Woodstop

Al prossimo collega che mi dica che ho sottovalutato l’inchiesta e che non devo prenderla alla leggera, al prossimo che mi spieghi che no, non si tratta di quattro pirla ingigantiti e perseguiti da una procura sola, al prossimo che paventi che il peggio debba ancora venire, e vedrai che botti la settimana prossima, al prossimo che faccia spallucce nel ricordargli che quello stesso pubblico ministero in passato non ne aveva imbroccata una, e insomma aveva fatto un sacco di fumo e basta, al prossimo che mi giudichi esagerato se asserisco che l’inchiesta tutto sommato ha una rilevanza limitata, e che no, non è un’emergenza nazionale, e no, non fa parte delle assolute priorità verso le quali la giustizia italiana dovrebbe muoversi, al prossimo che soprattutto cerchi di spiegarmi pacatamente come sia perfettamente normale che l’inchiesta occupi paginate di giornali per settimane intere, quell’inchiesta e non altre, al prossimo, voglio dire, io gli tiro una scarpa. Chiodata.
Gli dirò: c’è un equivoco, non stavo parlando dell’emergenza ricatti, e neppure della separazione di Nina Moric, io stavo parlando della drammatica inchiesta sulla temibile emergenza eversiva delle Brigate Rosse, ricordi?
Non parlavi d’altro, ricordi?

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