C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte.
Questo simbolo d9i pausa l’avrò visto almeno in tre posti diversi sul WEB oggi, non è che nell’aria ci sia proprio vogglia di pausa?
Oppure si gira tutti per gli stessi BLOG.
secondo me il più grande genio creativo della storia è giusva fioravanti uno che ti abitua a vederlo nei film della fenech e poi quando meno te l’aspetti mischia le carte e ti piazza una bomba alla stazione di bologna.
Grazie Nonna
L’ing. Pino Persichetti, affermato padrone di un’industria di cristallerie, vive a Pisa con i figli Giorgio, il maggiore, Carletto adolescente, e la fedele domestica Celeste. Quando dal Venezuela giunge l’avviso dell’arrivo di Marijuana Persichetti, sconosciuta moglie del defunto padre del signor Pino, tutti delegano ad accoglierla l’ultima ruota del carro. Ma Carletto, che ha accettato di malavoglia volge la cosa a proprio favore quando all’aeroporto si trova di fronte ad una donna giovane e assai piacente. Marijuana, infatti, avendo assistito il defunto marito negli ultimi anni della sua vita, era riuscita a farsi sposare e a farsi lasciare una assai ricca eredità. Ma il segreto di Carletto viene presto scoperto; la venezuelana viene accolta in casa e diviene immediatamente l’obiettivo dei tre maschi. Tenuti a bada con accortezza Pino e Giorgio, Marijuana si concede soltanto a Carletto per iniziarlo ai piaceri amorosi e consegnarlo all’amichetta Marinella reduce da un tentato suicidio
Ozziocaro, è Fioravanti. It’s unbelievable!!!
Ora ricordo… Ricordavo quel faccino. Ma non collegavo. Ommioddio, mi si aprono mondi nuovi. Chiudo con una pessima battuta:
dopo quel film, la carriera di Fioravanti ha fatto boom!
Da quando si è scoperto che non era per niente vero che Jamie Lawson era interpretato dal pelatone degli smashing pumpkins non se lo fila più nessuno quel telefilm li.
E purtroppo era Super Vichi e non Vicky, quindi l’ho pure dovuta stretchare un po’ la faccenda…
C’è un andazzo, nel doppiare, che segue un unico verbo. Lasciare che si capisca la storia. Dei dialoghi, della coerenza narrativa, dei dettagli, chissenefotte. (Cristiano Valli)→
Entro in un bar e mi metto a piangere. La barista mi fa: “Cortesemente vada in bagno altrimenti mi innamoro”. (Maurizio Milani)→
"Alfredo" parla del ragazzino che ero, in un pomeriggio di giugno, mentre scoprivo davanti alla televisione che Dio non esiste, e se esiste è cattivo o impotente; e gli uomini, peggio. (Miic)→
Vi ho mai mandato una mail di spam o anche solo non voluta? O invitati ad un gruppo su Facebook, un gioco scemo? No? Vi costa tanto fare come me, santa madonna? (Enrico Sola, da FriendFeed)→
So che questo post non sarà molto popolare ma ho una cosa da dire che non posso più tenermi dentro e quindi la dico. Senza remore. Signore e signori, il Sushi mi ha rotto il cazzo. (RGB pills)→
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Ogni volta che viene pronunciata la frase "La preghiamo di restare in attesa per non perdere la priorità acquisita" muore un angioletto. (Andrea Beggi)→
19 commenti per "Menopausa"
wow
Questo simbolo d9i pausa l’avrò visto almeno in tre posti diversi sul WEB oggi, non è che nell’aria ci sia proprio vogglia di pausa?
Oppure si gira tutti per gli stessi BLOG.
bega da cortile, ma è già meglio delle scaramucce della nonnar contro i fantasmi
secondo me il più grande genio creativo della storia è giusva fioravanti uno che ti abitua a vederlo nei film della fenech e poi quando meno te l’aspetti mischia le carte e ti piazza una bomba alla stazione di bologna.
rodo : P*
(se non si fosse capito, era un bacio con la lingua di ringraziamento)
Mino,
no,no,spiegami la storia di fioravanti nel film della fenech. quando? come? che ruolo aveva? le ha toccato le tette, almeno?
asciipicchia
qualcuno mi spiega la vignetta che sono un po’ stupido e non l’ho capita ?
Ringraziando anticipatamente
porgo Cordiali e Distinti Saluti
Il più grande genio creativo è stato Gesù Cristo: un’idea della Madonna.
Grazie Nonna
L’ing. Pino Persichetti, affermato padrone di un’industria di cristallerie, vive a Pisa con i figli Giorgio, il maggiore, Carletto adolescente, e la fedele domestica Celeste. Quando dal Venezuela giunge l’avviso dell’arrivo di Marijuana Persichetti, sconosciuta moglie del defunto padre del signor Pino, tutti delegano ad accoglierla l’ultima ruota del carro. Ma Carletto, che ha accettato di malavoglia volge la cosa a proprio favore quando all’aeroporto si trova di fronte ad una donna giovane e assai piacente. Marijuana, infatti, avendo assistito il defunto marito negli ultimi anni della sua vita, era riuscita a farsi sposare e a farsi lasciare una assai ricca eredità. Ma il segreto di Carletto viene presto scoperto; la venezuelana viene accolta in casa e diviene immediatamente l’obiettivo dei tre maschi. Tenuti a bada con accortezza Pino e Giorgio, Marijuana si concede soltanto a Carletto per iniziarlo ai piaceri amorosi e consegnarlo all’amichetta Marinella reduce da un tentato suicidio
c’è il simbolo del meno e il simbolo di pausa
Secondo me è il bacino di Makcoso di profilo , senza mutanda
Ps. clicca per ingrandirla in questo caso non serve
Io ci avevo visto un pisello pronto alla trivella, e una patonza messa di traverso.
Ah meno male che non ero il solo ad aver visto la pausa e non la dimostrazione che le idee che ti vengono di Gitto non sono delle stronzate…
Grazie Mino e grazie nonna. Grande film, l’ho visto. E’ che non ricordo di Fioravanti.
Ozziocaro, è Fioravanti. It’s unbelievable!!!
Ora ricordo… Ricordavo quel faccino. Ma non collegavo. Ommioddio, mi si aprono mondi nuovi. Chiudo con una pessima battuta:
dopo quel film, la carriera di Fioravanti ha fatto boom!
simone non e’ complicato,
si parla di milano:
violenza a gogo’ e milan che in campionato non parte
meno, pausa.
Mi sembra abbastanza ovvio.
:)
Ma solo a me è venuta in mente Super Vicky?
Da quando si è scoperto che non era per niente vero che Jamie Lawson era interpretato dal pelatone degli smashing pumpkins non se lo fila più nessuno quel telefilm li.
E purtroppo era Super Vichi e non Vicky, quindi l’ho pure dovuta stretchare un po’ la faccenda…
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