Oggi sarò vagamente spiacevole.
Ma che importa.
“Una visione rifratta, che non ha paura di essere retroattiva quando serve e che, letteralmente, riesce a liquefarsi e a ispessirsi, mai a comando, ma seguendo le curvature emotive di una musica che ha come unico punto di riferimento se stessa”.
Ciò è tratto da una recensione di Wow, disco (doppio) dei Verdena (n.2 in classifica, alle spalle di Gianna Mammini), apparsa su uno dei tre mensili musicali principali – la trinità tranchant.
Dissolvenza. Antefatto. Giorni fa ero a Torino per un’iniziativa squisita chiamata CollegeSound, nel corso della quale agli studenti è stato inflitto un dibattito sul rock. A un certo punto ho tentato di spiegare che i critici musicali sono dei frustrati da compatire – me per primo. Facciamo un lavoro strampalato, che è forse l’unica cosa che possiamo fare delle nostre disperate vite, rovinate ascoltando musica e scoprendo che non l’avremmo mai suonata in modo decente – forse anche perché ci piaceva troppo per suonarla. Non siamo degni, non siamo degni delle visioni rifratte che riescono a liquefarsi e ispessirsi. E ci gettiamo come tossici nella scena di Glasgow del 1988 o nella rivalutazione delle influenze seminali di qualche imbecille drogato. Tifiamo e soffriamo, pontifichiamo e svioliniamo. Intratteniamo, appoggiandoci al talento altrui. E qui è interessante quello che succede coi Verdena.
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In tutta Italia viene celebrato il ricordo delle vittime del genocidio ebreo ad opera dei nazisti. Undici anni fa il Parlamento italiano ha deciso di aderire alla proposta internazionale di creare un giorno in cui ricordare l’orrore del nazismo che diede luogo all’Olocausto. Una decisione più che comprensibile, dal momento che l’Italia non fu estranea a quell’orrore, ma anzi complice.
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Videointervista con Ian McEwan
«I verdi dovrebbero prendere in considerazione l’energia nucleare. Inutile pensare di avere abbastanza vento o sole per tenere accese le luci di Roma in una giornata piovosa d’inverno». Ian McEwan è uno dei più grandi scrittori viventi. Nel suo ultimo romanzo, Solar (Einaudi), racconta ironicamente la storia di un premio Nobel alle prese con energie sostenibili, spedizioni artiche e sfortunate storie d’amore. «Ogni ambientalista a una certa età si converte al nucleare. È una questione generazionale». E perché McEwan è così interessato alla scienza da metterla spesso nei suoi romanzi? «Perché la scienza è uno dei pochi ambiti nei quali il pensiero dell’uomo è capace di correggersi» spiega lo scrittore. E alla domanda se il suo prossimo romanzo sarà ambientato in Italia risponde misterioso (per chi è curioso, andare al minuto 5 e 43).
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Gianna Nannini al n.1. Lo dissi in fine di puntata scorsa (…mica era difficile, eh. Và’ se uno se ne deve bullare) che dopo top ten sempre tutte uguali, Ogni tanto, si cambia. Nella puntata 62, lo ricorderete certamente (yup) ho parlato veramente bene della Nannini come non ho MAI parlato bene di nessun italiano. Quindi se ora ci vado di mazza ferrata non è per disistima o preconcetto. E’ per la copertina di Sorrisi & Canzoni LA MIA BAMBINA HA GIA’ LA VOCE ROCK. E’ per la copertina di Vanity Fair e la scritta GOD IS A WOMAN sul pancione. E’ per la copertina di Io e te col chiodo e guardatemi tutti il pancione. E Nannini, io ti capisco, eh: la maternità in biologia è un evento piuttosto diffuso ma hai ragione a esser contenta e son contento per te. Ma Cristiddiosantoebuonoepienodipremure, quando ho sentito il battito del cuoricino ecografizzato alla fine del disco. Nannini, non mi dire che tutto questo è una cosa rock, non dirmi stronzate. Tutto questo è Mariah Carey che annuncia piangente l’imminente maternità, è Repubblica.it e Corriere.it che mi informano a colpi di grancassa che Natalie Portman (avessi detto) aspetta un bambino, tutto questo è il miracolo della vita che mediatizzato diventa una minchiata (nel tuo caso, sminchiata – very classy humour here), una mielata, cretina, retorica rottura di coglioni e NON mi dire che hai voluto mandare un MESSAGGIO, Nannini, non mi dire cazzate, eri sul giornale diretto da AlfonZo Signorini, vuoi davvero dirmi che volevi arrivarallagente farungesto importanteper tutteledonne rivendicaril dirittalla maternitablablabla? Ma non rompere. Che poi avresti anche fatto un disco ammodino, eh. Su Rollinstòn gli ho dato 3 stelle, a Io e te. Continua a leggere »
Da anni si sente ripetere che manca un giornale di satira. Anni. Davvero.
