Malgrado sia stato detto che il presente sarebbe stato il congresso "più berlusconiano" mai organizzato a sinistra, a giudicare dal ritmo e dalla verve che caratterizza i presenti sul palco dotati di microfono salta invece subito all'occhio che un convegno...
DIRETTORE DE IL GIORNALE
Maurizio Belpietro
fax 02/72023880
Filippo Facci
filippofacci@tiscalinet.it
Roma, 28/2/2007
FUMO: QUALCUNO AL “GIORNALE” NON AMA I CONSUMATORI E LE BATTAGLIE CONTRO IL FUMO
"Gentile Direttore,
ci riferiamo al piccolo fondo in prima pagina che il suo quotidiano ci ha dedicato. Già in passato l'autore si peritò di ingiuriare il Codacons.
"Come si ricorderà qualche tempo fa il Codacons denunciò il famoso fumetto Tex. L’associazione in sostanza contestava a Tex di rappresentare un esempio diseducativo per i giovani, a causa del suo brutto vizio del fumo, che lo portava a comparire troppo spesso sulla pagine dei fumetti con in mano una sigaretta accesa.
Da febbraio il quotidiano La Repubblica ha iniziato la diffusione di episodi a colori di Tex, nei quali il protagonista del fumetto pare abbia perso il vizio del fumo.
Ad esempio nel numero 3 (che contiene gli episodi “Il volo nell’abisso”, “Satania!” e “Missione a Devil’s Hole”) il ranger del Texas fuma solo in rare occasioni (per la precisione quattro) nelle quali, per giunta, la sigaretta che tiene in mano non produce alcun fumo e pare addirittura spenta. (...) Non possiamo che esserne felici, e riteniamo questa una nostra piccola vittoria".
Questa sera, in ocassione della serata inaugurale del Festival di Sanremo, come promesso, - dopo aver anticipato le canzoni in gara dei Grandi Animali Marini e di Johnny Dorelli - torna la cronaca in diretta di Macchiaradio
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Sì può intervenire in trasmissione chiamando il numero di telefono che verrà comunicato nel corso della diretta, o utilizzando Skype, a patto, ovviamente, di avere un microfono e di avere scaricato il programma.
Gli ascoltatori Google Calendar-muniti che vogliono rimanere sempre aggiornati sul palinsesto di RadioNation possono aggiungere il calendario ufficiale della radio copiando e incollando questo indirizzo o questo nella finestra "Search public calendars", o inserendo la chiave di ricerca "RadioNation".
...oppure puoi riascoltarla direttamente in questa stessa pagina, semplicemente cliccando il tasto "Play"
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella solita vecchia chat IRC di RadioNation cliccando sul link "Continua a leggere..." sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.
DOPO QUELLA DEI "GRANDI ANIMALI MARINI" MACCHIANERA SCOPRE UNA SECONDA CANZONE SANREMESE GIA' DISPONIBILE SUL WEB: E' QUELLA DI JOHNNY DORELLI
Che da queste parti i rapporti con la famiglia Dorelli siano un filo tesi - e da un po' di tempo, per giunta - è faccenda abbastanza nota.
E a volerla dire tutta un po' mi dispiace, anche, per motivi che non so se ho mai raccontato (se l'ho già fatto pace, non si muore d'inedia per accesso di aneddoti).
Il primo è che mi chiamo Gianluca perché è così che si chiama il figlio di Johnny Dorelli: in un raptus di sfrenata fantasia la signora palindroma (si chiama Irene: aggiungete il cognome e poi leggete il tutto al contrario) che di mestiere fa anche la mia mamma si affidò a qualche settimanale tipo "Gente" o "Oggi" per scegliere il nome del nascituro che in seguito ha preso le mie sembianze. Lesse che Johnny Dorelli e Lauretta Masiero avevano optato per Gianluca e, spudoratamente, copiò.
E fu pure recidiva, perché due anni dopo, sempre facendo riferimento alle due sopracitate bibbie, si affidò alla creatività della famiglia Tognazzi per dare a mio fratello il nome Gianmarco.
In seguito - e questo è il secondo motivo - Gianluca Guidi (Dorelli è nome d'arte, se non sbaglio) me lo ritrovai a scuola, una classe avanti. Credo frequentassimo anche lo stesso corso di nuoto.
