Cristiano Valli
C’era una volta il Clarendario di Clarence (questi, per chi fosse interessato, i link alle varie edizioni: 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2006). Superbamente illustrato - come dimostra il disegno cliccabile a lato - da Roberto Grassilli, che fu mio socio nell’impresa alata; realizzato da Maurizio Papini prima in perl e poi in php; ottimizzato da Gianmarco Neri (che, per di più, ha avuto l’onere di gestire i contatti diretti con le candidate - il che spesso significava con i rispettivi fotografi e, ancora più spesso, gelosissimi fidanzati prede delle più indescrivibili crisi di paranoia); fu ideato dal sottoscritto illuminato sulla via di “Hot or Not” (poi arricchito con le idee di un po’ tutti), andò in linea più o meno due ore dopo averlo pensato, ed ebbe un successo inaspettato.
Le prime candidate inviano foto che fanno tenerezza: in montagna col papà, in canotto con il fidanzato, in posa davanti ad un telo improvvisato. Poi arrivano quelle che avevano già da parte il book, e lo mettono online, foto per foto. Lì crolla il cielo: le “tenere” mollano papà e fidanzati e si danno alla fotografia glamour. Ci sono quelle - più pratiche - che rifanno le stesse foto, ma svestite, e quelle - più determinate - che corrono a farsi il book per l’occasione.
Alcune bisogna fermarle, perché manca ormai che mandino solo la radiografia. Altre assoldano tra i fan hacker in grado di fornirle di programmi in grado di falsare la classifica assegnando a raffica alle avversarie voti tendenti allo zero (e non fu facile, ogni sera, dover riscrivere parti di codice vunerabili, riportare i risultati a prima dell’attacco informatico, gestire le inevitabili polemiche messe in piedi dalle squalificate).
Vennero a crearsi, sui forum, vere e proprie orde di fan dell’una o dell’altra ragazza: alcuni incattiviti dalla battaglia, altri semplicemente innamorati, altri alla ricerca di quella che avrebbero al più presto fatto ricoprire in quanto futura madre dei propri figli.
Tempo qualche giorno, due magazine d’attualità (due ce ne sono, in fondo: ecco, quelli), alcune trasmissioni televisive e un telegiornale si interessarono al caso: “Perché queste ragazze decidono di spogliarsi in pubblico?” ci chiedevano. Noi - mentre ci rispondevamo da soli “Boh!” - poi la menavamo con la rava e la fava e l’internet che cambia la società e il sentirsi protetti dallo schermo e dalla tastiera. Cose così.
In realtà succedeva che siccome molto spesso (almeno per le edizioni che sono state gestite da noi) il premio finale era la pubblicazione di un calendario per un magazine maschile (un anno fu Max), quelle ragazze volevano in parte provare a diventare famose, e in parte mettersi in gioco per capire se avrebbero avuto successo tra i votanti. Inutile specificare che alcune furono spinte dai fidanzati, che chissà perché poi quando si tratta di virtuale hanno tutta questa voglia di condivisione con il resto del mondo.
E così è successo che quando quelli di TEN Magazine hanno chiesto al sottoscritto di trovare un’idea su quella falsariga, ma senza ricalcarla (anche perché di cloni di “Hot or Not” trabocca ormai la rete, e non da ieri), e che rappresentasse un qualcosa che spostava il confine di quanto era stato fatto “un po’ più in là”, io ho risposto che ci avrei pensato su per una giornata e poi - se fosse venuta - sarei tornato con la soluzione.
La soluzione, a dire la verità, era il classico uovo di Colombo: prima partecipavano esclusivamente ragazze che - per motivi che non stiamo a sviscerare - erano già disposte a spogliarsi e a mettersi in gioco. Cosa sarebbe successo se avessimo organizzato una gara tra quelle che in realtà non ci avevano mai pensato, ma magari non escludevano l’idea? La ragazza della porta accanto (nel vero senso della parola, e quindi di pianerottolo), la compagna di università, una tizia vista sull’autobus, una collega di lavoro…
E’ così che nasce il concorso delle “Diecine“: il tuo sogno nel cassetto vede l’inarrivabile ragazza dei tuoi sogni participare ad una gara online come questa e poi magari vincerla, per poterla vedere vestita di pelle (la sua) e poco altro sulla copertina del giornale? Tu dicci solo chi è o come raggiungerla, e la proposta di mettersi in gioco gliela fa TEN Magazine.
La ragazza, dal canto suo, può rispondere cose tipo: a) “Non me ne può fregare di meno: resto a fare la cassiera alla Coop”; b) “Non direi, ma non si sa mai. Ci si guadagna qualcosa?”; c) “Certo che mi interessa, corro a iscrivermi!”.
Nel primo caso la si ringrazia, l’anonimo segnalatore se la prende in saccoccia, e le si promette che non verrà più tirata in ballo anche da altre persone nell’ambito del medesimo concorso. Negli altri due casi, invece, le immagini delle ragazze verranno messe in competizione con quelle delle altre e concorreranno ogni settimana per un premio che sarà composto 1.000 euro più una parte variabile decisa dagli utenti (nel senso che si può votare gratuitamente, ma se un utente particolarmente affezionato decide di inviare un SMS e assegnare un bel “10″ alla sua beniamina, una parte del ricavato di quell’SMS e di tutti gli altri che arriveranno andrà a “gonfiare” il montepremi).
A quel punto la “Diecina della settimana” eletta dal pueblo unido potrà decidere se accettare l’offerta e quindi posare per il servizio sexy sulla copertina del giornale, oppure passare la mano alla seconda classificata della settimana (magari perché voleva che gli utenti portassero il montepremi fino a 3.000 euro invece che a 2.500; ma può farlo un massimo di tre volte, dopodiché è fuori dal concorso).
