Lo specchietto per le allodole
25 Lug
Macchianera è a Kinder, in Valle d’Aosta (Gressoney Saint-Jean, ai piedi del Monte Rosa, per la precisione), fino a domenica.
Sul sito i resoconti ufficiali.
Qui, invece, la cronaca e le foto dello scorso anno.
Solleone di giorno, freddino la sera e stelle cadenti di notte (il che già significa che si vede un cielo: per un milanese non è poco).
24 Lug
Ho sognato che ero a Ciudad de la Iglesia de Nuestra Señora de Los Angeles sobra la Porziuncola de Asìs, per gli amici L.A. (more…)
21 Lug
Stasera non avrei scritto niente, se non che prima di coricarmi, passando davanti allo specchio, ho visto la faccia di uno che ha scampato le Diaz per pura botta di culo. (more…)
17 Giu
Approfitto dello spazio per una comunicazione schifosamente privata. Il sottoscritto domenica scorsa si è sposato a Bologna (con Cristina). E che ce frega, direte voi! Niente probabilmente, ma visto che mi piace dirlo, approfitto dello spazio immeritatamente concessomi da Gianluca per una specie di partecipazione post-datata. E come se non bastasse, gli invitati hanno già pensato a diffondere, qui, qui, qui, qui, qui e qui le immagini del lieto evento.
30 Mag
Uff. E’ vero che sono una ragazza banale.
19 Mag
Il Neri si dev’essere distratto perché
si è dimenticato di farci sapere che il riposo, in attesa che
qualche quotidiano scoprisse l’incredibile successo del Wii Fit, è
terminato venerdì su Repubblica.
Per quanto mi riguarda, invece, la mia
attesa è terminata con una telefonata ricevuta nella mattinata
dello stesso giorno perché dopo aver piazzato l’ordine per il
Wii Fit, un po’ in tutti i negozi di Firenze e dintorni, finalmente,
dopo oltre un mese di attesa, venerdì mattina la pedana magica
è arrivata.
15 Apr
Dopo tanti anni all’estero si sviluppa un sentimento strano; la
distanza rende tutto meno preciso, e i neuroni ti si accendono solo per
eventi di un certo rumore, siano essi sportivi, sociali o politici. Per
cui finisci per vedere il tuo paese come un fratello minore, magari più
piccolo di te di tanti anni, e che vive in un’altra città; un fratello
che fa le sue cazzate, che esce con una che è una poco di buono da
tanto tempo; e con questa si prende e si lascia, perchè lei gli
solletica l’istinto e a lui gli piace; lo vedi perdersi negli studi o
nel lavoro. Lo vedi cercare per anni la sua strada, e tu stai lì e
gliela vorresti dire.
Poi però non gliela dici. Lo guardi sbagliare.
E, con il tempo, neanche gli fai notare le stupidaggini che ha fatto.
Perchè tanto sai che è uno di famiglia, è bravo e ce la farà. Anche se
magari poi, per riprendersi, dovrà fare le nottate e dovrà sudare.
Dentro
di te ti continui a chiedere: ma come fa a non accorgersene che sta
sprecando la sua vita dietro ad una stupidaggine? All’inizio gli facevi
le filippiche, gli spiegavi questo e quello. Ma da tanto tempo hai
smesso e ti sei trincerato dietro ad un misto di distacco fisico e
mentale. Pensi: un giorno se ne accorgerà da solo e tu sarai sempre lì
pronto a dargli una mano. Perchè dentro di te rimane e rimarrà sempre
tuo fratello minore; quello un po’ fuori, quello che prende le
decisioni come gli capita.
Anche se certe volte, dopo l’ennesima
decisione presa a cavolo, vorresti metterlo con le spalle al muro,
fissarlo negli occhi e dirgli: a frate’, ma che cazzo fai?
1 Apr
Quest’anno, per fare uno scherzo a Luca Sofri che ci teneva un casino, niente pesce d’aprile.
Aggiornamento: in giro, comunque, si trova sempre del genio. Su ThinkGeek, il convertitore da Betamax a HD-DVD.
23 Mar
Io vorrei essere prete anche solo per la Settimana Santa.
La devozione popolare certo non è per i gusti raffinati. Ma è la bellezza della nostra gente, che è semplice, fragile, che alla fine spera anche nelle superstizioni per non chiudersi del tutto al pessimismo che la rende tollerabile a chiunque guarda con il cuore e non solo con la ragione.
