Shame on you, doppiaggio!

Una cosa che probabilmente è sfuggita ai più; sicuramente a me.

La serie animata dei Simpson – molti lo sapranno – ha una lunga tradizione di “guest stars” che interpretano sé stesse (doppiandosi, ovviamente, dal momento che non appaiono in carne ed ossa ma in linee e colori). Italia 1 manderà in onda una speciale rassegna di puntate “con ospiti” sabato 29 novembre dalle 21.

Ebbene: qualche tempo fa, in occasione della puntata in cui compariva Jon Stewart, qualcuno in Italia decideva che il personaggio più adatto per rappresentarlo nel doppiaggio della versione italiana sarebbe stato Emilio Fede.

Ora, non è detto che tutti debbano saperlo, ma Jon Stewart è un newyorkese ebreo, attore, nonché “stand-up comedian” e, soprattutto, conduttore su Comedy Central del Daily Show, uno dei più irriverenti programmi di satira, informazione e intrattenimento tra quelli che vanno in onda negli Stati Uniti.

Stewart, tra le altre cose, ha vinto 11 Emmy come scrittore, produttore e conduttore del suo Daily Show e presentato due edizioni della Notte degli Oscar. Un giorno – così tanto per raccontarne una – fu invitato come ospite a Crossfire, una trasmissione di approfondimento giornalistico in onda sulla CNN. Stewart ci andò e se la prese con i conduttori, definendoli “due mistificatori di parte”, e con il programma, sostenendo che Crossfire non aveva “tenuto fede alla responsabilità di informare ed educare i telespettatori a capire che la politica è una cosa seria”. Qualche mese dopo la CNN cancellò Crossfire, riconoscendo che Stewart aveva opposto ottime ragioni al fatto che il livello di piattezza a banalità di quel tipo di programmi non contribuissero affatto a fare comprendere quali fossero i problemi reali”.

Pochi giorni fa, in una puntata del suo show, ha dichiarato di sentire in studio una puzza tremenda: un misto di disinformazione, merda e clima del terrore. Qualche istante dopo è apparso sullo schermo il logo di Fox News: “ommioddìo, ecco da dove veniva!”, ha detto, turandosi il naso.

Ora che avete a disposizione tutti i dati vi ripeto la notizia: nella versione italiana dei Simpson, Jon Stewart è stato doppiato da Emilio Fede.

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32 Comments

  1. Secondo me il dramma vero è il silenzio che segue la domanda: a chi lo avresti fatto doppiare tu?
    Esiste qualcuno di simile in Italia?

  2. “una lunga tradizione di “guest stars” che interpretano sé stesse”

    Rivedrei la grammatica.

  3. calcolando che fede è a sua volta doppiato con una molla al naso dal suo boss che gli tiene una mano infilata nel culo e lo muove come il corvo Rockfeller, ne vien fuori ‘na bella matrioska vocale.
    ;)

  4. quoto MAKKOX.e…bentornati ilaria e gianluca.mi dispiace che stasera non commentiate l’isola, e “scusa NERI se ti rompo le p…e”ma confido ancora nella pubblicazione,oramai quasi postuma,del podcast della puntata dell’isola del 27 ottobre scorso.BENTORNATI.

  5. Bof, se è per quello in una puntata dei Simpson partecipa come doppiatore La Russa…
    L’artefice di tali opinabilissime scelte si farebbe quasi (sottolineo quasi) perdonare doppiando piuttosto bene Homer, e si chiama Tonino Accolla.

  6. …quanto hai ragione, ma la domanda rimane: prescindendo da Fede, a casa nostra abbiamo DAVVERO dei comici all’altezza dei gialli?

    Circa il doppiaggio: The Simpsons: The Movie è stato stuprato da un doppiaggio cialtrone e gratuito. Peccato…

    (epiphany NON SIGNIFICA natale, da scriversi 100 volte come Bart )

  7. in compenso pare che l’immortale Frankenstein Junior (giù il cappello) abbia guadagnato dal doppiaggio quello che ha perso nel taglio della scena del suonatore di violino :D

  8. Ma di cosa vi sorprendete? La “premiata ditta” Accolla-Insegno rovina tutti i film che le vengono affidati e le ultime serie dei Simpson sono state letteralmente massacrate dal Tonino nazionale ansioso di essere riconosciuto come superstar. Il doppiaggio italiano fa schifo: smettiamola di dire che è eccezionale.
    Per anni siamo stati costretti ad ascoltare i più grandi attori del mondo doppiati da personaggi ai quali nessuno ad Hollywoord affiderebbe neppure la parte del truccatore, con tutto il rispetto per i make up artist. Se proprio si deve continuare con l’obbrobrio del doppiaggio lasciamo che siano attori veri a prestare la propria voce e non squallidi professionisti della vocetta strana.

