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Archive for the 'satira' Categoria

Prescrizione & Proscrizione

gen 14 2005 Inviato da nella categoria satira

Raidue ha bloccato la messa in onda dello spettacolo teatrale di Paolo Rossi. La seconda parte dello spettacolo di Rossi, «Questa sera si recita Moliere», doveva andare in onda sabato alle 24.50 sulla seconda rete nell’ambito di «Palcoscenico», che sabato scorso aveva proposto la prima parte dello spettacolo ispirato alla commedia «Un medico per forza». Ma è arrivato lo stop.

Non ci posso credere!
Che abbiano mandato in onda la prima parte, intendo.

«Quando mi hanno comunicato che la prima parte era stata vista da un milione di persone – ha aggiunto l’attore – ero entusiasta. Però subito dopo ho pensato che in quel milione poteva esserci anche qualcuno che me lo avrebbe bloccato. E così è stato».

Ammettiamolo: un milione di persone davanti alla tv, all’una di notte, non è poi questo gran risultato.
Soprattutto se consideri che a quell’ora c’è pure l’imperdibile rassegna stampa del Tg4.
Una cosa strepitosa: vieni a sapere tutto quello che sono riusciti a tenerti nascosto in una giornata.

In casi come questi mi viene spontaneo chiedermi come sia il volto di colui che ha materialmente censurato il programma in questione. E ogni volta penso ad un pene gonfiato ad aria compressa. O alla faccia di Bondi.
Li distingui solo perchè il primo ti ricorda qualcosa di intelligente.

Una volta per i comici sgraditi c’era la seconda serata, come per dire: ‘se dovete fare gli stronzi fatelo ma non in soggiorno’, e ti spedivano in uno stanzino con chi, conoscendoti, ci voleva venire.
Ora è diverso, ti dicono: ‘se devi fare lo stronzo chiuditi in bagno’. E se poi scoprono che non tiri subito l’acqua ti cacciano di casa.
Hanno paura della merda, fondamentalmente.

Temono di vedersi riflessi sotto un tappeto di mosche.

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Un Alieno a Neverland

gen 14 2005 Inviato da nella categoria satira

Arriva in Italia il discusso «The Woodsman, il segreto».
Kevin Bacon annuncia: «Scuoto Hollywood nei panni di un pedofilo»

Ho qualche dubbio sulla scelta di Bacon per quel ruolo.
Secondo me non è abbastanza bianco.

Sembrano ormai schiaccianti le prove trovate dalla polizia durante le perquisizioni a Neverland, la residenza californiana di Michael Jackson. Gli inquirenti hanno scoperto in una stanza segreta, nascosta dietro una finta parete, un piccolo lettino dove la popstar faceva sdraiare le sue più giovani prede, quindi le ammanettava e le costringeva infine a guardare interi speciali di Studio Aperto sul delitto di Cogne.

Gli avvocati di Michael Jackson stanno tentando nuove e ardite strade alla ricerca di una linea difensiva che possa scagionarlo. Un’equipe di psicologi sarebbe attualmente al lavoro per diagnosticare alla popstar una forma acuta di sindrome di Peter Pan, in grado di far rigettare l’accusa di pedofilia.
Fosse così sarebbe davvero ripugnante quello che quei dodicenni hanno fatto a quel povero bambino di colore.

Comunque sia, esiste un dato di fatto da non sottovalutare: durante ogni udienza migliaia di fans del cantante lo sostengono a gran voce, ventilando l’ipotesi di un complotto giudiziario mirato a distruggerne l’immagine troppo popolare.
Chissà se è ancora in tempo per fondare un partito.

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Strawberry Fuel Forever

gen 11 2005 Inviato da nella categoria satira

“Ormai è chiaro. Il presidente George W. Bush è rinchiuso nella sua bolla di sapone, ma è nei guai. Il suo governo non aveva una strategia per la guerra in Iraq e ora non ne ha una per uscire dal pantano in cui è sprofondato”, scrive la columnist del New York Times Maureen Dowd.

