Lo specchietto per le allodole
11 Ago
Sbaglio, o ai concorrenti di Cultura Moderna non frega una fava del premio, e sono lì per poter vantarsi alle sagre di essere stati in tv?
10 Ago
Però, diciamocelo: senza gli avvisi su cellulare e con gli sms pubblicati chissà quando, non è che Twitter abbia tutto questo senso.
10 Ago
Il vero geek si riconosce dal fatto che in una serata di vento freddo, modifica un plugin del blog con il cellulare, e quello poi funziona.
9 Ago
Non sia mai che sia riuscito fare funzionare Twitter con Movable Type…
3 Ago
Nel casino seguito alla vicenda strettamente personale dell’onorevole Mele spicca, fulgida come la stella cometa, la parola donnina.
Da un’intervista a La Stampa:
Ma che vuol dire? Donna di facili costumi? Battona? Una che la dà a tutti?
Non so a voi, ma a me odora tutto di parrocchie, sagrestie, baciapile e commenti pesanti sulle donne che lavorano su una strada.
2 Ago
29 Lug
Arrivato. 2h 40′.
29 Lug
Ho ritrovato per caso un vecchio cellulare, ormai abbandonato, su cui avevo memorizzati i numeri della blogosfera. Di quella blogosfera di cui un tempo facevo parte, che un tempo rappresentata la mia vita sociale.
Mi sono sorpresa leggendo nomi e vecchi sms che neanche ricordavo (ormai, d’altronde, non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri…), e la prima, unica cosa che mi è venuta in mente di fare è stata visitare Macchianera, ricordare - come un flash nebbioso - che anche io ho un account da queste parti, e che d’estate, quando la gente è meno e quindi si dà meno fastidio, un post amarcord e del tutto personale mi sarebbe stato concesso.
E’ così che ora mi trovo a scrivere, a ripensare come fino a tre anni fa era tutto diverso. A pensarci: tre anni fa io e lui siamo andati perfino a trovare Gianluca nella sua amata pineta.
Per non dire di tutte le feste, i raduni, a cui si partecipava, tutti insieme, tutti amici. Ho smesso definitivamente un anno fa. Qualche giorno prima dell’incidente che mi ha cambiato la vita.
Mi ritrovo adesso ad avere problemi di memoria mentre cerco di associare i nick ai volti, e a chiedermi dove siano finiti tutti.
Io, mettiamola così, ho messo su famiglia, ma un raduno amarcord lo farei volentieri.
E voi?
28 Lug

Questo è un post ciclico, che si ripete, anno dopo anno.
E ogni anno serve a dire che sto partendo per le vacanze.
Ogni anno lo scrivo il giorno prima di partire, perché poi ci si dedica alle valige e, soprattutto, all’identificazione di tutti i trasformatori/alimentatori/adattatori necessari per fare funzionare le (poche) diavolerie elettroniche che mi porto dietro: un cellulare, un iPod, un Pc portatile che alla fine resta quasi sempre spento, una macchina fotografica.
Ogni anno, per tutto il periodo in cui sono via, non scrivo sul blog. Feci una sola eccezione, il giorno in cui morì Enzo Baldoni, e un titolo apparso su “Libero” del giorno prima, ancora più stronzo della media naturale che mantengono i titoli di “Libero“, mi aveva fatto sbottare. Dò una sbirciata a MacchiaLight, di tanto in tanto. Se ho proprio voglia di dire qualcosa, magari provo Twitter e tento di ricredermi sulla sua inutilità.
Ogni anno anticipo quel che farò e non ci crederete, ma riesco sempre a non rispettare le previsioni.
Ogni anno dico che mi godrò la Toscana, il mare, il sole, il cibo, l’aria buona, e una delle più belle ed estese pinete d’Italia. E questo invece lo faccio per davvero.
Ogni anno metto il link per vedere via satellite il posto in cui vado. Chi fosse curioso lo trova qui o qui
(per vederlo allo stesso modo, ma nella magnificenza di Google Earth).
