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Archivio per settembre, 2005

Le sorelle del Marchese del Grillo

set 02 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

In questi giorni la campagna per le elezioni politiche del 18 settembre in Germania sta prendendo momento. Comizi, dibattiti e proposte varie. Ieri sera è stato poi il turno di un dibattito televisivo interessante, tra il ministro dell’economia Eichel e quello in pektoren Kirchhof. Discussioni affilate, tasse, sovvenzioni alle ditte, flat tax e quant’altro.
Ma la vera protagonista per me stava seduta tra i duellanti: una giornalista, una vera intendo. Tal Maybrit Illner, con una lunga carriera prima nella televisione della DDR e poi in quella di stato della Germania riunificata.
Per me è stato un abbaglio; abituato ad anni di genuflessioni, a politici che sparano caxxate alla meno tasse per tutti senza che uno straccio di giornalista ribatta. Abituato ai Ferrara, che della loro dipendenza ne fanno quasi un vanto. Ho visto finalmente che non c’è bisogno di andare negli Stati Uniti per trovare persone che siedono dietro ad un’Olivetti e che pensano.

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Full Color

set 02 2005 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Credo che un mese abbondante di periodo di prova sia da considerare equo, epperciò mi arrischio ad affermare che i quotidiani full color, che da quando sono full color hanno la presunzione di spiegarti qualsiasi notizia attraverso metà pagina di schemino illustrativo (ne ho visti di tutti i tipi: ecco come l’acqua ha sommerso New Orleans; ecco perché l’aereo si è depressurizzato; ecco come è cresciuto il Pil; ecco come funziona una bomba; ecco come si surriscalda il pianeta; ecco come si veste un giovane d’oggi; ecco come esplode un fuoco d’artificio) sembrano un incrocio tra Focus e un vecchio sussidiario.


Peraltro, ho constatato che in questi schemini si fa incetta di immagini provenienti da Google Maps, Google Earth o Digitalglobe spacciandoli per farina del proprio sacco. Solo ieri, dopo non poche elaborazioni grafiche basate su quelle foto satellitari, ho notato sul Corriere un primo straccio di citazione della fonte.
In occasione dello tsunami nell’Oceano indiano – quindi neanche troppi mesi fa – questi stessi che oggi si prodigano in disegnini per spiegarci come si forma un tornado ignoravano persino l’esistenza delle varie banche dati di aggiornatissime immagini dallo spazio. Ora – presumo – i titolari hanno iniziato a far valere i propri diritti. E’ per questo motivo, probabilmente, che nei giorni scorsi si è passati a svaligiare – senza alcuna citazione dell’autore, ça va sans dire – le pagine degli utenti di Flickr che documentavano l’alluvione a New Orleans.

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Io, se fossi Apple

set 02 2005 Inviato da nella categoria Tech

Apple…non mi preoccuperei più di tanto che sui circuiti Peer to Peer siano disponibili versioni del mio nuovo sistema operativo installabili sui computer Intel monopolizzati da Microsoft. Anzi: io, se fossi Apple, ne sarei così contento che inizierei a vagliare l’ipotesi di farlo scaricare gratis, il sistema operativo.
Voi, che non siete Apple, potreste obiettare che a) Apple avrebbe una fonte di ricavi in meno e b) che Apple, a differenza di Microsoft, ha sempre puntato sull’hardware invece che sul software.
Al che io, che sono Apple, risponderei che proprio perché non sono una software house lascerei scaricare gratis il mio sistema operativo, invogliando un sacco di gente che non ha altri orizzonti oltre a quello di Windows a provare questo Mac OS di cui si sente dire tanto bene in giro. A quel punto, dal momento che stiamo parlando di un qualcosa che viene percepito come stile di vita, avrei creato una base di utenti affezionati alla linea del prodotto, che se non hanno già in tasca un iPod pianificano di acquistarlo, o a cui per acquistare una canzone basta un click, perché iTunes è preinstallato con il sistema operativo. Da lì ad avere un computer zeppo di software i-Qualcosa il passo è breve.
Io, se fossi Apple, una volta conquistato il mondo continuerei a produrre hardware sempre più fichetto, perché anche l’occhio vuole la sua parte, e allora potrei sì sostenere che – posto che lo si può installare dove si vuole – Mac OS funziona meglio sui miei computer. Perché sono fatti apposta. E poi sono uguali al tuo lettore Mp3, al tuo telefonino, al tuo monitor, al tuo scanner, alla tua stampante, al tuo mouse.
Ma io non sono Apple.

