Mercoledì 5 Marzo 2008
Questa sera a partire dalle 21:20, su RadioNation 1, va in onda la seconda puntata speciale di Macchiaradio (forte di nuovi microfoni e cuffie per tutti) dedicata al commento del serale di "Amici".
Ai microfoni: Luca Bizzarri, Matteo Bordone, Laura Carcano, Paolo Madeddu, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Simone Tolomelli, Fabio Affinito, Marileda Maggi.
Allo stesso tempo si ripeterà l'esperienza sanremese: ovvero avere ascoltatori in collegamento su Skype in multiconferenza. Partecipare è semplice: è sufficiente avere un account Skype, una cuffia, un microfono, e chiedere l'autorizzazione all'account Skype "m4cch14n3r4". Una sola avvertenza: non chiamate direttamente perché Skype non supporta la doppia chiamata e non potremmo aggiungervi alla conferenza. Chiedete l'autorizzazione e riceverete subito l'invito a partecipare.
Poche le regole: per quanto possibile non ci si sovrappone alle altre voci; non si violano gran parte delle leggi vigenti; si dicono cazzate solo se fanno ridere.
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella chat IRC di RadioNation cliccando sul link "Continua a leggere..." sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.
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Quello sopra è il primo video "ufficiale" dei
Fake P, uno dei tanti gruppi di
42 Records. Ci sono tanti motivi per postarlo qui. Il primo è che ci sono dentro delle donne nude. Il secondo è che ci sono anche degli uomini nudi, in regime di quasi-par condicio (le donne nude sono nettamente più belle degli uomini nudi, non me ne vogliano i Fake P che sono tanto simpatici ma più che Brad Pitt paiono dei rastrelli). Il terzo, e fondamentale, è che metà della 42 Records è anche la metà di
questo, ed è la metà che non sono io. E con questo, il piccolo spazio pubblicità è concluso.
... l'ho già detto che ci sono delle donne nude?
Ormai siamo a vette che un Guzzanti padre, uno Sgarbi o un Ferrara qualsiasi non potranno mai eguagliare. La nostra inarrivabile Gabriella Carlucci si becca la seconda risposta da un premio Nobel per la fisica.
Tutti fisici, chimici, astronomi e ingegneri italiani che si fanno il mazzo ringraziano calorosamente; ci siamo garantiti un altro decennio di pernacchie planetarie. Grazie!
Scientists publish speculative results not because they are true, but because they may be true, If they refrained from publishing their speculations for fear that they may not always be true, there would be little progress in science. Even our greatest heroes, Galileo, Newton and Einstein, have published speculations that turned out to be quite false. I can supply citations, should you wish to to question their scientific competence.
I dettagli e la lettera originale l'ha ricevuta
Fabristol e pubblicata su
"Progetto Galileo".
Sanremo ci lascia in eredità un Paese migliore. L’effetto Festival si
vede immediatamente: nessuno degli album pubblicati dai cantanti in gara durante
la kermesse è entrato nella classifica chiusa il 28 febbraio (il Festival è
iniziato il 25). E’ vero, lo precisiamo per pseudoonestà, che non
tutti hanno pubblicato l’album, qualcuno preferisce lasciar passare il ricordo
della brutta esperienza. Ma intanto il Riverito Ospite Straniero della prima
serata, Lenny Kravitz, invece che guadagnare perde una posizione e scende al
n.4; lo stesso fa Jovanotti, che cede il n.2 a Amy Winehouse. In compenso, i
conduttori del Dopofestival Elio & Le Storie Tese spiccano il volo, e dal
n.74 della settimana scorsa passano al n.5. I Pooh reggono al primo posto,
stabili nel nostro cuore come Pretty woman su RaiUno. Il governo Pooh, sapientemente
riposizionatosi negli intramontabili anni Sessanta (con la stessa credibilità
del D’Alema che cantava con Gianni Morandi in tv) è evidentemente di larghe intese: ha
l’appoggio al n.5 di una lobbista intrallazzona come Gianna Nannini (che sarà
anche dura e pura, ma intanto fa ripetute pubblicità alla Fiat e vince Sanremo
con canzoni giòditonniche). Al n.7 si giova del voto di scambio mastelliano dei
Neri Per Caso, con la loro insalata di canzoni di vecchi baroni; al n..8 strizza l’occhio
all’America liberal di Eddie Vedder (colonna sonora di Into the wild) e al n.9 a
quella razzista di Michael Jackson con il director's cut di Thriller; completano la grosse koalition
i Baustelle al n.10. Difficile che questo equilibrio prodiano duri: l’offensiva
conservatrice, che culminerà a fine mese con l’ennesima discesa in campo di
Vasco Rossi, sta caricando i cannoni: già dalla prossima settimana potremmo
avere l’impatto elettorale della Lista per la Vita Insulsa, i cui Giuliano
Ferrara sono Tiromancino (che nella homepage del suo sito spiega ai fans più
duri di comprendonio che “Il rubacuori è un brano dalle tematiche sociali e affronta la triste realtà
dei licenziamenti di massa”) e Sergio Cammariere, alla cui originalissima e
acclamata canzone sanremese mancava solo il parlato di Alberto Lupo.