Il segnalatore - solo per avere segnalato, perché, diciamolo, in questo particolare caso potremmo dire che in fondo non ha fatto una sega, ma non sarebbe la verità - si becca, se gli va bene, una Ducati Monster.
Se ti va di sostenere le Diecine anche sul tuo blog, puoi copiare e incollare il seguente codice:
Per cambiare il colore di sfondo sostituire i due codici “#ffffff” (bianco) con il codice del colore di propria scelta. |
Non so come Dio ce l’abbia fatta. Per me è durissima.
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27 commenti per "Diecine, a centinaia: il ritorno della ragazza della porta accanto"
cosa non si fa per fare pubblicità a Ten :-)
che fantastica sequenza di tipe che mi darebbero tutte, nessuna esclusa, il due di picche. la vita e’ ingiusta, e per giunta unica.
cia’, vado a bere la cicuta, addio.
ogni tanto torno a leggerlo ten, e ogni volta mi sembra più brutto
“Ten Magazine, il giornale per uomini che hanno qualcosa da dire.”
E quel qualcosa, oltre ogni ombra di dubbio, è “Viva la figa!”
Gianlù ti prego non ci far intristere con sti amarcord. Il Clarendario e’ stata una cosa figa, ma di un secolo fa. Ten e’ una roba che magari serve a Gori a dire che ora ne capisce di ueb ma al popolo di Macchianera credimi di Ten non sa che diavolo farsene…
Che innovazione: figa, sms, premi a estrazione.
De Mauro il dizionario della lingua italiana
squal|ló|re
s.m.
CO
1 l’essere in uno stato di degradazione e abbandono: lo s. di un quartiere, di una città | desolazione di un ambiente, mancanza di comodità, di arredi e sim.: che s. quella casa!
2 aspetto misero, trasandato di una persona
3 stato di miseria e di disperazione: vivere nello s. | grigiore, mediocrità di un tipo di vita
4 abiezione morale, sordidezza
………….OVEEEEE!!!
comunque la piu ‘carina’ è la numero 10 ;)))))
Francamente - escluso il caso in cui lo dica un nano - non riesco a trovare un solo buon motivo per cui debba essere plausibile, invece, dire “abbasso la figa”.
Eh!
Il calendario migliore del secolo poteva essere quello della Immanet di Roberto Grassilli.
“Poteva” perche’ si e’ fermato a febbraio. Peccato!
è uno scherzo?
Nella scheda, potreste aggiungere altezza e peso?
muuuuuu!
altezza, peso e razza, perchè ad esempio una bruna alpina è diversa da una rendena e in ogni fiera che si rispetti tengono conto anche di questo.
Nonèlarai 2.0
mapero’ si vince una ducati… forte.
Morosita… ci segnaliamo a vicenda così poi se dopo vinciamo la motocicletta facciamo giorni pari a me giorni dispari a te e la domenica a Joe?
naonda,
che vuoi dire?
Che io voto te e tu voti me?
Però io in moto non ci so andare tanto :(((
Solo motorino da non e la rai, io!!
Volevo ringraziare PietroD per le sue parole sul calendario di “Net To Be”. Colgo l’occasione per spiegare velocemente perchè la cosa si è fermata a febbraio. Semplicemente: pareva interessare a nessuno o diciamo a pochissimi. Dato che si trattava di disegni abbastanza impegnativi e vista la concomitanza con un periodo di lavoro “tosto”, a malincuore ho sospeso le uscite. Scusate l’intrusione ma, a riprova di quanto appena scritto, è la prima volta che qualcuno fa riferimento a questa piccolo fallimento web-editoriale.
… Per la serie: ” non abbiamo proprio niente di meglio da fare nella vita”.
Speriamo che qualcuna resti a fare la cassiera alla Coop.
Come si dice, tira più un pelo di XXXXX che un carro di buoi…
Si lavora e si fatica per il blog e per la XXXX.
se le X sono come gli asterischi del bancomat la mia linea di pensiero si scosta un “pelo” da quella del filippo visto che il mio PIN ha solo 4 caratteri; non vorrei il tuo fosse un, come si dice, freudiano?
a proposito di filippi, il facci, coi 40 oltre che di fumare a smesso pure di scriverci? sarebbe un peccato, ho letto che si vuole comprare un aston martin, non vorrei fosse una crisi di mezza età..
Ho sentito dire, anzi ho letto che 40 anni viene considerata come la soglia ottimale per smettere di fumare e trarne benefici.
Ai posteri l’ardua sentenza.
(F.F. sta contando. TSCHHHH!!!)
Ci sono alcune ragazze degne di farsi vedere, ma tantissime altre sono volgari e brutte.
Credo che un filtro ci debba essere.
E’ un peccato che ci siano aspiranti modelle deluse da tutto, che continuano imperterrite ad iscriversi su certi siti.
Non ce la faranno mai.
E’ invece molto bello vedere ragazze “normali” con i loro difettucci, ma in atteggiamenti provocanti.
Il target dovrebbe essere quello.
Ciao!
abbastanza triste stò concorso, prima si apre macchianera rosa poi un concorso così…un colpo al cerchio uno alla botte. che tristezza mi sa che ha ragione il financial times, una patria di stelline letterine unica discriminante la bellezza.Se Neri avesse 20 anni va bene , ma così si intravede la bavetta…
wannabe teenager forever ?
Gianluca, tu quoque!
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