Clarendario - disegno di Roberto GrassilliC’era una volta il Clarendario di Clarence (questi, per chi fosse interessato, i link alle varie edizioni: 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006). Superbamente illustrato - come dimostra il disegno cliccabile a lato - da Roberto Grassilli, che fu mio socio nell’impresa alata; realizzato da Maurizio Papini prima in perl e poi in php; ottimizzato da Gianmarco Neri (che, per di più, ha avuto l’onere di gestire i contatti diretti con le candidate - il che spesso significava con i rispettivi fotografi e, ancora più spesso, gelosissimi fidanzati prede delle più indescrivibili crisi di paranoia); fu ideato dal sottoscritto illuminato sulla via di “Hot or Not” (poi arricchito con le idee di un po’ tutti), andò in linea più o meno due ore dopo averlo pensato, ed ebbe un successo inaspettato.

Le prime candidate inviano foto che fanno tenerezza: in montagna col papà, in canotto con il fidanzato, in posa davanti ad un telo improvvisato. Poi arrivano quelle che avevano già da parte il book, e lo mettono online, foto per foto. Lì crolla il cielo: le “tenere” mollano papà e fidanzati e si danno alla fotografia glamour. Ci sono quelle - più pratiche - che rifanno le stesse foto, ma svestite, e quelle - più determinate - che corrono a farsi il book per l’occasione.
Alcune bisogna fermarle, perché manca ormai che mandino solo la radiografia. Altre assoldano tra i fan hacker in grado di fornirle di programmi in grado di falsare la classifica assegnando a raffica alle avversarie voti tendenti allo zero (e non fu facile, ogni sera, dover riscrivere parti di codice vunerabili, riportare i risultati a prima dell’attacco informatico, gestire le inevitabili polemiche messe in piedi dalle squalificate).

Vennero a crearsi, sui forum, vere e proprie orde di fan dell’una o dell’altra ragazza: alcuni incattiviti dalla battaglia, altri semplicemente innamorati, altri alla ricerca di quella che avrebbero al più presto fatto ricoprire in quanto futura madre dei propri figli.

Alcune delle aspiranti Diecine
(Alcune delle aspiranti Diecine di TEN Magazine)

Tempo qualche giorno, due magazine d’attualità (due ce ne sono, in fondo: ecco, quelli), alcune trasmissioni televisive e un telegiornale si interessarono al caso: “Perché queste ragazze decidono di spogliarsi in pubblico?” ci chiedevano. Noi - mentre ci rispondevamo da soli “Boh!” - poi la menavamo con la rava e la fava e l’internet che cambia la società e il sentirsi protetti dallo schermo e dalla tastiera. Cose così.
In realtà succedeva che siccome molto spesso (almeno per le edizioni che sono state gestite da noi) il premio finale era la pubblicazione di un calendario per un magazine maschile (un anno fu Max), quelle ragazze volevano in parte provare a diventare famose, e in parte mettersi in gioco per capire se avrebbero avuto successo tra i votanti. Inutile specificare che alcune furono spinte dai fidanzati, che chissà perché poi quando si tratta di virtuale hanno tutta questa voglia di condivisione con il resto del mondo.

E così è successo che quando quelli di TEN Magazine hanno chiesto al sottoscritto di trovare un’idea su quella falsariga, ma senza ricalcarla (anche perché di cloni di “Hot or Not” trabocca ormai la rete, e non da ieri), e che rappresentasse un qualcosa che spostava il confine di quanto era stato fatto “un po’ più in là”, io ho risposto che ci avrei pensato su per una giornata e poi - se fosse venuta - sarei tornato con la soluzione.

La soluzione, a dire la verità, era il classico uovo di Colombo: prima partecipavano esclusivamente ragazze che - per motivi che non stiamo a sviscerare - erano già disposte a spogliarsi e a mettersi in gioco. Cosa sarebbe successo se avessimo organizzato una gara tra quelle che in realtà non ci avevano mai pensato, ma magari non escludevano l’idea? La ragazza della porta accanto (nel vero senso della parola, e quindi di pianerottolo), la compagna di università, una tizia vista sull’autobus, una collega di lavoro…

Alcune delle aspiranti Diecine
(Alcune delle aspiranti Diecine di TEN Magazine)

E’ così che nasce il concorso delle “Diecine“: il tuo sogno nel cassetto vede l’inarrivabile ragazza dei tuoi sogni participare ad una gara online come questa e poi magari vincerla, per poterla vedere vestita di pelle (la sua) e poco altro sulla copertina del giornale? Tu dicci solo chi è o come raggiungerla, e la proposta di mettersi in gioco gliela fa TEN Magazine.

La ragazza, dal canto suo, può rispondere cose tipo: a) “Non me ne può fregare di meno: resto a fare la cassiera alla Coop”; b) “Non direi, ma non si sa mai. Ci si guadagna qualcosa?”; c) “Certo che mi interessa, corro a iscrivermi!”.
Nel primo caso la si ringrazia, l’anonimo segnalatore se la prende in saccoccia, e le si promette che non verrà più tirata in ballo anche da altre persone nell’ambito del medesimo concorso. Negli altri due casi, invece, le immagini delle ragazze verranno messe in competizione con quelle delle altre e concorreranno ogni settimana per un premio che sarà composto 1.000 euro più una parte variabile decisa dagli utenti (nel senso che si può votare gratuitamente, ma se un utente particolarmente affezionato decide di inviare un SMS e assegnare un bel “10″ alla sua beniamina, una parte del ricavato di quell’SMS e di tutti gli altri che arriveranno andrà a “gonfiare” il montepremi).

A quel punto la “Diecina della settimana” eletta dal pueblo unido potrà decidere se accettare l’offerta e quindi posare per il servizio sexy sulla copertina del giornale, oppure passare la mano alla seconda classificata della settimana (magari perché voleva che gli utenti portassero il montepremi fino a 3.000 euro invece che a 2.500; ma può farlo un massimo di tre volte, dopodiché è fuori dal concorso).

Il segnalatore - solo per avere segnalato, perché, diciamolo, in questo particolare caso potremmo dire che in fondo non ha fatto una sega, ma non sarebbe la verità - si becca, se gli va bene, una Ducati Monster.


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