Forse quella gente lo fa inconsciamente, ma spera.
Poi c’è il confessionale.
Otto ore sono tante chiuso in un metro quadrato di legno. Certe volte ne esci distrutto.
Ma come sei vivo mentre gli altri ti consegnano la loro vita. I loro drammi. Le loro gioie.
Oggi ho pianto con un padre di famiglia. La grata nascondeva il mio viso, non ha visto che piangevo con lui.
Oggi ho riso con vecchietto che mi raccontava di aver fatto un casino in tangenziale non sapendo guidare. La grata nascondeva il mio viso, ma ridevo con lui, non certo di lui.
E’ la vita è quella storia così incredibile e complessa, così diversa eppure poi sempre uguale con le sue migliaia di varianti che la rendono unica, la storia di ognuno di noi.
Curioso che la luce dell’anima emerga in tutta la sua meraviglia attraverso il buio di un confessionale austero.
E infine la liturgia. Quella solenne di noi preti con il nostro Vescovo, quella semplice e familiare della lavanda dei piedi il Giovedì Santo. Quella del Venerdì, popolare nella via crucis, drammatica come solo la Passione sa esserlo e che tanti artisti hanno cercato, con le note della musica, di raccontare. Io ho capito la musica classica solo dopo che Bach mi ha raccontato San Matteo.
E quindi la Veglia nella notte. Il fuoco acceso fuori, la chiesa immersa nel buio illuminata poco alla volta da tutte le candele accese da quell’unica fiamma portata dal prete.
E la luce un pò alla volta ritorna. Come accade nella vita dopo i momenti di sofferenza e morte. Di dolore e disperazione. La luce ritorna sempre.
Sono felice di essere prete. Ma in questi sette giorni ancora di più.
Auguri
1 Mar
27 Feb
18 Feb
C’era una volta un blogger piccolo, ma piccolo piccolo. Che leggeva dal suo cantuccio Macchianera senza recare danno, senza crear disturbo, carico di ammirazione, quasi timoroso di scrivere perché, si sa, il commentatore di Macchianera è pronto a mangiarti vivo per un congiuntivo, a scorticarti per una consecutio a puttane, a crocifiggerti in sala mensa per l’aver espresso liberamente un pensiero.
3 Feb
Hanno sempre fatto la cosa giusta al
momento giusto.
A vent’anni erano in pari con gli
esami, il sabato pomeriggio portavano i figli della sorella al cinema
e l’estate giravano l’Europa con l’InterRail, due amiche e il
fidanzato.
La prima volta l’avevano fatto con il
ragazzo giusto nel posto giusto, era successo un fine settimana nel
quale avevano avuto l’appartamento dei genitori libero e dopo il
sesso avevano trascorso il resto del pomeriggio a letto a pianificare
il loro futuro scherzando sul nome che avrebbero voluto dare ai loro
bambini.
Non fumavano, non bevevano e
sostanzialmente non trombavano neanche, loro facevano solo l’amore e
prendevano tutte le precauzioni del caso per non correre il rischio
di una gravidanza indesiderata. Adoravano i bambini e i film
d’autore, sfornavano torte salate e sentenze definitive su ogni cosa.
Avevano appena finito di rileggere “Lettera a un bambino mai nato”
della Fallaci.
14 Gen
A vent’anni animavano i sogni di tante
coetanee, belli e maledetti erano impegnati politicamente perché
il “sociale” non era ancora di moda e avevano letto Erika Jong,
canticchiato La Fata di Bennato o applaudito De Andrè.
Le ragazze li adoravano ma loro avevano
sempre prima di tutto gli amici o il mondo da cambiare e poi avevano
sempre a casa una fidanzata per pararsi il culo al pranzo della
domenica.
Venuti su a Negroni e Plaigin, tutto
per loro era lecito furochè l’uso del preservativo allora
considerato solo l’anticoncezionale dei pavidi mentre c’era sempre
nei loro ricordi l’inglesina che gli aveva fatto battere forte il
cuore e la trentenne che li aveva introdotti ai piaceri del sesso.
4 Gen
Eleonoire Casalegno: senta, i nostri spettatori si chiedono: ma Sgarbi, a letto, rompeva i coglioni come in televisione?
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