A heart in New York
A New York sono già stato lo scorso novembre, e potrei sostenere che ci torno per scrivere un libro, come dicono potrebbe fare Waltere, ma non è così.
Ci torno perché non ci si può non tornare, e perché dopo averla visitata una prima volta voglio che la vedano i miei, che non sono mai stati oltreoceano. Non che in loro compagnia non si potranno fare altri viaggi in futuro – sicuramente sarà così -, ma so che non voglio trovarmi, un giorno, a pensare che questa cosa avrei potuto farla e invece ho rimandato.
L’ultima volta ci sono stato con Ilaria per fare – dichiaratamente – bieche cose da turisti. Ho scritto di almeno 14 cose che ho imparato, ma ne ho tralasciate migliaia e, nel frattempo, non sono riuscito a mettere su Flickr nemmeno un quinto di tutte le foto scattate in quei giorni.
Qualche giorno prima di partire pubblicai un post che conteneva una mappa di Google. Sulla mappa segnai tutti i posti che avremmo voluto vedere (ben sapendo che non sarebbero bastate tre vite). Oggi vedo che quella cartina, realizzata per noi due e condivisa con qualche amico e sul blog, ha ricevuto qualcosa come 75.000 visite: a qualcuno è servita, e a me fa piacere.
Per questo motivo rimetto in piedi tutto l’ambaradan. Le istruzioni sono piuttosto semplici: qui di seguito trovate due mappe di Google sulle quali suggerire – se ne avete voglia – posti da visitare, ristoranti in cui mangiare, negozi in cui fare shopping. La prima è quella che utilizzeremo effettivamente. La seconda raccoglie invece tutte le indicazioni ricevute che non sono state ancora “spostate” sulla mappa ufficiale.
L’alternativa alle mappe di Google è utilizzare TripIt, che sembra essere la cosa duepuntozzero al momento più figa per combinare i propri viaggi e i social network. Per i più curiosi, comunque, sarò come al solito qui (e se vedo Blair ve la saluto).
Ci si risente tra una settimana. Nel frattempo niente Macchiaradio, e anche “Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)“ ne approfitta per fare una pausa (anche se non è mica detto: nove ore di aereo sono lunghe). Questo comunque non vi esime dal continuare ad invitare sul gruppo di Facebook tutti gli amici cui pensate possa interessare.
Mappa di interessi (New York):



“Gliel’avevo detto di stare nei dintorni, ma non ha voluto ascoltarmi quella cretina.” Questa la dichiarazione della pardona della bestiola, che si scioglie in lacrime e stringe a sé un tubetto di Mentadent ai microgranuli mezzo sgranocchiato, ultimo pasto della mancuspia scomparsa. “Vista la bella giornata, io e il padre putativo della mancuspia abbiamo preso la bicicletta e siamo andati al parco Lambro come fanno tutti alle prime avvisaglie di primavera. Abbiamo scelto un posticino tranquillo e appartato dove stendere un plaid e rilassarci un attimo. Verso mezzogiorno abbiamo consumato il nostro pranzo al sacco, un panino al salame…”




