Essere sempre un Pacs indietro

In questo paese, da 49 anni esiste una cosa chiamata “Zecchino D’Oro“: bambocci smorfiosi che cantano sciocchezze coindolando con la testa, figli di gente che se la sente di lasciare dei seienni in mano ai frati. Oppure che hanno comprato un’enciclopedia. Perché per questo era famoso Lo Zecchino D’oro, qualche hanno fa: c’era gente – non si è ancora capito quanto legata all’organizzazione dell’Antoniano dei Frati Minori di Bologna -, che faceva il giro delle scuole chiedendo ai bambini di fare un disegno e promettendogli che sarebbero andati in televisione. In realtà – lo si veniva a sapere al momento della firma della liberatoria da parte dei genitori -, prima si acquistava un’inutile enciclopedia, poi, forse, ci sarebbe stato un provino.
Di una miriade di coetanei che hanno ricevuto la medesima proposta, conosco una sola persona che è riuscita a partecipare, senza nemmeno dover acquistare una tonnellata di cultura nozionistica: è andata a Bologna, ha cantato una cosa che se non mi sbaglio si intitolava “Il trenino della neve”, e non ne va orgogliosa.

La scorsa edizione è andata in onda due settimane fa. Tutti i pomeriggi. Conduzione a cura (per quel che ho visto io: potrebbero non essere stati i soli) di Nino Frassica, Lorena Bianchetti, Anna Falchi, Topo Gigio e l’ex Mago Zurlì Cino Tortorella.
Per la cronaca, ha vinto la canzone “Wolfango Amedeo“. Cito: “A Salisburgo antica città / C’era una mamma e c’era un papà / Ebbero un bimbo che strano il suo pianto / Più che un lamento sembrava un bel canto!”.
E del resto la profondità del testo non è una novità: ci siamo fatti quarantanove anni a base di Popoff che scivola sulla neve e se la fa sul culo fino al fiume Don, e di Peppine che fanno il caffè con la marmellata, poi ci mettono la cioccolata, mezzo chilo di cipolle e quattro o cinque caramelle.

Se vi racconto tutto questo è per rendere ancora più stridente il contrasto con quanto segnala il blog di marcom e succede, invece, in un paese che si chiama Olanda.
Il video e il testo che seguono sono tratti dalla trasmissione Kinderen Voor Kinderen (sempre bambini che cantano, quindi un qualcosa di più o meno omologo al nostro festival del moccioso).

DUE PADRI
Viviamo in un attico
pieno di cose belle
Viviamo lì tranquilli tutti e tre insieme
Bas lavora per il giornale
E Diederick è un assistente di laboratorio
Mi hanno adottato quando avevo un anno

Sono ancora l’unico figlio
Ma per me va bene
In questo modo ho tutta l’attenzione
e l’amore di quei due
Bas mi accompagna a scuola
Con Diederik suono il violino
E tutti e tre guardiamo
le soap alla televisione

Io ho due padri
Due veri padri
A volte permissivi e altre volte severi
Ma ci va alla grande
E tutti e due, se dovessero,
potrebbero essere mia madre.

Quando devo andare a letto
Diederik controlla i miei compiti
E Bas lava i piatti o la biancheria
E se sto male oppure ho la febbre
Allora non c’è nessuno che conosco
Che saprebbe prendersi cura di me
meglio di Diederik o Bas

A volte a scuola vengo preso in giro
E ovviamente non è bello
I tuoi genitori sono froci!
Lo trovano strano
Così io alzo solo le spalle
E allora? Sono loro figlio!
Non è una cosa comune
Ma a me va benissimo

Io ho due padri
Due veri padri
A volte permissivi e altre volte severi
Ma ci va alla grande
E tutti e due, se dovessero,
potrebbero essere mia madre.