Ora è forse venuto il momento di realizzarlo.
E’ tutto ancora da discutere, ma credo sia il momento giusto, il periodo storico giusto, l’anno giusto, il pianeta giusto per farlo, e iniziare ora.
Sarebbe bello voleste collaborare a immaginarlo prima, e realizzarlo poi. C’è un gruppo, su Facebook, al quale si può aderire per rimanere aggiornati (è necessario richiedere l’iscrizione).
Liberi di estendere questo invito alle persone creative che conoscete e che ritenete possano essere interessate e utili al giornale.
No, intanto, ci incontriamo questa sera per parlarne. Ci potete vedere dalle 21 in poi cliccando qui.
Quindi il rock è morto? Lo fosse, sarebbe la morte sua – ché mica per caso Michael Jackson è al n.1 in classifica (e MiticoLiga e Zucchero, che non stanno granché meglio di Jacko, sono al n.2 e al n.3). I morti sono rock! Carlo Lucarelli si pasce di salme da decantare e Rolling Stone non lesina cadaveri in copertina. Nè “Rock is dead, long live rock” è una frase nuova. A volte mi chiedo se i Beatles non sarebbero stati ridimensionati dall’insipienza del mondo senza l’intervento del sig. Chapman – tipo quelle eresie che vedono in Giuda un elemento fondamentale nel disegno divino, e forse il vero agnello sacrificale, perché oltretutto pronto a prendere su di sé l’odio dell’umanità pur di far giungere il Messaggio alle genti. Comunque, visto che sul tema della settimana scorsa è intervenuto financo Massimo Gramellini, con un articolo mortale (“Non date troppo ascolto ai becchini: il rock non morirà mai. Non fino a quando il piede di un sognatore batterà a ritmo con il suo cuore”), riesumerò la vessata questione, sollevata dalla latitanza del rock nelle vendite mondiali del 2010. Continua a leggere »
The White House spokesman commented Berlusconi’s new joke on Obama’s skin color saying that “nobody’s perfect”. The Italian Premier’s spokesman replied that “in fact Silvio Berlusconi is nobody”.
(from official site)
Abbiamo una hit parade! La Fimi–Nielsen è viva! Dopo tre settimane di letargo, il 10 gennaio è tornata per dirci chi ha venduto cd sotto le feste. Che eccitazione! Ebbene, Michael Jackson è sempre in testa. Take That al n.10. E in mezzo, otto italiani: vecchi ma pieni di idee (Zucchero, MiticoLiga, Renato Zero, Eros Ramazzotti), trentenni dal cuore straziato (Negramaro, Elisa), giovanissimi approvati dalla tv (Alessandra Amoroso, Il Volo).
Bòn. Non ho già più niente da dire! Hanno fatto bene a non aggiornarci per 20 giorni: se si ferma il Parlamento, si fermano anche gli italiani. Senza Camera e Senato a pungolarci non combiniamo nulla di imprevedibile, pecoroni che siamo: nemmeno una Nathalie, una Rihanna in top 10. Dovrò intrattenervi con le vendite americane e inglesi e mondiali. Gente che qui non vende nulla o quasi: Eminem, Lady Antebellum, Take That, Lady Gaga, Taylor Swift. Vi sciorinerò un po’ di dati di cui potreste fare uso circostanziato in conversazione – poi concluderò con un’ardita tesi sul ruolo del rochenroll nel mondo (se volete passare subito a quella parte lì non ve ne vorrò… Ma prima fatemi snocciolare cifre, con la sicumera di quello che sa interpretarle).
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In “Che bella giornata” il comico pugliese racconta l’amore tra un italiano e una musulmana. E batte tutti al botteghino, pure il mitico “Avatar”. Se l’integrazione tra culture diverse nasce dal basso e attraverso i sentimenti.
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La Marvel annuncia la prossima morte di uno dei Fantastici 4. Quello iscritto alla FIOM.
Berlusconi met with Pope Benedict XVI today. The Holy Father expressed his will to continue the fight against relativism. Berlusconi assured His Holiness that by the end of January he will demonstrate that “E=MC2” is wrong.
(from official site)