischia nulla. L’unico errore che ha fatto è stato quello di non venderlo… cosa altrettanto nobile. Ma evidentemente soldi (per sua fortuna) ne ha abbastanza e quindi ha fatto la cosa più giusta. Che poi Gianluca sia un po’ vanitoso questo oggi gli è consentito.

  29. Buonasera, mi chiamo Filippo Facci, giornalista professionista di quotidiano, e volevo dire – appresi gli elementi del caso – che Gianluca Neri è stato molto bravo e che i miei colleghi, anonimi o meno, sono dei buffoni.

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