Altre istanze da cogliere nel ventre
molle del Paese: di Jack Johnson, anche questa settimana numero uno in Usa,
agli italiani non frega niente: scende dal n.61 al 64. Di Goldfrapp, numero 2
nel Regno Unito, agli italiani non frega niente: anche se è la più alta delle
nuove entrate, si piazza giusto al n.57 e precede di un naso la sorella dell’Artista
Precedentemente Noto per Essere Negro, il cui Discipline entra al n.58. La
terza e ultima nuova entrata nella top 100, al n.84, è Parole nuove di Matteo
Branciamore, il bamboccione dei Cesaroni, che canta: “Tanti impegni ma nessuna
voglia di iniziare, piovono pensieri in un diluvio universale ed ammetto che
non so dare forma al giorno, ed ho un po’ paura anch’io, ma non mi preoccuperò
di fare questo o quello perché adesso sto volando insieme a te sopra un cielo
che non c’è”. Direi che c’è abbastanza materiale per la sceneggiatura di un film di inquietudine generazionale – Capotondi o Crescentini?

Un giorno, giuro, la pianterò di raccontare cose che sono successe a me e Roberto mentre facevamo Clarence.
Un giorno però, non oggi.
Insomma, siamo io, lui e tutta la combriccola che abbiamo messo in piedi, attorno a un tavolo. Che peraltro è l'unico tavolo dell'ufficio. Abbiamo assunto 5 persone rubandole ai portali più in voga in quel momento, e stiamo pagando il tutto (ufficio, persone, tavolo) con i nostri risparmi. Tutti i nostri risparmi. Nel senso che dopo kapùt, è la fine, tutti a casa (la gente dell'ufficio, il tavolo), e noi sotto i ponti.
Se invece abbiamo la sicurezza di non andare a finire sotto i ponti non è solo perché siamo giovani, scemi e spericolati, ma anche perché da qualche mese stiamo trattando con finanziatori sempre più grossi, che offrono sempre di più: è la New Economy, baby.
Noi ci proviamo anche a spiegare la nostra idea: è che a loro (i finanziatori) non frega più di tanto. Siamo della "roba su internet", italiana, e tanto gli basta.
Nel frattempo, però, la combriccola si mette a lavorare per costruire il portale che noialtri stiamo vendendo a parole: servono tre mesi, e nel frattempo che il vecchio sito non c'è più e il nuovo portale nasca che cosa va in linea? Urgono idee: siamo attorno a quel tavolo perché ce ne vengano.
Spariamo alto, pensiamo. Facciamo Davide e Golia. Facciamo il Ginger del discount che parte a testa bassa contro le palle della Coca-Cola. Visto che per ora non ci conosce nessuno, prendiamo per i fondelli quelli che contano. Ci giochiamo su la campagna di lancio: la pubblicità comparativa in Italia è stata appena ammessa dalla legge, ma nessuno ha il coraggio di utilizzarla. Va da sé: successone.
Nascono così, in quei tre mesi di stallo, "Caronte", la parodia di Virgilio; quella della neonata (e spendacciona: è sempre la New Economy, baby) Kataweb; "il Giampy" (vi ricorda qualcosa? Dava le previsioni meteo solo per Arcore, Macherio e Cologno); "Oh, nooo!", e "Scarsavista", burle sugli allora popolarissimi Yahoo! e Altavista.
Dovrei ancora averle da qualche parte. Sono ancora online, con qualche pecca grafica dovuta al tempo trascorso e ai vari passaggi di mano.
In onore a quei gloriosi tempi qui a fianco trovate la parodia di una delle poche cose della rete che ancora dà soddisfazione prendere per i fondelli: i blog. E, tra i blog, uno in particolare.
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