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8 Comments

  1. Dastardly, volessi insultarti lo troveresti scritto ben chiaro l’insulto, per ora però preferisco guardare mentre ti insulti da solo.
    Ma se ti può far sentir bene pensa pure che io t’abbia insultato…
    A proposito dell’essere a corto di argomenti continui a sparare paradossi: essere omosessuali è come essere ultraottantenni !? Ma dai…
    Quale la prossima ?
    Che essere turnista in catena o vegetariano o ateo non è (sic) ‘la condizione migliore per adottare figli’ ?
    Ci stai solo girando attorno: due sodomiti o due leccafighe non possono crescere un bambino/a perchè diventerebbe egli/ella pure frocio/lesbica.
    Ed è questa abominevole ipotesi ad essere inaccettabile.
    Ci giri attorno ma prima o poi, quando finisci quelli (ah ! gli 80enni !) che chiami ‘argomenti’, ci arrivi…

  2. terzo tentativo, vediamo se lo sega ancora

    Dastardly, volessi insultarti lo troveresti scritto ben chiaro l’insulto, per ora però preferisco guardare mentre ti insulti da solo.
    Ma se ti può far sentir bene pensa pure che io t’abbia insultato…
    A proposito dell’essere a corto di argomenti continui a sparare paradossi: essere omosessuali è come essere ultraottantenni !? Ma dai…
    Quale la prossima ?
    Che essere turnista in catena o vegetariano o ateo non è (sic) ‘la condizione migliore per adottare figli’ ?
    Ci stai solo girando attorno: due sodomiti o due leccafighe non possono crescere un bambino/a perchè diventerebbe egli/ella pure frocio/lesbica.
    Ed è questa abominevole ipotesi ad essere inaccettabile.
    Ci giri attorno ma prima o poi, quando finisci quelli (ah ! gli 80enni !) che chiami ‘argomenti’, ci arrivi…

  3. i vostri commenti mi sembrano quelli di 20 anni fa sul divorzio. Certo che è possibile divorziare e non far star male i figli e tra i primi divorzi c’erano anche esempi eccellenti, ma di fatto nonostante divorziare sia ormai una pratica comune i figli sono ancora quelli che ne pagano maggiormente le conseguenze.

  4. Leggo oggi per caso un’articolo del 4 dicembre contro lo Zecchino d’oro, e mi rivolgo a Giuanluca Neri.
    Premetto che non ti conosco, ma permettimi di dirti che non hai capito granchè nè su come funzionano le selezioni, nè, probabilmente su quello di cui hanno bisogno i bambini in generale.
    Posso dirti personalmente che le selezioni sono limpidissime, e lo dico a testa alta perchè io ho fatto parte della commissione per la mia regione. E’ vero che qualche anno fa c’è stato un problema in qualche regione, ma si trattava della disonestà di alcuni agenti della SAIE, agenzia cui erano affidate le selezioni, infatti dopo questo fatto l’Antoniano ha deciso di occuparsene personalmente.
    Ti garantisco che la maggior parte dei bambini è andata a Bologna senza acquistare libri, tra cui mio fratellino nel 96, e ha passato dei giorni bellissimi, di cui va fiero, non come quella tua conoscente…I bambini non vengono assolutamente affidati ai frati, come dici tu, ma c’è la presenza costante dei genitori, tranne nelle ore in cui imparano i brani, ma perchè i bambini non vengono forse lasciati 5 ore al giorno con gli insegnanti a scuola? E nelle varie scuole di danza o di calcio? E allora che cambia?
    Concludo, e mi scuso per essermi dilungata, col dire che i bimbi devono parlare (e cantare) di cose da bimbi; mi piace l’idea di quel testo su due padri, ma non puoi criticare tutte le altre che, tra l’altro, sono sempre esistite, non far passare per anormale un testo su una coppia di genitori etero, perchè non è così…
    Cmq io dirigo un coro di bimbi affiliato all’Antoniano (avevo dimenticato di dirlo), e non mi metterò mai a spiegare loro che esistono dei genitori omosessuali, non ne sento il bisogno, nel momento in cui si presenterà il discorso glielo dirò.
    Spero di averti spiegato qualcosa di cui non eri al corrente.
    Ah, il termine “mocciosi” non mi sembra carino, visto che anche tu e tutti quelli che l’hanno utilizzato lo siete stati, anche se pare di no.
    Ciao.

  5. Cari lettori,
    sono preoccupato per il potere da sempre manifestato dalla chiesa, in materia che deve coinvolgere solo il parlamento. Addirittura la comunità dei vescovi, parla con gli USA e trama per far cadere il governo Prodi.Come il ns Paese può liberarsi dell’ingerenza ecclesiastica, anacronistica, strumentale e sterile?

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