Emma

Così, un po’ per azzerare tutte ‘ste diatribe sul partito democratico, sui radicali, sul posizionamento dei DS, sull’Unipol, e cavolate varie, mi piacerebbe sentir parlare di uomini, di ministri, e di ministre, di idee per il futuro e di politica.
C’è una cosa che sarebbe bello accadesse, nel caso il centro-centro-centro-centro-sx ce la faccia a reggere l’assalto di queste settimane: una candidatura ufficiale per Emma Bonino a ministro degli esteri.

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33 Comments

  1. Pur stimando la Bonino preferisco candidarla all presidenza della Repubblica ma come ministro no, i radicali hanno tubato troppo tempo con Berlusconi.

  2. Perchè mai una candidatura della Bonino dovrebbe avere una valenza positiva talmente autoevidente da non doverci nemmeno spendere su parole, signor Darwin?
    A parte che secondo me il discorso giusto da fare ai radicali sarebbe “Signori a tempo debito avete scelto se andare a messa oppure al mercato, ora non è che un omaggio alle vostre sempreverdi buone intenzioni possa spingersi a TANTO”.
    O sto forse peccando di ingenuità e tralasciando qualche elemento di valutazione importante?

  3. Ottima proposta.
    In tema di toto-ministri, rilancio e propongo anche i nomi del costituzionalista Ainis per il ruolo di Guardasigilli e del professor Settis per il Ministero della Cultura, più un antiproibizionista di provata fede (chiunque esso sia) per il Ministero della Salute.

  4. Mah, a se sembrava e sembra una persona intelligente e che sa muoversi in uno scenario internazionale. Tutto ‘sto astio perchè Pannella ha tubato col Berlusca non mi sembra possa inficiare le prestazioni della Bonino.
    PS: e comunque per il ministero della salute c’abbiamo Facci!

  5. Un governo di Csx con la Bonino Ministro degli Esteri durerebbe massimo 3 mesi.
    Posto che un governo simile arrivi ad ottenere la fiducia…

  6. Già… Perchè mai affidare il ministero degli esteri a un politico i cui meriti siano unanimemente riconosciuti a livello internazionale, che in Europa ha già fatto bene in passato e che per capire determinate situazioni “estere” in quei paesi “esteri” ci è andata a vivere.. meglio affidarlo a un burocrate da scrivania riconosciuto, che ne so un De Mita o un Martino che verranno sicuramente eletti.. Emma for president.

  7. Il problema non è tanto che i radicali stavano con Berlusconi, ma che negli ultimi 10-15 anni hanno simpatizzato ferocemente con bombardamenti e guerre “pacificatrici” di ogni tipo, dall’ex-Jugoslavia in poi; oppure che sulla questione arabo-palestinese sono più filo-israeliani di Bush, alla faccia di un qualsiasi appoggio al processo di pace. Se la Bonino spicca così tanto come personaggio “internazionale” è semplicemente perché il resto del panorama, con gente che nemmeno sa esprimersi decentemente in inglese, è deprimente.
    Ma non mi sembra un motivo sufficiente per arruolarla nel centro-sinistra…(oddio, in effetti abbiamo visto di peggio)

  8. Sentite, quanto a riciclati di vari ordini e grado, direi che ogni schieramento ha di che vergognarsi abbondantemente (o vogliamo dimenticare i reduci di tangentopoli vecchio psi-psdi-dc che si sono rifatti la verginità nelle liste della margherita, dei ds o dell’ulivo? O la candidatura di Flavia Vento? … ACH!!!) Se dobbiamo guardare solo alle capacità, il ragionamento non fa una grinza. Fra i meriti della Bonino, l’essere una profonda conoscitrice dei meccanismi di funzionamento delle comunità europee, che ha sempre saputo utilizzare con estrema correttezza ed efficacia; l’aver lottato per i diritti civili in questo paese quand’era ancora un feudo biancofiore e l’essersi strenuamente battuta (quando ancora non gliene fregava nulla a nessuno, tantomeno a Bush padre&figlio) per i diritti delle donne afgane imburkate. E’una liberal, piaccia o no. Tutto qui.
    Fra i demeriti, quelli sollevati indiscutibilmente da MR. (Ai quali aggiungerei, recentemente, il suo essersi schierata a netto favore della legge Biagi e della deregulation nel mercato del lavoro). Ma rispetto a tanti altri cialtroni visti e rivisti, almeno una professionista seria. E una politica di razza.
    Io ci starei, a condizione si limitasse al suo dicastero: meglio all’estero che qui, dove rende meno. E poi, sa benissimo l’inglese e il francese, il che non guasta mai. Il punto è, semmai: fino a quale limite d’inammissibilità si è “compromessa” con la cdl?
    A voi l’ardua sentenza, ragazzi…