Non credo che questa grossolana analisi renda giustizia a quanto l’amministrazione Bush sta facendo in Iraq. Il nuovo petrolio al gusto fragola, ad esempio.

Grazie ad alcune informative del Pentagono, datate gennaio 2003 e dirette alla Casa Bianca, fatte trapelare agli organi di stampa si è potuto appurare che, prima di firmare la dichiarazione di guerra, il presidente Bush ha intrattenuto una lunga e stretta corrispondenza con il Pentagono per avere la certezza che ‘Iraq’ si scrivesse proprio con la ‘q’ finale.
I talebani, nel 2001, hanno realizzato che quella che tenevano fra le mani era rivolta a loro con qualche giorno di ritardo, dopo aver invano cercato sull’Atlante il misterioso regno dell”Afgamistam’.

Per la fine di gennaio in Iraq si dovrebbero tenere le elezioni e per gli iracheni c’è anche qualche buona notizia: Rutelli non fa parte di alcuno schieramento.
E’ prevista un’alta affluenza alle urne. Destinata a scendere bruscamente quando verrà annunciato che non è permesso entrare nei seggi con indosso cinture di esplosivo.
Ma in altre zone del paese sarà difficile che tutto vada per il meglio; in alcune città irachene la situazione è talmente critica che non è ancora stato aperto nessun McDonald’s.
Intanto, in questi giorni, Donald Rumsfeld, segretario alla Difesa, sta cercando di migliorare i suoi rapporti con le truppe impegnate nel paese, dopo l’aspra contestazione subita per alcune sue dichiarazioni: il suo gradimento fra i soldati raggiunge attualmente quello di un giornaletto porno con tutte le foto strappate.

Secondo un recente sondaggio il 94% degli iracheni è pienamente convinto che, entro la fine del 2005, tutti i problemi del loro paese saranno risolti, le truppe americane se ne saranno definitivamente andate e l’economia irachena tornerà ad essere un faro per l’intera regione.
Un sondaggio confortante, se non fosse che per il calendario musulmano ci troviamo nel 1426.

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Lombardia: corriamo da soli

gen 11 2005 Inviato da nella categoria satira


Oddìo, corriamo… Poi: da soli…

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Scontro a Bologna, Trenitalia si giustifica: “Colpa dell’asse terrestre spostato”

gen 10 2005 Inviato da nella categoria satira

Il presidente dell’ente ferrovie Elio Catania: “Il sistema di segnalazioni sulla linea Bologna-Verona è tarato sull’assetto della Terra precedente al maremoto asiatico, se non fosse per lo tsunami quel treno merci sarebbe stato fermo alla stazione di Mirandola”. Ad aggravare la sciagura, l’imprevedibile fenomeno della nebbia in Valpadana. Ma, secondo Catania, dietro l’alto numero di vittime potrebbe esserci un errore umano: “I viaggiatori avrebbero dovuto scegliere un Eurostar invece che un pulcioso interregionale”. La politica dei “rami secchi” ha fatto il suo tempo, oggi Trenitalia preferisce far secchi i passeggeri. Berlusconi esprime il suo lutto alle famiglie: “Grazie ai miei tagli fiscali, non dovrete lesinare sulle corone funebri”. Centrosinistra, salta accordo sul cordoglio, l’Udeur di Mastella presenterà condoglianze separate. Il leghista Roberto Calderoli si scaglia contro il cantautore Francesco Guccini: “La sua Locomotiva ha sconvolto la mente di troppi macchinisti”.

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Alberoni punto zip /2 – Il sociologo incompreso, compresso

dic 28 2004 Inviato da nella categoria satira

Alberoni punto zipE’ martedì, ed è l’ora di occuparsi di un famoso sociologo e della sua rubrica sulla prima pagina di un noto quotidiano, nella quale finge di trattare di massimi sistemi: amore, dolore, vita, universo e regole che lo governano. Invece sta soltanto parlando dei cazzi suoi.