Il terzo motivo - quello più sentimentale - è che se mi chiedete quali sono i miei primi ricordi legati alla tv dico, nell'ordine: una televisione ancora in bianco e nero e senza telecomando, con un pulsante che se lo schiacciavi accendeva o spegneva l'apparecchio e se lo giravi sintonizzava uno dei tre canali; il futuro che avanza in casa Neri nelle fattezze di un nuovo modello a colori della ITT con tanto di telecomando a ultrasuoni che faceva "bzzz" quando schiacciavi i tasti e la bellezza di venti canali memorizzabili; poi l'ombelico di Raffaella Carrà; e infine Johnny Dorelli che interpreta "Aggiungi un posto a tavola".
Per tutti questi motivi voi capirete che, in realtà, io non ho niente contro quest'uomo. Anzi. Epperò la vita ha modi strani e tutti suoi per ingarbugliare le trame dei destini delle persone, e il caso ha voluto che dopo la faccenda del nome di battesimo, dopo tutto quanto appena scritto, dopo una causa (vinta, poi, in nome della libertà di satira) per un aspro articolo pubblicato su Clarence (peraltro nemmeno redatto dal sottoscritto), nella notte sia giunta la segnalazione - da Emiliano, che va ringraziato per aver deciso di inoltrarla in esclusiva a Macchianera - che, dopo quella dei Grandi Animali Marini, anche la canzone con la quale Johnny Dorelli gareggerà nell'imminente Festival di Sanremo gira allegramente, liberamente scaricabile, su internet.
Fino a qualche tempo fa i Grandi Animali Marini e Johnny Dorelli sarebbero stati squalificati. Così almeno prevedeva il regolamento. Povia, per dire, fu fatto esibire fuori gara nel Sanremo condotto da Paolo Bonolis, perché la canzone "I bambini fanno ooh" non era inedita, requisito fondamentale per i brani partecipanti al Festival.
Quest'anno, invece, l'organizzazione e pippobbaudo hanno deciso - e forse fanno pure bene, diciamolo: mica davvero penserete che noi si faccia il tifo per la squalifica - di fare orecchie da mercante alle anticipazioni provenienti da internet, fingendo che non siano stati gli stessi artisti e le case discografiche a realizzare, mesi fa, i demo tape da cui sono tratti i brani incriminati.
Ci si salva così, oggi: si dichiara che il brano è stato "rubato" dalla sala di registrazione, e tu un po' ti dici madonna che postacci queste sale di registrazione, piene di terroristi che vogliono esportare la democrazia nella discografia, e non si fanno scrupolo di ciularti una canzone che ancora manco l'hai finita.
E si arriva al paradosso del presidente della FIMI, Enzo Mazza, il quale dichiara - testuali parole dettate alle agenzie - che "è davvero ridicolo che ci si preoccupi tanto se la presenza di un brano del Festival in rete possa violare il regolamento, quando ogni giorno in Italia vengono immessi su internet migliaia di brani pirata, senza che vi sia un'adeguata reazione. E' come preoccuparsi se l'auto dei rapinatori di una banca è in regola con il bollo". In pratica significa che - uno - il responsabile della Federazione musicale dell'Industria musicale italiana ammette che il regolamento della kermesse sonora è stato violato, ma che fa niente; e - due - che, olè, tutti gli altri partecipanti al Festival che desiderino fare ascoltare in anteprima le proprie canzoni alle giurie da quest'anno possono affidarsi senza problemi e senza alcuna ripercussione a Emule e alle reti peer to peer o, comunque, farle ascoltare a chi gli pare, ché tanto il ricorso "andava presentato entro cinque ore dalla prima prova ufficiale".
La pagina presso cui la canzone era disponibile per lo scaricamento (in realtà era un file .torrent, ma questi sono tecnicismi) - con tanto di presentazione ufficiale che ne tesse le lodi, redatta dalla casa discografica a mò di commento - è stata immortalata per essere tramandata ai posteri. E' possibile visualizzarla cliccando qui.
La canzone "Meglio così" - ora meno inedita che mai - che Johnny Dorelli presenterà al prossimo Festival di Sanremo è invece ascoltabile qui di seguito.
Dopo una lunga pausa (dovuta più che altro ad un viaggio e a un'influenza), torna a farsi sentire Macchiaradio e sarà tra i piedi per un'intera settimana.
Si parte questa notte (a mezzanotte per il "Red Carpet" e alle 2:00 per la cerimonia vera e propria) con il tradizionale commento in diretta della "Notte degli Oscar" dedicato ai non skydotati o, semplicemente, a chi vuole cazzeggiare in compagnia di gente che ne sa a pacchi, e altri che fingono di saperne.
Il tutto in compagnia di Matteo Bordone, Laura Carcano, Ilaria Mazzarotta, Gianluca Neri, Andrea Romeo, Simona Siri, Succo...