  9. @Anvedichejedi: in effetti l’iper-liberismo me l’ero scordato… Sarà che da eterno precario preferisco rimuovere.:-) Scherzi a parte, anche se sono sicuro che la Bonino sia una professionista ed una politica (ma di quale parte?) di razza, il problema è che, se dobbiamo o vogliamo cambiare qualcosa, la Bonino, viste le sue posizioni anche recenti, non mi sembra proprio il massimo. Non è che i rivoluzionari abbondino, intendiamoci, e comunque visto che siamo costretti a tenerci Rutelli e Mastella… Per quanto riguarda i trascorsi sui diritti civili, nessuno li nega, ma sono, per l’appunto, “trascorsi”. Sono passati trent’anni e invece di rendere onore alla Bonino per le campagne sul divorzio e sull’aborto, mi piacerebbe presentarle il conto per tutte le volte che lei e i suoi colleghi di partito hanno invocato bombe e invasioni in tempi molto più recenti, senza pentirsene minimamente. Non è che una serie di (pessime) prese di posizione recenti cancelli un buon passato, ma non si può nemmeno minimizzarle. E’ anche a causa di questo atteggiamento, secondo me, che la Bonino è molto sopravvalutata (l’altro elemento è il già ricordato deserto politico-intellettuale italiano)

  10. “E poi, sa benissimo l’inglese e il francese, il che non guasta mai.”

    E prendeva sempre 8 in Latino, e in Geografia era sempre la prima a rispondere. Fondamentale.

    “Il punto è, semmai: fino a quale limite d’inammissibilità si è “compromessa” con la cdl?”

    Eh già, è questo il ragionamento. Ormai è stata a letto col nemico, ha la lettera scarlatta tatuata, è delegittimata. Come la chiamano…? Superiorità morale?

  11. Murmur, ma che du’maroni: secondo te, una ministro degli esteri che sa l’inglese e il francese è da disprezzare perché “fa troppo secchia”? Ha un’arma in più o una in meno, oltre alla competenza che ovviamente le si richiederebbe, (e la Bonino ha dimostrato ampiamente di avere, ne converrai), dì? O vogliamo forse restare al “attenzionen, bitter.. nù vulevàn savuàr?” di Totò? Hai mai provato a lavorare per l’UE? Beh, io sì. Ci lavoro da due anni, quasi. E ti assicuro che le lingue servono, eccome. Sono fondamentali a ogni livello, tanto più a certi livelli…:oPPPP

    Io ho lasciato l’ipotesi APERTA, figurati se le cucio addosso la lettera scarlatta di Hawthorne. NON farmi dire quello che NON ho detto, danke. schoen.

  12. Murmur è invidioso perché a scuola lo bocciavano sempre in inglese e geografia… :-)

  13. Secondo me è un’ipotesi da non disprezzare…soprattutto se funziona come per il Presidente della Repubblica.

    Si dice, se non sbaglio, che per l’elezione del Presidente della Repubblica presentare le candidature con un certo anticipo serva solo a bruciare i candidati più scomodi…se ragioniamo in questi termini anche per il Ministero degli Esteri, allora per me la Bonino è davvero la soluzione migliore che abbiamo!

  14. Ci sono delle priorità. Chi vuole mandare a casa Berlusconi, impresa difficile e dall’esito tutt’altro che certo, non può privarsi nemmeno dell’uno virgola cinque per cento rappresentato dai radicali e da Bonino, sempre che questi ultimi riescano a superare il fastidio di trovarsi in una compagnia eterogenea qual’è lo schieramento di centrosinistra. Ma ce la faranno, me lo sento.

  15. 1) Il ministero degli Esteri è uno dei più importanti.
    2) Il contributo dei radicali (in termini di elettori conquistati, brutalmente) è minimo. Forse sono più i voti persi che conquistati.
    3) Al di là del valore del personaggio, le posizioni sue e dei radicali sono state piuttosto divergenti da quelle della maggioranza del corpo elettorale dell’Unione, che era e resta contrario alle ultime guerre (fate caso: c’è un arcobaleno nel simbolo). Non dico che siano giuste o sbagliate: dico che sono divergenti.

    1+2+3= mi dispiace, ma è la tipica cazzata da blog che fa perdere tempo a chi la propone e a chi la discute (come me). Sullo stile “Scalfarotto premier”

  16. Stante il punto 1 e concesso il 2 (ma il 3% che i sondaggi accreditano alla Rosa nel pugno pur senza essere un granché potrebbe fare la differenza) il punto 3 (e quindi la somma finale) è tutto da discutere.