Ogni anno dico che leggerò un sacco di libri (sia di carta che in formato e-book: ci tengo a specificarlo per gli schizzinosi), e va a finire che non mi bastano mai. Allora inizio a leggere cazzate che trovo sulle bancarelle. Per dire: lo scorso anno mi sono letto i primi due libri di Moccia. Davvero. Volevo capire. Lui, e tutti i fan di 3MSC. Io non ci credevo, a quello che leggevo. E parlo sia dei contenuti che proprio della costruzione logica delle frasi. Mi dicevo: li leggo per poi scrivere un post, quando torno. Poi uno torna e non ci ha più voglia di perdere tempo per scrivere di Moccia.
Ogni anno dico che mi manca la cucina di Filippo Volpi, e continua ad essere vero. Mi consola sapere che dopo che la sua Locanda Menabuoi è finita soffocata dalle pizzerie al trancio sull’Aurelia e dalle sagre paesane che servono fritto misto congelato, che, volendo, si possono tornare a gustare le sue creazioni. Solo in un altro posto. Però quest’anno forse riesco a provare “La Pineta” di Bibbona, col fido EmmeBi e una buona compagnia. E magari anche, che so, un Gambero Rosso, che è un peccato averlo lì a sette chilometri e non esserci mai andati (non che uno non voglia: è che in genere va prenotato con un anticipo di qualche era geologica).
Ogni anno riempio tonnellate di schede di memoria di foto, poi non mi resta il tempo per selezionarle. Alcune di quelle dello scorso anno sono sparse su Flickr, altre si trovano in un album su Picasa. E le belle - che io ricordi - sono rimaste fuori da una selezione che sarebbe durata fino alla pensione. Prima o poi.
Negli ultimi due anni ci sono andato da solo. Quest’anno no.

28 Lug
23 Lug
Le New Balance invece no, quelle non le ho.
29 Giu
Oggi avrei voluto scrivervi e parlarvi di un sacco di cose.
Avevo in mente di fare gli auguri a Gigi (“sociogigi”, tutto attaccato, lo chiamavamo a Clarence) e Ludovica, che si sono sposati un mese fa, una quindicina di anni dopo essersi incontrati, e di mezzo ci sono stati momenti di tutti i tipi, ma sono capitate anche e soprattutto due persone più corte di loro che si chiamano Giulia e Gabriele, e che valevano la pena.
Magari vi avrei parlato di Veltroni. Magari anche no.
Forse vi avrei raccontato di un posto storico e bellissimo che diventerà un inutile museo sportivo solo perché a Roma hanno stanziato 50 miliardi di euro destinati a chi prende delle cose belle e ne fa musei sportivi.
Oppure avrei discusso con voi di quanto è strano che a volte servano eventi che ci travolgano per fare una cosa così semplice che si chiama pace.
Invece è stata una giornata così, e mi viene solo da dire una di quelle cose un po’ sceme e inutili che si dicono in questi casi (“in bocca al lupo”, “in culo alla balena”, “in groppa al calamaro”: fate voi) a Gianmarco, che siccome è entrato in un pronto soccorso che sembrava uno dei Simpson, quelli (del pronto soccorso, non i Simpson) hanno deciso di tenerlo lì per alleggerirlo - oggi - di un pezzettino.
24 Giu
Cose strane. Mi sono chiesto: come mai ogni anno ho scritto un post per festeggiare il mio compleanno? Perché quel tanto che basta di vergogna non mi ha impedito, ciclicamente, di farlo?
Poi ho capito. Non è che volessi regali o auguri: serviva solo per piantare un paletto e ricordarmi che sono un disadattato. Lo dico perché fino a ieri mattina ero assolutamente convinto di stare per compiere 37 anni.
Invece sono 36.
Mica poco, se ci pensate.
E’ un po’ come se ti dicessero: “sei stato fortunato, ti abbuoniamo un anno”.
Oppure (cose che vanno dette sempre sfiorandosi un filo le palle) come fare “rewind” per i 365 giorni che pensavi di avere vissuto e invece ancora ti spettano.
