Verso l’alternativa
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Postmater. Invece su Mamma! Pia Fraus: Che cosa ci insegna il caso Marrazzo. Finalmente! Ecco come riconoscere l’uomo di destra dall’uomo di sinistra. Nel regno della provocazione, trasportati da un insolito scirocco a metà ottobre, improvvisamente abbiamo capito il perché di tante “prove” a cui siamo sottoposti.
Io, snob di sinistra, sono ormai lontano dalla gente. E le volte che la avvicino ho voglia di picchiarla.
Ma quanto ha ragione Giovanni Sartori nel suo articolo Una sconfitta cercata a lungo? Solo che secondo me non basta: per spiegare la sconfitta perpetua della sinistra italiana di oggi non basta parlare del dogmatismo ideologico del tempo che fu, della lotta per il potere fra le correnti, della stupidità del politicamente corretto, di un sindacato che difende anche quelli che rubano le valigie a Malpensa, purchè assunti a tempo indeterminato, ma non i giovani, i precari e la partite iva – o della difesa a tutti i costi di un settore pubblico che, in media, non è certo all’altezza delle necessità e delle aspettative del Paese.
Bisogna capire perchè fanno così. Io ho come l’impressione che se si vuole fare un’analisi davvero completa della situazione non si possano tralasciare due categorie fondamentali nella formazione della testa degli ex-pci: da un lato, l’aspettativa di un mondo futuro tanto perfetto quanto inavvicinabile, il comunismo; dall’altro, la certezza di essere i migliori, l’avanguardia che traghetterà – sempre al futuro – l’umanità verso questo mondo perfetto. Gli ex-dc, al contrario, sanno che il paradiso li attende nell’aldilà e quasi in ogni caso, che in Italia, come noto, anche le leggi di dio valgono solo per gli altri.
Così, mentre questi ultimi nel bene o nel male si danno da fare e si sporcano le mani in questo mondo, da chi come Prodi batte per due volte Berlusconi nonostante gli alleati (e nonostante suoi gravi errori nella seconda campagna elettorale) a chi come Follini e poi anche Casini si sgancia da una destra sempre più impresentabile, gli ex-pci sembrano non riuscire ad abbandonare uno schema mentale imparato a memoria da giovinetti: ogni cosa pare venir rimandata a un futuro nel quale i buoni e i giusti trionferanno, come giusto, e per il presente ci si accontenta di dirsi i migliori, anche se sempre sconfitti.
A sinistra, tutto è rimandato sine die, non importa che sia mandare Rete4 sul satellite, anche se lo impone una sentenza definitiva dell’Unione Europea, o battere finalmente e una volta per tutte Berlusconi, anche se ha più di settant’anni e non ce la fa più, o battersi per le coppie di fatto e, più in generale, per uno Stato laico, aperto e tollerante, per una riforma seria e non da repubblica delle banane della Giustizia, per uno Stato Sociale nuovo e al passo coi tempi, che non basta dire che in Danimarca fanno così, bisogna farlo! Che life is results; or bullshit. E questa sinistra ex-pci, spiace dirlo, è solo piena di stronzate.
Siamo allo zenith dello scontro di inciviltà che contorna il dibattito sul decreto Gelmini (o del maestro unico). I tagli del personale che derivano dall’applicazione del decreto nonché i notevoli risparmi prospettati dal governo per l’intero sistema educativo (7,8 miliardi in 3 anni) hanno scatenato le proteste degli operatori scolastici, di molte famiglie e degli studenti che hanno invaso le piazze, occupato le aule, bloccato le lezioni.
Oggi la protesta ha celebrato se stessa con un corteo nella capitale che ha avuto il merito, per la prima volta da anni, di riunire tutte le sigle sindacali della scuola in un’unica voce ma che ha anche sottolineato la spaccatura manichea che caratterizza il dibattito fra Destra e Sinistra.
Ma chi ha ragione? Chi ha torto?
Noi, per dirla come Bertolt Brecht: “ci sediamo dalla parte del torto perché tutte le altre sedie sembrano occupate”. Continua a leggere »
Roma – Per il prossimo luglio entrerà in vigore la nuova legislazione sulla mobilità. Chi prenderà la patente, per un anno, non potrà guidare utilitarie come la Smart, la 500, la Citroen C1, la Toyota Aygo, la Peugeot 107. Ma potrà liberamente scegliere la sua prima auto tra i fuoristrada più grandi come Nissan Patrol, Land Rover Defender, Mitsubishi Pajero 3200, ecc. Si tratta di uno degli ultimi provvedimenti di un governo di sinistra che voleva farvi sembrare più ricchi. Ma voi non l’avete capito, brutti ingrati e pezzenti che non siete altro.
Al di là delle analisi da bar sport che si susseguono in questi giorni, vorrei sottoporre alla vostra attenzione l’intervento di Franco Berardi (alias Bifo) su Rekombinant. Franco ha un approccio diverso dal solito chiacchiericcio calcistico sul chi ha vinto, chi ha perso, ah ma se non ci fossero stati loro, io speriamo che passiamo al ballottaggio, ecc. Diciamo, un tantino più alto. Vale la pena di considerarlo come utile alternativa al mare di sciocchezze “di sinistra” che si leggono in questi giorni un po’ dappertutto.
La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo.
Non c’è di che rallegrarsi. Il Novecento fu un secolo tremendo di
violenza e di guerra, ma aveva per lo meno un orizzonte al quale
guardare, una speranza da coltivare.
Oggi non vi è più nessun orizzonte, solo paura dell’altro e disprezzo di sé.