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...oppure puoi riascoltarla direttamente in questa stessa pagina, semplicemente cliccando il tasto "Play"
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Le canzoni, pena l'esclusione dalla partecipazione al Festival, dovranno avere le seguenti caratteristiche: essere "inedite". E' considerata inedita la canzone che - nell'insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario [...] - non sia gia stata fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano o che comunque non abbia gia avuto un impiego in una qualsiasi attività o iniziativa direttamente o indirettamente commerciale. A titolo esemplificativo e non esaustivo sussiste "l'inedito" nell'eventualità che l'insieme o la parte musicale oil testo letterario della canzone: a) siano stati eseguiti soltanto all'interno della cerchia privata degli autori o dell'artista o tra gli "addetti ai lavori" della casa/etichetta discografica o editrice o tra altri operatori del settore; b) siano stati trascritti su stampati o altri supporti simili oppure registrati su dischi e nastri fonografici o analoghi mezzi, anche audiovisivi, mai posti in circolazione all'esterno degli ambiti suddetti. [...] A tal fine, tutti gli aventi diritto (autori, artisti, case/etichette discografiche, editori, etc) si obbligano a non diffondere le suddette canzoni – in tutto o in parte – anche per radio, televisione, telefonia, via internet, etc. sino alla loro eventuale prima pubblica esecuzione nell'ambito del Festival.
La premessa era dovuta, in quanto Alberto Giordano ha scritto a Macchianera la seguente e-mail:
La segnalazione che sto per farvi ha del clamoroso. Infatti, dopo aver acquistato Tv Sorrisi e Canzoni con i testi del Festival di Sanremo, leggendo qua e là i testi mi sono imbattuto in un caso clamoroso! Leggendo il testo dei Grandi Animali Marini (Napoleone Azzurro) ho letto frasi che non lasciavano dubbi: questa canzone io l'ho già sentita! Un mio amico me l'aveva passata su un cd: contattato oggi mi ha detto di aver trovato quella canzone su Emule col titolo "Mille piccoli cavalli". Così riprovo a scaricarla e... non c'è dubbio! Quella canzone non è inedita! Cambia il titolo ma il testo è uguale identico, è lei! Quella canzone, a mio modo di vedere, non deve essere presentata sul palco dell'Ariston, in quanto non inedita!
Secondo l'ANSA, "La polizia postale di Imperia sta verificando se sul sito 'Emule' sono gia' disponibili alcuni brani del Festival di Sanremo. In particolare si parla della canzone 'Napoleone azzurro', del gruppo 'Grandi animali marini', che partecipa al prossimo Festival per la Sezione Giovani": accanimento contro i sistemi peer to peer e precauzioni inutili, dal momento che al gruppo, peraltro, è dedicata una pagina sul popolare servizio Last.fm all'interno della quale sono ascoltabili nove brani, tra cui quello incriminato.
Il brano, ora meno inedito che mai, è il seguente:
Premi "Play" per ascoltare la canzone "Mille piccoli cavalli", non indedita, che i Grandi Animali Marini presenteranno a Sanremo con il titolo "Napoleone Azzurro"
Uno spettro s’aggira per le passerelle milanesi. È lo spauracchio dell’anoressia.
In segno di scongiuro, la settimana della moda si è aperta con una sfilata di taglie forti. Una provocazione forse, sicuramente un contraltare al canone estetico ufficiale. Tutto fuorché una novità. Queste taglie infatti sfilano già da quattro stagioni in sordina, nelle retroguardie di Milano Moda Donna.
Queste taglie, generalmente esiliate dalle passerelle, trovano oggi la loro ribalta nel manifesto di autoregolamentazione siglato dalla Camera della Moda. È il crepuscolo di un ideale utopico, è l’alba di un modello più realistico incarnato dalle avanguardiste di una taglia democratica.
È la rivoluzione: la 38 batte la ritirata, la 40 marca visita; la 46 e la 48 cercano di sovvertire i canoni tradizionalmente imposti dalla moda, dentro e fuori dalle passerelle.
Gli stilisti si impegnano a proporre stereotipi più plausibili, i ministri ne riformano i parametri basandosi su criteri etici, psichiatrici, anagrafici.
Si prendono provvedimenti, si sparano giudizi, si stabiliscono nuove equazioni. Se prima magro era bello, adesso magro diventa sbagliato. L’eccessiva magrezza esprime un modello negativo perché emula i sintomi di gravissime patologie legate ai disordini alimentari. Perciò, d’ora in poi, vade retro magre!
La moda esorcizzerà i suoi demoni e decapiterà i canoni che la tiranneggiano. Manderà al patibolo sia il modello malato, sia le modelle sane. Restaurerà il suo impero attorno a nuovi imperativi etici ed estetici.
