TheClassifica 91 – Un decennio che va, I NOMI che restano. Forse.

Come state? Bene? Peccato il tempo, vero? D’altra parte è novembre, no? Ricordate novembri leggiadri? Da November Rain, al Novembre della Giusy – ma va bene, basta conversazione, entriamo in fase esclamativa. La settimana scorsa promisi che avrei esclamato urbi et orbi i gruppi o cantanti del decennio, in virtù di un personale rifiuto di considerare ancora rilevanti gli album. Ma prima, è mio dovere istituzionale declassificare la classifica partendo con Michael Jackson, che si conferma n.1. E già lui, per quanto mi riguarda, è il personaggio rilevante di quest’anno. Cosa che pone la prima di tante questioni metodologiche: i gruppi e cantanti del decennio devono essere venuti fuori in questo decennio? E se sono venuti fuori nel 1998? Se esistono dal 1991 ma non sono stati rilevanti fino al 2002? Cosa fare ad esempio di Robbie Williams (n.2), per cui ho un piccolo debole, secondo me fece il più britpop dei dischi con il suo album d’esordio (Life through a lens) e ha sempre fatto un mainstream ambizioso – fermo restando che dal vivo è capace di fare un bailamme che non vi aspettereste. Al n.3 entra Mario Biondi, che come previsto sopravanza il suo competitor Michael Bublè (n.5) ma anche Alessandra Amoroso (n.4). Scendono a occupare le posizioni dalla 6 alla 10 Carmen Consoli, Mina, Sting, Madonna, Renato Zero. Con l’immediata uscita di Elio & le Storie Tese (n.11), nella top 10 (che perde anche Noemi) non c’è più nessuna band, italiana o straniera. Storicamente, l’italiano che compra i dischi non ha mai amato le band (l’italiano è un rissoso, irascibile, carissimo individualista). Non ce la fa nemmeno una finta band come Bon Jovi (n.13, nuova entrata). Al n.18 entra in classifica molto basso Lucio Dalla (non voleva essere una battuta. Però se vi ha fatto un po’ ghignare, fate conto che lo fosse. Certo è un po’ una vis comica alla Carlo Conti). Ingressi bassi, forse troppo per trarre conclusioni (magari è solo una data di uscita penalizzante) anche per Giovanni Allevi (n.17) e Giuliano Palma (n.28). Per non parlare del n.33 di Alex Britti.

Britti ce lo siamo ritrovati tra capo e collo a partire dal 1998. E’ uno dei nomi che hanno caratterizzato il decennio in modo decisivo? Nel 2034, quando – Maya permettendo – penseremo agli anni 00, ci verrà in mente insieme a un altro pugno di nomi? E’ difficile crederlo, ma non si sa mai come vanno queste cose. Oggi nessuno cita i Cure tra i gruppi che hanno giganteggiato negli anni 80. Piuttosto si citano gli Heaven 17 – anzi no, mi fanno notare che l’esempio è ambiguo, fate finta di niente – si citano gli A-ha: suonavano i synth, avevano i capelli strani, erano quelli gli anni 80, no?

(intanto, avete apprezzato Britti usato come ponte verso l’argomento successivo?) (un bridge) (no, un brittge)

Perciò, come procedere per questa cosa dei nomi del decennio? Con Wikipedia? Con le copertine di Rolling Stone e XL e del Mucchio? O con quelle di Q e Mojo? Con gli Mtv o Grammy Awards? Sì, dovrei fare in questo modo, per essere grossolanamente oggettivo.

Solo che ora non ho tempo.

Per cui, ora vi beccate i MIEI nomi del decennio.

(ché tanto, siamo qui al barre a far chiacchiere, mica abbiamo le gravi responsabilità di una rivista musicale)

Allora, le mie nomination per i Musicisti Degli Zeroes Che Potete Citare A Chi Vi Dice Che In Questo Decennio Nella Musica Non E’ Successo Niente vanno in ordine sparso e non necessariamente di gradimento (a partire dal primo nome, che a casa mia non sentirei manco per isbaglio) a

Strokes, Gorillaz, Wilco, Eminem, Arcade Fire, Jay-Z, Sigur Ros, Shakira, Mars Volta, Kanye West, Christina Aguilera, Bloc Party, Kings Of Leon, Bob Sinclair, Death Cab For Cuties, David Guetta, Kaiser Chiefs, Alicia Keys, Interpol, Sufjan Stevens, Timbaland, TV On The Radio, Libertines, Lily Allen, Bright Eyes, Outkast, Bat For  Lashes, Scissor Sisters, Beyoncè (…e per forza), N.E.R.D., Arctic Monkeys, Tiga, Avril Lavigne (sssh, silenzio laggiù. Non è la lista di chi volete al vostro funerale, questa), Kings Of Convenience (così come non è certo la lista di chi voglio IO al mio funerale) (casomai, io al loro), Queens Of The Stone Age, LCD Soundsystem, Kasabian, Evanescence, Royksopp, Gomez.

(che lascio per ultimi per ribadire l’ansia della premessa metodologica: ho ben presente che l’album di debutto è degli anni 90, ma non so come risolvere questo tipo di cosa. Ditemi voi)

Immagino di aver dimenticato qualcuno – omissioni anche gravi, magari (spero di no, ma chiaramente accetto input). Altri li ho tralasciati con bieco disdoro. Killers, CatPower, Editors. Mi sembrano apertamente, esplicitamente derivativi. Sto straparlando? (Nel senso di “Eh ma se metti questi, allora devi mettere anche…”) Forse – ma non molto, dai.

Però…ehi, fermi. Non manca qualcuno di GROSSO?

Ovvio che sì. Non dimentico i nomi che seguono. Li riservavo per la scena finale tipo il tirannosauro in Jurassic Park. I sette che stanno per arrivare sono i più importanti di tutti.

Non pretendo condividiate. Dico solo che Nella Mia Umile Opinione questi sono gli ingredienti col sapore più spiccato della grande torta. Non credo valga la pena dare più spiegazioni di così. E’ davvero una mia impressione personale. Ovvero:

Coldplay gruppo del decennio, con Amy Winehouse, White Stripes, Franz Ferdinand, Justin Timberlake, Linkin Park, Black Eyed Peas, Muse a fare il resto della partita.

Ho finito.

Mancano i nomi italiani. Ma già qui c’è abbastanza roba per cominciare la chiacchierata. Avanti, dite pure. Siamo qui per divertirci. Finché i Maya ce lo consentono.

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8 Comments

  1. Gianni, no ma hai ragione.
    Cioè, a parte Bachelor no. 2 (parte del quale è in Magnolia, ma è bellissimo tutto il disco) nei 2000 non ha fatto cose strabilianti: Lost in Space ad esempio è solo “non male”.
    Ma io parlavo da tifoso.

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