Il fine giustifica Fini

Mi piacerebbe vedere un bel sondaggio che spieghi che cosa pensi l’elettorato del centrodestra dei famosi Pacs o unioni di fatto o quel che volete.
Io non credo che si metterebbero proprio tutti a strillare che c’è la dittattura del laicismo e che vogliono distruggere la famiglia.

Gianfranco Fini lunedì sera, a Otto e mezzo, è stato perfetto: “Ci sono realtà che non possono essere equiparate alla famiglia, ma che se determinano discriminazioni vanno affrontate. Vale anche per le coppie omosessuali”.

Le discriminazioni ci sono eccome.
Due persone che non si sono sposate (e sposarsi non può essere un obbligo) se i parenti mettono un veto possono vedersi negato il diritto alla visita o all’assistenza del partner malato.

Queste due persone possono vedersi negato il diritto di visitare il convivente in carcere.

Queste due persone non possono neppure lasciare un’eredità al partner senza dover passare dal notaio e pagare fior di tasse per un testamento che risulterà “lascito a persona estranea”.

Queste due persone non potranno subentrare all’affitto in caso di morte del convivente.

In caso di concorsi pubblici, dovranno scrivere che vivono praticamente da soli.

Non avranno la reversibilità delle pensione nepure se convivessero da cinquant’anni, e non potranno dire una parola sui funerali.

Questi a casa mia si chiamano diritti negati (in Italia) che ci sono in quasi tutta Europa: e che non c’entrano niente con Zapatero nè col matrimonio tra omosessuali nè con la possibilità delle coppie di fatto di poter adottare figli. Niente.

(Il Giornale, 13 dicembre)

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29 Comments

  1. Anche tu come le casalinghe di Berlusconi “Oooh, come parla bene quel Fini li…”.
    Peccato che Fini parli a vanvera, come ha parlato a vanvera di voto agli immigrati e fecondazione assistita. Se non si rimangia tutto, farà finta di niente e ce ne dimenticheremo.

  2. Secondo me se si desidera ottenere (molti di) quei diritti basta sposarsi.

    Quanto all’eredità e alle visite in ospedale (e forse per altri “diritti”), la situazione del non-sposato è identica a quella del single: anche quest’ultimo infatti non potrà lasciare un’eredità a chiunque desideri senza dover passare dal notaio e pagare fior di tasse per un testamento che risulterà “lascito a persona estranea”; anche quest’ultimo, per andare a trovare un caro amico, se i parenti mettono un veto possono vedersi negato il diritto alla visita o all’assistenza del caro amico malato.
    In questi due casi mi pare bizzarro avere a cuore solo la situazione di un non-sposato anziché quella dei cittadini tutti (si potrebbe buttarla sul fatto che i non-sposati, a differenza degli amici, si amano o robe del genere: ma in tal caso, i diritti dovrebbero spettare anche all’amante segreto. Giusto?).

  3. Non so che dire,

    continuo a pensare che i politici cattolici, intesi come seguaci della chiesa di Roma, siano tra i piu’ intolleranti esseri che esistano…hanno un bel lamentarsi dei musulmani.
    Ha ragione Padre Enzo Bianchi, fondatore della comunita’ di Bose, quando afferma “credo che la laicita’, se intesa come positiva, è la garanzia di una societa’ democratica”.
    Scusa se ho spostato leggermente l’angolo da cui sei partito Filippo, ma è un po che l’avevo in gola.

  4. per caso stai parlando di questo stesso Fini: “Anche se te lo chiede, se lo uccidi sei un assassino”. un Fini a corrente alternata, un passo avanti e due indietro. e vaiiiiiiiiii
    mettici pure l’eutanasia nel tuo sondaggio e vediamo cosa ne viene fuori.

  5. Facci’na sega. Va di moda il cristiano neocat teodom
    e certa destra si adegua.Pure certa sinistra.

    Fini ha dei momenti di lucidità disarmanti. Peccato che sia la goccia nel deserto di Alleanza Nazionale.

    P.s Fini è favorevole all’eutanasia ma ve lo dirà frà 10 anni (o quando questo paese penserà alla libertà come libero arbitrio non come libera imposizione)

  6. FF: articolo talmente ovvio da essere lapalissiano, dalle mie parti. Molto meno ovvio, e tantomeno lapalissiano, che sia apparso sul Giornale. Ben fatto, grazie. Di Fini poi ce ne frega relativamente, giusto?

  7. Ti do quasi ragione su tutto. Duci quasi perchè non sono proprio sicurissimo che tutti (qui, poi) conoscessero nel dettaglio i sopracitati e negati diritti.

  8. Non si può che essere d’accordo con i pacs, talmente ovvio che anche un sacco vuoto come fini l’ha capito.
    Il problema è: che controlli saranno messi in pista per evitare che molti ci marcino sù fingendo unioni al solo scopo di godere di certi benefici?