Ce la farà? Vedremo. La sua capitale, comunque vada, resterà Milano.
La punto da anni, e da anni non riesco a capire come si chiami, chi la fabbrichi, o dove possa acquistarla. Parlo della lampada a muro gonfiabile nella stanza d'albergo. Dico sul serio: inserisci la tessera nella feritoia per aprire la porta e poi ancora nell'alloggiamento accanto agli interruttori, che serve per spegnere le luci e non consumare inutilmente corrente elettrica quando l'ospite non è in stanza (peraltro l'unico contributo che sono riuscito a dare alla causa di "M'illumino di meno", potendo accedere al web solo a banda stretta), e lei: puff, si accende e si gonfia da sola. Tipo airbag. Ma più lentamente.
Tornato in patria ho dato sfogo all'impulso ad acquistare arredi assurdi prenotando questa.
In tribunale si giura, come nei film. Ho scoperto anche questo. Anche se non ti trovi in un'aula, devi alzarti in piedi e leggere quanto scritto su un foglio attaccato alla scrivania con lo scotch. Niente bibbie: sostanzialmente ti impegni a dire la verità senza che sia necessario l'eventuale intervento punitivo di un essere superiore nel caso in cui tu non mantenga la promessa.
La giudice sembra persino simpatica. Ad un certo punto le devo spiegare cos'è (cos'era) un "portale", e il segno che i tempi cambiano lo dà la sua ulteriore richiesta di precisazioni: "Ah, ho capito: tipo più grosso di un blog".
Venerdì sera si va a mangiare pesce in un posto che non mi ricordo come si chiama, ma che se non mi sbaglio ha il nome di una località sarda. Organizza Smeerch e chiama a raccolta me, Akille, Anna Lupini, Giacomo Mason e Brodo Primordiale. Zoro interviene telefonicamente, impegnato nella sua tre giorni a cavallo del totem di porcellana.
La sera seguente organizzo un cocktail party nel pub fighetto al settimo piano dell'hotel.
Prenoto con sufficiente anticipo per un congruo numero di persone e mi viene detto che in casi come questi è richiesta un'altrettanto congrua caparra. Il mio entusiasmo nel rispondere "non c'è problema" senza alcun tennenamento li trae in inganno, perché il maître del ristorante trascorre la prima mezz'ora a portare in tavola invitanti stuzzichini di qualsiasi genere e foggia, e la seconda mezz'ora - nel corso della quale non si è ancora presentato nessuno (colpa mia, mi ammoniranno gli amici romani: se dici "dopo cena" significa "dopo cena", le 21 sono pomeriggio inoltrato) a pensare che io sia un mitomane.
Troppo tardi per riguadagnare la stima del pinguinato il tavolo finalmente si riempie, anche se le tartine andranno per la maggior parte clamorosamente dilapidate. Nell'ordine si presentano: Akille, Zoro, Brodo Primordiale, Miic, Sabrina Paravicini, Cavoletto di Bruxelles, Ilaria Mazzarotta e altri che non me ne vorranno se non li ricordo. Anna Lupini dà il cambio a Zoro, e marca visita.
E' a questo punto che si consuma il dramma: un omino pelato con cappotto nero e guanti di pelle da driver (quelli con le dita bucate) si presenta all'ingresso del locale e mi indica ilare e festoso. Da parte mia non so chi cacchio sia, ma son cose che succedono tra blogger: capita che non ci si sia mai visti di persona. E' per questo che gli faccio un cenno e un sorriso: lui aggira il tavolo per raggiungermi, scavalca quasi in malo modo Zoro, mi tende la mano e, cortesissimo, dice: "Da quanto tempo non ci si vede". Lui ancora non sa che in realtà non ci siamo mai incontrati per davvero, nemmeno virtualmente. E questo perché: a) non ci conosciamo; b) ha sbagliato tavolo; c) probabilmente ha sbagliato anche locale. Dico questo perché mentre fa per baciarmi - giuro - gli arriva un sms. Non ci è dato sapere cosa vi fosse scritto: noi abbiamo arguito qualcosa come "Ma dove cazzo sei?", perché lui scavalca nuovamente Zoro e quatto quatto, senza aggiungere alcunché, inforca l'uscita del pub come se nulla fosse.
Beh, omino pelato con il cappotto nero e i guanti bucati, io sono uno che cambia canale alla prima avvisaglia di telecamera nascosta, e si imbarazza in prima persona per le burle fatte ad altri nelle candid camera: sappi che mi sono molto immedesimato nella tua situazione.
Magari un blog ce l'avevi pure.