    Kosovo: D’Alema… (che, vabbè, non è “il corpo elettorale dell’Unione”, ma a quel “corpo” gliela ha fatta digerire…)
    Afghanistan: disaccordo totale
    Iraq: bisogna ricordare che Pannella (e il “corpo elettorale” radicale segue lui, non Capezzone) era contrario, e che la Bonino stessa ha parlato mille volte, a proposito, di “illusione militarista”.

    Tutto ciò per dire che le lotte del Partito Radicale Transnazionale (per certi aspetti diversamente da Radicali Italiani – e la Bonino sono anni che ha più a che fare col PRT che con RI) sarebbero molto meno indigeste a tutto il “corpo elettorale” (m’è garbaha ‘sta metafa) della sinistra, se ben conosciute (non “esportare la democrazia” ma “promuoverla con armi di attrazione di massa”). Se Prodi vince, se la Rosa nel pugno sarà poi parte dell’Unione (come comunque pare), un ministero ai radicali è “nei patti”, e alla Bonino difficilmente puoi dare qualcosa di meno degli esteri; anche se come viene fuori da questo stesso discorso difficilmente puoi dargli qualcosa.

    Improbabile, dunque, ma molto meno cazzata da blog di Scalfarotto premier.

  17. Di tutte le deleghe che si potrebbero dare alla Bonino, quella sul Medio Oriente è proprio l’ultimissima, visto le posizioni ultra-filo-israeliane…

  18. I radicali dovrebbero cambiar nome..magari se metti la Bonino al governo si anima un po’, ma ne dubito. Certo che in quanto a competenza non c’è niente da dire…il che di questi tempi basta e avanza

  19. Ragazzi, ma non vi pare che bisogna metterci d’impegno a superare le divisioni tra le almeno 4 anime della sinistra (cattolica, riformista, massimalista e radicale)?
    Oppure siamo sempre lì a dire: io sono più sinistra di te, io ho capito più cose di te, io sono più bello di te.
    Ripartiamo dagli uomini e dalle donne che condividono una visione del mondo centrata sull’uomo e sulla solidarietà. Partiamo da quelli e cerchiamo le soluzioni di volta in volta. Diamoci fiducia! Abbiamo capacità da vendere.

  20. Fabrizio, il problema non è superare le divisioni (cosa su cui è banale essere d’accordo) ma è il “come” farlo, senno’ tra due o tre anni, ammesso di vincere le elezioni, ci troviamo nuovamente con un presidente del consiglio di centro-sinistra che decide che è giusto bombardare da qualche parte…

  21. Ignorarle non è un metodo? Non fraintendermi, voglio dire cercare cosa unisce e non discutere delle divisioni. Costantemente. Una specie di matrimonio a 4. Per me si può fare, è una questione di volontà.

  22. Fabrizio, premesso che capisco la tua buona volontà e sono certo della tua buona fede: perdonami ma continuiamo a girare attorno al problema, che è quello della definizione di un programma con punti chiari, definiti e condivisibili. Possiamo anche evitare di discuterne, al costo di fare la figura dei peracottari e ritrovarci nuovamente con Berlusconi tra qualche anno. Io *pretendo* di sapere da chi aspira a governarci cosa intende *esattamente* fare su politica estera, immigrazione, legge 30, scuola, sanità, federalismo, fisco e diritti civili (leggi PACS e fecondazione assistita) e se non sono d’accordo intendo farglielo sapere. Poi posso anche decidere (come del resto ho fatto in passato e faò anche stavolta) che, in nome del superamento delle differenze, sono disposto a votare qualcuno con cui non sono d’accordo su uno qualsiasi o anche su tutti i punti che ti ho elencato. Ma questa del “cerchiamo ciò che ci unisce” è una trappola che, senza offesa, piace tanto ai vari Mastella e Parisi e che finisce per dargli un peso maggiore di quanto abbiano. Perché la mediazione su uno ciascuno di questi punti deve sempre essere al ribasso? E’ chiaro che qui di Zapatero non ce ne sono, ma io mi accontenterei di molto meno, purché decente.

  23. Mi ricordate in maniera preoccupante i protagonisti di “Una cena quasi perfetta” (“The last supper”, USA, 1995).

  24. Io ho meno pretese. Mi fido di alcune persone, è una questione di pelle. Sinceramente ad un governo di ccccc-sx fatto di una ventina di persone per bene darei il voto anche senza programma.
    Che tanto poi in 5 anni la situazione spesso evolve al punto tale che è difficile fare una misura precisa.
    Magari al massimo un paio di orientamenti. Ma, veramente, anche senza programma darei fiducia a persone di spiccata moralità e serietà.

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