E’ domenica.
In tv non c’è un cacchio.
Con ogni probabilità il bipede che ti vive accanto vorrà approfittarne per dare una sistemata in casa o per ammuffire sul divano.
Altre attività sono state ampiamente sconsigliate da Bertolaso in persona, causa afa. L’aria condizionata non è buona scusa, perché rischi un attacco di cervicale che ti porterai dietro fino a settembre.
Insomma, oggi non tornerà mai più e tu rischi di farlo scivolare via lentamente e soprattutto invano.
Niente paura, son qui per darti un’alternativa: proprio oggi si chiude il “III° Circuito di Milano – Coppa della Campionaria“.
E’ una gara di kart che inizia di mattina presto e continua fino alle otto di sera e si svolge all’interno della Fiera MilanoCity (esterno pad. 5, entrata CarloMagno e Gattamelata).
Se non te ne frega un tubo dei kart puoi sempre farti un giro tra gli stand e approffitarne per un panino o una bibita.
Per entrare puoi offire quanto ti pare e tutto il ricavato sarà devoluto all’associazione Bimbingamba di Alex Zanardi.
Se hai di meglio da fare (permettimi di dubitarne visto che sei qui a leggere), puoi sempre contribuire partecipando all’asta su eBay.
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“Mi chiamo Massimo Zanardi, ho 21 anni, sono alto m 1,81 e peso circa sessantotto chili.
Mia madre è vedova e ho una sorella più piccola di me di cinque anni. C’è uno zio, fratello di mia madre, che provvede a noi. E’ proprietario di una concessionaria Alfa Romeo, ed è scapolo. Io gli sono piuttosto affezionato. Fu lui a regalarmi la golf decappottabile nera che ho fatto fuori l’anno scorso. Da allora giro a piedi. Non sono un mangione così come non ho vizi particolari, fumo una decina di sigarette al giorno e quasi mai di mattina. Mi drogo quando capita con quello che c’è.
Questo, diciamo, nella normalità che capita ogni tot come un fatto eccezionale.
Siccome non ho alcun rispetto del mio corpo e godo di una salute di ferro (mai una epatite!), trascorro la maggior parte del tempo a stravolgermi sicchè se un giorno bevo una intera boccia di Bacardi, la notte può capitare che fumi sessanta sigarette, così come non ho orari nel mangiare, e a pensarci bene effettivamente mangio solo una volta ogni due giorni, di notte, a casa mia o di altri, la testa infilata nel frigo a ingollare cose gelate, del resto non ho gusti difficili, anche se amo molto la trippa in scatola. Ah, ed anche il chektup, il miso, si, e il succo di pomodoro.
Ci sono periodi in cui vado in palestra, e allora mangio molta carne, ciamburgher, soprattutto; da tre anni seguo un corso estivo di kendo, e poi durante l’inverno faccio qualche combattimento, e devo dire che me la cavo. Il kendo è una cosa a metà, ci credo e non ci credo, così come mi rendo conto che il nostro maestro non è che un fissato. Col kendo va la verdura, si dice.”
“Zanna” per gli amici, nasce nel 1980 sulle pagine di Frigidarie dalla fantasia di Andrea Pazienza di cui ricorre quest’anno il ventennale della morte.
Per qualcuno forse non rappresenterà niente ma io, per dire, sui racconti di Zanardi mi ci sono innamorata per la prima volta sarà perchè Giorgio, dal famoso test per sapere se sei un giovane di tendenza pubblicato su un numero della rivista, né usci con il massimo del punteggio.
Domenica un bell’articolo su Queer l’inserto domenicale di Liberazione e soprattutto una telefonata chiarificatrice con lo storico ex “ho barato” mi ha confessato dopo oltre vent’anni.
Ma l’amicizia resta. Lo avrebbe detto anche Zanna.