Archivio per marzo, 2007
permangiare perfavore
Sanno chi sono e sanno dove abitano, sanno dove si rifugiano, conoscono la faccia che hanno.
Se non lo dice nessuno, lo dico io
Scusate, devo dirlo a qualcuno, devo farlo io.
Sì, perché se nessuno dice che questo libro – gigantesco in più di un senso – è non un oggetto, ma una visione – ché la parola “capolavoro” ce l’hanno svuotata e sputtanata negli ultimi cinque anni e ormai vale quanto una vite spanata – be’, lo faccio io.
La Disfantola
C’è un posto dove vanno a finire tutti i luoghi comuni su Milano. E’ la Disfantola.
Questo luogo a forma di bestia si pronuncia con l’accento sulla terzultima sillaba apposta per finire sdrucciola, così tutti i luoghi comuni ci scivolano dritti dentro senza alcuno sforzo da parte della Disfantola.
Per capire come funziona, dovete figurarvela: pensate a un enorme ragno assopito in un luogo inesistente nei dintorni di Lambrate, collegato a Milano tramite invisibili estroflessioni tubolari simili a zampe; un ibrido tra una discarica e una tarantola provvisto di uno stomaco a guisa di macina che trita e ritrita i clichè finché li disfa.
La funzione della Disfantola è quella di ripulire Milano dai suoi menighismi e distruggerli una volta per tutte, in modo che la città appaia meno peggio di quanto in effetti è. Ettari di grigio, chilometri di code e vagoni di impiegati inferociti finiscono spontaneamente dentro alla Disfantola.
Per stanare i clichè più sedimentati, la Disfantola setaccia ogni anfratto della città e risucchia tutti i pirla, le sciure, i cumenda in circolazione; aspira le ore di punta, le settimane della moda, i giorni che piove; catalizza l’odore del traffico, il suono dei clacson, i semafori rossi.
Avanti di questo passo, un bel giorno, la pancia della Disfantola esploderà come il sacchetto dell’aspirapolvere quando è strapieno. Una raffica di luoghi comuni si abbatterà su Milano e la nostra città tornerà a essere nuovamente grigia e caotica, proprio come ce la immaginiamo.
(Milanesitudine – E Polis Milano, 30/03/2007)
links for 2007-03-29
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la mosca stercoraria storce il naso?
Facci dice che le indagini di Woodcock sono irrilevanti. A parte un certo discorso sull’obbligatorietà dell’azione penale, che sarebbe lungo e noioso fare, ha ragione. Interessa a qualcuno se il tal Savoia è implicato in questo o quel giro, o se il tal vip è ricattato per una foto? Francamente no. Interessa se il portavoce di Prodi si fa un puttantour? No, nemmeno. Basta che non parcheggi in divieto di sosta. E se invece del portavoce di Prodi fosse stato quello di Berlusconi? Ugualmente, non mi frega nulla. Anzi, alla lunga tutto questo discutere di nulla m’infastidisce. E’ una gran perdita di tempo.
Vota Bagnasco per un Paese senza gay
Ditemi voi se, con la pubblicazione della Nota pastorale sulla famiglia e sui Dico, Bagnasco non farebbe bene a candidarsi per le prossime elezioni.
“Il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge”. Con questo appello ufficiale non possono più sostenere di non fare ingerenza nelle cose di Stato. La CEI è ormai un partito politico a tutti gli effetti.
Non solo: non vedo proprio come ci si possa ancora dichiarare gay e cattolici, quando la Chiesa dimostra una simile ostilità verso gli omosessuali.
Ah, e se non siete gay ma vi dichiarate a favore della legalizzazione delle unioni di fatto non siete buoni cristiani, sappiatelo.
La PACS Machine
Un gioco in flash realizzato grazie a sua eminenza Jukukka , come sempre rispettoso delle venerabili radici cristiane dell’Occidente.
Questo è un post.
O meglio è il format basico di un post. Poi ne esistono altri, certo, ma questa è la base.
Il format basico in genere dice che Tizio è stronzo, Caio invece è bravo e l’estensore del post in generale la sa lunga, non è mica un ipocrita, lui, sicchè può in prevalenza scagliarsi contro qualcuno o più raramente elogiarlo.
Il post, se possibile, deve contenere almeno un paio di battute pseudo-spiritose.
Ma ciò che conta sono ovviamente i commenti.
Pronti, via.
Va bene, ora basta.



