La Pulizia del Segnale

Digitale terrestre, al via la seconda fase: rottamazione dei decoder.
“La televisione digitale è giunta sulla Terra”. Così recitava la pubblicità (pagata coi nostri soldi) che invitava ad acquistare i decoder approfittando del finanziamento statale (pagato coi nostri soldi).


Ieri il governo ha rinviato di due anni il termine per lo switch-off (per ulteriori approfondimenti, vedi wikipedia), cioè la data limite oltre la quale sarebbero state spente tutte le trasmissioni in analogico (quelle attualmente ricevibili tramite semplice antenna televisiva), mentre le uniche ricevibili sarebbero state quelle trasmesse in DTT e ricevute tramite decoder (se ancora non avete capito di cosa sto parlando, siete Maurizio Gasparri, buonasera ministro).
Se qualcuno non ricordasse il principio legislativo, sancito dalla Corte Costituzionale, che portò alla nascita del digitale terrestre, è giusto rinfrescargli le idee: pluralismo (buonanotte ministro).

Secondo la Corte Costituzionale, nessun soggetto privato avrebbe potuto essere titolare, allo scadere del 31 dicembre 2003, di più di due reti televisive operanti su frequenze terrestri in ambito nazionale. Fu così che Berlusconi ebbe la geniale pensata, anzichè di risolvere una illegittimità nella pratica (mandando Retequattro sul satellite, con tutte le conseguenze del caso: i klingoniani ci avrebbero dichiarato guerra), di postulare una (falsa) soluzione col digitale terrestre.

220 milioni di euro sottratti alle nostre tasche per finanziare, promuovere e stimolare una falsa tecnologia nata già morta (perchè dev’essere sempre un comico a dire chiaramente certe cose?), che, anzichè risolvere un conflitto di interessi, ne promuoveva un altro. (dev’essere una tara genetica della famiglia Berlusconi: una sorta di cleptomania acquisita. Un giorno un genetista li redimerà).
Ora è stata rinviata al 2008 la messa in pratica di una soluzione inesistente.

Per risparmiarci un’annoiata assuefazione da presa per il culo, il governo dovrebbe optare per dei pacchetti di stronzate a scadenza, legati fra loro.
Chessò: truppe via dall’Iraq solo quando ogni famiglia italiana avrà in casa un decoder digitale.
“Richiama tuo figlio da Falluja e fai pure contento Gasparri”.

“La televisione digitale è giunta sulla Terra”: per la precisione, adesso siamo un metro e mezzo sotto.

(fonti: beppegrillo.itpuntoinformatico.it corriere.it )

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15 Comments

  1. I miei si son fatti fregare e lhanno comprato. Si vede pochissimo, e quel poco male, in una zona dove il segnale analogico è fortissimo.
    Vaglielo a spiegare, te, a due quasi sessantenni imbottiti di stronzate mediaset. Che tristezza.

  2. Il digitale non mi pare sia un obbligo, ma e’ consigliato dalla UE. Peccato che non faccia riferimento al ‘terrestre’… anche il satellite e’ digitale, anche la banda larga e’ digitale… IL DT e’ una tecnologia sbagliata, chesso’, come i biplani nella seconda guerra mondiale, come il tunnel della manica…

  3. Pur condividendo tutto (Grillo e tutti quanti) vorrei però sottolineare che la colpa non è del DTT in sè, ma appunto della promozione, utilizzo e obiettivo che hanno voluto costruire.

    Il DTT non sarebbe neanche male come tecnologia, non l’oro colato che promuovono, ma una buona. E’ chiaro che non si andrà avanti in eterno in analogico. Come è chiaro che non si può partire dal fatto che la gente debba comprare un decoder. Altrettanto chiaro è che tutta la promozione, è stata fatta in funzione di far vendere una sorta di pay-per-view, che in Italia era impensabile se non associata a calcio e films.
    A tutto questo si unisce uno stock di chissà quanti televisori “old style” da rifilare agli italiani e zone come Padova senza i canali Rai (giusto per fare un esempio).
    In Inghilterra lo davano gratis il decoder e pure lì il DTT è cresciuto a stento.

    Come al solito la verità sta nel mezzo: spendere i soldi per informatizzare meglio l’Italia (leggi “ADSL per tutti”) e offrire un DTT più onesto, meno blasonato, ma con reali contenuti.

  4. E il bello è che in molti altri paesi europei, senza tutta quella cagnara, lo stanno introducendo seriamente. E ne stanno uscendo fuori tutti i vantaggi (segnale ricevibile con antenne piccole e quantità di canali) che ne potrenno fare una tecnologia competitiva.
    Da voi, con il peso di un duopolio-monopolio, la televisione è tecnologicamente ferma da un decennio.
    Ah, avessimo vinto il referendum del 95..

  5. Io ho il DT da più di un anno e non mi sembra così male.
    Si vede male solo durante e dopo i temporali, ma in quelle occasioni stacco anche la corrente perchè l’Enel mi ha già distrutto diversi elettrodomestici.
    Sono anche soddisfatto della Pay Per View di Mediaset per quanto riguarda il calcio.
    L’unico problema è l’assenza della Rai, ma quella la posso vedere tranquillamente sull’analogico.
    Se ci si abitua a guardare un po’ di canali sull’analogico e gli altri sul digitale, si riesce a vedere tutto senza problemi.

  6. F.F. ha superato brillantemente il problema, non ha la televisione da circa tre anni, comincio a invidiare la sua disintossicazione.

  7. Da rilevare un paio di cose: 1) la notizia era in evidenza sui giornali ma ben sepolta sul Televideo e nei telegiornali. 2) E’ anche peggio di come appare: il 2008 è la data limite per lo switch-over, cioè la coesistenza obbligatoria tra analogico e digitale. Qulla per lo switch-off (lo spegnimento del digitale che noi avevamo programmato per fine 2006) è il 2012

  8. Se l’obiettivo è il pluralismo, perchè si finanziano i decoder e non si incentivano i “nuovi produttori di contenuti”? Il decoder è pur sempre ferraglia che dovrebbe servire a far vedere nuovi programmi. Qualcuno ha forse visto nuovi contenuti?

  9. Il tabù del digitale terrestre

    La notizia del rinvio dello switch-off per la tv analogica ha dato la stura […] a tutto l’astio della blogosfera verso il digitale terrestre […] Il Dtt appare in difficoltà proprio nel momento in cui Telecom cala il suo asso nella manica&…

  10. Ma secondo me lo scandalo più grande sta nel fatto che i nostri soldi sono stati usati per fare la pubblicità ad una tecnologia che tramite l’acquisto delle partite del campionato di calcio farà ulteriolmente arricchire un privato !

    Non dimentichiamo che i soldi per il famoso “contributo statale” sono stati sottratti dai finanziamenti destinati ai pannelli solari ed alle energie rinnovabili in genere_

  11. Digitale Terrestre

    Esiste una sottile linea tra tecnologia, politica e businnes. Cammiamo su questa linea e scopriamo cos’è il digitale terrestre

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