Ad uso e consumo di coloro che con la prima pagina del lunedì del Corriere hanno incartato la mortadella, o di quelli che dopo aver letto il titolo del pezzo hanno deciso di saltarlo a piè pari, Macchianera ecco a voi la seconda puntata (la prima si trova qui) di Alberoni punto zip, il pensiero Francesco Alberoni concentrato in poche righe, eliminando i nove decimi non essenziali: nella colonna di sinistra ciò che ha scritto prendendola a partire da Adamo ed Eva; a destra quel che intendeva dire.

Un tempo i professori universitari di ruolo erano pochissimi ed avevano un grande prestigio. Vincere un concorso significava diventare famosi. E c’era in quell’epoca un detto: che quando uno diventava professore «perdeva la testa». Uno, sempre gentile, diventava un despota, l’altro lasciava la moglie e scappava con una allieva, un altro ancora smetteva di scrivere libri scientifici e si lanciava in polemiche sguaiate. Perché aver raggiunto il potere, la sicurezza, una sorta di invulnerabilità, consentiva loro di liberare gli impulsi proibiti, rimossi. Sono un professore, sono famoso, mi sono tenuto la moglie che avevo, non sono mai scappato con un’allieva, non mi sono mai lanciato in polemiche sguaiate. Sono un pirla.
Vedevo attorno a me tanti professori di valore, equilibrati ed obbiettivi. Sono circondato da pirla.
Il potere cambia, soprattutto il potere improvviso. E può cambiare per il meglio o per il peggio. Ho visto persone che, quando gliene è stata data l’opportunità, hanno sviluppato una energia ed una creatività straordinarie. Paolo Mieli è una persona dalla straordinaria energia e dall’altrettanto straordinaria creatività. E non è vendicativo.
E’ alla morte del padre Filippo che, diventato re, Alessandro può manifestare il suo genio politico e militare. Paolo Mieli è un genio.
Ma quel genio, quella ricchezza ce l’aveva già tutta dentro. Paolo Mieli è sempre stato un genio.
Molte persone ufficialmente irreprensibili sono diverse fra le mura domestiche e con i deboli che non possono parlare. Col potere rivelano la loro vera natura. Per inciso, è vero: con lui, da consigliere della Rai, mi sono comportato da merda.
Ho in mente chiaramente tre di questi personaggi. Uno si comportava da topo da biblioteca, un altro da bonaccione accomodante, il terzo da ragazzone gioviale. Poi, improvvisamente, sono stati scaraventati in un’alta posizione di comando. Magari, se la metto giù come “conosco uno che…”, qualche fesso di lettore crede veramente che questa non sia una rubrica autobiografica.
Il topo da biblioteca si è scatenato in feroci vendette e in orge sessuali. Il bonaccione si è dimostrato collerico e corrotto. Il terzo dispotico, invadente e intollerante. Ho preso tutto ciò che il potere mi ha dato. Tranne le orge sessuali. Sono un pirla.
Meglio chi si è abituato gradualmente al comando, chi lo ha esercitato a lungo, chi si è messo più volte alla prova. Costui non ha brame sfrenate da soddisfare, non viene preso dalla vertigine dell’onnipotenza, non si abbandona ad eccessi. La prima pagina del Corriere del lunedì è mia da 15 anni. Lo dico così, perché si sappia.
E sa che la cosa più importante non è l’autorità formale, ma l’autorevolezza. E l’autorevolezza non si ottiene con le urlate e gli isterismi. Perché è una statura morale. Qui butta male: come consigliere della Rai sarò trombato tra non molto. Però resto un sociologo molto autorevole. Lo dico così, perché si sappia.
E non te la dà nessuno. Ma il peggio è che se le studentesse non me la davano prima, figurati ora.