  9. Mi e’ piaciuta la risposta di Zucconi nella posta di Repubblica.it di ieri, a proposito dell’argomento:

    “[…]sono riusciti a far passare l’idea terrorizzante e rovesciata che i diritti divengano doveri. Se uno divorzia, questo non obbliga me a divorziare. Se qualcuno vuole mettere termine alla propria esistenza, come Welby avrebbe fatto da tempo se fosse autonomo, questo non mi obbliga a buttarmi dalla finestra. Se due persone dello stesso stesso vogliono contrattualizzare davanti alla legge la propria unione, questo non mi obbliga a diventare gay.”

  10. Che diamine, Joe. Lo so.
    Sto dicendo solo che ci vorrebbe qualche controllo post.
    Sento già puzza di approfittamenti in giro.
    Anzi ne ho già sentito parlare da alcuni che conosco. Che stanno progettando improbabili unioni “al fine di”.
    Oh, uomini e donne, uomini e uomini, uomini e daisy.

  11. il problema delle persone che non ascoltano ma guardan le figurine: ce l’ho, fascio, non lo ascolto. ce l’ho, rosso, spara stronzate.
    se anche fini mi sta sulle palle e lo considero comunque un fascista, il giorno in cui dice cose sensate non divento di colpo uno di alleanza nazionale, ma lo ascolto. poi il giudizio segue la prova dei fatti.
    questo a casa mia si chiama ragionare la propria testa.
    per esempio oggi feltri su libero ha scritto un editoriale su welby che nella sostanza mi è piaciuto, in contrapposizione al solito pistolotto del sempre più “misterioso” dreyfus.
    e nonostante questo feltri continua a starmi sulle palle.

  12. MT: se esiste l’espressione “matrimonio di convenienza” ci sarà un motivo, no? O pensiamo che solo i matrimoni benedetti dal prete o dall’ufficiale di stato civile siano “veri”?

  13. Esiste in Italia (come in altri Paesi: l’Inghilterra dei Tories, il Gaullismo francese…) una destra democratica, non fascista né rozza o viziata da un eccesso d’irrazionalismo? Che sia coerente, illuminata e intelligente – so che per molti di voi, qui, l’espressione “destra intelligente” equivale ad un’aporia bell’e buona… ;o)- ma soprattutto laica e moderna, in una parola: liberale? Autorevole e non autoritaria? Degna di questo nome e il cui contributo alla formulazione delle regole del vivere civile sarebbe più che auspicabile, senza scadere in interventi di stampo fondamentalista o, peggio, reazionario?

    Se Fini – che non è uomo né incolto né scemo – mantenesse il suo lodevole intento, non limitandosi ad un accattivante proclama ad effetto (come invece temo potrebbe fare), vorrebbe dire che qualcosa effettivamente sta iniziando a cambiare, nel desolante panorama attorno a noi. E si andrebbe a colmare, finalmente, un vuoto politico attualmente mal presidiato da arroganti, aggressivi, imbarazzanti e rozzissimi teocon.

    Una destra decente non potrebbe che farci del bene, democraticamente parlando. E lo dico da donna che di destra non è mai stata, né mai credo lo sarà.

    Tuttavia (è un mio parere, suffragato dal dialogo di lunga data con alcuni compagn… pardon, vecchi camerati bolognesi del Gianfranco, e non solo), concedetemi qualche dubbio un po’peloso…

    La svolta di Fiuggi – che proprio Fini volle – fu un indiscutibile e meritorio atto di coraggio, ma non basta ancora. Paradossalmente, direi che defascistizzare il fascismo ha evidenziato le tante contraddizioni della destra italiana. E non solo quando si tratta di tradurne in provvedimenti politicamente ed eticamente vincolanti la, chiamiamola così (ideologia non piace più a nessuno), filosofia sociale.
    Poco male, via: un simile processo non è mai, chiaramente, indolore…

    Vorrei anche, però, che – prim’ancora di pensare ai Pacs – nel fare i conti con le proprie radici e il proprio elettorato, essa correggesse alcuni suoi tratti tipici, di derivazione + squadrista che fascista, direi. E cioè, quel populismo rozzo che un po’troppo spesso mi fa rabbridividire; il disprezzo per la cultura e certe ignobili operazioni revisioniste a favore del “parlare alla gente, per la gente”, insomma alle viscere, che permeano molti dei suoi rappresentanti e ne condizionano l’imprinting, per così dire.

    Concordo anch’io con la supposizione di Filippo: in questo, Fini rappresenta un’eccezione e non solo il solito fascista in doppiopetto. Mi auguro gli sia consentito di dar voce anche a quella componente del suo elettorato che non si riconosce certo in Gasparri, Er Pecora o Storace. E che penso siano molti più di quanto non crediamo.
    Giusto per non fare d’ogni erba… un fascio:o)
    Un caro saluto a tutti

  14. Il fatto che il matrimonio sia un istituto che da’ una certa garanzia di stabilita’ e’ fuori discussione. Il fatto che questa garanzia sia un enorme vantaggio per la societa’ (in termini di possibilita’ di educazione dei figli, di sicurezza sociale, di stabilita’ economica…) non e’ mai stato contestato da nessuno, che io sappia.