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Interrogatorio Moro /8: Gli ambasciatori americani a Roma

set 02 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

(COMM STRAGI, II 168-169; NUMERAZIONE TEMATICA 8)

Il memoriale Aldo MoroHo visto pochissimo l’Amb. Martin che era molto riservato, di poche parole ed alieno dall’esprimersi sulle cose italiane. Non potrei dire in coscienza quale ruolo abbia esplicato nella vita interna del nostro Paese. L’Amb. Volpe, italo-americano, cordiale, espansivo, eseguiva rigorosamente le direttive del Dipartimento di Stato con accentuato e rude atteggiamento anticomunista. Credo che, su istruzione del Dipartimento, avesse preso l’abitudine d’invitare più giovani deputati che anziani già sperimentati, probabilmente con ciò ritenendo di favorire quel rinnovamento della D.C. nel quale vedeva un modo di stabilizzazione del Paese. In privato ed in pubblico il discorso era francamente anticomunista, qualche volta su istruzioni, qualche volta senza.
L’Amb. Gardner è uomo fine, colto che esegue il suo mandato, in genere, con garbo ed efficacia. Sulla vicenda relativa ai nuovi rapporti di Governo è stato sobrio, ha più ascoltato che parlato, avendo cura di rifarsi alla nota dichiarazione base del Dipartimento con tutte le sue articolazioni: non interferenza, non indifferenza, imprevedibilità delle conseguenze.
A mio giudizio quest’ultimo diplomatico è il più delicato e sensibile, ha il polso delle cose italiane ed è in condizione di svolgere con efficacia un ruolo effettivo nelle cose italiane.

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Penélope Cruz /9-10

set 02 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

Clicca qui per aprire il wallpaper,
poi tieni premuto il tasto destro del mouse
e scegli “Salva immagine con nome…”
quando appare l’immagine.
(Formato .jpg – 1600 x 1200)
Info: IMDB
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Dei Disastri e delle Pene

set 01 2005 Inviato da nella categoria Strips

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Diapositive delle vacanze 2005

set 01 2005 Inviato da nella categoria Personale


Tramonto da Villa Emilia /1

Tramonto su Villa Margherita

Tramonto da Villa Emilia /2

Tramonto da Villa Emilia /3

Tramonto da Villa Emilia /4

Tramonto da Villa Emilia /5

Tramonto da Villa Emilia /6

Il Cantiere Navale

Villa Margherita al tramonto /1

Villa Margherita al tramonto /2

Villa Margherita al tramonto /3

Villa Margherita al tramonto /4

Il bello di un blog è che non devi obbligare le persone che conosci a venire a casa tua per proiettargli le diapositive delle vacanze.
E così, esattamente come accadde lo scorso anno e quello prima ancora, vi toccano sia le foto (tutte residenti su Flickr, disponibili anche per i newsreader in formato RSS 2.0 e Atom, e poi continuano qui con un tramonto panoramico ad alta definizione che vi consiglio) che la canonica lista.

  • Letto:
    • Le gazze ladre (Ken Follett)
    • La passione del suo tempo (John Le Carré)
    • Ammissione di colpa (Scott Turow)
    • La tamburina (John Le Carré)
    • Sarti Antonio e l’assassino (Loriano Macchiavelli, Sandro Toni)
    • Una vita da spia (Henry Porter)
    • Diary (Chuck Palahniuk)
    • Nel bianco (Ken Follett)
    • Le torri del silenzio (Philip Jolowicz)
      …e qualcuno avrà intuito che ho svaligiato la peraltro poverissima sezione “e-book” di Mondadori.
  • Ascoltato:
    • Il solito iPod intero: 60 giga in sequenza casuale. Specialmente dopo la doccia, sull’amaca, in contemplazione delle nuvole tra i pini. Ma anche in casa, con le fiammanti casse Bose optional.
  • Fatto:
    • Pochi (causa tempo inclemente) ma ristoratori bagni in mare.
    • Entrato in acqua brandendo l’arselliere e uscito pochi minuti dopo con un bottino costituito da un granchio e una vongola.
    • Riposato.
  • Mangiato:
    • Mai (anzi, dovrei dire “mai più”), purtroppo, presso la Locanda Menabuoi di Filippo Volpi, che quest’anno ha cambiato gestione ed è diventata una pizzeria (“pizzeria” è da leggersi con il medesimo tono schifato che utilizza Francesco Guccini nella canzone “Venezia”)
    • Cacciucchi a volontà e formidabili linguine al pecorino di fossa.