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Sirchia, diktat natalizio: “Zona non fumatori anche nel presepe”

dic 25 2004 Inviato da nella categoria satira

L’ordinanza del ministro della Sanità parla chiaro: entro la mezzanotte per le statuine tabagiste dev’essere attrezzata una zona a parte, il più lontana possibile dai teneri polmoni del Bambinello. La ribellione della Madonna: “Sono vergine da più di duemila anni, almeno lasciatemi il vizietto del fumo. D’accordo, puzza, ma venite ad annusare il fiato del bue e dell’asinello, e poi ne riparliamo”. L’ultimatum di San Giuseppe: “O Sirchia concede una proroga, o fuggiamo in Egitto”. Il ministro chiama a convegno i più illustri teologi: obiettivo, dimostrare che Gesù è morto a 33 anni per I danni del fumo passivo. Ai possessori di presepi non in regola con le leggi no-smoking, si consiglia di aggiungere qualche statuina di poliziotto, per sedare nella Notte Santa le eventuali risse fra I pastori esasperati dall’astinenza forzata.

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Alberoni punto zip /1 – Il Mieli che avevo spalmato

dic 21 2004 Inviato da nella categoria satira

Alberoni punto zipNessuno se n’è mai reso conto, eppure esiste un personaggio celebre che blogga da anni, da prima che esistessero i blog.
Se non vi siete accorti di niente è perché mica è scemo: scrive sul maggiore quotidiano italiano e non può impunemente trattare l’argomento che gli pare, come si confà ad ogni blogger diarista che si rispetti.
Eppure riesce a farlo, ogni lunedì: la prende alla larga, abusa di metafore, condisce il tutto con un pizzico di qualunquismo, un’ombra di populismo e “signora mia” q.b.
Voi, puntualmente, credete di leggere una rubrica di sociologia che tratta dei massimi sistemi: l’amore, il dolore, la vita, l’universo e le regole che lo governano. Invece sta soltanto parlando dei cazzi suoi.

Stiamo parlando di un uomo che discetta d’innamoramento e amore da almeno trent’anni. Il suo ultimo libro si intitola “Il mistero dell’innamoramento”. Trent’anni, insomma, e non ne è ancora venuto a capo.

Ad uso e consumo di coloro che con la prima pagina del lunedì del Corriere della Sera hanno incartato la mortadella, o di quelli che dopo aver letto il titolo del pezzo hanno deciso di saltarlo a piè pari, Macchianera lancia una nuova rubrica: Alberoni punto zip, il pensiero Francesco Alberoni concentrato in poche righe, eliminando i nove decimi non essenziali: nella colonna di sinistra ciò che ha scritto prendendola a partire da Adamo ed Eva; a destra quel che intendeva dire.

Il mondo moderno ci affatica. Ci costringe a un continuo cambiamento. Dobbiamo adattarci al mutare delle tecnologie, dei modi di lavorare, dei rapporti fra i sessi, delle forme di amore. Ciò che abbiamo imparato perde di valore, non serve più a nulla, nessuno lo vuole. Sto diventando vecchio.
Il negoziante non sa se, fra due anni, il suo negozio sarà di moda, il manager se verrà ancora apprezzato, l’attore se verrà richiesto. Chissà se, dopo avergli messo i bastoni tra le ruote alla Rai, Mieli mi rinnoverà il contratto da rubrichista di prima pagina.
Sono finite le ideologie, ma l’avversario politico è diventato spregevole, non si va a cena con lui, non gli si parla. Quelli di sinistra non mi cagano.
Il relativismo culturale insegna che nessuno dovrebbe più avere delle certezze assolute. E pure quelli di destra non mi si filano più.
Lo spirituale, visto dal profano, è inutile, spreco, eccedenza. Come il grande amore che, dall’esterno, appare perdita della ragione, delirio, rischio, sconfitta e, visto dall’interno, libertà, vittoria, dono e rinascita. Ho sbroccato per una delle mie studentesse, che però non me la vuole dare.
Il grande artista, il grande scrittore, il grande musicista, il grande matematico non potrebbero creare nulla se non potessero lasciare il mondo quotidiano ed entrare in questa regione dove incontrano l’ordine e la semplicità. Le ho spiegato che, invece, dovrebbe farlo, perché sono un intellettuale.
Perché esiste, nel fondo del nostro animo, uno spazio dove, non sappiamo come, possiamo entrare in rapporto con la divina semplicità dell’essere. Le ho detto che uno come me può arrivare a toccarle l’anima. Però passando da sotto.