Infine, quel post serviva anche a ringraziare - davvero, e tanto - tutti quelli che hanno fatto gli auguri (grazie a Skype, sempre solerte, o a questa segnalazione) nella giornata di ieri.
20 Giu
… e fu sera e fu mattina. E un’altro pride è andato. E direi che è andato egregiamente: 500mila in piazza e tra questi cittadini e cittadine, omosessuali ed eterosessuali, organizzati in pullman o per i fatti loro. Nessun partito (tranne qualche gruppetto autonomo), nessun sindacato (tranne la cara e vecchia CGIL), nessun noglobal, nessun black block. Niente morti, feriti, malori e, tanto per cavalcare la polemica del momento, nessuna tromba d’aria a portar via il palco (che poi era un bus a due piani).
Peccato che se ne siano accorti solo quei 500mila: in giacca e cravatta, jeans e maglietta, qualcuno vestito da prelato, qualcuno travestito, seminudo, nudo. C’era anche un prete (vero), mammi con bambini e famiglie (cosiddette) omosessuali (rappresentate da ben due associazioni). Eppure quei 500mila non erano li solo per loro stessi.
..
Il tutto un po’ sui generis, ma era la perfetta emanazione di quello che il movimento omosessuale è. A guardare Studio Aperto il giorno dopo pareva ci fossero quattro travestiti dietro i loro cartelli e nulla più. Qualcuno ha ritenuto superfluo anche darne notizia. Dio benedica Sky News, non a caso miglior Tg 2007.
Certo gli eccessi ci son stati, e l’evento non è esente da critiche. Ma stiamo parlando di mezzo milione di persone, che non sono certo un corpo unico e compatto ma pressochè altrettante teste pensanti (e quest’anno il pride era “unitario”, nessuno ve lo ha mai spiegato, organizzato e “partecipato” da tutte le associazioni gay presenti sul territorio… se sapeste la litigiosità di questo “movimento” capireste anche lo sforzo titanico).
D’altronde nemmeno gli etero son tutti uguali, ci sono i machi e ci sono i mici… certo non arriveranno mai al livello di variegatezza degli omosessuali… ed è il “bello” delle minoranze.
Eccolo qui: il popolo omosessuale, quest’anno tanto trasgressivo che qualche tg ha dovuto pescare immagini di repertorio da vecchie parate, giudicando questa troppo morigerata. Il popolo omosessuale, che non si capisce perchè deve sbandierare la propria sessualità invece che tenersela per se (provateci voi a tenervi la vostra intimità per voi), che non si capisce di cosa è orgogliosa, che pensa di essere meglio degli etero che vorrebbe omosessualizzare l’Italia e portare il genere umano all’estinzione…
Ora, io sono disposto ad accettare qualsiasi tipo di critica purchè il livello della discussione spicchi il volo e si alzi da terra-terra.
15 Giu
Per ridere in faccia a chi scrive certi manifesti, per vedere questi fenomeni, per dare del deficiente ai deficienti (prima che accada il peggio), per questo signore, per quel che succede a Milano, per sopperire alla pavidità di alcuni, per cose che forse c’entrano poco (ma c’entrano c’entrano), perchè c’è una strana voglia di silenzio in giro, perchè se ne parli, perchè a Roma si sta sempre bene, per i maritozzi con la panna, per gli amici, per la festa, per il colore, perchè non si sarà contro, ma solo a favore, perchè lì ci sono possono andare tutti, ma proprio tutti (pure quelli della Margherità, per dire), perchè sono etero e non gliene frega niente a nessuno, per uno straccio di dignità, per la decenza e per il buon gusto io domani vado qui. E vi consiglio di venirci pure voi, che ci divertiamo un sacco (e fatevi ’sta tirata in treno, che ogni tanto, come stavolta, ne vale la pena).
La nazionale dei tossicomani e quella degli orfanelli si affronteranno in una partita il cui incasso sarà devoluto all’associazione dei cantanti che vogliono fare gli attori.
—
