TheClassifica 115 – Le tagliatelle di nonna Mina

Sul Corriere della Sera del 27 giugno 2009, la prima pagina era: “Via libera alle misure anticrisi: il governo lancia la manovra e il premier attacca: zittire chi sparge panico”. Un anno dopo, però, eccovi a fare i sacrifici – voi, ma anche LUI: chiama la tv, dice che è stato frainteso che l’opposizione sa solo insultare che la sua popolarità è al 60% – poi mette giù velocissimo perché il telefono costa! Beh, valeva la pena ribadire un’altra volta che nonostante le cattiverie è sempre il n.1? Il fatto è, come dice miticoLiga, che è sempre il n.1, che purtroppo c’è gente “che ti lancia merda soltanto per un titolo più largo”. Tutta colpa della cultura dell’invidia, non cambieremo mai. E lo conferma la nuova top ten: le nuove entrate, subito dietro miticoLiga, sono: n.2 Marco Carta, n.3 Mina, n.4 Cesare Cremonini. Dietro Zésare, fresco di Vanity Fair, c’è un altro idolo di Vanity, Biagio Antonacci, al n.5; completano la top ten due ragazzi Sorrisi&Canzoni (Pierdavide & Emma, n.8 e n.9), il vecchio fregnone da Famiglia Cristiana (Renato Zero, n.6) (non dimenticatelo!), infine il Journal of Vertebrate Paleontology: Rolling Stones (n.7) e AC/DC (n.10). Escono dalla prima decina Nina Zilli (n.11) e Max Gazzé (n.13), che erano due anomalie, dischi che (nella mia umiliante opinione) la gente non prendeva a scatola chiusa. Posto che la Nina a me non piace, ci vedevo comunque dietro un pubblico curioso e in vena di azzardi. La top 10 attuale è dominata da gente che mette in commercio solo roba già clinicamente testata (e non solo Cremonini e le due band straniere, che lo fanno esplicitamente riproponendo un po’ del loro tempo migliore). Il trionfo del rassicurante già sentito. Eccetto il disco di…

Mina. (che sorpresa, vero? Ops, era nel titolo)

Non so voi, ma io sono sempre a disagio con Nonna Mina. Figura di primo piano nella storia patria, e non esagero. Però attualmente il personaggio non è piacevolissimo, non so se ricordate il Sanremo scorso, col suo sdegnoso ciaociao con la manina dall’alto del suo esilio dalle tasse principali. E poi i suoi editoriali Vanityfair su un Paese che non frequenta da decenni, nemmeno per ritirare il titolo di Grande Ufficiale al Merito (2001, Ciampi presidente). E poi il suo svizzerissimo senso della famiglia che ha fatto spiccare il volo alle doti di Massimiliano Pani, Axel Pani, Benedetta Mazzini. E poi financo la sua pubblicità per la pasta Barilla mi torna fastidiosa – avrebbe dovuto rimanere con la cedrata Tassoni (invece adesso a cantare “Quante cose al mondo vuoi fare…” è una tipa che costa meno). E poi toh, trovo micidiali le copertine e i titoli dei suoi dischi. Rane Supreme, Pappa Di Latte, Uiallalla, Bula Bula, Mina per Wind (beh, questo era sensato).

Eppure, che cocciuta ostinazione nel fare a modo proprio, ad esempio pubblicando un disco soltanto sei mesi dopo il precedente album di inediti. E nel sottoporre ai propri irriducibili brani scritti dai SubsonicaPaolo Benvegnù mescolati a duetti ad alta visibilità (Giorgia, Lucio Dalla, Seal. Ma non l’ultimo con la Vanoni) e a pezzi di Andrea Mingardi o gente del sottobosco che conosce solo lei. E alla fine, quasi sempre il risultato non è particolarmente significativo. Comincio a pensare che sia intenzionale. Cioè, avete presente quando qualcuno salta su: “Ah, Giorgia – certo però che se qualcuno le scrivesse buone canzoni come facevano per Mina”. Oppure “Ah, la Pausini – certo però che se qualcuno blablabla”. Mina è lì a dirci: guardate, io li sto provando tutti, dagli Afterhours a Cristiano Malgioglio, dall’illustre Bigazzi all’illustre Roversi, da Zucchero a Ivano Fossati, da Samuele Bersani a Gennaro Cosmo Parlato… e voi ve ne siete accorti? O non avete prestato attenzione perché ho una brutta voce? Oppure non vi va di ascoltarmi perché capireBattiato e Guccini li ascoltereste anche novantenni, mentre una donna sopra i 50 non ha appeal?

Vi dirò, personalmente non scarto la questione della voce. Da anni Mina mi sembra fare il verso a Mina, proprio come la Pausini fa il verso alla Pausini. Come se la loro preoccupazione principale fosse: “Si sente, che sono io?”

O banalmente le canzoni scritte per lei da questi pontefici massimi non sono belle come quelle che poteva interpretare negli anni d’oro. Non è detto che dipenda solo da scarsità diffusa. Di sicuro scrivere canzoni è diventato un fatto molto più personale rispetto agli anni 60 e 70. E quando qualcuno affida a un cantante un pezzo che fa il botto, tipo Bruci la città per Irene Grandi, la domanda che prima o poi viene fatta ai Baustelle o chi per loro è: “Ripensandoci, avreste preferito tenervela per voi, vero?”

D’altro canto, che stai per fare i sacrifici, mica te lo dicono prima di votare.

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5 Comments

  1. “Rane Supreme, Pappa Di Latte, Uiallalla, Bula Bula”

    Sembra la storia recente della sinistra, dal PCI al PD.

  2. “Il vecchio fregnone da Famiglia Cristiana” è una lodevole ed azzeccata definizione di Zero, bravo!

  3. Ho appena finito di vedere sprazzi del wind music award of italian music (o un titolo simile).
    Mina non mi pare che si sia materializzata ma lo tsunami di melma è stato impressionante anche per il mio gatto che ha vomitato in terrazza subito dopo pino daniele che suonava la chitarra per j ax.
    Si sono salvate dal disastro generale solo le gambe della perego.

  4. quello che è stato scritto su Mina è falsissimo. Il video in cui Mina saluta con la mano da lontano non è stato montato per volere di Mina. Mina si è solo offerta di mandare un file audio a Sanremo , punto e basta. Poi quelli di sanremo hanno montato il video come volevano loro. I filmati sono tratti da un dvd uscito nel 2005 che si chiama Mina in studio , in cui il contesto era un altro. In questo dvd vedrete una Mina , divertita , che scherza , ride assieme ai musicisti , scherza ecc. insomma una persona umana!!!! Solo chi non conosce bene Mina può scrivere un articolo del genere. Io mi attengo alle parole di elogio che tanti artisti hanno fatto a Mina e non a queste stupidagini che qui ho letto. Mina Celentano è un album di successo che ha venduto più di un milione di copie ed è frutto di un sodalizio artistico ma soprattutto da un’amiciazia che dura da anni. Mina si solo voluto allontanare dalla vita pubblica per vivere come una persona comune , che passeggia indisturbata per le strade della sua città come una privata cittadina. Dal 1978 Mina fa solo quello che le piace , cantare , chi la vuole apprezzare per quello che fa è libero di farlo comprando i suoi dischi , in cui appare la grande bravura di un’artista che non ha pari.

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