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Uccide un Paese iniettandogli aria fritta: l’orribile caso dell’infermiere di Arcore

dic 18 2004 Inviato da nella categoria satira

Dopo Sonia Caleffi, nei guai un altro paramedico lombardo: invece di assistere la cagionevole repubblica da tre anni affidata alle sue cure, la sta portando deliberatamente al collasso somministrandogli ogni giorno colossali flebo di balle. “Lo faccio per sentirmi importante”, ha confessato S. B., impiegato come caposala nella prestigiosa clinica romana “Palazzo Chigi”, che l’aveva riassunto dopo averlo cacciato una prima volta nel 1994 per scarso rendimento. Il mea culpa del primario, prof. Ciampi: “Dovevo licenziarlo la prima volta che l’ho sorpreso mentre tentava di accoltellare la Costituzione”. I primi segni di squilibrio mentale undici anni fa, quando S. B. improvvisamente abbandonò la redditizia professione di tycoon televisivo, cominciò a sostenere di essere perseguitato dai giudici e dai comunisti, e si proclamò l’”Unto del Signore”. Una sindrome che, secondo gli psicologi, nasce da una profonda mancanza d’amore: a parte una ventina fra giornali e telegiornali e un esercito di leccapiedi, non c’è mai nessuno che gli dica bravo. Un consiglio agli infermieri che andranno a prenderlo: presentatevi come “George, Tony e Vladimir”, vi seguirà come un bambino.

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Ciampi interrompe la visita in Cina: “Devo fermare le sorelle Lecciso”

dic 08 2004 Inviato da nella categoria satira

Rientro anticipato per il Capo dello Stato, raggiunto a Pechino da allarmato dispaccio del Viminale: dopo Striscia la notizia e Porta a porta, le due smandrappate gemelle marciano sul Colle più alto per lanciare agli italiani un messaggio a calze a reti unificate. Pisanu ammette la propria impotenza: “Abbiamo forze sufficienti per neutralizzare I membri di Al Qaeda, ma contro le parenti di Al Bano non basta l’esercito”. Tutti d’accordo con l’anziano capotribù di Cellino San Marco: il posto di sua moglie è accanto al focolare, preventivamente cosparsa di benzina. Per scoraggiare il ripetersi di casi Lecciso, il governo abolisce il bonus per la seconda figlia. Valeria Marini e Alba Parietti: “Oche siliconate che invadono gli schermi? Ai nostri tempi certe cose non succedevano”. Dilemma per i coreografi televisivi: come partner per le Lecciso è meglio un ballerino o un contorno di lenticchie?

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Ehi!?

ott 01 2004 Inviato da nella categoria satira

Faceroll

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Fuga per il Vittorio

set 29 2004 Inviato da nella categoria satira

Dopo il primo fortunato esperimento, continua l’iniziativa umanitaria di Macchianera denominata “Indovina la prima pagina di Libero di domani”: Vittorio Feltri è un uomo triste, ostaggio del proprio personaggio e intrappolato in un ruolo che è costretto ad interpretare controvoglia a scapito di una tranquilla vecchiaia da trascorrere in un posto tranquillo, circondato dal verde e accudito da personale solerte e premuroso.
Questo è il nostro contributo alla causa.

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Preservare l’Unità Nazionale

set 16 2004 Inviato da nella categoria satira

Ecco la fenomenale nuova idea di Carlo Azeglio.

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Heidi, Heidi le caprette ti fanno ciao (ci vediamo nel 2034)

lug 20 2004 Inviato da nella categoria satira

Trent’anni alla mamma di Cogne. Quindici per il bambino che ha ammazzato e quindici per l’avvocato che ha scelto.

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SMS di ritorno

giu 14 2004 Inviato da nella categoria satira

Complimenti, PresdelCons, ti sei autoricaricato un -10% per la prossima consultazione elettorale. Arrivederci al prossimo bonus! — via Tomato Republic

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