    Ora, il fatto che la societa’ “contraccambi” con alcuni “incentivi” chi le da’ tutto questo, mi sembra normale e dovuto in un qualsiasi stato sociale. Chi non da’ queste garanzie alla societa’, non riceve il contraccambio. E’ semplice.

    Parafrasando il post si potrebbe dire: “Ci sono discriminazioni e come. Se io non voglio cambiare la mia macchina che inquina come un un camion (e cambiarla non puo’ essere un obbligo) non ricevo l’incentivo sulla rottamazione. Questa e’ una legge ingiusta: incentivo per la rottamazione su tutti i conti correnti, SUBITO!”

    Sposatevi!
    Ciao,
    Paolo

  15. http://tinyurl.com/ya36oc

    “Ero di sinistra in quella convinzione un po’ cretina che può avere un ragazzo che crede che a destra ci sono i fascisti, i beceri, gli orologi d’oro, i lions club e i ricchi brianzoli.”

    Cazzo, basta con i commenti sulla manifestazione del 2!

  16. Io convivo con mia “moglie” (non siamo sposati, ma avendo quasi 40 anni dire la mia ragazza mi suona buffo, e non so che altro termine usare).
    C’è da dire che la bilancia non pende tutta a favore di chi è sposato. Per esempio, sia io che lei risultiamo genitori single, e in qualche caso questo può essere d’aiuto (nelle graduatorie degli asili, per esempio). Non sono sicuro, ma mi pare che ci siano anche dei vantaggi economici, tipo maggiori detrazioni dalle tasse e cose del genere.
    Insomma: mi dò la zappa sui piedi, ma se ci danno i diritti degli sposati senza nemmeno toglierci i privilegi la pacchia si fa grossa, e sposarsi diventerebbe una scelta da fare nonostante non convenga.

    Come hanno detto altri: non vedo il bisogno dei Pacs per chi è nella mia situazione: se vogliamo i diritti degli sposati basta sposarci.

    C’è però un’eccezione che nessuno di voi ha nominato, e che in effetti non sento nominare mai: i nostri figli.

    Noi due sostanzialmente non ci sposiamo per pigrizia. Ma nulla ce lo impedisce e quindi se non ne godiamo i benefici sono solo cazzi nostri, non possiamo accampare richieste.
    Ma mio figlio effettivamente non dovrebbe pagare per la mia mollezza: se io domani schiatto (tié), gli passa la mia roba, ma niente pensione di reversibilità. Se un domani un padre/ una madre decidono di salutare baracca e burattini, penso che se ne possano andare liberi e stronzi senza colpo ferire e soprattutto senza assegno lasciare. Ecco, questa sì che è una situazione da raddrizzare.
    Solo che sarebbe una battaglia per avere più doveri: hai voglia a trovare soldati…

  17. Innanzitutto,nella coalizione di centrodestra ci sono almeno due leader di partito in perenne concubinato,di conseguenza grandi peccatori come dice il diritto canonico. Secondo,Fini e’ un FASCISTA.Lui la butta in mezzo poi volta le spalle e se ne va.

  18. > Incredibile: un commento interessante.

    Facci, non si può dire altrettanto delle fregnacce che scrivi

  19. In ogni caso, concedendo i diritti elencati ai conviventi avremmo un Paese in cui
    “Due persone che non si sono sposate (e sposarsi non può essere un obbligo) se i parenti mettono un veto possono vedersi negato blablabla.
    Due persone che non hanno stipulato un Pacs (e stipulare un Pacs non può essere un obbligo) se i parenti mettono un veto possono vedersi negato blablabla.”
    Non sarebbero ugualmente diritti negati?

  20. Da Corriere.it

    “Berlusconi: libertà di coscienza su «Pacs”»
    Il leader di Forza Italia lo ha detto durante un incontro con i senatori del suo partito. In precedenza era stato Fini ad «aprire». Intanto Rosy Bindi replica a Casini che ha paventato un’intesa con la Margherita

    ***

    Olè.

  21. Vi chiedo un aiuto: ammessi e non concessi i diritti, ma quali sarebbero i doveri (reali) del vincolo matrimoniale?
    Non è una domanda provocatoria ma un effettivo mio dubbio.

  22. Senti, non è per essere scortesi: ma dell’ignoranza un pochino ci si dovrebbe anche un pochino pudicamente vergognare. Anche a me capita ogni tanto di scoprire che non so o non ricdordo cose fondamentali, ma me le vado a cercare sui codici, insomma ovunque anzichè chiederlo genericamente qui.
    Ti prego, alza il livello delle risposte che cerchi.

  23. Sì, sono d’accordo con te FF, volevo solo avere un’indicazione in merito a quei doveri che non siano semplicemente quell citati nel c.c. libro I capo IV. Voglio dire, ce ne sono altri? Perchè nella mia ignoranza mi sfuggono e, credimi, sono veramente interessato a conoscerli. Perchè, dovendo confessare che il sottoscritto convive da 5 anni, ha una figlia di 4 e già si riconosce nei confronti della propria famiglia (?) nei dettami del sopracitato capo IV, vorrei essere certo di non essere manchevole di nulla. Sentendo parlare Casini mi è venuto un dubbio.

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