  9. Direi che sarebbe una ragione già sufficiente perchè in Italia ci si decida a masticare quel minimo di inglese.

  10. Concordo con Kluz. Io eliminerei i doppiaggi per decreto legge: sarebbe molto più efficace che triplicare le ore di inglese a scuola, e oltretutto a costo zero.

  11. Kluz dice decisamente bene, per non parlare del fatto che finalmente le cose arriverebbero da noi quando escono nel resto del mondo e non dopo un anno di ritardo o addirittura affatto.

  12. Direi che chi desidera vedersi un qualsiasi programma o film in lingua originale ha tutti i mezzi per farlo in qualsiasi momento, senza stare a scomodare i decreti legge e senza arrivare a imporre a mia nonna di vedersi criminal minds senza capirci un cazzo.

  13. Forse Virginia intendeva il fatto che pare sia grammaticalmente scorretto utilizzare il plurale inglese (-s) in una frase italiana (“guest star” e non “guest stars”). Ma forse il virgolettato annulla questa regola. Carta vince sasso. Boh. Se invece intendeva l’accento su se stessi, l’accademia della crusca sconsiglia di usarlo, ma non lo considera un errore grammaticale.
    http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/897.shtml

  14. “senza stare a scomodare i decreti legge e senza arrivare a imporre a mia nonna di vedersi criminal minds senza capirci un cazzo.”

    Ok, però poi non lamentiamoci che in Italia i vecchi hanno troppo potere. :P

  15. Che post da fighetta, veramente. E commenti pure peggio.
    Vorrei davvero sapere quanti di questi che sono venuti qui a lamentarsi di quel doppiaggio dei Simpson sapevano chi cappero fosse quel tizio che – ora – scopriamo essere un grande comito eccetera.
    Sì sì, ok, non vi scomodate, già la conosco la risposta: sono l’unico che non sapeva chi fosse (e nemmeno ora, se è per quello).

  16. A parte il doppiaggio, che già in sé di solito è una mazzata all’intensità delle battute e dei dialoghi, il vero dramma è l’adattamento.
    Ho visto la prima parte di Studio 60 su Mediaset Premium, e non ho resistito oltre. Ma scempi assurdi li ho “visti” su Boston Legal, West Wing, e in generale su ogni serie che abbia dialoghi più complessi di CSI:Miami.

  17. Spider, il “fighetta” te lo prendi con lo specchio riflesso senza ritorno. Davvero pensi di essere l’unico a conoscere da tempo Jon Stewart? Ne devi fare di pedalate, ancora, amico. Qui, semmai, la questione è che ci si era persi quella puntata in italiano dei Simpsons.

  18. Comunque concordo con mytwocents: spesso (quasi sempre) è l’adattamento ad essere davvero drammatico. E’ lì che si dovrebbe intervenire (oltre che a evitare che chi non è un doppiatore professionista vada a fare il doppiatore, naturalmente).

  19. “sono l’unico che NON sapeva chi fosse”

    Ti sei innervosito per nulla, Gianluca.
    Ho detto esattamente il contrario di quel che hai capito: che non sapevo chi fosse, né lo so adesso e che evidententemente sono l’unico, visto il tenore dei commenti.
    Poi, ho detto pure che è un “post fighetta”, non che sei tu un “figetta”.

  20. “una lunga tradizione di “guest stars” che interpretano sé stesse”

    “sè” vuole l’accento solo se utilizzato da solo.

    come “se stesso” l’accento non si utilizza

    ;-)

    PS: oltre a fede e la russa la lista dell’orrore comprende anche sgarbi (il giostraio mariuolo) e, se la memoria non mi inganna, perfino quella burina della mussolini …

    ironia della sorte, un cartone considerato in usa isola progressista nel mare di conservatorismo della fox in italia è doppiato da relitti politico-culturali (anche se x fede la parola cultura serve solo per catalogare) del peggior conservatorismo d’accatto …

  21. E che dire di Jovanotti, LAurenti, MAterazzi, La Dandini… ma cristo dio PERCHE?????????

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