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L’Italia è una repubblica fondata sulle basi militari (straniere)

set 01 2005 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareUN GIORNALISTA SCOMODO AGLI USA SI ADATTA A FARE LO SCARICATORE: GLI AMERICANI LO FANNO LICENZIARE ANCHE DA LI’ • PIERLUIGI DIACO SI CONCEDE A SINISTRA: QUANDO LA COLPA NON E’ DELLE PROSTITUTE, MA DEI CLIENTI DELLE PROSTITUTE • IL PREDICATORE CRISTIANO CHE DESIDERA ASSASSINARE IL PREMIER VENEZUELANO • JOSEPH RATZINGER: IL PRIMO ATTO CONTRO WOJTYLA

Informazione 1. “Il ricorrente non è gradito al governo americano o meglio ci ha messo in imbarazzo con i suoi articoli contro le basi americane in Italia e in particolare la base di Sigonella. Abbiamo fatto presente questo problema al sindacato”.

Siamo in un tribunale della Repubblica Italiana, e proprio in questo momento l’avvocato del datore di lavoro – la Algese, una ditta di carico e scarico a Sigonella – sta tirando fuori con gesto teatrale un fascio di carte dalla cartella. “Ecco, queste sono le copie degli articoli del Benanti. Chiedo che vengano messe agli atti!”.
L’avvocato e l’imputato si guardano allibiti. Veramente non di imputato si tratta, ma di un lavoratore che ha fatto una normale vertenza di lavoro per licenziamento ingiustificato: ma siamo vicini a Sigonella e non sappiamo che leggi vigano da queste parti. Fatto sta che il giudice allunga la mano, prende gli articoli “incriminati”, e li mette tranquillamente agli atti.

L’imputato è il nostro solito Marco Benanti, ricordate? Quello che somiglia a Michel Moore, che fa inchieste antimafiose, che è stato buttato buori dall’Ansa e dalla corporazione dei giornalisti siciliani. Infine, per campare, si è adattato a fare lo scaricatore di aerei a Sigonella. Ma gli americani l’anno sgamato: Benanti è rosso, ha pubblicato persino foto di manifestazioni pacifiste sul suo sito. Avvertono il padrone della ditta – che è italiano, com’è italiana la ditta; un certo Frangipani – e immediatamente il padrone ha provveduto. Ma c’è una giustizia in Italia! E infatti.

Adesso, appena usciti del tribunale – con un bel tricolore che sventola accanto a una bandiera europea – imputato e avvocato si separano. “Faremo ricorso!”. “Non è possibile che in Italia uno venga licenziato per reato d’opinione!”. “Non possono fare così!”.

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Interrogatorio Moro /7: L’ultimo governo Andreotti

set 01 2005 Inviato da nella categoria Banca dati della Memoria

(COMM. STRAGI, II 127-130, NUMERAZIONE TEMATICA 7)

Il memoriale Aldo MoroL’accordo sull’ultimo governo è stato assai travagliato, com’è comprensibile. Esso nasce dallo stato di necessità creato sulla scia delle affermazioni di La Malfa, dal Partito Comunista, quando ha dichiarato superato l’accordo a sei e richiesto una diretta ed impegnata partecipazione comunista (insieme ad altri partiti), per fronteggiare l’emergenza. A determinare questa situazione aveva contribuito, con l’aggravarsi obiettivo della situazione, la radunata a Roma dei metalmeccanici nel segno della sostituzione del Governo Andreotti. I comunisti, del resto, non avevano impegni di sorta circa la durata temporale dell’accordo a sei, benché si sperasse di protrarla fino alle elezioni europee allora prevedute per il 78. Per i democristiani, nella generalità dei casi, fu una sgradita sorpresa, perché metteva in discussione un equilibrio che il Paese, dopo sforzi, aveva acquisito ed anche gli Americani avevano accettato o tollerato. Ma, una volta chiara la fermezza con la quale il PCI chiedeva, con altri, un cambiamento, ci si dové mettere al lavoro. La reazione dei gruppi fu semplicemente disastrosa ed occorse una durata eccezionalmente lunga di crisi, circa 60 giorni, [per] cominciare ad avere un controllo minimo della situazione e cioè un dibattito duro, ma civile, non caratterizzato cioè dalla minaccia immediata di voto negativo in aula. A questo fine, a parte l’opera di persuasione svolta da alcuni democristiani, si cercò di far valere una ragione positiva e cioè la continuazione, in forma aggiornata, di un accordo che si era rivelato in complesso fecondo e senza l’ipoteca di un accordo politico generale tra PCI e D.C., al quale la parte democristiana (ma anche quella comunista) apparivano impreparate. Sul piano politico formale, a parte il programma che riprende e aggiorna quello di luglio, dopo moltissime incertezze, la Direzione D.C. da un lato, l’On. Berlinguer dall’altro (egli aveva intanto abbandonato l’idea di un Governo di emergenza) erano convenuti nel ritenere possibile una maggioranza programmatico-parlamentare, che avrebbe tradotto in accettazioni le manifestazioni di non sfiducia del Governo precedente.

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Kate Beckinsale /29-30

set 01 2005 Inviato da nella categoria Wallpaper of the day

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